30 ottobre 2012

Ci vogliono le palle per essere una donna di Caitlin Moran [recensione]


Ci vogliono le palle per essere una donna
di Caitlin Moran

2012
pp. 322

€ 17,00
978882005195


A tredici anni, Caitlin Moran è una ragazzina cicciottella, senza amici, perennemente presa in giro dai maschi. E' il giorno del suo compleanno, tra una torta/baguette con il Philadelphia e una "lista delle cose da fare prima dei diciotto anni", ecco che la assale il dubbio da un milione di sterline: ma come si fa a diventare una donna? Oltre vent'anni dopo, ripercorrendo le esperienze che l'hanno aiutata a crescere, Caitlin prova a rispondere a quell'interrogativo. Partendo da un dato di fatto: non c'è mai stato un momento migliore nella storia per essere una donna. C'è il diritto di voto, la pillola anticoncezionale, e bruciare le streghe sul rogo è ormai decisamente poco glamour. Ma allora: abbiamo ancora bisogno del femminismo, oggi? Sì, se il femminismo non è quello delle accademie e dei talk-show in seconda serata. Sì, se il femminismo non si occupa solo di cose [importanti, per carità] come la disparità di retribuzione, la circoncisione femminile nel Terzo Mondo, la violenza domestica, ma anche di problemi più banali e quotidiani come la masturbazione, la depilazione, le micro-mutandine, l'irresistibile attrazione per il cioccolato, le borsette da mille euro e le tette rifatte. Sì, perché ogni donna non può che essere femminista, e perché il femminismo secondo Caitlin è decisamente divertente. Come questo libro. Contro tutte le "Stronzate di Stampo Patriarcale" che ancora resistono, c'è una soluzione: ridere a crepapelle. Perché, come scrive Caitlin Moran, "quando ridiamo siamo bellissime e alla gente piace vederci fare delle grasse risate". [Sperling & Kupfer]

IMPRESSIONI: Caitlin Moran, giornalista del settore musicale inglese, prova, a seconda dell'esperienza che ha vissuto sin da quando era bambina, a dare una risposta [alquanto personale] a questo argomento piuttosto spinoso. Lo fa in modo irriverente [non risparmia nessuno, nemmeno se stessa], ironico, divertente, inusuale, leggero, a volte ambiguo e contraddittorio. Si, avete capito bene. Non so cosa  mi aspettassi precisamente. Se in alcuni punti mi è piaciuto, in altri l'ho trovato un fare una retorica inutileNon è che sei una femminista perchè:

  • NON capisci le donne che amano vestirsi alla moda e spendono migliaia di euro per una borsa; sostieni la tua causa a favore del diritto di abortire pretendendo di non essere giudicata malamente; NON ti sembra giusto-equo e lo urli a gran voce che gli uomini prendano uno stipendio più alto; reputi il festeggiare il matrimonio degradante, inutile e una cosa a cui nessuno gli e ne frega nulla e viene solo per ubriacarsi ... etc.etc.etc. 
Quando tu stessa agisci e ti comporti seguendo la stessa corrente. E' rivoluzionario
- ribellarsi alle convenzioni sociali, alle etichette, ai dogmi; decidere di non mettere al mondo i figli [anche se è il dono che la natura ti ha dato] perchè non ti senti portata per fare la madre; fare la donna in carriera sacrificando l'amore, in quanto aspiri ad arrivare in alto e al pari di un uomo, senza risentirne e farti condizionare da quello che gli altri pensano di te; non facendoti la ceretta, non truccandoti, non andando dal parrucchiere, insomma rifiutandoti di essere schiava di un'immagine che ti vogliono cucire addosso e non ti si addice ...

Le barriere fra sessi opposti esistono, questo è vero. Le differenze sono evidenti per una sola ragione, siamo fisicamente diversi e ognuno di NOI ha un compito ben preciso nel mondo, spesso [nel nostro caso] è quello che c'hanno costretto a rivestire. Viviamo in una società malsana e maschilista che per ora non c'ha portato a niente. Se abbiamo ottenuto dei traguardi è anche grazie a quelle che hanno lottato per fare in modo che NOI oggi potessimo votare, lavorare, studiare, guidare un auto, ricoprire qualsiasi ruolo possibile, aspirare all'indipendenza ... e a queste, tanto di cappello per il loro immenso coraggio, perchè andare contro a degli uomini, spesso sopraffatti dal delirio di onnipotenza, è una guerra senza fine, dove uscirne vincenti è pressoché impossibile. 


Però, sinceramente, non capisco proprio dove l'autrice volesse andare a parare.

9 commenti:

  1. ho una curiosità: com'é il titolo in originale?perché mi fa ridere che un libro sulle donne e la loro emancipazione abbia come titolo "ci vogliono le palle per essere una donna". mi spiego meglio: perché una donna si dice forte solo quando ha le palle, tipico attributo maschile?non potremmo utilizzare un'espressione diversa che, finalmente, non sottintenda che gli uomini sono generalmente più forti (in senso lato) delle donne e che quest'ultime raggiungono il loro livello solo se dotate di palle?
    e poi sono d'accordo su questa frase: non é che sei femminista perché non capisci le donne che amano vestirsi alla moda e spendono migliaia di euro per una borsa, se sei una donna sciatta non sei più emancipata di me che leggo elle, sei solo una donna sciatta.

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    1. Lo sai che mi hai veramente sorpreso con questo tuo commento? in positivo intendo! Mi hai fatto riflettere sul controsenso del titolo di questo libro ... e cavolo, hai ragione! Non si può parlare della forza di una donna, usando una tipica espressione "maschile".

      Comunque il suo titolo originale è: “How to be a woman” (Come essere una donna). Penso che l'intitolarlo in questo modo, sia stata una scelta della casa editrice che l'ha pubblicato in Italia.

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    2. e questo ci fa capire come in Italia siamo ancora mooolto indietro!che poi lo so anch'io che alla fine é solo un'espressione entrata nel linguaggio comune però iniziando dalle piccole cose, secondo me, qualcosa potrebbe migliorare.ho letto qualche giorno fa questo articolo http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2012/10/24/news/la_giudice_-45221682/ e ti fa capire come in molti settori c'é ancora tanto da fare, purtroppo.

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    3. purtroppo è un'amara verità, quello di essere molto indietro rispetto agli altri paesi. Il cambiamento dovrebbe partire sia dagli uomini che dalle donne ... succederà? secondo me si, prima o poi :)

      [Articolo interessante, quello che mi hai appena postato]

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    4. mi sono permessa di condividere il tuo post sulla pagina fb del mio blog http://www.facebook.com/pages/in-coscienza/173203999432219?ref=hl, anche spargere la voce su questo argomento é già un passo in avanti :-)

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    5. grazie :) molto gentile davvero. Ho in mente di creare un altro post simile ... a forma di giochino, sempre trattando l'argomento principale di questo libro, per vedere cosa ne pensano realmente le donne!

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    6. PS: ho clikkato MI PIACE alla pagina, col mio profilo personale

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  2. Mi piacciono le recensioni senza peli sulla lingua... Ormai sono attratta, mi troverai spesso sulla tua strada. A presto!

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    1. Non faccio molte recensioni così dissacratorie :P però questo libro, un po' mi ha innervosito e ci tenevo a metterlo in luce :)

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