23 settembre 2011

Diario di un Killer sentimentale di Luis Sepùlveda

[Son consapevole che mi son un po' persa e non aggiorno il blog da Lunedì. Ebbene sì gente lo ammetto, ammetto anche che ho saltato la sessione degli esami di Settembre, con la scusa del matrimonio, ma non posso fare diversamente per quella di Dicembre (Argh). Quindi, son immersa nel "fantastico" mondo della Linguistica, di cui vi avevo già parlato qualche mese fa, cioè ad aprile. Linguistica, Non è un esame qualunque, ma è L'ESAME. Quello da 1000 pag., di cui la maggior parte da sapere a memoria. Quello che non so se avrò il coraggio di andare a fare, e non so nemmeno in che condizioni ne uscirò viva, sperando di uscirne viva alla prima, e non alla terza, quarta, quinta ... volta. Quello che ti fa venire il terrore solo a pensarci. Se dovessi spiegare l'ultima frase scritta, dico solo che "L'urlo" di Munch, non basta a esprimere lo stato d'animo causato dagli effetti collaterali dello studio della nostra tanto "amata" LINGUA ITALIANA. Quindi si r-inizia con ore e ore davanti a dispense piene di concetti da ripetere, e ripetere, e ripetere ancora ... zZzZzzzZzz ... ronf ... ronf... ronf ... E ripetere ..., CHIUSA PARENTESI].

In questo periodo, ho letto ben 3 libri. Ma adesso vi parlerò soltanto di uno di questi, perchè ognuno di questi, merita la dovuta attenzione:

"Diario di un Killer Sentimentale" di Luis Sepùlveda. Non so se avete mai sentito parlare di Sepùlveda, ma è colui che ha scritto anche "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare", romanzo scoperto quando ero piccola piccola e da cui è stato tratto anche un cartone uscito qualche anno fa [che naturalmente non ho visto, perché non amo questo genere di cose]. Comunque ritornando a noi, è la 3° volta che lo ri-leggo, perchè [oltre a essere a corto di libri] l'ho sempre trovata una bella storia, con uno stile conciso, che va dritto dritto al dunque, anche se a tratti può apparire fugace. A volte vi si trovano dei risvolti psicologici disarmanti. Ho sempre amato questo genere di storie.

Comunque parla di un Killer di professione, a cui la giornata era iniziata male perchè la sua "Figa francese", mandata da lui stesso in Messico a fare una vacanza, lo aveva appena lasciato con un messaggio alla sua segreteria telefonica. Un killer, che aveva svolto il suo lavoro sempre al massimo della sua professionalità. Un killer che adesso era stanco, che aspettava solo ordini per il suo ultimo incarico e che non faceva altro che pensare alla sua donna, più giovane di lui, bella da togliergli il fiato, e che le aveva fatto dimenticare quel distacco emotivo, che doveva avere, per rimanere concentrato e svolgere al massimo il suo pseudo lavoro. Una donna che adesso si era innamorata di un altro.

La storia poi prenderà pieghe inaspettate e avrà un finale a effetto ... che non vi svelerò per lasciarvi il gusto della sorpresa. Cosa farà poi il killer? Darà retta al suo cuore o alla sua testa? Agirà con istinto o rabbia? Cercherà vendetta o perdonerà nel momento stesso in cui il grilletto avrà sparato il colpo fatale? E infine, avrà fatto veramente la cosa giusta?

"Il volto umano non mente mai: è l'unica cartina che segna tutti i territori in cui abbiamo vissuto" [Sepùlveda]

4 commenti:

  1. Grazie per aver parlato di questo libro che non conoscevo.
    Per il tuo esame...ti capisco, ne ho uno di diritto amministrativo che rimando da mesi, perchè sento solo gente che non lo passa e ho una paura assurda!

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  2. L'ho letto anch'io quest'estate, era uscito con la collana dei libri del Sole 24 ore. Una lettura piacevole!

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  3. L'esame da mille pagine è come scalare la montagna più alta del mondo.
    Che soddisfazione quando si raggiunge la vetta!

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  4. ALICE: c'è la faremo prima o poi? io non ne posso più ... :(

    VERONICA: si, decisamente una lettura piacevole

    COSTANTINO: il problema si pone se non sei consapevole di possedere tutte le armi possibili per arrivarci in vetta a questa cavolo di montagna! che ansia da prestazione ... ufff ...

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