30 gennaio 2011

Immaturi ...

Questa commedia, parla di 6 ex-compagni di scuola che si ritrovano dopo ben 20 anni a dover rifare l'esame di maturità, a causa di un disguido burocratico. Questa esperienza li farà nuovamente riavvicinare, come quando andavano a scuola insieme ... Il film si sussegue ricordando i vecchi tempi, e affrontando anche quelli che stanno vivendo nel loro presente immediato. Tra i protagonisti troviamo:

- Un'affascinante Roul Bova, psichiatra, alle prese con la convivenza, e una compagna che improvvisamente rimane incinta, lui è talmente scioccato da questa cosa, che solo alla fine accetterà il fatto che sta per diventare padre. Ricky Memphis, nonostante l'età adulta, abita ancora in casa dei genitori senza nessuna intenzione di andarsene, era l'unico ad aver passato l'esame con il massimo dei voti, e attualmente fa l'agente immobiliare; Restio ai legami, ma soprattutto ad abbandonare il nido familiare. Ambra Angiolini, cuoca in un ristorante, con un ammiratore segreto che le regala un'infinità di rose che le lascia nell'armadietto e la sua cura in analisi per essere malata/dipendente di sesso. Luca e Paolo (tra l'altro molto bravi a recitare), che interpretano la parte di 2 scanzonati, che hanno poca voglia di impegnarsi e crescere, uno dei 2 infatti è sposato ma tradisce la moglie, l'altro, ha una fidanzata ma le dice che è sposato e ha un figlio, nonostante tutto questo, non sia vero, la causa è il suo terrore ai legami troppo impegnativi.
E infine Barbara Bobulova, donna divorziata, con una carriera di successo e innamorata dai tempi del liceo di Richy Memphis. 

Mi sono sempre chiesta, come l'avrei presa, se anche io mi fossi trovata in questa situazione. Diciamo che rappresenta una delle esperienze più devastanti della vita di una persona, soprattutto a livello emotivo. Per me però, non è stato così traumatico, anche se col senno di poi, è troppo facile fare un'affermazione del genere . Non mi è andato poi così male, ho preso il massimo dei voti all'orale, e una sufficienza scarsa agli scritti, mi ha salvato il tema, dove presi un buon punteggio.
Il fatto è che al quinto anno, dovevo più che altro dimostrare ai professori, una volta seduta davanti al banco della commissione, e la consapevolezza che avevano intenzione di massacrarmi, che io non ero come loro credevano che fossi. I miei talloni di Achille erano Matematica e a Francese ... Per il resto me la cavavo un po' ovunque. Infatti fu un successo, ma soprattutto perchè facevo parte di un gruppo di amiche che si sono aiutate in tutto, ognuno aveva un punto forte, e l'abbiamo usato per aiutarci, soprattutto in questo sprint finale.
Son sempre stata una persona che in passato, si buttava in ogni contesto senza rimuginarci in modo esasperato, calcolando pro e contro inutili. Per i professori, però avrei dovuto impegnarmi di più, ripetendo ogni volta la solita sacrosanta scusa del tipo: - è brava, ma è svogliata.  Dopo i primi 2 anni di superiori, mi resi conto che far parte del mondo delle secchione, era troppo stancante .

Comunque ritornando all'esame di maturità, le cose belle, sono tali perchè capitano una volta sola nella vita. Penso che se dovessi rifarlo, ne rimarrei totalmente scioccata. Ma credo che lo rimarrei ancora di più se mi dicessero di dover ripetere l'università. Quando sei giovane, sei incosciente, e ti butti molto di più quando sei poco preparato, o credi di essere poco preparato ... L'università, l'ho vissuta decisamente peggio, e ancora devo finirla!

In ogni caso, Commedia brillante, divertente, che fa ridere ... Assolutamente da vedere se ti vuoi fare qualche risata!

23 gennaio 2011

Le luci nelle case degli altri, Chiara Gamberale

"Viviamo tutti all'oscuro di qualcosa che ci riguarda". Mandorla, la protagonista di questa storia, è una bambina di 6 anni che abita nel palazzo di Via Piedigrotta 315, dove improvvisamente, sua madre muore in un incidente in motorino. I condomini del palazzo allora convocano con urgenza una riunione, e mentre sono tutti insieme a parlar dell'accaduto, si ritrovano tra le mani una lettera (appunto) di Maria che tra l'altro era l'amministratrice di quel complesso, dove sopra c'era scritto che il vero padre era uno di loro. Le soluzioni erano poche: - confessare chi di loro era il colpevole e aveva avuto, per quanto breve, una relazione con Maria, fare il test del dna, trovare al più presto qualcuno che si occupasse delle sue sorti ... 
In ogni caso, qualcuno di loro avrebbe dovuto fare il primo passo, a costo di dover rovinare la propria famiglia. Dopo una lunga discussione, comunque decidono di accantonare l'idea di fare il test del dna e di prendersi cura della povera malcapitata tutti insieme, dove a turno avrebbero contribuito al suo mantenimento ... Quindi Mandorla  alla fine si confronterà e dovrà convivere con la realtà di persone con cui prima non aveva mai avuto a che fare: La solitudine di Tina Polidoro con le sue fissazioni e i suoi dialoghi notturni con soggetti inesistenti; Caterina avvocato e Samuele Grò, mancato regista e appassionato di cinema; Lidia e Lorenzo, scrittore di successo e il più caustico e realista di tutti nel non tacere nessun aspetto della vita, per quello che veramente era; Paolo e Michelangelo, coppia Gay e infine i Barilla, famiglia tradizionale, lui ingegnere e lei infermiera, con Giulia e Matteo i loro 2 figli. Si affezionerà a tutti in uguale misura; poi però crescerà, diventerà adolescente, con la sua prima cotta, l'amore nascosto per Matteo, la scuola, i suoi primi successi e loro sempre presenti. La svolta arriverà nel momento in cui, i condomini non accettano la sua storia con Palomo, a cui lei ovviamente si ribellerà. Per poi arrivare, a causa del suo pseudo-fidanzato che gli aveva chiesto un favore, a essere arrestata. Quindi Mandorla sarà costretta a passare una notte in carcere, trovandosi a ripensare a tutti gli anni trascorsi, con una madre che gli ricompare in sogno dicendogli che: - In realtà non contava sapere chi era il vero padre se non era mai stato presente quando, al contrario, poteva disporre di quelli che già aveva, e che nel bene e nel male gli erano sempre stati vicini ... il finale sarà a effetto e sorprendente.

E' stato entusiasmante calarsi nei panni del mondo di una bambina, vittima di una realtà così assurda, che è ovvio di quanto tutto questo possa essere poco reale e credibile. Nonostante tutto mi è piaciuto  davvero molto. Ho scoperto una scrittrice con uno stile comunicativo originale, interessante, un linguaggio denso, scorrevole, ma che sa di cosa parla. ASSOLUTAMENTE DA LEGGERE

15 gennaio 2011

Marina ... Carlos Luiz Zafon


Oscar, il protagonista di questa storia, è uno studente che trascorre la sua adolescenza in un collegio di Barcellona. Nel tempo libero, ama uscire di nascosto per esplorare stradine, piazze, zone della città ...
Un giorno capita davanti a una villa abbandonata, o almeno così sembrava, allora incuriosito entra dentro e sul tavolino del grande salone trova un orologio d'oro. A un certo punto però, mentre lo stava osservando, si accorge di non essere l'unico in quella stanza ... Quindi spaventato scappa via portando con se e inavvertitamente l'oggetto prezioso. In preda al rimorso, decide di riportarlo al legittimo proprietario, e proprio all'ingresso, davanti agli occhi gli compare la figura più bella e perfetta che avesse visto, cioè Marina. Da quel momento in poi, i due continueranno a vedersi spesso. Infatti la bella fanciulla, decide di portare Oscar in un cimitero ... dove a un certo punto, compare una donna con un lungo mantello nero che la copriva totalmente dalla testa ai piedi, che si piazza davanti a una tomba, la cui lapide raffigurava una sorta di farfalla nera. Oscar e Marina, incuriositi decidono di seguirla, ma poi improvvisamente la perdono di vista, per poi ritrovarsi davanti a un portone. Entrano dentro, fino ad arrivare a una stanza buia, fredda, sporca, impolverata, abbandonata, disabitata, che puzzava di marcio  e che sopra la testa spuntavano dei manichini appesi testa in giù, almeno così gli sembrava ... Il bello, è che la dentro non erano soli, o almeno così gli sembrava a entrambi ... da qui, inizieranno una serie di misteri, intrighi, corse nei sotterranei, esseri umani con parti del corpo artificiali, che per sopravvivere avevano bisogno di un siero particolare ...

E qui mi fermo, e mi fermo perchè come al solito non voglio raccontarvelo per intero, ma giusto un po', per stuzzicare la vostra curiosità. E' una storia appassionante, avventurosa, struggente, perchè poi i due "amici" si separeranno per sempre, dopo aver passato varie avventure/disavventure, che gli salveranno la pelle per un pelo. Ha esiti inaspettati, ma che ti tengono col fiato sospeso fino all'ultima pagina. Ha una trama originale, e si vede ovviamente, che è un libro per ragazzi. Zafon nella prefazione, scrive che tutti gli scrittori hanno una storia, fra tutte quelle che scrivono, a cui tengono più di altre, e la sua è proprio Marina ... scritto a Los Angeles fra il 1996/1997, a 33 anni, dopo altri 3 romanzi (e aggiungo io, di successo).
Quando l'ha terminato credeva di sentirsi addosso il sapore dell'addio. Alla fine dopo svariate edizioni fraudolente, è riuscito a pubblicarlo, e in Italia è edito da Mondadori. E' a parer suo, l'opera che più lo rappresenta e più sente come personale.

12 gennaio 2011

Le Valchirie, Paulo Coelho.

Il protagonista si chiama Paulo ed è un uomo che vuole cambiare la propria vita e inseguire il suo sogno, cioè quello di riuscire a vedere e a parlare col suo angelo custode. Per farlo però dovrà andare nel deserto, seguire un cammino spirituale di 40 giorni e incontrare le Valchirie che poi gli sveleranno il segreto che gli permetterà di entrare in contatto con il suo angelo.

Sono rimasta molto colpita dalle figure delle Valchirie, donne vestite di pelle, un po' selvagge, coi loro foulard colorati che indossano o sulla testa o sui fianchi, e cavalcano per le varie cittadine che costeggiano il deserto per proferire la parola e gli insegnamenti di Dio. Donne che dalla vita normale, hanno fatto la coraggiosa scelta di abbandonare tutto e tutti per ritrovare se stesse e vivere di fede.

Penso che bisogna davvero avere molto coraggio per scegliere di essere ciò che si è e non commettere mai lo sbaglio di essere protagonisti passivi della propria vita, perchè siamo noi che determiniamo le nostre scelte e gli diamo la direzione giusta. Il non agire per poi aspettare di arrivarci dopo, col tempo e condizionati dagli eventi, ti porta a compiere il tuo cammino, ma non con la stessa determinazione che avresti dovuto metterci sin dall'inizio, svuotando il senso stesso del traguardo ... perchè una volta che tutto perde il suo significato di partenza, si perde anche il concetto base col quale abbiamo intrapreso qualcosa. E questo il messaggio che queste parole mi hanno trasmesso.

Paulo non partirà da solo, ma con la sua compagna che va con lui solamente per stargli accanto. Dopo varie incomprensioni, discussioni, silenzi il loro amore che sembrava arrivato a una fase di stallo, si rafforzerà ancora di più. La donna avrà un ruolo fondamentale nella storia.

Un libro che fa riflettere, pensare e reagire ...

"Ci sarà una nuova guerra. A scontrarsi 2 eserciti:
Da una parte quanti credono ancora nei poteri nascosti in ciascuno di noi,
e sanno che il prossimo passo della nostra evoluzione
sarà proprio far crescere questi doni individuali;
dall'altra parte coloro che credono che la vita
sia irrimediabilmente destinata a finire."

6 gennaio 2011

Appunti di un venditore di donne, Faletti.

"Mi chiamo Bravo, e non ho il" ... è così che inizia questa storia appassionante, dove il protagonista fa come mestiere proprio il venditore di donne, o meglio fornisce compagnia con accompagnatrici di lusso a gente facoltosa e non, che gli e lo richiede. Tutto si svolge in un Italia di fine anni 70, governata dal terrore delle Brigate Rosse, dal rapimento di Aldo Moro, con una situazione politica complicata.

Bravo, così si fa chiamare il protagonista, dopo una sera passata all'Ascot (uno dei locali più in voga di Milano del momento) a giocare a carte, incontra una ragazza che il suo amico, che in quel momento era in sua compagnia, voleva portarsi a letto. La signorina in questione si chiama Carla e accetta la proposta ...
Dopo varie peripezie, Carla, consapevole della sua bellezza e stanca di lavorare come donna delle pulizie guadagnando un misero stipendio, va a ricercarlo e gli chiede di voler entrare nel suo giro ...

Il racconto poi prenderà pieghe assurde, perchè Bravo sarà vittima di un gioco losco fatto proprio dalle Brigate Rosse, che dopo aver ucciso dei personaggi illustri del mondo politico, faranno in modo di renderlo colpevole di questi delitti, prendendosi il merito di aver agito in nome di un ideale, ma tutto nell'anonimato e incolpando chi in realtà non centrava niente con tutto questo. Ma Bravo riuscirà a riscattarsi, a far vedere la sua innocenza e poi andarsene da una Milano e da un mondo che non lo apparteneva più.


Ho preferito non raccontare tutto nei dettagli, perchè voglio stuzzicare la vostra fantasia. Per chi è amante di questo genere di libri è una sorpresa continua, inaspettata, che poi finirà con un filo che si ricuce totalmente con una logica ben definità. Amo Faletti, amo il suo modo di scrivere e la genialità e il modo in cui lo fa, mi è sempre piaciuto e con questo suo ultimo libro, non mi ha deluso.