12 gennaio 2011

Le Valchirie, Paulo Coelho.

Il protagonista si chiama Paulo ed è un uomo che vuole cambiare la propria vita e inseguire il suo sogno, cioè quello di riuscire a vedere e a parlare col suo angelo custode. Per farlo però dovrà andare nel deserto, seguire un cammino spirituale di 40 giorni e incontrare le Valchirie che poi gli sveleranno il segreto che gli permetterà di entrare in contatto con il suo angelo.

Sono rimasta molto colpita dalle figure delle Valchirie, donne vestite di pelle, un po' selvagge, coi loro foulard colorati che indossano o sulla testa o sui fianchi, e cavalcano per le varie cittadine che costeggiano il deserto per proferire la parola e gli insegnamenti di Dio. Donne che dalla vita normale, hanno fatto la coraggiosa scelta di abbandonare tutto e tutti per ritrovare se stesse e vivere di fede.

Penso che bisogna davvero avere molto coraggio per scegliere di essere ciò che si è e non commettere mai lo sbaglio di essere protagonisti passivi della propria vita, perchè siamo noi che determiniamo le nostre scelte e gli diamo la direzione giusta. Il non agire per poi aspettare di arrivarci dopo, col tempo e condizionati dagli eventi, ti porta a compiere il tuo cammino, ma non con la stessa determinazione che avresti dovuto metterci sin dall'inizio, svuotando il senso stesso del traguardo ... perchè una volta che tutto perde il suo significato di partenza, si perde anche il concetto base col quale abbiamo intrapreso qualcosa. E questo il messaggio che queste parole mi hanno trasmesso.

Paulo non partirà da solo, ma con la sua compagna che va con lui solamente per stargli accanto. Dopo varie incomprensioni, discussioni, silenzi il loro amore che sembrava arrivato a una fase di stallo, si rafforzerà ancora di più. La donna avrà un ruolo fondamentale nella storia.

Un libro che fa riflettere, pensare e reagire ...

"Ci sarà una nuova guerra. A scontrarsi 2 eserciti:
Da una parte quanti credono ancora nei poteri nascosti in ciascuno di noi,
e sanno che il prossimo passo della nostra evoluzione
sarà proprio far crescere questi doni individuali;
dall'altra parte coloro che credono che la vita
sia irrimediabilmente destinata a finire."

5 commenti:

  1. Penso che bisogna davvero avere molto coraggio per scegliere di essere ciò che si è e non commettere mai lo sbaglio di essere protagonisti passivi della propria vita... mi viene quasi da piangere a leggere queste parole! Di Coelho ho letto solo Undici minuti e Veronica decide di morire.. quest'ultimo fra l'altro (magari già lo sai) è semi-autobiografico, perché i genitori di Coelho lo hanno fatto internare 3 volte in un istituto psichiatrico perché "troppo strano".

    Hai mai letto il suo blog?

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  2. :D Grazie per il tuo commento, a volte le parole mi escono così ... forse perchè Coelho è in assoluto il migliore. Ti consiglio vivamente di leggerne altri, come per esempio lo Zahir, Monte 5, Il cammino di Santiago, e Sono come il fiume che scorre ... insomma le sue prime opere, perchè sono le più profonde, non a caso, LE VALCHIRIE, nonostante sia uscito da pochi mesi, è stato scritto più di 10 anni fa.

    Questa piccola notizia di Coelho non la sapevo, ma in che senso era considerato troppo strano?

    In realtà, il suo blog l'ho tra i preferiti, ma non ho mai avuto il tempo di leggerlo realmente perchè è in inglese e, il mio livello è scolastico, però, sicuramente quando avrò più tempo vorrei degnarlo di più considerazione. :P

    baci

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  3. Copio e incollo da Wikipedia alla voce su Coelho (http://it.wikipedia.org/wiki/Paulo_Coelho): "Il suo rifiuto per ogni regola di comportamento che gli venga imposta lo porta a contrasti enormi con la madre, a detta di Coelho, fu lei che lo fece ricoverare in un ospedale psichiatrico nel 1965 e nel 1966, convinta che le ribellioni del figlio fossero da imputare a una malattia mentale. In un successivo ricovero, nel 1967, lo scrittore fu sottoposto a elettroshock in quanto, egli narra, voleva avvicinarsi al teatro, allora reputato fucina di perversioni ed immoralità dalla borghesia brasiliana".

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  4. acc ... tutti i bambini, proprio perchè sono bambini, per natura sono ribelli, sono curiosi nei confronti della vita, vogliono esplorare e non vogliono che qualcuno gli dica che non possono farlo!!! sono scioccata! a parte, parliamo del Brasile ... paese arretrato e radicato nella sua cultura e mentalità ... comunque alla fine il suo successo l'ha avuto, e lo considero uno dei migliori scrittori di questo secolo. a te piace?

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  5. Mi piace molto, non solo come scrittore ma per il suo modo di leggere la vita.

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