16 agosto 2018

Le più fortunate di Julianne Pachico [recensione]

LE PIÙ FORTUNATE 
di 
Julianne Pachico

Casa editrice: Sur
Collana: BigSur
Traduzione: Teresa Ciuffoletti
Pagine: 250
Prezzo: € 17,50
ISBN: 9788869981265

Sin dalle prime pagine si viene catapultati dentro un mondo caotico, fatto di emozioni, azioni, voci, dove è difficile orientarsi. Però è questo l'intento dell'autrice, che mostra attraverso undici episodi, solo in apparenza scollegati, la Colombia, un paese del quale sappiamo ben poco. Le protagoniste sono ragazzine privilegiate che frequentano una scuola esclusiva, vanno al centro commerciale, fumano di nascosto e si annoiano, come tutti a quell'età. 
Come suggerito dal titolo sono davvero fortunate? Il primo capitolo smentisce subito questo appellativo, perché nonostante le case sfarzose, la presenza costante di domestici, la realtà è ben diversa e tutte devono fare i conti con il contesto politico e sociale che nei racconti è confusamente rivelato e attraversa gli anni tra il 1993 e il 2013. 
Stephanie Lansky rimane a casa per le vacanze insieme alla collaboratrice domestica, Angelina, che quasi subito scompare misteriosamente. Nel suo giardino comincia a gironzolare un tipo losco, armato, che bussa alla sua porta e con toni rassicuranti la invita ad aprirgli la porta e a fidarsi:
"Una notte si sente abbastanza coraggiosa e disperata da uscire a bordo piscina. Il silenzio è tale che riesce ad avvertire lo sciabordio dell'acqua che accarezza le pareti di cemento. Abbraccia l'albero di pompelmo e sforza gli occhi per scrutare le montagne, riuscendo quasi a convincersi di vedere gli incendi, piccoli come i puntini arancioni che bruciano all'estremità delle sue sigarette. Si convince di sentire l'odore del fumo e della polvere da sparo, le esplosioni  e i colpi d'arma da fuoco che accompagnano l'arrivo delle truppe americane, i rinforzi dall'estero. Se chiude gli occhi e preme il viso contro il tronco ruvido riesce quasi a sentire gli elicotteri, il fragore delle portiere metalliche a scorrimento che si spalancano, il tonfo della scala di corda bitorzoluta che atterra ai suoi piedi. Stephanie Lansky, siamo qui per salvarti!".
Tra sparizioni, rapimenti, fughe rocambolesche, morti cruente, traffici di cocaina, criminalità organizzata, un narratore diverso racconta un pezzo di Colombia, che appare una terra desolata, corrotta dal denaro e dalla droga, dove serpeggiano paura e violenza. 
I personaggi sono legati tra loro da un filo rosso che parte dall'infanzia sino alla vita adulta: in alcuni episodi sono protagonisti, mentre in altri ritornano solo nei ricordi. Lo stile del romanzo d'esordio di Julianne Pachico non è semplice, bensì destabilizzante, come lo può essere una guerra civile, avvertita con un'eco lontano dalle giovani protagoniste, che tentano di vivere un'esistenza il più possibile normale, nonostante il mondo dove sono costrette a crescere. 
"La plastica si stropiccia se le stringe troppo forte, per cui le tiene con cura, delicatamente. Si sdraia se le accosta alla guancia, riconosce il loro odore dolciastro, familiare e rassicurante come la naftalina. Non importa quanto le bruciano gli occhi, le pizzichi il naso o le si intorpidisca la gola. Si accoccola in posizione fetale con il tucano di legno che le punge una coscia, i pezzi del puzzle attaccati al braccio, un mucchietto morbido di borse sotto la testa. Sdraiata sul paese incompleto le tira a sé, stringendole in un tenero abbraccio sussurrando paroline dolci".
Una testimonianza netta e spietata, dove a farla da padrona sono i diversi punti di vista, che compongono un affresco di una società a me sconosciuta complesso e potente: "Puoi provare a scappare, disse tua madre, ma quelli ti trovano sempre".
Una lettura diversa, che necessita di un'attenzione costante per non perdersi, non scontata, originale nella forma e ricca nei contenuti: difficile restare indifferenti e non rimanere colpiti dalla forza delle parole dell'autrice, dalla crudezza delle immagini e dai sentimenti descritti.

Veronica 

7 luglio 2018

Come uccidere Innocenti una volta per tutte di Stefano Rossi [recensione]

COME UCCIDERE INNOCENTI UNA VOLTA PER TUTTE
di
Stefano Rossi

Casa editrice: associazione culturale il foglio
Pagine: 160
Prezzo: € 12,00
ISBN: 9788876067020


"Non avrei mai creduto di raccontare questa storia bizzarra a me stesso. Ho sempre pensato che non mi sarei preso sul serio e, cosa assai peggiore, se l'avessi sentita con le mie orecchie avrei cominciato a non crederci nemmeno io, tanto da dubitare seriamente delle mie facoltà mentali. E questo avrebbe fatto di me uno psicotico o un bugiardo. O magari entrambe le cose. Fanculo".

Vincent Croce è un sicario, prossimo alla pensione, ingaggiato da uno dei boss più temuti di Florence per uccidere un uomo. Le motivazioni sono sconosciute e poco rilevanti nel suo mestiere: l'obiettivo è assolvere ogni incarico senza lasciare traccia e senza fare domande.
La mattina dopo l'uccisione di Innocenti, il mandante dell'omicidio, Abruzzese, chiede d'incontrarlo: lo minaccia perché si sente preso in giro visto che ha ricevuto una foto che mostra il presunto cadavere a piede libero per le strade della città.
Incredulo, Vincent si convince che l'unica spiegazione possibile sia l'esistenza di un gemello e si mette così sulle sue tracce per salvarsi la vita.

Un contesto distopico, con al centro un'immaginaria città di Firenze, colpita dal degrado e con un alto tasso di criminalità, dove sarà facile riconoscere nelle descrizioni luoghi del centro e della periferia. 
Un protagonista scaltro, solitario, con una missione da compiere, che si rivela molto più che un lavoro: un'occasione per analizzare la propria vita e capire quanto poco di bello e significativo ci sia da salvare. Conoscere Innocenti è la miccia che innesca un vero cambiamento nella sua esistenza e da assassino su commissione si trasforma in salvatore, disposto a tutto per tenere nascosta la verità ad Abruzzese, anche sacrificare se stesso.
La vittima è il personaggio intorno al quale tutto ruota: si aggira come un fantasma nel mondo, nei suoi occhi c'è solo il vuoto, un vuoto di sentimenti e occasioni. Lo stesso Croce si ritrova a guardarsi allo specchio, consapevole di essere destinato a sprofondare nello stesso baratro.

Molti sono i contatti indispensabili alla professione di sicario; tra tutti, quello del Divoratore, figura oscura, enigmatica, disgustosa, sempre alla ricerca di carne umana, perfetto per far sparire nel nulla chiunque:
"Fu grazie a un lampo di fulmine che riuscii a vederlo chiaramente. Stava immobile al centro della stanza, completamente nudo. Si era sfilato di dosso l'impermeabile e me l'ero ritrovato come Mamma Natura l'aveva fatto. Non che fosse stata molto generosa con quel disastro umano: era una creatura ripugnante, secco come un chiodo e molle e pallido come un lumacone".
L'idea mi è piaciuta, un'avventura piena di disavventure, che vede tutta una serie di personaggi bizzarri, dagli scagnozzi del boss, ai Sussurratori, temibili giocatori notturni dei cimiteri, pronti a ostacolare il piano perfetto del protagonista. Il titolo è molto azzeccato e la duplice valenza del nome Innocenti è una scoperta che prende forma nel corso della narrazione. La scrittura è articolata, colorita e il linguaggio forte e scurrile ben si adatta alla storia; ho meno apprezzato l'uso ricorrente dei paragoni da parte dell'autore che appesantiscono alcuni passaggi e poco lasciano all'immaginazione.
Consigliato a chi ama i romanzi etichettabili sotto molti generi diversi, hard boiled, fantascienza, poliziesco, noir, horror, splatter, pulp e che quindi non si annoieranno facilmente.
Veronica

3 luglio 2018

Riepilogo del mese di giugno

Terrore anale - Appunti sui primi giorni della rivoluzione sessuale di Paul B. Preciado
Un curioso pamphlet, dal titolo provocatorio, che si pone l'obiettivo di scuotere il panorama sociale.
Perché pensare a una rivoluzione anale? Per superare le barriere, lasciarsi alle spalle le etichette, smettere di criminalizzare la diversità.
L'ano diventa lo strumento di una strategia politica per terrorizzare e sfidare l'eteronormatività.
L'autore vuole creare un lettura stimolante, aperta e lo fa con un percorso che individua nell'ano il superamento dei limiti anatomici imposti dalla differenza sessuale; una riconquista del piacere che porta a una ridefinizione del termine di potere.

L'uomo dei boschi di Pierric Bailly
L'autore si affida alla potenza delle parole per scrivere un libro intimo e personale  sulla morte del padre. Un'opera di verità che innesca un meccanismo universale di elaborazione del lutto.
Un romanzo sincero che descrive un legame familiare forte, il percorso di un figlio per superare la scomparsa improvvisa di un genitore, la natura affascinate, misteriosa e crudele, che ha le sue responsabilità nella storia. Pierric Bailly si immerge nei luoghi di infanzia e si muove risoluto e distaccato, come uno scienziato che svolge un'indagine oggettiva. I buoni propositi di scoprire una verità a tutti i costi si scontrano con le emozioni di una vita, così che chi resta deve trovare la forza di convivere con la realtà e ripartire più determinato che mai.
Lucky di Alice Sebold
Lucky racchiude la storia personale di Alice Sebold, un'esperienza distruttiva come lo stupro, covata nell'arco di una vita, un'elaborazione mai definitiva di un atto che non sempre è semplice confessare. Una voce per tutte coloro che hanno paura di parlare.
Una storia di vittimismo, di quanto è ingiusto il destino e crudele colui che decide di stuprare? No.
In Lucky ci sono tenacia e desiderio di vendetta, profondo smarrimento, voglia di giustizia e persino pietà per il criminale che le ha cambiato la vita per sempre.
Dopo lo stupro, per la diciottenne Alice parte un treno che non si fermerà più, fatto prima dell'incredulità dei suoi cari ("Come ha fatto a stuprarti se non aveva un coltello?" le chiederanno), poi dai dubbi da parte della polizia e dell'incompetenza di chi almeno professionalmente dovrebbe sostenere le vittime come lei.

La scomparsa di Stephanie Mailer di Joël Dicker
Jesse Rosenberg e Derek Scott devono affrontare il caso più difficile della loro carriera, che cambierà per sempre le loro vite: l'omicidio del sindaco di Orphea, della sua famiglia e di Megan Padalin. Identificano il colpevole ma, dopo vent'anni, la giornalista Stephanie Mailer mette in dubbio il loro operato e la stessa conclusione del caso.
Disposta a condividere le sue scoperte, non arriva a farlo, perché improvvisamente scompare, senza lasciare traccia e innescando tutta una serie di eventi che dimostrano come l'assassino sia ancora a piede libero, pronto con ogni mezzo per nascondere una verità sconvolgente.
Una trama principale avvolta nel mistero, un thriller che si muove su più piani temporali, piccoli indizi disseminati nei capitoli, tanti personaggi da scoprire e collegati da una tela invisibile. Il finale è inaspettato, le carte continuamente rimescolate e le teorie del lettore demolite senza pietà.


Riepilogando...

1. Terrore anale - appunti sui primi giorni della rivoluzione sessuale di Paul B- Preciado
2. L'uomo dei boschi di Pierric Bailly
3. Lucky di Alice Sebold
4. La scomparsa di Stephanie Mailer di Joël Dicker


Veronica