22 ottobre 2012

Arcobaleno di Banana Yoshimoto [recensione]

Arcobaleno
di Banana Yoshimoto
Tradotto da: Gerevini A. G.

E' uscito nel 2003
Pag: 135
Editore: Feltrinelli [collana I CANGURI]

La protagonista di questo romanzo si chiama Eiko e fa la cameriera in un ristorante polinesiano a Tokio chiamato ARCOBALENO.

Lei è una stacanovista incallita. Le piace il suo lavoro. Lo svolge con una passione talmente smisurata da fregarsene e tralasciare il resto [come per esempio le relazioni sociali]. Ma dopo la morte della madre, rimane vittima di un vero e proprio crollo sia fisico che psicologico: sviene, si sente continuamente stanca, ha perso l'entusiasmo ... Allora, il proprietario, per aiutarla, le offre la possibilità di fare la governante a casa sua fino a quando non si fosse ripresa del tutto. Avrebbe dovuto occuparsi del cane, del gatto, del giardino e di tutto il resto. Ma tale compito, si rivelerà arduo perchè si scontrerà con una realtà che non capiva e non condivideva pienamente, in quanto contornata di un'apparenza priva di anima e a contatto con una donna davvero superficiale. 

Ma come faceva un uomo così meraviglioso come Lui ad avere una moglie del genere? Chi era realmente il suo padrone? Aveva una doppia personalità? Fingeva di essere quello che non era o era realmente in questo modo? 
Eppure la gente ne parlava così bene ...

Quindi, appena può, se ne libera e domanda al suo capo di poter tornare al ristorante. Lui acconsente, ma le chiede un po' di tempo per sistemare alcune cose. Allora decide di partire per la Polinesia. Lì oltre a ritrovare se stessa, ritrova anche l'amore per quello che faceva. Infatti l'unica cosa che voleva era fare la CAMERIERA nello stesso posto per il quale lavorava da più di 10 anni. Inoltre, in quel luogo magico e surreale si rese conto, di essersi innamorata di quell'uomo che l'aveva aiutata tanto e che non era poi così diverso da lei ... La solitudine le servirà per fare chiarezza nella sua mente troppo confusa e poter finalmente rimuovere quei paletti che prima di andarsene dalla grande città, le avevano fatto dire NO, di fronte a un sentimento che in realtà voleva provare, fregandosene degli ostacoli che avrebbe potuto comportare.

Una storia appassionante. Che trascina. Ci troviamo a fare riflessioni importanti: Il senso di solitudine che è dentro ognuno di NOI [perchè ne abbiamo paura? non è un nostro nemico, ma può diventare un valido alleato se ci sappiamo convivere]; quello che c'hanno insegnato su cosa è giusto e cosa è sbagliato, per poi ritrovarsi a ridimensionare e stravolgere la propria esistenza per rimanere a galla; la bellezza, quella vera, di ciò che abbiamo intorno ...

La Yoshimoto ha, come sempre, il dono di rendere forti personaggi all'apparenza deboli, in cui tu stessa puoi rispecchiarti perchè sono umani, quindi veri.

Vi consiglio di leggerlo perchè anche se ci pone di fronte ai nostri limiti, lo fa senza filtri e senza maschere!

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