13 agosto 2012

Io la salverò, signorina Else di Daniele Pugliese [recensione]


Io la salverò, signorina Else
di Daniele Pugliese

Portaparole, Roma, 2012
pp. 108, € 14,50
ISBN 978-88-97539-03-2

Vi è mai capitato di leggere una storia e rimanere sconcertati da un finale che avreste voluto diverso? Oppure di voler stravolgere totalmente alcuni particolari del racconto per dargli un altro senso? Vi siete mai chiesti se le cose sarebbero potute andare diversamente se solo uno dei personaggi, quello che ti ha colpito più di tutti, fosse sopravvissuto alla morte, alla cattiveria di alcuni di questi, o vittima della fantasia dello scrittore stesso che per lui/lei aveva già deciso il suo destino?

In questo caso, l'autore Daniele Pugliese lo fa ... Riprende la famosa novella di Schnitzler [Trama: Else è una diciannovenne, figlia della borghesia delle professioni viennese, usa a frequentare i salotti buoni, impregnata fino al midollo da un'educazione cortigianesca e oziosa: l'orecchio affinato da qualche brano musicale, la cultura arricchita dai romanzi francesi, la storia dell'arte e il turismo. Il padre avvocato dissipa in borsa e sul tavolo verde il patrimonio del minore che dovrebbe tutelare. La madre le scrive che servono trenta, poi cinquanta mila fiorini entro ventiquattro ore, altrimenti addio reputazione, addio dote e probabilmente addio papà. A chi richiederli? A un ricco amico di famiglia, tale von Dorsday, banchiere e collezionista, da sempre affetto da una sinistra passioncella per la ragazza. L'uomo è disposto a consegnare il denaro a patto che Else si mostri completamente nuda. Inizia il calvario della giovane. Un fitto monologo interiore ci riferisce pensieri, timori, sogni di una fanciulla in bilico tra adolescenza e prima gioventù. Curiosa, altera, ora impertinente ed esuberante, ora fragile, malinconica e prossima al suicidio, oca giuliva e intelligente: la Else di Arthur Schintzler è tutto questo nelle poche ore in cui apre la sua mente ai lettori. Destinata a Fred, invaghita del cugino Paul, un medico che tresca con una vedova intrigante, certa Cissy Mohr, sorvegliata dalla zia, Else deciderà finalmente di svestirsi e lo farà dinanzi a gran parte dei clienti dell'albergo (siamo a san Martino di Castrozza), prima di perdere i sensi. Riacquista la coscienza, mentre gli astanti la credono ancora svenuta. Ascoltando i dialoghi dei suoi parenti, viene a sapere dello scandalo e in preda alla disperazione beve una dose abbondante di Veronal (nome commerciale del Barbital), usato per combattere i dolori mestruali. Il sonno eternosi impossessa lentamente del suo - desideratissimo - corpo, mentre il cugino tenta inutilmente di scuoterla dal torpore.Wikipedia] e immagina, imprimendolo poi su carta, cosa sarebbe potuto accadere se fosse riuscito a parlare con la bella Else, distogliendola dall'intento di uccidersi.

La storia infatti si sussegue con un dialogo fra i due, dove viene analizzato passo passo ogni affermazione fatta dalla ragazza ... come una sorta di terapia per farla sfogare dai suoi tormenti, dai suoi capricci, dai suoi stessi pensieri. Lo scrittore le offre un salvagente al quale aggrapparsi e liberarsi così sia dalla sua malsana idea di morte, sia dal credere di essere l'unica salvezza alle sorti del padre per i guai commessi. Il libro oscilla fra ottimismo e disperazione, sensualità e amore, fra un LUI adulto che sa spiegarti cosa è la vita perchè c'è già passato e i motivi per il quale è possibile proteggersi dall'idea di volersi suicidare e una LEI alle prime armi, ancora tutte da costruire, per poter combattere contro il mondo, la sua bellezza, gli altri [genitori, spasimanti, nemici], i sensi di colpa, gli obblighi e i doveri e tutto quello che non le fa trovare una via d'uscita da se stessa e da chi la tratta in modo così effimero e superficiale.

L'ho trovata una storia decisamente interessante. Ammetto che non conoscevo questa novella e che sono andata a cercarla in internet per saperne di più, perchè più vai avanti e più la curiosità è forte. Inoltre il modo con il quale è stato scritto è talmente scorrevole, ricercato, stilisticamente curato e avvincente che riesci a leggerlo con passione e senza ostacoli che rallentano la sua comprensione.

Vi consiglio di leggerlo perchè, secondo me, è un'opera di un certo spessore.

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