28 dicembre 2011

Ho il tuo numero di Sophie Kinsella

Cosa faccio senza il mio telefonino?
come faccio a funzionare?
Il mio unico impulso è mandare un sms a qualcuno e scrivere: "oh mio dio! ho perso il telefonino!", ma come posso farlo senza uno stramaledetto telefonino? il cellulare è tutto per me. I miei amici. La mia famiglia. Il mio lavoro. Il mio mondo. Tutto.

La protagonista di questa storia si chiama Poppy Wyatt e di mestiere fa la fisioterapista. A un certo punto, mentre sta festeggiando con delle amiche la sua festa di addio al nubilato in un albergo di lusso, suona la sirena antincendio. Tutto sotto controllo, è un falso allarme. Per sicurezza però, le fanno sgomberare la sala. Le ragazze invitate si stavano provando a turno il suo superfantastico anello di fidanzamento regalatogli dal suo meraviglioso fidanzato conosciuto solo pochi mesi prima [Magnus, docente universitario]. Poppy, in preda alla disperazione e al panico più totale lo cerca ovunque, ma questo non si trova. Dopo aver provato a fare inutilmente mente locale e non essere arrivata a nessuna conclusione, decide di uscire fuori e chiamare tutte le persone che erano state con lei, per chiedergli se per caso lo avevano preso per sbaglio. Ma uno che stava passando in bicicletta, le ruba il telefono! [tragedia] Disperata-sconsolata-atterrita e più sfigata che mai ritorna dentro e mentre sta passeggiando nervosamente per la hall dell'albergo, come per magia sente squillare qualcosa da dentro un cestino [con la suoneria di Beyonce Single Ladies] ... [miracolo]. Senza farsi troppe domande e dopo essersi resa conto di cos'era e dell'incredibile colpo di fortuna lo raccoglie e se ne impossessa! Da qui iniziano i problemi veri e propri. Il cellulare in questione, in realtà è un aziendale. Infatti il suo proprietario, un certo Sam Roxton della White Globe Consulting Group lo ri-vuole indietro assolutamente, accusandola inoltre che non può prendere, senza far finta di nulla, qualcosa che non gli appartiene, nonostante la sua segretaria se ne fosse liberata in quel modo. Lei non può restituirlo, è una questione di vita perché ha lasciato il numero a quasi tutto lo staff dell'albergo e se l'avessero cercata doveva essere reperibile. Insomma, alla fine riescono a raggiungere un compromesso, Poppy lo avrebbe tenuto fino a quando non avesse ritrovato l'anello a patto che gli inviasse tutte le mail di lavoro che riceveva. Da quel momento in poi la storia prende delle pieghe inaspettate. Preferisco non andare oltre per non togliervi il gusto della sorpresa.

Lo reputo uno dei miglior libri scritti dalla Kinsella. Divertente, ironico, spietato. Mi son ritrovata a ridere da sola come non succedeva da tempo. L'adoro perchè non è la solita scrittrice sdolcinata. E' realista. Gioca con i personaggi come se facessero parte di una commedia tragicomica molto reale. Le sue parole t'insegnano a prenderti poco sul serio e a trovare sempre una soluzione agli imprevisti quotidiani. Crede nell'amore ma lo fa viaggiando con i piedi per terra [anche se, a priori, i viaggi mentali sono la specialità di noi donne]. Ci sarà un finale col botto, quello che ti aspetti di leggere, ma senza nessuna promessa eterna da FAVOLA [in puro stile di vita di tutti i giorni].

24 dicembre 2011

Buon Natale!


Tanti Auguri di Buon Natale a tutti voi!
[in stile minimalista, essenziale, ma molto efficace]


[immagine presa da Google]

17 dicembre 2011

Di storie di Vampiri e il genere "Romance" ...

Ho sempre letto e leggo [più o meno] qualsiasi cosa. Mi lascio consigliare. Mi aggiorno sulle varie novità in uscita. Do retta alle recensioni e i pareri negativi mi condizionano. Nel corso degli anni sono anche riuscita ad uscire al di fuori dei soliti confini di cui mi ero circondata appassionandomi ai Thriller. Ho notato però che in questi ultimi periodi vanno molto in voga:
- Le storie Vampiresche stile Twilight [Mi son fatta raccontare un po' la trama ma non mi ha entusiasmato più di tanto. L'unico Vampiro che conosco è Dracula. PREMETTO comunque che non son rimasta indifferente al fascino di Robert Pattinson e che se mi ritrovassi davanti un bel vampiro così, il collo forse forse me lo farei mordere volentieri]. 
- Il genere "Romance[in breve è un romanzo al centro del quale c'è una storia d'amore che, nonostante le varie traversie, finisce bene. I protagonisti 'lui' e 'lei' hanno la medesima importanza e per non privilegiare l'uno rispetto all'altro, la narrazione (solitamente) è in terza persona. Fonte notizia].
Se poi unisci esseri soprannaturali a storie d'amore, a quanto pare ottieni un'accoppiata vincente.

Ho il terrore ad aprire un libro e ritrovarmi davanti agli occhi una sorta di ri-adattamento dei romanzi Harmony però in versione Young, dove c'è un ragazzo, esteticamente parlando, apparentemente "emo" che s'innamora di una ragazza anche lei apparentemente "emo", che arrivano ai limiti del masochismo e paradosso più totale, nel mezzo ci sono intrighi pazzeschi, pericoli costanti, qualcuno muore, altri si salvano e l'amore vince su tutto. Nonostante abbia sempre difeso la fantasia in ogni sua sfaccettatura, dove più la storia esce al di fuori dei canoni della normalità più mi piace e mi appassiona, quando si affrontano certe tematiche preferisco mantenere i piedi per terra e che le cose siano raccontate per quello che sono, senza l'esasperazione pseudo-distruttiva dell'anima che ama e che non riesce a guarire fino a che non viene corrisposto o trovato. Un po' come l'orrido stile neo-melodico delle canzoni. L'Amore esagerato-immaginato-da tragedia greca non l'ho mai sopportato e nemmeno mai vissuto. Ho sempre avuto un visione poco romantica e molto filosofica dell'amore, e se proprio devo essere sincera, a volte anche alquanto tragi-comica.

Come quella volta che ero rimasta colpita da un tipo e senza tanti rigirii di parole, gli avevo fatto capire che mi piaceva. Tra noi c'era stata sin da subito simpatia. Durante una sera come tante altre ci siamo ritrovati io, lui, una mia amica e il suo ragazzo. Lui a un certo punto, prima di andare via, mi ha salutato e molto tranquillamente gli ho risposto al saluto. Tutto sotto controllo come sempre, se non fosse che a un certo punto la mia amica e il suo ragazzo mi hanno guardato allibiti e mi hanno fatto: - Bè, che fai qui, corri da lui, non lasciarlo scappare via! In puro stile romance! [Ma dai, devo rincorrerlo per davvero? perchè? ho qualcosa di suo nella tasca? o mio dio, mi son dimenticata di restituirgliela? che maleducata che sono] Cosa aspetti? [maledetti, mi stanno fogando, resisti, non cedere ...]. Però a un certo punto, sarà stata la luna, sarà stato il fascino della notte, la mia testa ha iniziato a girare vorticosamente [anche qui in puro stile romance] immaginandomi scene talmente surreali da sembrare di essere dentro a un film e c'ero io che correvo da lui e gli urlavo: - Non te ne andare, non te ne andare, stai qui con me, scieglimi, amiamoci e lui che poi mi sorrideva, mi prendeva in braccio e mi baciava davanti al resto del mondo. [maledetti amici sentimentali del cavolo!]. Fatto sta che poi nel concreto, son rimasta impalata là dove ero e l'unica risposta che son riuscita a pronunciare è stato: - Bè dai, si è fatto tardi, andiamo a letto. Volete sapere poi come è andata a finire la pseudo-storia? Che lui ha vissuto felice e contento per conto suo e IO per conto mio. Happy End [in puro stile Vita di tutti i giorni].

7 dicembre 2011

La meraviglia delle piccole cose di Dawn French

"La  meraviglia delle piccole cose"
di Dawn French
Casa editrice: Leggereditore
anno di pubblicazione: 2011
pagine: 384
Prezzo: 14 euro

I protagonisti di questa storia sono la famiglia Battles composta da Mo [la madre], una psicoterapeuta infantile vittima di una crisi di mezz'età. Dora, quasi maggiorenne, da grande vuole fare la cantante, con un'unica amica, ossessionata dalla dieta, dalle extension, i capelli biondi, facebook e un fidanzatino che l'aveva ingiustamente smollata dal nulla, si vedeva brutta, insignificante e perennemente fuori luogo. Peter che si fa chiamare Oscar, come Oscar Wilde, è un ragazzo geniale, con un modo di vestire eccentrico, amante delle belle cose, protettivo con la sorella, i suoi ragionamenti lo facevano sembrare più grande dell'età che aveva. E infine il Padre di Dora e Peter, nonchè marito di Mo, che lavorava con i computer e Pamela, la nonna, che sapeva preparare dolci buonissimi e s'improvvisava consigliera di chiunque di loro nel caso del bisogno.

La storia è strutturata in un insieme alternato dei pezzi di diario dei vari personaggi che sfogano le loro frustrazioni e insicurezze della vita di tutti i giorni: Dora in piena fase adolescenziale, più preoccupata a quello che gli altri pensavano di lei, che lei di se stessa, era una ragazza normale, con i soliti sogni e le incertezze che hanno i giovani della sua età. Ho ritrovato in lei, alcuni aspetti caratteriali che ho avuto anche io, quando ingigantivo negativamente il mondo e non riuscivo a vederci una via d'uscita concreta ai problemi in cui sbattevo la faccia, pensando di essere l'unica vittima del sistema [più andavo avanti nella lettura e più cercavo di rassicurarla che questa sarebbe stata solo una fase e tutto sarebbe cambiato]. E poi c'è Mo che aiutava i ragazzi a superare le loro crisi, ma non sapeva gestire quelle dei propri figli, per non parlare del fatto che lei, diversamente da Dora, non si vedeva più bella come lo era un tempo, questo la porterà a commettere errori che per fortuna riuscirà a riparare prima che diventassero irreparabili. E infine c'è Peter/Oscar che è il più particolare e divertente della storia, un ragazzo, che a differenza della madre e della sorella, è così tanto consapevole di se stesso, che il suo egocentrismo a tratti pseudo-comico, lo porterà a viver con leggerezza anche le situazioni più imbarazzanti.

Partiamo dal presupposto che le FAMIGLIE PERFETTE non esistono e non esisteranno mai e questo romanzo ne è la dimostrazione vivente. Mi è piaciuto molto, perchè nonostante il tono leggero che assume, racconta che, nonostante la famiglia perfetta non esista, se una famiglia si ama, si aiuta, si sostiene, si incoraggia, gli ostacoli si possono saltare a piè pari e risolverli. Inoltre riveste a pieno titolo il tipico Humour inglese, più pronunciato in alcuni personaggi che in altri. La lettura è scorrevole e devo ammettere, che l'ho trovato davvero molto molto ironico.

Potrebbe essere un ottimo regalo di Natale!