26 novembre 2018

L'amica geniale di Elena Ferrante [recensione]

L'AMICA GENIALE
di
Elena Ferrante

Casa editrice: edizioni e/o
Collana: dal mondo
Pagine: 330
Prezzo: € 18
ISBN: 9788866320326
"Non ho nostalgia della nostra infanzia, è piena di violenza. Ci succedeva di tutto, in casa e fuori, ma non ricordo di aver mai pensato che la vita che c'era capitata fosse particolarmente brutta. La vita era così e basta, crescevamo con l'obbligo di renderla difficile agli altri prima che gli altri la rendessero difficile a noi. Certo, a me sarebbero piaciuti i modi gentili che predicavano la maestra e il parroco, ma sentivo che quei modi gentili non erano adatti al nostro rione, anche se eri femmina. Le donne combattevano tra loro più degli uomini, si prendevano per i capelli, si facevano male. Far male era una malattia".
Elena Greco e Lila Cerullo abitano in un umile rione della periferia di Napoli, a pochi passi l'una dall'altra, e frequentano la stessa classe. Sono entrambe molto brave a scuola e questo accende una competizione silenziosa tra di loro. Elena osserva la compagna con timore, per i suoi modi duri e coraggiosi, e invidia la sua forza nel non farsi mettere i piedi in testa da nessuno. Ogni situazione di contrasto diventa una sfida per Lila, che si impone con la famiglia per continuare a studiare o con l'uomo più temuto nella zona, Achille, senza pensare alle conseguenze delle sue azioni.
"Quando si è al mondo da poco è difficile capire quali sono i disastri all'origine del nostro sentimento del disastro, forse non se ne sente nemmeno la necessità. I grandi, in attesa di domani, si muovono in un presente dietro al quale c'è ieri o l'altro ieri, o al massimo la settimana scorsa: al resto non vogliono pensare. I piccoli non sanno il significato di ieri, dell'altro ieri, e nemmeno di domani, tutto è questo, ora".
L'infanzia è per queste due bambine una lotta alla sopravvivenza e sin da piccole devono imparare a cavarsela. Col tempo cominciano ad appoggiarsi l'una all'altra, progettando di scrivere un libro di successo e sfidando le famiglie per avere una possibilità in un mondo che appare arido di occasioni e buoni sentimenti. I loro percorsi non sono identici: Elena riesce a procedere negli studi, ma ogni sua scelta è influenzata dall'amica, con la quale si misura costantemente, sia quando trova difficoltà a scuola, sia quando si osserva allo specchio e non si sente abbastanza bella; Lila, invece, è costretta a mettere da parte la sua istruzione per lavorare nel negozio di scarpe del padre, scatenando una competizione familiare e spingendo il fratello a osare sempre di più nella creazione di nuovi modelli, con l'intento di espandersi e acquistare prestigio tra i negozianti della zona.
Ciò che le accomuna è la voglia di riscatto verso una società che condanna le donne di bassa estrazione sociale a una vita con poche prospettive: una necessità di imporsi culturalmente ed economicamente, dimostrando di poter essere al pari o migliori degli uomini.

La voce narrante è quella di Elena, che ripercorre le vicende del passato, le interpreta con gli occhi di bambina e di adulta, raccontando di un rapporto simbiotico e complementare con una ragazza diversa da lei, ma della quale avverte il bisogno di comprensione, accettazione e condivisione. La protagonista non si considera sicura e completa, senza la costante approvazione di Lila. Quest'ultima è un'entità invisibile, filtrata dalle parole dell'amica, coraggiosa, indomita, tenuta prigioniera dalle imposizioni che la circondano, desiderosa di esprimersi liberamente. Attorno a loro, gravitano moltissimi personaggi immersi in un contesto ben definito dall'autrice: le comari del rione, attente a non perdersi un litigio, un nuovo pettegolezzo o una morte improvvisa; i padri padroni sottomessi alle mogli e maneschi con i più piccoli; bambini coetanei, con i quali confrontarsi e scontrarsi; la povertà della periferia, che lotta per ribaltare un destino avverso; i matrimoni combinati, voluti dai genitori, senza pensare ai sogni e alle sorti dei figli, perché ancora l'unica cosa che importa sopra a tutto è l'apparenza.

Tanto si è parlato negli ultimi anni de L'amica geniale e della stessa scrittrice dall'identità sconosciuta, Elena Ferrante, la cui fama la precede. Nuova attenzione è stata riposta sul libro con l'uscita ufficiale il 27 novembre della fiction rai, di cui ho avuto la fortuna di vedere i primi due episodi quasi un mese fa: un'ottima trasposizione e due giovani interpreti perfette nel ruolo di Elena "Lenù" e Lila.


Difficile avvicinarsi a questo libro a così tanta distanza dalla prima edizione e dopo che se ne è parlato moltissimo in rete, in televisione, alle manifestazioni letterari. E quando si loda un'opera si creano alte aspettative, in questo caso giganti. L'autrice ha lavorato molto sul descrivere ambientazioni credibili, caratterizzare i personaggi, far gravitare attorno a un'amicizia speciale la vita complicata e quotidiana di un rione. Una saga di formazione che appartiene a quelle letture che difficilmente si dimenticano e che creano un'immersione completa nelle vite dei suoi protagonisti, principali e secondari, suscitando un'infinità di emozioni. Direi, quindi, che l'attesa è stata ampiamente ripagata.

Veronica

1 ottobre 2018

Il tempo dentro di noi di Stefano Galardini [recensione]

IL TEMPO DENTRO DI NOI
di
Stefano Galardini

Casa editrice: Edizioni Convalle
Collana: Sole
Pagine: 230
Prezzo: € 13,50
ISBN: 9788885434066
«Che significato ha qui e ora? Perché questo qui ed ora è così importante rispetto a un'altra realtà che nel bivio delle possibilità non si è mai realizzata? Qui e ora e noi è solo il frutto di un accidente, di un caso fortuito in mezzo a miliardi di altre possibilità altrettanto valide e altrettanto possibili. Perché? Se esistesse il destino forse avrebbe qualche significato, se tutto fosse già scritto allora fanculo, ok, uno potrebbe sdraiarsi un po', ma se così non fosse? Se ora, se qui, se noi fosse soltanto il prodotto di qualcosa di casuale, perché dovrebbe essere così importante?»
Luca e Lidia si ritrovano spesso a interrogarsi sul tempo, sulla vita e sulla loro amicizia. Si conoscono da sempre e gli eventi non li hanno mai separati, se non geograficamente. Sono l'uno il prolungamento dell'altra e sentono il bisogno di cercarsi, raccontarsi e sentirsi emotivamente vicini. 
Entrambi hanno fatto delle scelte, affrontato un percorso diverso, con la certezza di esserci per l'altro. Un sentimento, il loro, più profondo di qualsiasi cosa, anche dell'amore, tanto da suscitare in chi li osserva una gelosia per quel comprendersi e mettersi al primo posto.

La storia è semplice, parla di quotidianità, di episodi in cui facile è riconoscersi; il modo in cui è narrata è profondo, viscerale, a tratti cervellotico e, per questo, unico e affascinante.
I protagonisti si conoscono a scuola, condividono tutto, si confidano perplessità e scelte, ammettono errori. Un rapporto forte, non scontato, che evolve continuamente.

Luca è riflessivo, tormentato, solitario: si sposa, affronta le difficoltà del matrimonio, sceglie di impegnarsi nella vita di coppia, cresce una figlia. Lidia è ambiziosa, in movimento, alla ricerca di qualcosa di più, nei posti più impensati. Anche a kilometri di distanza partecipano alla vita dell'altro e si confrontano sul tempo che passa:
«Dov'è finito tutto il tempo?»
«Dietro di noi» lui alzò le spalle, sorridendo ancora.
«Anzi, no» si corresse «dentro di noi.»
E il tempo scandisce gli eventi, felici e tristi. È imprescindibile fare i conti con i cambiamenti. All'inizio si parte con tanti sogni nel cassetto, che a mano a mano si assottigliano, e così ci si adatta a fare qualcosa di non preventivato, consapevoli di dover rinunciare per sopravvivere. Si lotta con le abitudini, a tratti avvertite come rassicuranti, mentre in altri momenti vere trappole alla realizzazione personale.

Alcuni istanti segnano le nostre esistenze e ci si ritrova a fare un bilancio: ci sentiamo realizzati? Abbiamo fatto la scelta giusta? Potevo essere più felice di così?
"Alla fine tra ricordi e rimpianti non c'è una distinzione che sia netta, nel grande ciclo multiforme della vita. Tra i versi di quella terribile, bellissima poesia, c'è solo la vita, un presente continuo fatto di attimi che si tramutano nella storia di qualcuno, episodi da raccontare, condividere, nascondere".
Una canzone è il sottofondo malinconico di due esistenze che, seppur indipendenti e non sempre coincidenti, hanno lottato per mantenere un legame e non perdersi.

Stefano Galardini racconta una storia commovente, con al centro una relazione di amicizia fra un uomo e una donna, incasinati, pieni di interrogativi, ossessionati dal trascorrere del tempo, dalle conseguenze delle scelte, con la voglia di lasciare il segno. E a fine lettura si sente che un segno dentro di noi Luca e Lidia l'hanno lasciato, perché chiuso il libro si continua a riflettere su questa coppia e su di noi, costretti, a nostra volta, a scorrere indietro nei ricordi, a fare i conti con il passato, il presente e il futuro.

Veronica

16 agosto 2018

Le più fortunate di Julianne Pachico [recensione]

LE PIÙ FORTUNATE 
di 
Julianne Pachico

Casa editrice: Sur
Collana: BigSur
Traduzione: Teresa Ciuffoletti
Pagine: 250
Prezzo: € 17,50
ISBN: 9788869981265

Sin dalle prime pagine si viene catapultati dentro un mondo caotico, fatto di emozioni, azioni, voci, dove è difficile orientarsi. Però è questo l'intento dell'autrice, che mostra attraverso undici episodi, solo in apparenza scollegati, la Colombia, un paese del quale sappiamo ben poco. Le protagoniste sono ragazzine privilegiate che frequentano una scuola esclusiva, vanno al centro commerciale, fumano di nascosto e si annoiano, come tutti a quell'età. 
Come suggerito dal titolo sono davvero fortunate? Il primo capitolo smentisce subito questo appellativo, perché nonostante le case sfarzose, la presenza costante di domestici, la realtà è ben diversa e tutte devono fare i conti con il contesto politico e sociale che nei racconti è confusamente rivelato e attraversa gli anni tra il 1993 e il 2013. 
Stephanie Lansky rimane a casa per le vacanze insieme alla collaboratrice domestica, Angelina, che quasi subito scompare misteriosamente. Nel suo giardino comincia a gironzolare un tipo losco, armato, che bussa alla sua porta e con toni rassicuranti la invita ad aprirgli la porta e a fidarsi:
"Una notte si sente abbastanza coraggiosa e disperata da uscire a bordo piscina. Il silenzio è tale che riesce ad avvertire lo sciabordio dell'acqua che accarezza le pareti di cemento. Abbraccia l'albero di pompelmo e sforza gli occhi per scrutare le montagne, riuscendo quasi a convincersi di vedere gli incendi, piccoli come i puntini arancioni che bruciano all'estremità delle sue sigarette. Si convince di sentire l'odore del fumo e della polvere da sparo, le esplosioni  e i colpi d'arma da fuoco che accompagnano l'arrivo delle truppe americane, i rinforzi dall'estero. Se chiude gli occhi e preme il viso contro il tronco ruvido riesce quasi a sentire gli elicotteri, il fragore delle portiere metalliche a scorrimento che si spalancano, il tonfo della scala di corda bitorzoluta che atterra ai suoi piedi. Stephanie Lansky, siamo qui per salvarti!".
Tra sparizioni, rapimenti, fughe rocambolesche, morti cruente, traffici di cocaina, criminalità organizzata, un narratore diverso racconta un pezzo di Colombia, che appare una terra desolata, corrotta dal denaro e dalla droga, dove serpeggiano paura e violenza. 
I personaggi sono legati tra loro da un filo rosso che parte dall'infanzia sino alla vita adulta: in alcuni episodi sono protagonisti, mentre in altri ritornano solo nei ricordi. Lo stile del romanzo d'esordio di Julianne Pachico non è semplice, bensì destabilizzante, come lo può essere una guerra civile, avvertita con un'eco lontano dalle giovani protagoniste, che tentano di vivere un'esistenza il più possibile normale, nonostante il mondo dove sono costrette a crescere. 
"La plastica si stropiccia se le stringe troppo forte, per cui le tiene con cura, delicatamente. Si sdraia se le accosta alla guancia, riconosce il loro odore dolciastro, familiare e rassicurante come la naftalina. Non importa quanto le bruciano gli occhi, le pizzichi il naso o le si intorpidisca la gola. Si accoccola in posizione fetale con il tucano di legno che le punge una coscia, i pezzi del puzzle attaccati al braccio, un mucchietto morbido di borse sotto la testa. Sdraiata sul paese incompleto le tira a sé, stringendole in un tenero abbraccio sussurrando paroline dolci".
Una testimonianza netta e spietata, dove a farla da padrona sono i diversi punti di vista, che compongono un affresco di una società a me sconosciuta complesso e potente: "Puoi provare a scappare, disse tua madre, ma quelli ti trovano sempre".
Una lettura diversa, che necessita di un'attenzione costante per non perdersi, non scontata, originale nella forma e ricca nei contenuti: difficile restare indifferenti e non rimanere colpiti dalla forza delle parole dell'autrice, dalla crudezza delle immagini e dai sentimenti descritti.

Veronica