21 aprile 2017

L'occupazione di Alessandro Sesto [recensione]

L'OCCUPAZIONE 
di
Alessandro Sesto

Casa editrice: Gorilla Sapiens edizioni
Collana: Scarto
Pagine: 304
Prezzo: € 17
ISBN: 9788898978335
Copertina di: Patrizio Anastasi

Tutti i media lanciano una notizia sconvolgente, allarmante, in grado di cambiare le sorti del mondo e gli assetti geopolitici. L'occupazione degli USA, il cambio di regime in Europa stanno avvenendo, ma senza preavviso, troppo chiasso e quasi indolore per l'umanità.
Le persone apprendono gli sviluppi dalle molteplici fonti a disposizione e attendono che il cambiamento si mostri. Ma l'occupazione è davvero in atto, sta per succedere, è già successa?
Andreas e Jacob si muovono in un contesto, il cui sentore dell'occupazione è quasi impercettibile, misterioso, carico di domande e si concretizza nella loro percezione: come vedono la polizia in azione, altri individui come loro, che si muovono da casa, a lavoro, nei negozi, nelle nuove forme di aggregazione collettiva, nella città nel suo essere quotidiano.
"Guardarono se era cambiato qualcosa nel locale dopo l'occupazione, questa era diventata una mania per tutti, il confronto prima-dopo occupazione si faceva sempre, per qualsiasi ambiente e situazione, ma dovettero ammettere che non era cambiato niente".
Andreas cerca Nora, la ex fidanzata, sparita senza lasciare traccia, dopo averlo mollato con una email in cui confessa di aver conosciuto un altro. Poco convinto della motivazione e speranzoso nel individuare nel caos vigente, così paventato da tutti i mezzi di comunicazione, la vera causa della scomparsa della sua ragazza, comincia a investigare in nuovi ambienti, popolati da strani gruppi sovversivi, dai nomi mai sentiti prima e dalla linea di pensiero poco chiara:
"armadilli, [...] erano dei latinoamericani che in Florida si erano ribellati al nuovo status quo, che identificavano come una specie di rivincita dei nerd etnica e planetaria. [...] L'organizzazione [...] ispirava in tutto il paese una letteratura di fumetti underground, intendendosi per underground che esisteva su internet".
"I Foglietti pensavano che l'occupazione fosse un colpo di stato razzista col quale gli americani di origine inglese e nordeuropea, i WASP più gli irlandesi in pratica, riprendevano il controllo del paese, distribuendo strategicamente i ruoli secondari alle altre etnie [...]".
Jacob, anche lui programmatore, è un giocatore abile di go su internet, che si trova costantemente a perdere con il suo avversario più temuto, Tokio. Oltre a essere imbattibile, è uno stalker in piena regola, che lo perseguita con messaggi criptici e ambigui, mancando di rivelare la sua vera identità. Ogni nuova persona che incontra è per lui un possibile Tokio, come il suo psicologo, Malakian, un professionista sempre pronto a fornire perle di saggezza, che a volte è meglio non prendere alla lettera, e indicazioni che lo portano a fare la conoscenza di soggetti alquanto eccentrici, come il suo attuale capo, Augusto Marra, o un ex paziente, Donald Eriksson, affiliato a una setta di recente generazione, la Chiesa di Smith.

L'occupazione è una infinita divagazione, un'esplosione di collegamenti, una storia che si identifica nel più puro e godurioso flusso di pensieri. La sintassi articolata collima con la volontà dell'autore di creare spiegazioni complesse, paradossali e spesso fuori luogo, che strappano un sorriso e ti fanno pensare a quanto sarebbe bello vivere in mondo fatto di serie tv assurde, personaggi strampalati e avventure che si trasformano in evasione dalla realtà. Una realtà fatta di regole precostituite, che è eccitante sovvertire per capire fin dove è possibile arrivare.
Un libro che mi è piaciuto tanto perché, mantenendo una chiave ironica, alimenta la teoria del complotto e lancia molti messaggi da cogliere, partendo da uno spunto semplice, come un'ipotetica invasione dello straniero e le relative conseguenze.
L'uomo si muove tra la folla e ricerca nello sguardo dell'altro il segnale del cambiamento. I mostri siamo noi o sono loro, ma loro chi? L'unione fa la forza, la coesione è necessaria per non perdere se stessi e le persone che si amano di più, ma ci si può fidare del proprio vicino? È reale la situazione acclamata dai media? Le fonti di informazione sono seriamente affidabili o funzionano solo come propagatrici del dubbio?
Ma forse sto divagando, non lo so. Resta il fatto che la mia mente era attiva nella lettura e lo è tuttora mentre scrivo di un testo che per me ha lasciato il segno.

Veronica

10 aprile 2017

Un albero al contrario di Elisa Luvarà [recensione]

UN ALBERO AL CONTRARIO
di
Elisa Luvarà

Casa editrice: Rizzoli
Collana: Rizzoli narrativa
Pagine: 319
Prezzo: € 18,50
ISBN: 9788817093590

Ginevra ha undici anni quando entra in comunità, dopo una brutta esperienza con una famiglia affidataria. La sensazione che prova è di sollievo. Sollievo dopo l'ennesima delusione. I suoi genitori, quelli veri, sono un vero casino: la madre non distingue la realtà dall'immaginazione, non riesce a restare concentrata e non è in grado di crescere una bambina; il padre la vede come un peso, ma non vuole essere giudicato come una persona insensibile e crudele, perciò continua, a modo suo, a farsi vedere da Ginevra, senza fornire nessun contributo significativo.
Le attenzioni, i gesti, il modo di fare accogliente dell'educatrice, la signora Tilde, sono una novità. Non manca la paura per i nuovi compagni; saranno amichevoli o aggressivi verso la nuova venuta?

"Da qualche parte avevo sentito che non esistono bambini davvero cattivi". 

E quei bambini sono come lei: hanno genitori instabili, desiderano essere amati, vogliono credere di avere una possibilità.
Agape, undici anni, sensibile, gentile, premuroso, un ascoltatore silenzioso. L'incontro con il suo vero padre lo porta a esternare tanta rabbia e a cambiare completamente atteggiamento verso gli altri e verso se stesso. Continua, nonostante tutto, a mantenere un legame speciale Gin.
Verde ha solo la bisnonna, adora le belle cose ed è convinta che nella sua stanza si aggiri un fantasma, la cui presenza è stata abilmente inventata da Agape. Con loro due si instaura il rapporto più forte.

"Mi resi conto degli sforzi immensi che avevo compiuto negli ultimi anni per torcermi deformarmi e prendere delle sembianze che la mamma affidataria avrebbe desiderato per me. Vivere con quei bambini non mi sembrava un'impresa altrettanto faticosa. Con loro, pensai, non era necessaria alcuna trasformazione". 

Per Ginevra, l'arrivo in comunità è sinonimo di nuovo inizio; sente dentro di sé una sensazione di risveglio, una grande voglia di buttarsi in nuove avventure: 

"Volevo entusiasmarmi parlando di mummie disseppellite, del potere di alcuni minerali e di storie di paura, ma anche cominciare un diario, affezionarmi a un argomento e approfondirlo, iniziare una collezione di oggetti rarissimi".

Ginevra si porta dietro un fardello fatto di delusioni e solitudine. I suoi segreti sono custoditi gelosamente e aprirsi agli altri, provare fiducia verso le persone, non è semplice. L'affetto della signora Tilde, le chiacchiere e gli scambi con i compagni, anche loro con i loro demoni da affrontare, sono la sua occasione di rinascita. Finalmente, sente di aver trovato una famiglia, non convenzionale, ma sicuramente piena d'amore, pronta a darlo e riceverlo.
Un libro toccante, sincero e carico di speranza, che ho apprezzato moltissimo, soprattutto nella scelta delle parole da parte dell'autrice per descrivere e caratterizzare luoghi, personaggi e situazioni. 
Una storia che vuole emozionare, coinvolgere, a tratti divertire, senza intristire.
Esplicativa la metafora di Un albero al contrario, immagine che la protagonista utilizza per definire se stessa: un albero che non affonda le radici e riceve nutrimento dalla terra; le radici sono esposte verso l'alto, al vento e alle intemperie, e attendono il passaggio ristoratore degli uccellini di passaggio. 
Consigliato!

Veronica

27 marzo 2017

Crepuscolo di Kent Haruf [recensione]

CREPUSCOLO
di
Kent Haruf

Casa editrice: NNeditore
Traduzione: Fabio Cremonesi
Pagine: 312
Prezzo: € 18,00
ISBN: 9788899253295

"Questo libro è per chi ama guardare la danza delle candele sul muro, per chi ascolta la "Pastorale" di Beethoven, per chi ricorda quando da bambini ci si arredava una stanza con tutto quello che si trovava in giro, e per chi è rimasto solo, al freddo, per tanto tempo, e oggi ha deciso di rimettersi in gioco e correre il rischio di diventare una persona diversa".
La quarta di copertina presenta Crepuscolo come un libro che ci riporta a Holt per raccontare una vita fatta di piccole cose, che solo con gli occhi dei bambini si riescono ad apprezzare, una quotidianità mossa da eventi inaspettati che possono essere tanto devastanti e incredibilmente meravigliosi.
Il terzo capitolo ha tanti protagonisti, alcuni già conosciuti in Canto della pianura, come i fratelli McPheron, Harold e Raymond, cambiati moltissimo con l'arrivo di Victoria Roubideaux nelle loro vite. L'hanno accolta, aiutata e hanno cominciato ad amarla come una figlia. Lei è stata capace di dare uno scossone forte a un'esistenza sempre uguale, rendendola più bella, in modi mai pensati prima. La casa si è animata ancora di più con la nascita di Katie, una bambina sveglia, allegra e graziosa. L'inizio del college a Fort Collins è il momento del distacco e un ritorno alle vecchie abitudini per i McPheron, che riprendono a dedicarsi completamente al lavoro nella fattoria.
In una giornata come tante, cominciano a portare via i tori da monta dai pascoli: un esemplare, fin troppo bizzoso, si scaglia contro Harold, intavolando una lotta impari che vede l'uomo avere la peggio. In una manciata di minuti tutto precipita e Raymond, ferito lievemente, non ha il tempo di fermare lo scontro e resta accanto al fratello fino all'ultimo respiro.
Raymond deve fare i conti con il dolore della perdita, affrontare una convalescenza non semplice aiutato da Victoria e combattere contro la solitudine, un sentimento che rischia di annientarlo. A un lutto segue il coraggio di un nuovo inizio, l'avventura di sperimentare cosa ancora ha da offrire la vita.
Fra i nuovi personaggi, la coppia Beth e Luther, incasinata, pieni di problemi, incapace di proteggere i propri figli, Joy Rae e Richie, i quali subiscono le conseguenze di scelte sbagliate. Non imparano dai propri errori e nonostante sappiano che un passo falso può mettere in pericolo la famiglia, ospitano lo zio Hoyt Raines, cattivo fino al midollo, ubriacone incallito senza un soldo, pronto ad arraffare da ogni situazione per il proprio tornaconto. L'assistente sociale, Rose Tyler, prende a cuore la difficile condizione dei Wallace e cerca di dar loro consigli e metodi per affrontare passo, passo tutte le spese.
Dj Kephart è un ragazzino di soli undici anni, abita con il nonno, Walter Kephart, pensionato di settantacinque anni, taciturno e testardo. Nel tempo libero, si reca dalla vicina di casa, Mary Wells, per svolgere qualche lavoretto; fa amicizia con le sue figlie, Dena ed Emma, e si avvicina a loro soprattutto quando la madre entra in depressione, dopo aver saputo che il marito ha intenzione di restare in Alaska a lavorare.

Tranquillità emanata da una cittadina ben immaginata dalla penna di Haruf nelle diverse stagioni, che si susseguono ciclicamente. All'apparenza, il nulla.
Crepuscolo è il libro degli addii e dei nuovi inizi, come ci dimostra la storia di Raymond, il personaggio che ho amato più di tutti e per il quale ho sentito una forte empatia. Si piange con lui il dolore della perdita, si tifa per lui, perché prenda coraggio e si butti in nuove esperienze, assaporando il bello che ancora il mondo è in grado di offrire. La semplicità e la sobrietà che Kent Haruf trasmette nel descrivere gli abitanti di Holt e la loro quotidianità sono trascinanti e immersive, tanto che diventa impossibile staccarsi dalle pagine. Appena si arriva all'ultimo capitolo, si ha la sensazione che la narrazione non sia finita e che l'autore abbia ancora tanto da dire per un lettore che ha voglia di ascoltare e scoprire che cosa riserva il futuro alla famiglia Wallace, DJ, Raymond e Rose Taylor.
La speranza e l'amore sono le leve giuste per riportare sulla retta via e le possibilità che si creano possono essere sfruttate al meglio con uno stato d'animo positivo. La felicità è dietro l'angolo, basta fare la scelta giusta.

Veronica