6 gennaio 2011

Appunti di un venditore di donne, Faletti.

"Mi chiamo Bravo, e non ho il" ... è così che inizia questa storia appassionante, dove il protagonista fa come mestiere proprio il venditore di donne, o meglio fornisce compagnia con accompagnatrici di lusso a gente facoltosa e non, che gli e lo richiede. Tutto si svolge in un Italia di fine anni 70, governata dal terrore delle Brigate Rosse, dal rapimento di Aldo Moro, con una situazione politica complicata.

Bravo, così si fa chiamare il protagonista, dopo una sera passata all'Ascot (uno dei locali più in voga di Milano del momento) a giocare a carte, incontra una ragazza che il suo amico, che in quel momento era in sua compagnia, voleva portarsi a letto. La signorina in questione si chiama Carla e accetta la proposta ...
Dopo varie peripezie, Carla, consapevole della sua bellezza e stanca di lavorare come donna delle pulizie guadagnando un misero stipendio, va a ricercarlo e gli chiede di voler entrare nel suo giro ...

Il racconto poi prenderà pieghe assurde, perchè Bravo sarà vittima di un gioco losco fatto proprio dalle Brigate Rosse, che dopo aver ucciso dei personaggi illustri del mondo politico, faranno in modo di renderlo colpevole di questi delitti, prendendosi il merito di aver agito in nome di un ideale, ma tutto nell'anonimato e incolpando chi in realtà non centrava niente con tutto questo. Ma Bravo riuscirà a riscattarsi, a far vedere la sua innocenza e poi andarsene da una Milano e da un mondo che non lo apparteneva più.


Ho preferito non raccontare tutto nei dettagli, perchè voglio stuzzicare la vostra fantasia. Per chi è amante di questo genere di libri è una sorpresa continua, inaspettata, che poi finirà con un filo che si ricuce totalmente con una logica ben definità. Amo Faletti, amo il suo modo di scrivere e la genialità e il modo in cui lo fa, mi è sempre piaciuto e con questo suo ultimo libro, non mi ha deluso.

4 commenti:

  1. Curioso, ho postato una recensione del libro sul mio blog proprio qualche giorno fa. Ammiro molto Faletti, ma devo dire che quest'ultimo libro mi ha deluso rispetto a "Io sono Dio", per me il migliore insieme a "Io Uccido".

    Complimenti per il blog, da oggi hai una nuova lettrice!

    Marta

    RispondiElimina
  2. Ero una fan di Faletti fino a "Pochi inutili nascondigli", che mi ha deluso enormemente e mi ha fatto guardare ai suoi romanzi con occhi diversi. Preferisco mille mila volte l'originale Deaver, Faletti è solo una sua sbiadita imitazione.

    RispondiElimina
  3. PYTHIA: hai pienamente ragione, POCHI INUTILI NASCONDIGLI ha deluso così tanto anche me, che mi son chiesta il motivo per il quale lo seguissi e mi piacesse. E' esagerato affermarlo, ma è stata una caduta di stile che ha fatto male, per chi lo segue in ogni suo passo. Però poi si è rifatto con IO SONO DIO, e quest'ultimo che ho recensito. alla fine non è mai giusto giudicare e smettere di seguirlo, è come quando un cantante fa un disco che fa pena e non gli dai più la possibilità di riscattarsi. Non credi?

    RispondiElimina
  4. mi riprometto di comprarlo appena smaltisco quelli ancora ni attesa.
    Anche a me piace Faletti. ho letto i primi 3

    RispondiElimina