27 luglio 2011

Ultimi libri letti ...

L'estate mi da più tempo per dedicarmi alla lettura [soprattutto ora che fa freddo e non sai cosa fare]. Leggere mi rilassa, mi distoglie dai pensieri, m'immerge in altri mondi, facendomi dimenticare per un po' il mio, che da qualche mese mi sta stretto fino a farmi mancare [a volte] il respiro. 
Questi sono gli ultimi 3 libri che ho letto:
  1. "Un viaggio chiamato vita" di Banana Yoshimoto: La Yoshimoto e i suoi viaggi nel mondo. Italia, America latina, Stati Uniti, Europa e i suoi resoconti sulla bellezza che ha toccato con mano, il freddo, il caldo, le terme, la sua esperienza di madre, le difficoltà. Un racconto autobiografico davvero degno di nota. A volte pensi che gli scrittori affermati e conosciuti a livello mondiale si sentano onnipotenti perchè, rispetto ad altri che ci hanno provato con tutte le loro forze, son riusciti ad arrivare dove volevano ... Poi, ti capita di leggere le loro storie e scopri che, molto probabilmente, grazie alla loro sensibilità innata e al loro guardare l'esistenza con occhi diversi, più attenti, scrupolosi, con varie sfumature, soffrono più degli altri e non solo per se stessi, ma per tutto ciò che li circonda.
  2. "Le luci di Settembre" di Carlos Ruiz Zafon: Questo è stato il quinto libro di Zafon che ho letto. Lo stile non differisce molto da quelli passati. Ogni volta che apri un libro che hai desiderato leggere da mesi e mesi, speri sempre di trovare qualcosa di nuovo, però poi, mentre le pagine scorrono, ti rendi conto che non SEMPRE è così, e la lettura allora, un po' ti annoia [nonostante pensi che Zafon sia uno dei migliori scrittori che ci siano]. Comunque questa è una storia che parla di un fabbricante di giocattoli che nasconde un segreto sulla sua ombra. L'ombra che ha venduto quando era bambino per poter arrivare al successo. Questo gli si ritorcerà contro e si ritorcerà contro anche sui vari protagonisti che cadranno vittime di un incubo di cui, solo alla fine riusciranno a salvarsi  e molto faticosamente.
  3. "Bianca come il latte rossa come il sangue" di Alessandro D'Avenia: Il protagonista è Leo. Leo è un sedicenne ossessionato dai colori e da Beatrice, una ragazza dagli splendidi capelli rossi, che però è ammalata e stà per morire. Il suo mondo gira intorno a Lei e a quello che potrebbe fare per cercare di salvarle la vita [cosa che però è alquanto irrealizzabile]. Mi ha ricordato di come a 16 anni anche io mi sentissi invincibile, in grado di conquistare il mondo con la mia sola forza di volontà, quando ancora ero protetta dalle 4 mura chiamate scuola e l'unica cosa a cui dovevo pensare era studiare e non fare nient'altro, se non ascoltare musica, uscire con gli amici, dedicarmi allo sport ...  E' un libro che ho totalmente divorato in 3 giorni da quanto mi ha appassionato, vi consiglio di leggerlo, perchè è davvero entusiasmante e coinvolgente, t'immedesimi nella storia in modo disarmante, perchè ritrovi parole e linguaggi che tu stessa hai usato, soprattutto quando pensi di esser stata la sola a provare certi stati d'animo e poi ti accorgi che tutti passiamo attraverso la fase dell'adolescenza [chi in maniera traumatica, chi meno] e abbiamo, oltre che, paura di crescere, anche l'incertezza di non sapere con precisione cosa diventeremo-faremo-saremo.

23 luglio 2011

Harry Potter e i doni della morte, Parte 2 ...

Ieri sera son andata al cinema a vedere l'ultimo episodio della saga di Harry Potter ...
Sono una fanatica del maghetto di Hogwarts, ho letto tutti i libri della della Rowling e non mi sono persa neanche un film. Una volta uscita dalla sala, la prima cosa che ho pensato è: 
- O mio Dio, è finita per davvero, è adesso che faccio? non avrò più attese, o la suspence, o il dover dire, guarda il giorno tal dei tali ho un appuntamento importante in libreria o al cinema.
Ma come tutte le belle storie ha una fine ... e va bene così [senza parole], come direbbe anche Vasco! [cosa centra con Harry non lo sò, ma ci stava bene come frase]. Comunque il film mi è piaciuto molto, mi ha fatto tornare alla mente alcuni particolari che avevo dimenticato. Ovviamente, poco amante del 3D, ho optato per la versione normale. Ciò che mi ha fatto più effetto è la parte finale, quando 19 anni dopo, ci sono Harry sposato con Ginny e Hermione con Ron che accompagnano i rispettivi figli a prendere il treno al binario 9 e 3 quarti [quando son andata a Londra, avevo l'albergo proprio a 2 passi da quella stazione, io e la mia twin star's sister abbiamo girato come delle matte per cercare almeno il binario numero 9 e farci una foto l'ha davanti, ma ahimè, non l'abbiamo trovato, peccato] ... chissà, magari la famosa scrittrice inglese ci stupirà con un continuo a sorpresa, ma per adesso facciamocene una ragione. Diamo un po' di pace, ai poveri protagonisti che hanno compiuto gesta eroiche per sconfiggere colui che non dev'essere nominato, saranno stanchi pure loro, che dite???!!!

4 luglio 2011

Come creare un blog di successo ???? maaaaa ... bo! :) [post together]

[Il post di oggi nasce da una collaborazione davvero speciale con altre blogger: Marta Traverso col suo Prove Tecniche di sogni, Cosmogirl con Donne, amori e altri guai, Redazione con Guardando il mondo dall'alto di un tacco 10, Fenice con il suo il diario della Fenice e infine Daniela con il suo Razzi Umani. Lo scopo di questa iniziativa è rispondere a una mail inviata a Redazione da un suo follower, che le ha chiesto quali sono i modi per poter creare un blog di successo. Allora abbiamo unito la forze per dargli una risposta collettiva e più visioni sul perchè e come mai un blog può essere considerato di successo].

Cos'è che fa di un blog qualcosa di così valido da essere letto e attirare l'attenzione di così tanti lettori? Cosa li può spingere a lasciarti commenti e darti il privilegio d'interagire con loro? Come fare a stimolare la loro curiosità e invogliarli a tornare nuovamente? Devo dare una risposta plausibile a tutto questo? Sinceramente N-O-N-L-O-S-ò ...

Ho aperto il mio primo blog nel lontano 2006 ... Mi ero appena segnata all'università, dopo aver fatto svariate esperienze lavorative che mi avevano lasciato un inspiegabile senso d'insoddisfazione addosso, e usavo internet solamente per semplice curiosità [era l'epoca di Netlog, delle chat di MSN, di MySpace e niente di più]. Un giorno, tra una lezione e l'altra, ho conosciuto G. Io e G., stavamo sempre insieme e parlavamo di tante cose. Una volta, mi ha confidato il suo sogno di voler diventare una scrittrice. Io allora affascinata le ho domandato: - Wow, Che bello, la scrittrice? ma hai già pubblicato qualcosa? hai mai partecipato a qualche concorso letterario? E lei presa dall'argomento mi ha risposto: - No, niente di tutto questo, però ho il Windows Live Spaces, è un blog  ... e mentre aspetto che mi venga l'idea giusta, scrivo, scrivo, scrivo ... Perchè non vieni a leggerlo, così mi dici se ti piace e cosa ne pensi?!. Da quel momento esatto mi si è aperto un mondo fantastico, dove avrei potuto esprimermi come volevo e esercitarmi con la scrittura; il mio primo esame scritto era stato un autentico disastro, la professoressa di letteratura italiana mi aveva bocciato perchè gli errori grammaticali erano così insostenibili, da non poter compensare l'esattezza dei contenuti [e quando frequenti l'università di Lettere e Filosofia, gli errori che ti è permesso di fare, sono veramente pochi]. Dovevo quindi trovare un modo per reagire e esercitarmi a scrivere in modo corretto. Ho fatto tanta pratica, partecipato a laboratori di scrittura e perfezionato il mio modo di esprimere i concetti sia su carta che sul web [e grazie al web], fatto stà che non ho mai più bocciato un esame scritto!

A un certo punto però, non basta più saper scrivere bene. Le persone ti seguono, ti leggono e ti commentano per quello che sai raccontare, per quello che rappresenti, per il tuo saperti mettere in gioco, per il potere che hai di far riflettere o far ridere, divertire, emozionare ... Vi siete mai chiesti perché ci sono certi scrittori che vendono più di altri? Non è tanto una questione di marketing e di campagne pubblicitarie [o almeno lo è solo in parte], ma è perchè quando li leggi ti rispecchi nelle loro parole e ti accorgi che non sei l'unica a portarti certi pesi dentro, che c'è qualcuno che ha provato le tue stesse sensazioni, frustrazioni, stati d'animo. Il blog è qualcosa di simile, però, invece di essere una storia inventata, è reale, con personaggi che esistono veramente e hanno i pregi e i difetti delle persone normali, soffrono, amano, ridono, scherzano, si prendono poco sul serio [o troppo], parlano di politica, di libri, delle proprie passioni, di gossip e lo condividono con gli altri tirando fuori tutta la loro personalità. La personalità può piacere o no, essere considerata interessante o no ... tutto dipende dai punti di vista.

Se poi l'obbiettivo principale è solo quello di avere visibilità e far numero, e magari hai anche google adsense e vuoi guadagnarci qualcosa, basta che parli di gossip, scoop del momento, personaggi che tutti amano, insomma tutto ciò che fa notizia e non è poi così difficile arrivare a buoni risultati [di guadagno]. Si ma  CHE TRISTEZZA ... Il blog, in ogni caso, ha bisogno di cure, tempo, passione e voglia di dedicarcisi. Ha i suoi tempi, però quando ci arrivi ottieni delle belle soddisfazioni e inoltre conosci persone davvero interessanti, che poi diventano anche amiche.

2 luglio 2011

Amrita di Banana Yoshimoto


"AMRITA" [1994] è uno delle tante opere scritte da Banana Yoshimoto. Questo libro parla della routine quotidiana della protagonista Sakumi, che si divide tra scuola, famiglia, lavoro, viaggi, amore ... Sakumi inoltre è una ragazza che vive in una famiglia un po' particolare composta da Mayo [sua sorella, faceva l'attrice e poi si è suicidata], un padre morto quando lei era piccola, Yoshio [suo fratello, che, oltre a essere un bambino molto sensibile, comunica con gli spiriti], Mikiko [cugina e studentessa universitaria che abitava da loro], la madre, e Junko [un'amica della madre].

La storia è un continuo susseguirsi dei pensieri di Sakumi, che parla della sorella morta, dei rimpianti, del tempo perso lontano da lei quando era ancora viva e delle attenzioni che non gli ha dedicato abbastanza, non captando il suo malessere, che poi l'ha spinta a suicidarsi; o del fratello che proteggeva e sosteneva con molta cura portandolo nei suoi viaggi, a mangiare fuori, a passeggiare di notte per farlo distogliere dal peso che si sentiva addosso e di cui solo lei, in famiglia ne era a conoscenza; o del suo amore per Ruichiro, ex fidanzato di Mayo, scrittore di successo di cui poi s'innamora e ha una storia d'amore ... Ma anche del suo battere la testa, mentre tornava dal lavoro, su delle scalinate, che le fa perdere la memoria, per poi riacquistarla all'improvviso ... o di Junko, che frega i soldi alla madre e scappa di casa senza dire niente a nessuno  lasciando un gran senso di vuoto.

Ho scoperto Banana Yoshimoto da poco, ma mi piace in maniera indescrivibile, perchè oltre a far conoscere lo stile di vita tipico giapponese [tra l'altro decisamente diverso dal nostro sia nei modi di porsi nei confronti della vita, che per quanto riguarda l'educazione, il rivolgersi a qualcuno ...], ha il potere di vedere la poesia in ogni aspetto umano e naturale che la circonda. Ha un legame profondo con la spiritualità, che non centra niente con la religione, ma più con l'essere umano in sè, con le sue vulnerabilità, fragilità, i sentimenti che ha dentro se stesso e che non riesce a tirare fuori. E' un'autrice profondamente malinconica, ma nel suo essere malinconica esprime anche tutta la sua felicità, gioia di vivere e l'idea che il fatto stesso di essere al mondo è una grande dono.

Per questo vi consiglio vivamente di leggerla!