12 novembre 2010

Leggere Lolita a Teheran.

"La mia fantasia ricorrente è che alla Carta dei diritti dell'Uomo venga aggiunta la voce: DIRITTO ALL'IMMAGINAZIONE. Ormai mi sono convinta che la vera democrazia non può esistere senza la libertà di immaginazione e il diritto di usufruire liberamente delle opere di fantasia. Per vivere una vita vera, completa, bisogna avere la possibilità di dar forma ed espressione ai propri mondi privati, ai propri sogni, pensieri e desideri; bisogna che il tuo mondo privato possa sempre comunicare col mondo di tutti. Altrimenti, come facciamo a sapere che siamo esistiti?
i fatti concreti di cui parliamo non esistono, se non vengono ricreati e ripetuti attraverso le emozioni, i pensieri e le sensazioni."
(AZAR NAFISI, LEGGERE LOLITA A TEHERAN)


Questo libro tratta di un tema molto delicato: l'essere una donna a Teheran... La protagonista del libro, è la scrittrice stessa, una professoressa laureata in lingue e letterature straniere, e innamorata persa di scrittori inglesi e americani. Tanto da insegnarli con lo stesso amore e passione a studenti che il più delle volte li trovano immorali, decadenti, un cattivo esempio perchè provenienti da terra nemica: L'OCCIDENTE.

Alla fine allora, decide di organizzare degli appuntamenti segreti, con un gruppo di ragazze scelte personalmente, proprio per discutere e riflettere più in profondità di quegli autori che hanno fatto la storia e che sono tutto meno che quello che la società islamica pensa di loro. Nabokow, James, Fitzgerard, Austin... Mi sono sentita un po' in imbarazzo di quanto li conoscessi poco e di quanto ancora avessi da imparare. Alcuni di questi li avevo solo sentiti nominare. Per questo farò di tutto per leggere qualcosa di ognuno di loro. Comunque poi, la vita in Iran si fa così pesante, che decide insieme a suo marito e ai suoi figli di emigrare in America, dove ha studiato da ragazza. Vive tutt'ora li.

In alcuni momenti, più andavo avanti a leggerlo, più sentivo attraverso le sue parole il peso che queste donne hanno dovuto sopportare ... L'impotenza nel non potersi sentire femminili, il peccato di essere truccate, o avere lo smalto, o l'impossibilità del non avere un ruolo nel loro mondo, se non quello di farsi notare il meno possibile. La negazione di diritti che ti spettano anche solo per poter essere quel minimo che vuoi essere, non tutti l'hanno ... e penso che sia una non vita che non è giusto, che qualcuno sia costretto a dover subire.

Quindi di mezzo, c'è l'esperienza di una donna che non può essere indipendente, non può costruire e andare avanti con la propria carriera e non può avere un'opinione in merito alla società in cui è nata. E'costretta a vivere in un paese che improvvisamente non riconosce più, di un popolo che le dà il privilegio di esistere ed esserci, ma subendo delle leggi troppo legate alla religione. Penso che una costituzione non può essere istituita in base a nessuna Bibbia o Corano che sia, soprattutto quando si piega a plagiare le coscienze, quando fa vedere l'Occidente come il nemico numero uno che va distrutto a suon di repressione, ciò porta solo distruzione, odio, vendetta combattute non di certo per una buona causa.

L'ho trovata una storia entusiasmante, vera, sincera; un ottimo punto di vista raccontato attraverso gli occhi di una donna che si sente violata nella propria integrità morale, fisica, intellettuale ... costringendola a fare una scelta drastica, quella di fuggire via per il bene dei propri figli

L'INTEGRALISMO è SBAGLIATO, LA DEMOCRATICITà/LIBERTà è GIUSTA. QUESTO è IL MESSAGGIO CHE AZAR NAFISI HA VOLUTO TRASMETTERE, E QUESTA è PER ME L'UNICA COSA CHE CONTA.

Vi consiglio di leggerlo. Offre spunti per un'ottima riflessione sia personale che collettiva, per cercare di capire quanto le guerre per nome di qualcosa o di qualcuno, in questi secoli siano state solo delle ottime scusanti per uomini assetati di potere.

Nessun commento:

Posta un commento