29 aprile 2012

La nemesi Moldava di Carlo Alfieri

LA NEMESI MOLDAVA
di Carlo Alfieri

Il protagonista è l'ingegner Gualdo Gualdi, laureato con ottimi voti in un prestigioso Politecnico. Finiti i suoi studi, non tarda molto a trovare lavoro:
"Lei è al suo primo impiego ingegnere. Forse l'ambiente in cui si appresta ad entrare le potrà sembrare più o meno strano, ma non diverso dal solito, dato che per lei il solito semplicemente non esiste, vero? [...] Ecco si prepari allora all'insolito."
Così gli disse Rave Santi, il suo futuro responsabile mentre lo colloquiava. Gualdi non era sicuro di avere afferrato bene il senso di questo discorso, tuttavia rimase colpito dall'ambiente, dall'atmosfera surreale che regnava e dalla struttura che caratterizzava questa azienda così immensa: Un'imponente palazzo denominato "BUILDING", progettato dal famoso architetto internazionale Demetriou Kubo in persona; 45 piani su una base quadrata di 100X100 metri, cioè 10 mila metri quadrati per piano, con un pian terreno perfettamente orizzontale, il primo inclinato di 45°, il secondo di 44, il terzo di 43 ... fino ad arrivare al quarantacinquesimo di nuovo perfettamente orizzontale e dove risiedeva "EGLI", il capo supremo, l'inventore di questo business che macinava utili mostruosi, il Presidente che solo in pochi avevano visto e con cui avevano il privilegio di interagire. Ciò che faceva la differenza era lo sforzo psico-fisico che si creava per raggiungere il proprio posto ... questa disposizione era stata creata appositamente per disincentivare e contrastare le persone ad andare a spasso per gli uffici, in bagno o alla macchina del caffè. Dopo pochi giorni che aveva iniziato con il suo incarico si rese conto gli piaceva stare lì. Si trovava bene, ciò che faceva era stimolante e inoltre ogni volta vi era una nuova scoperta sulla gente e sul luogo. Fino a quando, un lunedì mattina qualunque iniziò un incessante scambio di mail fra i vari reparti. "Gualdi ha sentito?" Gli chiese Rave Santi. Lui rispose in modo negativo, anche se sapeva già tutto. "Una nuova assunzione nel nostro reparto". Il problema era che "Il nuovo ingegnere" in realtà sarebbe stata un'ingegnera, tra l'altro mostruosamente preparata, con 2 lauree [una presa all'università di Mosca e l'altra al MIT di Cambridge], conosceva, parlava e scriveva ben 5 lingue, era dotata di una grande intelligenza e personalità e infine era bella in modo imbarazzante. Santi l'aveva già incontrata 2 volte, sapeva quello che diceva e proprio per questo era fermamente intenzionato a non volerla. La sua assunzione avrebbe portato solo litigi, caos e distrazioni varie ... ma le sue referenze arrivarono fino ai piani alti e "EGLI" era del parere che una persona così qualificata non doveva essere sminuita solo per la sua prestanza fisica. Quindi la signorina Paraschiva Crisan prese il suo posto al 21° piano e nello stesso ufficio di Gualdi. Tra i due nacque sin da subito una bella amicizia ... uscivano insieme, andavano a cena fuori, in vacanza, si scambiavano confidenze. Nonostante tutto lei era una donna molto semplice, alla mano, sicura di se e capiva subito quando qualcuno aveva dei doppi fini. Infatti nei suoi 2 ultimi lavori si era dovuta licenziare a causa delle avances fatte dai datori di lavoro e a cui non voleva sottostare.

Ma questa volta, come sarebbe andata? Rave Santi aveva ragione ad avere simili timori? Scorrendo in avanti con la storia, la sua teoria non si dimostrerà del tutto sbagliata. Ma cosa succederà? "EGLI" farà di tutto per incontrarla? Ci riuscirà?

Il finale ti lascia a bocca aperta, ma in fin dei conti è quello che ti aspetti e speri che accada. Storia interessante e accattivante. Ti lascia con gli occhi incollati fino all'ultima pagina. Lo leggi tutto d'un fiato ... e una volta terminato, la prima cosa che ti viene da pensare è che DOVEVA PROPRIO ANDARE IN QUESTO MODO.

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