30 novembre 2011

Sì la vita è tutto un Tweet ... Qualche curiosità su "La meraviglia delle piccole cose" di Dawn French


  • Collaborazione con Fanucci-Leggere editore Mode On
  • E il corriere che suona alle 9 del mattino con un pacco tutto per te e dentro ci trovi "La meraviglia delle piccole cose" di Dawn French da recensire? [le gioie d'inizio giornata]
  • A breve la recensione ... PROMESSO ... ho già letto un centinaio di pagine. Romanzo che cattura. Storia avvincente, ironica, spassosa, scritto con una maestria e una consapevolezza che coinvolge, al punto che non riesco più a smettere di leggerlo!
  • Wow, che autentica sorpresa!
  • Volete qualche anticipo? ah! ma come siete curiosi ...
  • Intanto vi dico solo che in Inghilterra è un best seller che ha venduto già più di 500 mila copie! Caspita ...
  • Lo sapevate che Dawn French è una doppiatrice-attrice inglese? almeno così dice Santo Wikipedia!
  • Dai però adesso non chiedetemi più nulla, se no a forza d'insistere poi vuoto il sacco e NON vale ...
  • Ok ... Basta [soffro il solletico]. Preparatevi ... Quando il momento Clou arriva, dovete essere pronti! Tra qualche giorno ve ne parlerò con più accuratezza appagando tutta la vostra sete di sapere.
  • Quindi ... [mi raccomando]

TENETE GLI OCCHI BEN APERTI!

26 novembre 2011

Le prime luci del mattino di Fabio Volo

La protagonista di questo libro si chiama Elena. Elena è sposata da qualche anno con Paolo, ma dopo l'entusiasmo iniziale, si è resa conto che qualcosa non andava più, che si era rotto. Più che vivere gli sembrava di stare con una persona tanto per ammazzare il tempo. Eppure lei, sin da piccola aveva progettato la sua vita nei minimi dettagli: "La scuola da fare, l'università, l'uomo da sposare ... perfino il colore del divano. E diventare moglie prima di diventare donna" [così dice la prefazione]. Finché un giorno, inizia a contraccambiare il corteggiamento di un suo collega di lavoro, avventurandosi alla scoperta di se stessa e lasciandosi andare alla passione più profonda, cosa che con Paolo non aveva mai avuto modo di provare. Dopo un po' però, senza volerlo, s'innamora di lui, [nonostante sapesse poco e niente del suo passato] per come la faceva sentire, non solo a letto, ma in tutte le circostanze e i momenti che avevano passato insieme ... Ma le cose non andranno come lei si era immaginata. STOP. Non vado avanti e non mi spingo oltre nei particolari perchè se vi ha incuriosito è giusto che non vi rovini il finale.

E' un romanzo che leggi molto velocemente, a tratti è prevedibile e Fabio Volo ha mantenuto la sua coerenza narrativa di sempre. Non è una storia che esce molto al di fuori dei canoni della normalità. Al centro c'è sempre la costante del rapporto di coppia con le sue vicissitudini, incomprensioni, silenzi [come se non riuscisse ad accettare l'evoluzione di un amore che cresce, cambia forma, assume caratteri diversi] ... Non lo amo particolarmente perchè secondo me parla di cose che già tutti sappiamo e viviamo sulla nostra pelle e quando leggo un libro, ciò che mi aspetto è di essere sorpresa. Continuo ad affermare, come ho già spiegato recentemente in un vecchio post [Personaggi (momentaneamente) prestati alla Letteratura] che i successi dei suoi romanzi [tra l'altro tradotti e distribuiti anche al di fuori del confine nazionale], più che altro siano dovuti al fatto che la sua fama [ha fatto la Iena e svariati programmi televisivi, il dj radiofonico e l'attore] gli abbia di diritto aperto le porte della credibilità come scrittore, pur NON narrando niente di così eccezionale. Esprimo questo, in difesa di tutti quegli aspiranti scrittori [conosciuti in questi anni] che mi hanno raccontato il risvolto negativo del mondo editoriale e le vicissitudini nel riuscire a pubblicare la propria opera, che in ogni caso, fa fatica a farsi conoscere. Le disparità di trattamenti, al giorno d'oggi, sono la prassi, SE NON SEI UN PERSONAGGIO PUBBLICO, difficilmente diventerai uno scrittore di tutto rispetto, quindi c'è chi ha la fortuna di essere ascoltato, per il ruolo che riveste, e c'è chi, nonostante abbia qualcosa da dire, rimane all'angolo perchè è uno qualunque.

Comunque, a seguito di un dibattito uscito fuori in un gruppo su facebook proprio riguardo a Fabio Volo, ho deciso di coinvolgere in questo post anche Francesco, uno degli autori del blog A prova di Crash, perchè anche lui, ultimamente ne ha parlato. Ciò potrebbe apparire come l'alimentare ancora di più una polemica inutile. Invece la funzione della sua partecipazione è fatta esclusivamente per spiegare i motivi sul perchè non gli piace [anche se il tuo pensiero l'avevi già mostrato efficacemente nel tuo spazio]:
- Trovo che Fabio Volo sia sopravvalutato perchè abbia goduto prima di tutto di una buona base pubblicitaria di partenza, poi perchè è stato talmente furbo da scopiazzare quà e là citazioni di personaggi famosi [come per esempio quella dell'amore e dell'indifferenza che è di Einstein]. Per quanto riguarda l'aspetto logico-grammaticale, le costruzioni sintattiche che usa sono di tipo semplice e discorsivo, ma non si traducono in quello che vorrebbe far sembrare un flusso di coscienza non dico di stampo Joyciano, ma quantomeno alla Brizzi, ma che poi è un modo troppo semplicistico di raccontare l'intreccio. La trama dei suoi romanzi ha quasi sempre la costante presenza dell'insoddisfazione e della ricerca del "non so che" che a me fa tanta voglia di dire: Ma c'hai 40 anni, ma cresci un po'! [Grazie Frà].

Ai posteri l'ardua sentenza!

7 novembre 2011

Personaggi [momentaneamente] prestati alla letteratura ...

Un po' di tempo fa, ho partecipato a una discussione su Anobii [il social network dei libri] riguardo a cosa ne pensavamo di quei personaggi che si affacciano alla letteratura [nonostante la loro qualifica sia un'altra] mettendosi a pubblicare libri, e quale è stato per noi l'esempio più riuscito. PREMESSE:
  1. tutti, almeno una volta nella vita, hanno pensato di voler pubblicare un libro
  2. Tutti l'hanno pensato, perchè credono di aver qualcosa d'interessante da dire
  3. Pochi son realmente capaci di raccontare una storia [lo dico per esperienza personale, perchè leggo molto e a volte son arrivata alla conclusione che alcuni cantanti, giornalisti, comici, presentatori, soubrette era meglio se continuavano a fare il loro mestiere invece di avventurarsi nel fantastico mondo della letteratura].
Comunque, dopo averci riflettuto un po' ho risposto con 2 autori per me degni di nota [anche se ammetto che è tutta una questione di gusti personali]:

Luciano Ligabue perchè ha scritto un romanzo dal punto di visto narrativo davvero interessante, fuori dai canoni, diverso in ogni senso; parla di una storia d'amore fra due persone, SOGNO & NATURA che vivono in una società controllata da un sistema con leggi molto rigide. Infatti i due devono attenersi a un piano che gli dice cosa devono e non devono fare, cosa è consentito e cosa è proibito. Il rispetto di questo viene assicurato da delle telecamere installate per tutta la casa. Ma ciò che rende la trama qualcosa di davvero unico è che uno nasce a 81 anni e l'altra a 79 ... Quindi il loro ciclo di vita si svolge all'incontrario. Ligabue è uno di quelli che, in qualunque avventura si lanci, ci riesce alla perfezione. Però è stato accusato di aver copiato il "Curioso caso di Banjamin Button" e di non essere stato grammaticalmente molto corretto [quando le critiche son fatte solo per essere sputate fuori inutilmente].
Giorgio Faletti, di professione faceva il comico-cabarettista-personaggio televisivo, dopo di che, da un giorno a un altro, si è improvvisato in AUTORE DI THRILLER. Io ho letto tutti i suoi libri ... e da non amante di questo genere, sono diventata una vera e propria fanatica di gialli, intrighi da risolvere, assassini da scoprire ... La nota negativa è che, è stato insinuato che non sia stato lui l'inventore dei propri racconti [assurdo] perchè soprattutto nella fase iniziale della sua carriera, usava troppi "stranierismi" [termini importati da una qualsiasi lingua straniera, nel suo caso americani] e ciò non era possibile. Perchè? dov'è il problema? non riesco a riconoscerlo, o forse non c'arrivo ...

Però poi non diciamo nulla quando Nicolas Vaporidis [attore] tira fuori impiastri come "Bravissimo a sbagliare" [banale, poco originale, scontato] e ci sono persone che lo comprano. Oppure esaltiamo troppo Fabio Volo che usa un linguaggio davvero molto semplice e una delle sue doti più riuscite è quella di saper scrivere la quotidianità in un modo talmente trascinante che la gente lo ama nel vero senso della parola.  

Forse dobbiamo prima diventare mediaticamente qualcuno per poter essere presi in considerazione seriamente? L'essere un personaggio di per sè apre automaticamente la strada al fantastico mondo della pagina scritta? Anche se non ne siamo capaci, è giusto cercare di non negare l'evidenza e mettere da parte l'egocentrismo, o pubblicare solo perchè si ha il potere di essere riconosciuti-riconoscibili rispetto ad altri? Quindi è un privilegio essere famosi, perchè così abbiamo solo l'inconveniente di scegliere da chi farci pubblicare ... Allora essere vendibili-commerciali conta molto di più che essere all'altezza della situazione? Spesso si ... Ovviamente non faccio di tutta l'erba un fascio, ci sono casi e casi, però a volte è meglio che i sogni nel cassetto rimangano sogni nel cassetto.