30 aprile 2019

#FraLePagine: Qualcosa che s'impara di Gianluca Favetto



  • Mi chiedo se il perdono da ricevere e concedere c’entri con l’espiazione. E se può durare una vita, l’espiazione. 
  • La storia altrui contiene mondi che possono emergere in te. può spiazzare. Perdonarsi è più difficile che ricevere il perdono altrui, ma è anche un atto di umiltà: Se non ti perdoni vuol dire che hai la presunzione di essere infallibile, non sbagli mai, quindi non sei umano. 
  • Se non dedichi tempo alle persone, le perdi.

2 aprile 2019

#FraLePagine: Perché non sono femminista di Jessa Crispin


  • Sei femminista? Credi che le donne siano esseri umani e che meritino di essere trattate come tali? Che le donne meritino gli stessi diritti e libertà concessi agli uomini? Se sì, sei femminista, o almeno così continuano a sostenere tutte quelle che dichiarano di esserlo. Nonostante la definizione semplice e ovvia che ne dà il vocabolario, e malgrado decenni di militanza e l’impegno profuso in organizzazioni femministe no profit, non mi riconosco in quell’etichetta. Se mi si chiedesse oggi se sono femminista, non soltanto risponderei di no, ma storcerei la bocca.

31 marzo 2019

#FraLePagine: Nato fuori legge di Trevor Noah


  • Avevo cinque anni, quasi sei quando Nelson Mandela venne scarcerato. Ricordo che lo vidi in televisione e che tutti erano contenti. Non sapevo perché, però eravamo contenti. Ero al corrente del fatto che ci fosse una cosa chiamata apartheid e che stesse per finire, il che era molto importante, ma non ne comprendevo le sfumature. 
  • Vedevo, più di ogni altra cosa, che le relazioni non si sostengono sulla violenza, ma sull’amore. L’amore è un’arte creativa. Quando ami una persona, le crei un mondo nuovo.
  • Da piccolo capivo che la gente era di colori diversi, ma nella mia testa bianco, nero e marrone erano come i tipi di cioccolato. Papà era quello bianco, mamma quello scuro, io al latte. Ma eravamo tutti solo cioccolato. Non sapevo che questo avesse a che fare con la “razza”. Non sapevo nemmeno cosa fosse.
  • Incontro spesso occidentali che insistono nel dire che l’olocausto è stato senza dubbio la peggiore atrocità nella storia umana. Sì, è stato orribile. Ma spesso mi domando quanto siano state terribili le atrocità africane, come quelle del Congo. In questo continente manca una cosa che gli ebrei hanno avuto, loro malgrado: la documentazione. I nazisti tenevano registri meticolosi, scattavano foto, giravano film. E il punto è proprio questo. Le vittime dell’Olocausto contano perché le contava Hitler. Sei milioni di persone uccise. Possiamo pensare alla cifra e trovarla, giustamente, orrenda. Ma quando si legge delle atrocità compiute contro gli africani, non ci sono numeri, solo ipotesi. È difficile trovare orrenda un’ipotesi. Quando il Portogallo e il Belgio depredavano l’Angola e il Congo, non tenevano il conteggio dei neri che venivano sterminati. Quanti ne saranno morti raccogliendo gomma nel Congo? E quanti nelle miniere d’oro e diamanti del Transvaal? Perciò in Europa e in America sì, Hitler è il grande Pazzo della Storia. Ma in Africa è solo un dittatore citato nei libri di storia.