24 marzo 2012

[Oh Ma che] MAGNIFICA PRESENZA ... di Ferzan Ozpetek

Il siciliano Pietro Ponte [rappresentato da Elio Germano], preparatore notturno di cornetti e aspirante attore, un giorno decide di trasferirsi a Roma per inseguire l'uomo di cui era follemente innamorato. Durante un suo giro di perlustrazione rimane abbagliato da una casa signorile e alquanto datata, ma ai suoi occhi, davvero splendida. Nonostante le incertezze e la ritrosia della cugina, firma il contratto e dopo averla ristrutturata un po',  ci va a vivere. Ben presto però si renderà conto di non essere l'unico "coinquilino" ad abitarci.
Gli intrusi in questione sono degli attori di teatro vissuti intorno agli anni 40 che chiedono al povero malcapitato di aiutarli a capire come hanno fatto a rimanere prigionieri in quel posto per tutto quel tempo. Dopo una iniziale titubanza, Pietro, non solo deciderà di rimanere là, ma anche di scoprire cosa ne era stato di loro. I fantasmi inoltre capiscono di essere morti, solo quasi alla fine. Ozpetek, ha scelto di far vestire i panni di queste "magnifiche presenze" a un cast di tutto rispetto che vede la partecipazione straordinaria di Margherita Buy, Beppe Fiorello, Vittoria Puccini, Claudia PotenzaCem Yilmaz,Andrea BoscaAmbrogio Maestri e Matteo Salvino ...

La prima parte sembra talmente surreale che può essere paragonata a quei film di paura dove senti e vedi rumori strani mentre stai per addormentarti, dei passi che vagano per le stanze, il bambino sotto al tavolo che piange, persone che improvvisamente appaiono negli specchi, l'impronta di qualcuno che si è appoggiato sul cuscino accanto al tuo ... [PANICO] ... Con lo scorrere dei minuti poi però tutto prende una piega diversa e riconosci quell'atmosfera tipica e familiare che contraddistingue il regista da  sempre e può essere considerata la sua traccia indelebile, il suo marchio distintivo, il suo saper trasformare in poesia l'ovvio e che sa rappresentare con così tanta maestria che quando esci dalla sala ci pensi e ci ripensi continuamente. Non è il suo capolavoro migliore [anche se a me è piaciuto molto] però vale ugualmente la pena immergersi ancora una volta nel suo fantastico mondo.

"Non ti svegliare: finchè dormi sei il mio segreto ,

da sveglio sarai vero e di tutti!"

20 marzo 2012

Recensione: La fine del mondo viene di Giovedì di Didier Van Cauwelaert

Questo è il primo libro di una serie per ragazzi edito da FANUCCI EDITORE che vede come protagonista il dodicenne Thomas Drimm.

La storia è ambientata in un ipotetico futuro e in una nazione, ribattezzata col nome di "Stati Unici", protetta da uno scudo antimateria che tiene intrappolate le anime dei morti sulla terra impedendogli di andare in paradiso; gli individui sono controllati dal governo attraverso dei chip impiantati nel cervello a partire dai 13 anni di età; la cultura e le credenze passate sono state cancellate; l'unica religione riconosciuta è quella dell'azzardo e le vincite al gioco condizionano il successo e il talento della gente che fa parte della società.

Thomas aveva come unico amico un aquilone. Un giorno, mentre era in spiaggia a giocarci, andò accidentalmente a sbattere sulla testa di un anziano signore che stava passando di là. Quest'ultimo, talmente assorto dai suoi pensieri e incurante del pericolo, non si era accorto di nulla e sfortunatamente la botta lo fece morire sul colpo. Il ragazzo, nel tentativo di non farsi scoprire, occultò il cadavere e scappò dalla madre per confessargli il fattaccio, senza però riuscire a dirglielo. La stessa sera, dopo aver visto in televisione che la persona che aveva ucciso era il professor Pictone, il famoso scienziato  inventore dello scudo, all'improvviso il suo orsacchiotto di peluche iniziò a parlargli ...

Praticamente lo scienziato si era reincarnato nel pupazzo e Thomas era l'unico che aveva il potere di sentirlo perché era vittima dei sensi di colpa. Insomma, superata una iniziale reticenza, ma anche grazie all'evolversi degli eventi [il padre del ragazzino venne arrestato dal governo per spingerlo a confessare tutto quello che sapeva]  i due collaborano per cercare di salvare il mondo e liberare la gente dalla situazione che, senza volerlo, stava subendo ... C'è la faranno? Non vi resta che scoprirlo!

Appena ho finito di leggerlo, la prima cosa che ho pensato è quanto, in un certo senso, ha una certa somiglianza con "1984" di Orwell ... Lo scrittore inventa un mondo surreale, manipolato da un governo che controlla la vita sociale e privata degli individui, gli dice cosa sia giusto e non giusto fare, a cosa devono credere e come essere ... In un linguaggio ricco di particolari e ovviamente adatto ai più piccoli. Nonostante questo, dà degli ottimi spunti per riflettere su come a volte realtà e fantasia possano coincidere in maniera così impressionante al punto da non saperle più distinguere. Il passato ne è una dimostrazione evidente ...

Comunque vi consiglio la lettura se siete amanti di questo genere [a me è piaciuto molto].

11 marzo 2012

Ragionevoli Dubbi di Gianrico Carofiglio [Frasi]

Le nostre parole spesso sono prive di significato. Ciò accade perchè le abbiamo consumate, estenuate, svuotate con un uso eccessivo e soprattutto inconsapevole.
Le abbiamo rese bozzoli vuoti.
Per raccontare, dobbiamo rigenerare le nostre parole. Dobbiamo restituire loro senso, consistenza, colore, suono, odore. E per fare questo dobbiamo farle a pezzi e poi ricostruirle. Nei nostri seminari chiamiamo "manomissione" questa operazione di rottura e ricostruzione.
La parola manomissione ha due significati, in apparenza molto diversi. Nel primo significato essa è sinonimo di alterazione, violazione, danneggiamento.
Nel secondo, che discende direttamente dall'antico diritto romano [manomissione era la cerimonia con cui uno schiavo veniva liberato], essa è sinonimo di liberazione, riscatto, emancipazione.
La manomissione delle parole include entrambi questi significati.
Noi facciamo a pezzi le parole [le manomettiamo nel senso di liberarle dai vincoli delle convenzioni verbali e dei non significati]. Solo dopo la manomissione, possiamo usare le nostre parole per raccontare storie.
[Tratto dal romanzo di Gianrico Carofiglio, Ragionevoli dubbi].

3 marzo 2012

Il profumo delle foglie di limone di Clara Sanchez

Avevo già sentito parlare di questo libro su internet ... Quindi ancor prima di iniziare a leggerlo sembrava, a detta di molti e alla fine anche mia [mi son lasciata convincere] un successo preannunciato. Inoltre, mi è stato regalato per il mio compleanno, e allora perchè lasciarlo lì, a prendere polvere sulla libreria e creare dispiacere nei confronti di chi, nel momento che lo ha comprato, ha pensato potesse piacermi?

Questa storia viene raccontata secondo il punto di vista dei due personaggi principali: Julian, ormai ottantenne, reduce da un passato doloroso che non riusciva, non poteva e non voleva dimenticare. Quando era giovane, insieme al suo amico Salva, era stato internato in un campo di concentramento. Un giorno ricevette, proprio dal suo amico, una lettera con le sue ultime scoperte. Il suo compagno di disavventure infatti, finita la guerra, aveva passato il resto dei suoi giorni a dar la caccia ai nazisti che continuavano a essere liberi, senza aver ricevuto condanne o punizioni per la cattiveria delle loro azioni. Julian allora decise di volare in Spagna per portare a termine le ricerche del suo amico, che a quanto pare era morto.

E poi c'è Sandra, una ragazza incinta, fuggita dalla famiglia, dall'uomo con il quale aveva una storia, dal suo mondo, per trovare un senso a quello che stava passando, fare chiarezza nella sua testa e decidere cosa voleva fare di se stessa una volta per tutte. Un giorno, mentre era in spiaggia, le viene la nausea e inizia a vomitare, allora una coppia di vecchietti che erano lì, Fred e Karin l'aiutano ... Tra loro nasce un'amicizia e alla fine, per sentirsi meno sola, si trasferirà da loro.

Le vite di questi due s'incroceranno nel momento esatto in cui Julian cerca di conoscerla per metterla in guardia da quelle persone che erano esattamente l'opposto di quel che si facevano credere: Assassini mascherati da qualcuno di assolutamente normale e che avevano vissuto un'esistenza normale. Sandra, dopo un'iniziale titubanza, si ricrede e decide di aiutare l'anziano nella sua missione. Ma presto entrambi si renderanno conto di trovarsi di fronte a qualcosa di molto più grande di loro [una confraternita]: Julian perchè ormai era privo di forze e Sandra perchè stava aspettando un bambino e non voleva mettere a repentaglio la sua incolumità.

La trama di per se è davvero interessante, il tema trattato è reale, fa parte della nostra storia. E' qualcosa che tutti in un modo o nell'altro abbiamo conosciuto e studiato. Non so cosa mi aspettassi realmente, forse un thriller, forse un dinamismo maggiore, forse un ritmo più incalzante. Vuoi che i cattivi muoiano e invece continuano ad agire indisturbati e senza nessuna giustizia che trionfa. Anche perchè, quando sei reduce e ti porti addosso un passato simile, ciò che vuoi è solo vendetta [almeno credo]. Il perdono non esiste. Riflettendoci sopra però, è anche vero che quando arrivi a una certa età, probabilmente la stanchezza è tanta, non hai più voglia di lottare contro i fantasmi e sei anche pronto a perdonare i tuoi nemici-aguzzini. Sarà anche che certi eventi nonostante siano passati tutti questi anni, ancora non sei disposto ad accettarli e probabilmente fanno parte di quelle cose che non accetterai mai.

Vale comunque la pena leggerlo.