30 ottobre 2012

Ci vogliono le palle per essere una donna di Caitlin Moran [recensione]


Ci vogliono le palle per essere una donna
di Caitlin Moran

2012
pp. 322

€ 17,00
978882005195


A tredici anni, Caitlin Moran è una ragazzina cicciottella, senza amici, perennemente presa in giro dai maschi. E' il giorno del suo compleanno, tra una torta/baguette con il Philadelphia e una "lista delle cose da fare prima dei diciotto anni", ecco che la assale il dubbio da un milione di sterline: ma come si fa a diventare una donna? Oltre vent'anni dopo, ripercorrendo le esperienze che l'hanno aiutata a crescere, Caitlin prova a rispondere a quell'interrogativo. Partendo da un dato di fatto: non c'è mai stato un momento migliore nella storia per essere una donna. C'è il diritto di voto, la pillola anticoncezionale, e bruciare le streghe sul rogo è ormai decisamente poco glamour. Ma allora: abbiamo ancora bisogno del femminismo, oggi? Sì, se il femminismo non è quello delle accademie e dei talk-show in seconda serata. Sì, se il femminismo non si occupa solo di cose [importanti, per carità] come la disparità di retribuzione, la circoncisione femminile nel Terzo Mondo, la violenza domestica, ma anche di problemi più banali e quotidiani come la masturbazione, la depilazione, le micro-mutandine, l'irresistibile attrazione per il cioccolato, le borsette da mille euro e le tette rifatte. Sì, perché ogni donna non può che essere femminista, e perché il femminismo secondo Caitlin è decisamente divertente. Come questo libro. Contro tutte le "Stronzate di Stampo Patriarcale" che ancora resistono, c'è una soluzione: ridere a crepapelle. Perché, come scrive Caitlin Moran, "quando ridiamo siamo bellissime e alla gente piace vederci fare delle grasse risate". [Sperling & Kupfer]

IMPRESSIONI: Caitlin Moran, giornalista del settore musicale inglese, prova, a seconda dell'esperienza che ha vissuto sin da quando era bambina, a dare una risposta [alquanto personale] a questo argomento piuttosto spinoso. Lo fa in modo irriverente [non risparmia nessuno, nemmeno se stessa], ironico, divertente, inusuale, leggero, a volte ambiguo e contraddittorio. Si, avete capito bene. Non so cosa  mi aspettassi precisamente. Se in alcuni punti mi è piaciuto, in altri l'ho trovato un fare una retorica inutileNon è che sei una femminista perchè:

  • NON capisci le donne che amano vestirsi alla moda e spendono migliaia di euro per una borsa; sostieni la tua causa a favore del diritto di abortire pretendendo di non essere giudicata malamente; NON ti sembra giusto-equo e lo urli a gran voce che gli uomini prendano uno stipendio più alto; reputi il festeggiare il matrimonio degradante, inutile e una cosa a cui nessuno gli e ne frega nulla e viene solo per ubriacarsi ... etc.etc.etc. 
Quando tu stessa agisci e ti comporti seguendo la stessa corrente. E' rivoluzionario
- ribellarsi alle convenzioni sociali, alle etichette, ai dogmi; decidere di non mettere al mondo i figli [anche se è il dono che la natura ti ha dato] perchè non ti senti portata per fare la madre; fare la donna in carriera sacrificando l'amore, in quanto aspiri ad arrivare in alto e al pari di un uomo, senza risentirne e farti condizionare da quello che gli altri pensano di te; non facendoti la ceretta, non truccandoti, non andando dal parrucchiere, insomma rifiutandoti di essere schiava di un'immagine che ti vogliono cucire addosso e non ti si addice ...

Le barriere fra sessi opposti esistono, questo è vero. Le differenze sono evidenti per una sola ragione, siamo fisicamente diversi e ognuno di NOI ha un compito ben preciso nel mondo, spesso [nel nostro caso] è quello che c'hanno costretto a rivestire. Viviamo in una società malsana e maschilista che per ora non c'ha portato a niente. Se abbiamo ottenuto dei traguardi è anche grazie a quelle che hanno lottato per fare in modo che NOI oggi potessimo votare, lavorare, studiare, guidare un auto, ricoprire qualsiasi ruolo possibile, aspirare all'indipendenza ... e a queste, tanto di cappello per il loro immenso coraggio, perchè andare contro a degli uomini, spesso sopraffatti dal delirio di onnipotenza, è una guerra senza fine, dove uscirne vincenti è pressoché impossibile. 


Però, sinceramente, non capisco proprio dove l'autrice volesse andare a parare.

23 ottobre 2012

Hunger Games - La ragazza di fuoco [recensione]


 HUNGER GAMES
LA RAGAZZA DI FUOCO 
di 
SUZANNE COLLINS

Editore: Mondadori
Collana: Chrysalide
Traduzione: Simona Brogli e Fabio Paracchini
Pagine: 376
ISBN: 9788804603528
Prezzo: € 17,00


Katniss e Peeta riescono entrambi a tornare vincitori dagli "Hunger Games", grazie a un espediente con il quale si conclude il primo libro: Katniss, con in mano delle bacche avvelenate, minaccia in mondo visione di uccidersi insieme a Peeta se entrambi non verranno salvati. Gli strateghi si trovano così di fronte a un bivio: risparmiare entrambi o restare, per la prima volta nella storia degli "Hunger Games", senza un vincitore.
Nell'incipit del secondo libro, si assiste a un tentativo di ritorno alla normalità da parte dei due protagonisti: entrambi vivono adesso nel " Villaggio dei Vincitori", ma Katniss cerca in ogni modo di rimanere ancorata alle sue vecchie abitudini. Inoltre, il suo caro amico Gale si mostra sempre più freddo e distaccato e il rapporto con Peeta s'incrina.
Prima del "Tour della Vittoria", nel quale i vincitori si presentano nei vari distretti, Katniss riceve la visita del presidente Snow, dittatore dell'intero stato Panem, il quale l'avverte che il suo atto di ribellione nell'arena non è stato apprezzato e in diversi distretti si sono scatenate delle vere e proprie rivolte: se lei e Peeta non riusciranno a dimostrare al mondo intero quanto puro e vero sia il loro amore, a pagarne le conseguenze saranno tutte le persone a cui tiene.
A tutto ciò si aggiunge una terribile notizia: l'"Edizione della Memoria" porterà di nuovo nell'arena un maschio e una femmina per ogni distretto tra i vincitori ancora in vita delle passate edizioni degli "Hunger Games".
Per il dodicesimo distretto questo significa sicuramente Katniss e uno a scelta tra Peeta e il mentore Haymitch.
La seconda parte del romanzo vede scontrarsi i tributi in uno scenario che cambia continuamente, coinvolgendo il lettore nelle ambientazioni, nelle alleanze e nelle lotte tra vecchi e nuovi personaggi.

Ancora molto forte il simbolismo inserito nella narrazione: dalla ghiandaia imitatrice, allo stesso tempo oggetto e persona, emblema indiscusso della rivolta, ai costumi preparati da Cinna per le apparizioni pubbliche.
Una lettura scorrevole e veloce, un romanzo ricco di eventi, emozioni, descrizioni, con un'attenzione particolare alle ripercussioni psicologiche dei personaggi.
A mio parere, le uniche note dolenti, che nel secondo libro si accentuano particolarmente, sono le vicissitudini amorose che coinvolgono Peeta, Gale e Katniss: alcuni comportamenti e pensieri, soprattutto della protagonista, risultano qualche volta fastidiosi e un po' macchinosi.
Nel complesso, un libro avventuroso che si legge con piacere e lascia un'irrefrenabile voglia di proseguire con il capitolo finale.

Veronica

22 ottobre 2012

Arcobaleno di Banana Yoshimoto [recensione]

Arcobaleno
di Banana Yoshimoto
Tradotto da: Gerevini A. G.

E' uscito nel 2003
Pag: 135
Editore: Feltrinelli [collana I CANGURI]

La protagonista di questo romanzo si chiama Eiko e fa la cameriera in un ristorante polinesiano a Tokio chiamato ARCOBALENO.

Lei è una stacanovista incallita. Le piace il suo lavoro. Lo svolge con una passione talmente smisurata da fregarsene e tralasciare il resto [come per esempio le relazioni sociali]. Ma dopo la morte della madre, rimane vittima di un vero e proprio crollo sia fisico che psicologico: sviene, si sente continuamente stanca, ha perso l'entusiasmo ... Allora, il proprietario, per aiutarla, le offre la possibilità di fare la governante a casa sua fino a quando non si fosse ripresa del tutto. Avrebbe dovuto occuparsi del cane, del gatto, del giardino e di tutto il resto. Ma tale compito, si rivelerà arduo perchè si scontrerà con una realtà che non capiva e non condivideva pienamente, in quanto contornata di un'apparenza priva di anima e a contatto con una donna davvero superficiale. 

Ma come faceva un uomo così meraviglioso come Lui ad avere una moglie del genere? Chi era realmente il suo padrone? Aveva una doppia personalità? Fingeva di essere quello che non era o era realmente in questo modo? 
Eppure la gente ne parlava così bene ...

Quindi, appena può, se ne libera e domanda al suo capo di poter tornare al ristorante. Lui acconsente, ma le chiede un po' di tempo per sistemare alcune cose. Allora decide di partire per la Polinesia. Lì oltre a ritrovare se stessa, ritrova anche l'amore per quello che faceva. Infatti l'unica cosa che voleva era fare la CAMERIERA nello stesso posto per il quale lavorava da più di 10 anni. Inoltre, in quel luogo magico e surreale si rese conto, di essersi innamorata di quell'uomo che l'aveva aiutata tanto e che non era poi così diverso da lei ... La solitudine le servirà per fare chiarezza nella sua mente troppo confusa e poter finalmente rimuovere quei paletti che prima di andarsene dalla grande città, le avevano fatto dire NO, di fronte a un sentimento che in realtà voleva provare, fregandosene degli ostacoli che avrebbe potuto comportare.

Una storia appassionante. Che trascina. Ci troviamo a fare riflessioni importanti: Il senso di solitudine che è dentro ognuno di NOI [perchè ne abbiamo paura? non è un nostro nemico, ma può diventare un valido alleato se ci sappiamo convivere]; quello che c'hanno insegnato su cosa è giusto e cosa è sbagliato, per poi ritrovarsi a ridimensionare e stravolgere la propria esistenza per rimanere a galla; la bellezza, quella vera, di ciò che abbiamo intorno ...

La Yoshimoto ha, come sempre, il dono di rendere forti personaggi all'apparenza deboli, in cui tu stessa puoi rispecchiarti perchè sono umani, quindi veri.

Vi consiglio di leggerlo perchè anche se ci pone di fronte ai nostri limiti, lo fa senza filtri e senza maschere!

17 ottobre 2012

Hunger Games [recensione]

HUNGER GAMES
di 
SUZANNE COLLINS

Editore: Mondadori
Collana: Chrysalide
Traduzione: Fabio Paracchini, 
con la collaborazione di Simona Brogli
Pagine: 376
ISBN: 9788804621614
Prezzo: € 14,90


Nel futuro apocalittico immaginato da Suzanne Collins, il paese di Panem si costituisce di dodici distretti (settantatré anni prima ne esistevano tredici). Ogni anno si tiene un grande reality show, gli "Hunger Games", organizzato da Capitol City: ogni distretto deve offrire due tributi, un maschio e una femmina tra i dodici e i diciotto anni. La loro destinazione è un'arena, sempre diversa, dove dovranno fronteggiarsi sino alla morte, perché uno solo può essere il vincitore. Tutto questo per mantenere ordine e pace, per evitare nuovi atti di ribellione (l'unico ha portato alla distruzione del tredicesimo distretto e all'imposizione degli "Hunger Games") a un sistema di potere che non accetta minacce.
Katniss è una ragazza di sedici anni residente nel distretto numero dodici, quello dei minatori; vive con la madre e la sorella di dodici anni, poiché il padre è morto in seguito a un'esplosione in una miniera di carbone.
Con una famiglia da sostenere, impara a cacciare per sopravvivere munita solo di un arco, con la presenza costante del suo caro amico Gale nella medesima situazione.
Giunto il giorno della mietitura, i tributi scelti per il distretto dodici sono: Prim, sorella di Katniss, e Peeta, figlio del fornaio. La protagonista si offre volontaria per salvare la sorella, promettendole di ritornare vincitrice.
Prima del grande combattimento, si delineano quelle che saranno le regole e tutta la preparazione dei tributi di ciascun distretto. 

Il primo volume di una trilogia molto acclamata e apprezzata.
Mi sono avvicinata al libro, come succede spesso, dopo aver visto il film: l'ho trovato avvincente, scorrevole e denso di eventi. Una storia che cattura e conquista, una lettura coinvolgente che non riesci a interrompere.
Ho apprezzato l'analisi dei personaggi, principalmente quella della protagonista, un'eroina che deve imparare a cavarsela da sola, una giovane donna coraggiosa, strappata da una vita dura per essere catapultata in un campo di battaglia in cui si richiede di combattere ancora. Lei rappresenta la ribellione, la possibilità di cambiare le leggi imposte da Capitol City.
Si è discusso molto sull'ispirazione che l'autrice ha trovato in altri libri: "Battle Royale" di Koushun Takami, che ho letto, ha una base narrativa molto simile, ma poi si possono leggere entrambi e trovarli entusiasmanti, dimenticandosi della somiglianza.
Un romanzo attualissimo, una progressione del mondo in cui ci potremmo ritrovare, sperando poi di seguire la strada della ribellione.

Molto presto seguirà la recensione del secondo capitolo: "Hunger Games, la ragazza di fuoco"!

Veronica

16 ottobre 2012

Il signore non abita qui di Maria Rotella [recensione]

IL SIGNORE NON ABITA QUI
di
MARIA ROTELLA

Casa editrice: YoucanPrint
Collana: Narrativa
Data di uscita: Giugno 2012
Pagine: 32
ISBN: 9788866189848
Prezzo: € 7,00
Prezzo eBook: € 3,99


Marco, un giovane ragazzo di sedici anni, si risveglia nella cella di una prigione, senza ricordarsi il motivo della sua reclusione.
Dall'incontro con il suo avvocato e i suoi genitori comincia a emergere la verità: il protagonista è stato il responsabile di un efferato omicidio ai danni di un ragazzino di soli tredici anni. Nel corso del racconto le dinamiche della storia si fanno più nitide, i flashback di Marco ricompongono un puzzle agghiacciante.

Una storia non particolarmente entusiasmante: il flebile percorso introspettivo dell'autrice ci conduce verso un epilogo poco convincente. Il personaggio principale, su cui tutta la vicenda ruota, non è analizzato affatto: appena riaffiora il ricordo di quella notte, episodio clou del racconto, ci troviamo di fronte la stessa persona, nessuno cambiamento psicologico importante attraversa Marco. 
Anzi, si rimarca un suo ritorno alla vita con un episodio che mi ha lasciato a bocca aperta (ma non in positivo).
Sconsiglio la lettura del racconto, ma nel caso in cui qualcuno ne fosse rimasto incuriosito, vi impegnerà meno di trenta minuti.

Veronica

15 ottobre 2012

Metafisica dei tubi di Amélie Nothomb [recensione]

Metafisica dei tubi
di Amélie Nothomb

  • Formato:

     Tascabile
  • Editore:

     Guanda
  • Anno di pubblicazione

     2004
  • Collana:

     Le Fenici tascabili
  • Pagine:

     128 
  • Tradotto da Patrizia Galeone
  • Codice EAN:

     9788882463687

In un piccolo romanzo eccentrico vengono ripercorsi i primissimi anni di vita di una bambina nata in Giappone da una famiglia belga: il suo passaggio da 'tubo' con tre sole occupazioni - "la deglutizione, la digestione e, conseguenza diretta, l'escrezione" - immobile e onnipotente quanto Dio, a creatura collerica e urlante, infine a essere umano che scopre la propria capacità di articolare pensieri e frasi dopo aver provato le virtù terapeutiche del cioccolato bianco del Belgio. Una fantasiosa autobiografia - e insieme un breve romanzo di formazione - che parla del primo impatto con la vita e dell'attrazione della morte, della scoperta del linguaggio e della bellezza della menzogna.

Impressioni: Storia parzialmente autobiografica [basta leggere la vita della scrittrice per supporlo]. La protagonista principale è questa bambina che, da essere immobile e apparentemente privo di vita, tutto a un tratto e grazie alla magia del cioccolato che le regala la nonna per calmarla dalla sua ira, diventa "normale" a tutti gli effetti: Inizia a parlare, scegliendo con cura i vocaboli da pronunciare agli altri, osserva il mondo intorno a se, si fa domande a cui vuole dare delle risposte, ama il paese dove abita e adora la sua tata. Lei che viene raffigurata [e si raffigura] come un piccolo Dio e come tale viene trattata. Lei che piano piano, dentro alla sua testa scopre il bene e il male, la morte, il disprezzo ... facendo tesoro delle sue piccole, ma tanto grandi scoperte, che danno un senso all'esistenza di ogni persona. Lei che con cura, intelligenza e estro parla dei suoi primi 3 anni di vita, ragionando come un adulta. E' il primo libro che leggo di questa scrittrice. L'ho trovata una storia particolare, surreale, strana ... Ma che fa riflettere sotto molti punti di vista. 

Ve lo consiglio se vi piacciono i racconti introspettivi, dove i protagonisti parlano in modo incessante con se stessi.


Ricordati che TUBO sei e TUBO ritornerai. [...] guarda dunque. 
Guarda attentamente. 
La vita è ciò che vedi: Membrana, viscere, un buco senza fondo che esige di essere riempito. 
La vita è questo tubo, flessibile, che ingoia e rimane vuoto.

14 ottobre 2012

High & Dry Primo Amore di Banana Yoshimoto [recensione]


HIGH & DRY
PRIMO AMORE
di
BANANA YOSHIMOTO


" Il mondo è come un palloncino pieno di cose che non si vedono".

"Nelle giornate di attesa, fuori dalla finestra è sempre buio. E qualsiasi cosa si faccia, si è sempre scontenti".

"Ho la sensazione che ci siano cose che a parlarne svaniscono e altre che invece crescono. Quello che c'era tra noi apparteneva alla prima categoria".


Yūko è una ragazzina di quattordici anni con la grande passione per il disegno. La madre lavora presso una libreria alternativa sopra un ristorante biologico, mentre il padre possiede un negozio di antiquariato nel quartiere, ma la sua professione lo tiene per lunghi periodi dell'anno lontano da casa.
La protagonista è riflessiva, sensibile e in grado di vedere aspetti misteriosi del mondo che gli altri non vedono. Un episodio l'avvicina al suo insegnante di disegno: durante una lezione, sono gli unici a vedere il passaggio di strani omini verdi venuti fuori dal fusto di un albero. L'evento connette in maniera speciale Yūko e Kyū, che iniziano a frequentarsi al di fuori del corso e tra di loro si crea un rapporto che cresce col tempo, nonostante la grande differenza di età. 
Kyū conosce la madre di Yūko, la quale comprende l'innocenza e la profondità del rapporto fra i due. Yūko accompagna poi Kyū a trovare sua madre, una scultrice di statue in legno, simili alle strane figure viste da entrambi durante la lezione di disegno. 


Banana Yoshimoto racconta con leggerezza, ma mai superficialità, aspetti cruciali della vita: in questo romanzo è il primo amore, ma non solo. Si analizza la relazione fra i due protagonisti che permette a entrambi di maturare e di fare i conti con aspetti problematici della propria esistenza: Yūko deve affrontare i lunghi periodi di separazione con il padre, mentre Kyū un evento traumatico della sua infanzia, che riuscirà a chiarire e superare grazie all'aiuto della protagonista.
Con dolcezza, purezza e semplicità si descrive il viaggio di Yūko verso l'età adulta: una storia all'apparenza comune che l'autrice riesce a rendere magica e mai noiosa. 


"Era un piccolo kappa giallo, uno di quelli a cui doveva tenere di più, che stava su uno scaffale pieno zeppo di vecchi libri. Quella statua mi guardava con aria vagamente astiosa. Intuii che il modello doveva essere stato Kyū da bambino. [...] Quando la presi in mano e gliela feci vedere, lei si mise a ridere di gusto e indicando suo figlio disse:
«Quello è un kappa-sostituto [...]».

Per scoprire che cos'è un kappa-sostituto non dovete fare altro che leggere questo bellissimo romanzo che sicuramente non vi lascerà delusi!


Veronica


10 ottobre 2012

Ci vogliono le palle per essere una donna di Caitlin Moran [frasi]


Ci vogliono le palle per essere una donna
di Caitlin Moran

Frase:

Quasi ogni donna che conosco coltiva delle storie [...], e sono decine: storie che raccontano di ossessioni per una persona famosa, per un collega oppure per qualcuno che hanno vagamente conosciuto per anni
donne che vivono in un mondo parallelo immaginario, dove costruiscono infinite trame e scenari per eventi che non sono mai accaduti.
Nei giorni in cui voglio dare una spiegazione razionale a questa follia, mi dico che queste intense passioni sono uno scarto evoluzionistico necessario all'essere donna
Visto che la nostra finestra di fertilità prima della menopausa è talmente breve da concederci solo poche relazioni serie potenzialmente riproduttive, queste fantasie sono dei TEST con cui valutiamo lo sviluppo di intere storie per capire se funzioneranno. 
Questa febbrile attività mentale spesso si ripercuote sulle relazioni reali perchè offusca la linea di demarcazione che esiste tra rapporti veri e immaginari.

Vi riconoscete in questo passo scritto da Caitlin Moran? ammettetelo! 

Questo libro è una sorta di manifesto femminista sull'importanza dell'essere una donna! La scrittrice ne parla sfruttando la sua esperienza personale e in chiave decisamente umoristica. 
Gli argomenti affrontati sono numerosi ... e devo dire che, ha una risposta a tutto [o quasi].

A breve la recensione

6 ottobre 2012

Arcobaleno di Banana Yoshimoto [Frasi]

In questi giorni, ho finito l'ennesimo libro di Banana Yoshimoto [prima o poi ce la farò a leggerli tutti, tu però rallenta il ritmo, che ne è appena uscito uno nuovo, e io ancora devo finire quelli più vecchi!] e come al solito mi ha provocato un'ondata di emozioni, sensazioni, pensieri ... indescrivibili.

Non so come mai, ma mi raffiguro molto nei suoi personaggi. C'è sempre una LEI come protagonista e tutto ruota intorno al senso di solitudine, morte, amore ... come se vivesse in una poesia senza fine. 

Scrive cose tristi? NO, secondo me scrive solamente cose vere, che fanno parte della vita e sono inevitabili. Infatti consiglio spesso agli altri di provare ad avventurarsi nel suo mondo [non sempre ci riesco con successo]. 

Comunque, non vi anticipo nulla della trama di questo romanzo [Vi sarà dedicato un post a parte] ... ma voglio  solamente segnalarvi le FRASI che più mi hanno colpito e fatto riflettere:

anche se l'ambiente è pervaso da drammi sconvolgenti e ogni cosa emana onde di negatività, non accorgercene è una libertà che ci è concessa.

Non mi piaceva affatto vivere di ricordi, a volte però succede di rendersi conto del loro valore. 

Non mi fido delle decisioni prese quando siamo innamorati. In quei frangenti non siamo più noi stessi, la forza del pensiero altro non è che quella dell'amore, e di certo non scaturisce dall'intimo della nostra persona.

A breve la recensione!

5 ottobre 2012

Ali spezzate di Mia Wood [recensione]

ALI SPEZZATE
di
MIA WOOD

Una storia vera

Il protagonista di questa storia è Gabriel, il settimo di dieci figli di una famiglia piuttosto povera di Everglades City.
Da piccolo inizia il suo calvario: non seguito dalla famiglia, si ritrova in balìa di uno strano signore del posto, ribattezzato dalla gente "uomo nero". Con la promessa di ricevere dei giochi, Gabriel viene attirato sin dentro la sua casa, dove si consuma la violenza mai rivelata a nessuno.
All'età di tredici anni, il padre lo allontana da casa per portarlo a Miami da una famiglia agiata che decide di adottarlo. Si rivelano dei genitori amorevoli che hanno a cuore la crescita, nonché l'istruzione di Gabriel. Non sentendo di meritare tutto questo, si ribella a quella vita, ponendo fine a un breve periodo di pace. Anche gli anni dell'adolescenza sono travagliati e interamente dedicati al divertimento: gli amici che frequenta non appartengono all'alta borghesia, ma ricalcano il luogo dov'è nato e dove la povertà e la fame imperano.
A diciannove anni conosce Amanda, la donna con la quale si sposa e ha una figlia, Elisa. Gabriel e Amanda non riescono ad andare d'accordo, a causa delle frequenti assenze della donna incapace di essere un punto di riferimento per la sua famiglia.
L'incontro con un amico di vecchia data, Frank, trascina Gabriel nella spirale della droga. Gli eventi sembrano accanirsi contro il protagonista che successivamente sarà costretto a trascorrere un lungo periodo in carcere per una grave azione da lui compiuta. 
Tutto sembra non avere fine, fuori dalla prigione troverà ad attenderlo solo solitudine ed emarginazione.

Il libro non mi ha particolarmente convinto: siamo di fronte a una storia delicata e ricca di eventi che l'autrice ha deciso di concentrare in sole sessantatré pagine (non è presente nessuna suddivisione in paragrafi), finendo per stilare una mera descrizione di eventi. Si evita una qualsiasi analisi che vada al di là del solo resoconto di fatti e questo impedisce di lasciarsi coinvolgere nelle vicissitudini del protagonista.

Veronica