28 novembre 2010

Angeli e Demoni ...

Dopo il successo del "Codice da Vinci" come potevo non avventurarmi nuovamente nel mondo di Dan Brown. Storia, questa volta, ambientata in un contesto del tutto diverso dal primo libro.

Tutto inizia con l'uccisione di uno scienziato/sacerdote del Cern. Il professor Langdon, che insegna storia in una nota università americana, viene chiamato nel bel mezzo della notte, per poi essere trasportato di corsa in Svizzera a indagare su questa inaspettata uccisione. Il susseguirsi degli eventi, lo spingono poi direttamente a Roma, insieme alla figlia della vittima, brutalmente ammazzata.
Al centro si trova la setta degli Illuminati, ricomparsa dopo secoli, che minaccia la chiesa  con un potentissimo ordigno di anti-materia che rischia di far saltare in aria il Vaticano intero. Nel frattempo però, si sta anche svolgendo l'elezione del nuovo Papa, e 4 vescovi sono inaspettatamente scomparsi chissà dove. In seguito, si scopre che sono stati rapiti per essere sacrificati in nome della scienza ...

Ovviamente mi fermo qui, per non svelare in anticipo tutta la trama e rovinarvi il gusto della lettura. Il racconto finirà bene, la giustizia trionferà in nome di Dio, con una Chiesa sminuita e ridotta allo stremo, ma non spezzata del tutto. Ciò che più mi ha colpito sono la ricchezza dei dettagli storici descritti in modo ricercato. Si capisce sin da subito, che prima della sua stesura, c'è stato un gran lavoro di ricerca per prepararlo, nonostante sia un romanzo.

Quello che si vuol mettere in luce è il dualismo fra RELIGIONE e SCIENZA. Antagonismo che c'è da secoli e secoli. Argomento delicato da affrontare, perchè c'è chi è credente e chi non lo è. In ogni modo, ognuno, ha una visione diversa in base al modo in cui pensa la vita. Giusto? Sbagliato?
Una ti fa vivere di spiritualità non dandoti certezze assolute, l'altra invece, oltre ad arricchirti l'intelletto, ti dà le certezze che cerchi e ti dimostra anche la loro veridicità. Credo che il miglior segno di maturità sia, prima di tutto, rispettare le diverse concezioni senza giudicare a priori. Qui non esiste il confronto tra certezza vs l'incertezza ... è più una questione di conoscenza, nel senso che so qualcosa, non la condivido, ma la rispetto.
Il mondo è andato troppo oltre con questa storia del dare un potere assoluto nel nome di ciò in cui si credeva assoluto in quel momento. Ora viviamo in una condizione dove siamo sommersi in una pluralità di ideologie, religioni, pensieri, cultura, etnie che non ci possiamo permettere di non cercare almeno di capire.

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