23 gennaio 2011

Le luci nelle case degli altri, Chiara Gamberale

"Viviamo tutti all'oscuro di qualcosa che ci riguarda". Mandorla, la protagonista di questa storia, è una bambina di 6 anni che abita nel palazzo di Via Piedigrotta 315, dove improvvisamente, sua madre muore in un incidente in motorino. I condomini del palazzo allora convocano con urgenza una riunione, e mentre sono tutti insieme a parlar dell'accaduto, si ritrovano tra le mani una lettera (appunto) di Maria che tra l'altro era l'amministratrice di quel complesso, dove sopra c'era scritto che il vero padre era uno di loro. Le soluzioni erano poche: - confessare chi di loro era il colpevole e aveva avuto, per quanto breve, una relazione con Maria, fare il test del dna, trovare al più presto qualcuno che si occupasse delle sue sorti ... 
In ogni caso, qualcuno di loro avrebbe dovuto fare il primo passo, a costo di dover rovinare la propria famiglia. Dopo una lunga discussione, comunque decidono di accantonare l'idea di fare il test del dna e di prendersi cura della povera malcapitata tutti insieme, dove a turno avrebbero contribuito al suo mantenimento ... Quindi Mandorla  alla fine si confronterà e dovrà convivere con la realtà di persone con cui prima non aveva mai avuto a che fare: La solitudine di Tina Polidoro con le sue fissazioni e i suoi dialoghi notturni con soggetti inesistenti; Caterina avvocato e Samuele Grò, mancato regista e appassionato di cinema; Lidia e Lorenzo, scrittore di successo e il più caustico e realista di tutti nel non tacere nessun aspetto della vita, per quello che veramente era; Paolo e Michelangelo, coppia Gay e infine i Barilla, famiglia tradizionale, lui ingegnere e lei infermiera, con Giulia e Matteo i loro 2 figli. Si affezionerà a tutti in uguale misura; poi però crescerà, diventerà adolescente, con la sua prima cotta, l'amore nascosto per Matteo, la scuola, i suoi primi successi e loro sempre presenti. La svolta arriverà nel momento in cui, i condomini non accettano la sua storia con Palomo, a cui lei ovviamente si ribellerà. Per poi arrivare, a causa del suo pseudo-fidanzato che gli aveva chiesto un favore, a essere arrestata. Quindi Mandorla sarà costretta a passare una notte in carcere, trovandosi a ripensare a tutti gli anni trascorsi, con una madre che gli ricompare in sogno dicendogli che: - In realtà non contava sapere chi era il vero padre se non era mai stato presente quando, al contrario, poteva disporre di quelli che già aveva, e che nel bene e nel male gli erano sempre stati vicini ... il finale sarà a effetto e sorprendente.

E' stato entusiasmante calarsi nei panni del mondo di una bambina, vittima di una realtà così assurda, che è ovvio di quanto tutto questo possa essere poco reale e credibile. Nonostante tutto mi è piaciuto  davvero molto. Ho scoperto una scrittrice con uno stile comunicativo originale, interessante, un linguaggio denso, scorrevole, ma che sa di cosa parla. ASSOLUTAMENTE DA LEGGERE

3 commenti:

  1. Questo libro è nella mia wishlist da troppo tempo. Devo per forza leggerlo entro la fine dell'estate!

    RispondiElimina
  2. leggilo leggilo, te lo consiglio vivamente, non te ne pentirai. a me è piaciuto molto :)

    RispondiElimina
  3. Anche a me è piaciuto molto, Mandorla è un personaggio che rimane nel cuore. Bella recensione!

    RispondiElimina