16 agosto 2012

Il silenzio dell'onda di Gianrico Carofiglio [recensione]


Il silenzio dell'Onda 
di Gianrico Carofiglio



SINOSSI: Da mesi, il lunedì e il giovedì, Roberto Marías attraversa a piedi il centro di Roma per raggiungere lo studio di uno psichiatra. Si siede davanti a lui, e spesso rimane in silenzio. Talvolta i ricordi affiorano. E lo riportano al tempo in cui lui e suo padre affrontavano le onde dell’oceano sulla tavola da surf. Lo riportano agli anni rischiosi del suo lavoro di agente sotto copertura, quando ha conosciuto il cinismo, la corruzione, l’orrore. Fuori, ma anche dentro di sé. Di professione fantasma, ha imparato a ingannare, a tradire, a sparire senza lasciare traccia. Una vita che lo ha ubriacato e travolto. Le parole del dottore, le passeggiate ipnotiche in una Roma che lentamente si svela ai suoi occhi, l’incontro con Emma, come lui danneggiata dall’indicibilità della colpa, gli permettono di tornare in superficie. E quando Giacomo gli chiede aiuto contro i suoi incubi di undicenne, Roberto scopre una strada di riscatto e di rinascita. Con una narrazione serrata e struggente sui padri e i figli, la mancanza e le assenze e la fragilità degli uomini, Gianrico Carofiglio regala ai lettori un nuovo, indimenticabile personaggio. [Rizzoli]

Opera finalista del Premio Strega 2012. Qui non ci scontriamo con le "disavventure" dell'avvocato Guerrieri [personaggio che sin da subito ha avuto la mia simpatia più totale] ma con la vita di Roberto, carabiniere in aspettativa per ragioni di salute, che cerca di ridare un senso alla sua vita dopo anni di lavoro sotto copertura ... che piano piano e grazie anche al suo psicologo, riesce a riappropriarsi del mondo intorno a se. Riscopre la compagnia di una donna [in psicanalisi pure lei] la sua città [Roma] i negozi, il piacere di curarsi di se stesso e la voglia di guarire dai suoi malesseri, nonostante il suo passato, le sue mille identità cucite addosso per l'occasione e l'essere stato una vittima inconsapevole di eventi che lo hanno segnato nel profondo.

Ma le domande che vengono fuori spontanee sono: E' possibile liberarsi dalla pesantezza di quello che senza volerlo siamo stati costretti a "subire"? Si può ricominciare a vivere a qualsiasi età? E' facile lasciarsi alle spalle tutto quanto? Noi uomini, siamo, per natura, portati a sperare nei nuovi inizi ... a credere che ciò che c'ha ferito, poi ci fortifica, che dopo la sofferenza ci può essere la felicità e infine che, gli errori commessi possono non essere rifatti più. Roberto, dalla sua parte, ha capito che si è lasciato trasportare troppo oltre dalla corrente ... quindi, tornerà a ricavalcare le onde proprio come faceva quando era ragazzo e abitava in America con la sua famiglia? Surfare era una delle cose che più adorava fare con suo padre. Non vi resta che scoprirlo!

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