29 gennaio 2013

Recensione libro: Il Seggio Vacante di J.K. Rowling

Il Seggio Vacante
di J.K. Rowling

Editore: Salani
Traduttore: Silvia Piraccini
ISBN: 9788867150960
Num. Pagine: 560
Prezzo: 22,00€



RECENSIONE: La ridente cittadina di Pagford viene sconvolta da un evento decisamente drammatico: Muore Barry Fairbrother, vittima di un'aneurisma celebrale. Tutto nella norma [la gente come nasce può anche morire] ... se non fosse accaduto a uno dei più autorevoli consiglieri della zona, uno impegnato su molti fronti, uno che insegnava canottaggio alle ragazze della scuola perchè ci credeva nel loro talento, uno che lottava per la questione più spinosa che da vent'anni affliggeva il paese e divideva gli stessi abitanti schierati o da una parte o dall'altra. I problemi sono iniziati quando un ricco signore decise di rendere edificabile un'area al confine tra Pagford e Yarvil, soprannominata poi i Fields. Pagford non voleva più accollarsi le spese di gestione di quel quartiere così degradato, come voleva chiudere il centro di Tossicodipendenza considerato inutile e costoso ... Quindi il consiglio si ritrova a dover colmare questo vuoto con un nuovo membro e da qui iniziano a scatenarsi le peggiori congetture per vincere, di conseguenza sbaragliare ogni possibile avversario e tornare finalmente allo splendore che desideravano. Ma accadrà? Vi lascio insomma con questo dubbio ... 

Avrete capito benissimo che non ci ritroviamo di fronte a una lotta tra bene e male, quindi riponete le vostre bacchette, chiudete il libro degli incantesimi e non pensate più al famoso maghetto a cui la Rowling ci aveva abituato. La mia più grande paura era il non trovare quest'opera abbastanza valida e abbandonarla a metà. Chi c'avrebbe mai creduto che, dopo Harry Potter, avrebbe replicato ancora il suo successo? Tanti la davano per sconfitta in partenza e ancor prima di leggerla. Ma sapete cosa vi dico? a me quest'opera è piaciuta e anche molto per svariati motivi: Affronta temi attuali e posso anche sbilanciarmi nell'affermare che rappresenta uno spaccato piuttosto coerente della società di oggi. E chi, come me, è nato e cresciuto in un paese di piccole dimensioni riesce a rispecchiarsi e ritrovare gli atteggiamenti e i personaggi che vi ruotano intorno. C'è la dottoressa altezzosa [e segretamente innamorata di Fairbrother] con un compagno assolutamente bello e perfetto come lei, la moglie succube del marito, la psicologa sposata col vicepreside della scuola affetto da problemi mentali, l'adolescente brufoloso ammaliato dalla nuova arrivata, il padre violento e corrotto, la ragazza, all'apparenza ritardata, che si tagliava le braccia con una lametta per sentirsi meglio, la tossicodipendente con una figlia che andava con chiunque, il salumiere che aveva il negozio nella piazza e avrebbe potuto rivestire la carica di sindaco, l'avvocato, l'assistente sociale che si era trasferita dalla città, la vedova ... Alcuni li odi, altri li ami, altri ancora non li capisci, ma sono tutti reali. 

Il linguaggio utilizzato è crudo, disarmante, forte. La trama è intricata ma segue un suo percorso logico e riesce a barcamenarsi bene e in modo naturale tra la miriade di vicende in atto. Lo stile è inconfondibile. Il finale ti lascia a bocca aperta. 

 L'ho letto lentamente, gustandomi ogni pagina, riniziando il capitolo se era il caso, analizzando ogni vissuto e promettendomi sia di non giudicare sia di non fare paragoni. In un primo momento mi ha fatto uno strano effetto, però mi sento di dire che ancorarsi a pregiudizi inutili non ti fa apprezzare la bellezza delle sue parole perciò urlo a gran voce e con sicurezza che la Rowling non ha perso, non questa volta!



Se vi ha incuriosito e volete acquistarlo, su amazon Il seggio vacante è scontato del 25%


Francesca

28 gennaio 2013

I RE DEL MONDO di DON WINSLOW [recensione]

I RE DEL MONDO
di
DON WINSLOW

Editore: Einaudi
Collana: Stile libero big
Traduzione: Alfredo Colitto
Pagine: 350
ISBN: 9788806214159
Prezzo: € 18,50

Brian, Chon e O sono legati da un'amicizia profonda.
Per sopravvivere e trovare la loro strada decidono di aprire un'attività: produrre la marijuana migliore di tutta la California, surclassando chiunque altro.
Ben è lo spirito pacifico, convinto che si possa risolvere ogni controversia senza inutili spargimenti di sangue. Chon è l'anima ribelle, pronto a usare la violenza quando ciò che gli sta a cuore, compreso gli affari, è in pericolo. O vede in Ben e Chon la famiglia che non ha mai avuto, pronti a proteggerla e a regalarle un futuro.
Ben e Chon dovranno affrontare le minacce di coloro che vogliono una fetta del loro giro d'affari, persone pericolose, che li obbligheranno a fare i conti con il proprio passato e con i propri genitori. 

Un'alternanza temporale, tra il 1967 e il 2005, ricca di suspense e colpi di scena per raccontare le difficoltà di mantenere un business rischioso per Ben e Chon, i quali affronteranno ogni imprevisto a modo loro, ma sempre proteggendosi. 

Il prequel di "Le Belve", romanzo di Don Winslow e adattamento cinematografico di Oliver Stone, racconta come si sono conosciuti Ben, Chon e O, quando hanno iniziato a coltivare marijuana, i loro primi scontri con altri spacciatori e qualcosa delle loro famiglie. Chi erano i loro genitori? In quali affari erano coinvolti? È proprio vero che la mela non cade mai troppo lontana dall'albero?

Una storia veloce, incalzante, che non lascia un attimo di respiro (trecentosei capitoli per una storia di trecentocinquanta pagine).Una scrittura violenta e sboccata e i dialoghi velocissimi tra i personaggi sono gli elementi forti di questo romanzo. Tra una digressione e l'altra, si nota un uso di registri diversi da parte di Don Winslow, oltre a un curioso inserimento di vere e proprie note.

Assolutamente da leggere, soprattutto per gli amanti dell'azione!

"[...] abbiamo visto un sogno trasformarsi in un incubo abbiamo visto pace e amore trasformarsi in guerra e violenza infinite il nostro idealismo in realismo il nostro realismo in cinismo il nostro cinismo in apatia la nostra apatia in egoismo il nostro egoismo in avidità e l'avidità era buona e abbiamo Fatto figli [...]" (Capitolo 246, p.302).

Veronica

27 gennaio 2013

I contendenti di John Grisham [frasi]

"Crollo" non è certamente un termine medico.

Gli esperti usano un linguaggio più appropriato per descrivere l'istante in cui una persona in difficoltà oltrepassa il limite.

In ogni caso il crollo è un momento reale.

Può verificarsi in una frazione di secondo, risultato di un evento terribilmente traumatico.

O può essere dovuto alla classica goccia che fa traboccare il vaso, il triste culmine di una pressione che continua ad aumentare finché mente e corpo devono per forza trovare uno sfogo.

John Grisham

24 gennaio 2013

Apnea di Lorenzo Amurri della Fandango editore [novità]

Ieri sera è andata in onda la prima puntata delle "Invasioni Barbariche" di Daria Bignardi. Adoro questo programma. E' svariati anni che lo seguo ... e gli ospiti che erano presenti mi hanno invogliato ancora di più a guardarlo fino alla fine [infatti stamattina non vi dico nemmeno in che condizioni sono]. Comunque dopo Renzi [il sindaco [più chiacchierato] di Firenze, nonché neo sconfitto alle primarie del Pd] è stato il turno di uno scrittore esordiente. Non un uomo qualunque, ma un disabile. Lui è tetraplegico. O meglio, lo è diventato a causa di un incidente in montagna. Prima viveva per e con la musica, suonava la chitarra, ora le sue giornate sono accompagnate da una sedia a rotelle sul quale è costretto a stare. In ogni caso ho ascoltato la sua storia con voracità, ho provato a mettermi nei suoi panni e sono rimasta colpita dai suoi discorsi: 

- Hai mai pensato al suicidio?
- Sì che l'ho fatto ... I primi tempi che ero in ospedale ho anche chiesto all'infermiere di aiutarmi ... Ma non ha voluto [visto che il suo scopo era quello di far stare bene le persone e non di farle morire], quindi lo minacciavo di buttarmi giù dal dirupo che c'avevo davanti. In ogni caso non è facile nelle mie condizioni, allora ho iniziato a ragionare su quale fosse il modo migliore per farlo da solo, senza contare sull'aiuto degli altri. Nel momento stesso in cui l'ho scoperto non ne avevo più voglia ...

Lui si chiama Lorenzo Amurri e oggi esce, a cura della Fandango Editore, il suo libro [che spero di riuscire a leggere a breve] :
APNEA 
di Lorenzo Amurri

Casa Editrice: Fandango Libri
pag. 251
Prezzo 16 euro
La faccia immersa nella neve, come ovatta soffice che gli toglie il fiato. È la vertigine dell'apnea. Pochi attimi prima Lorenzo stava sciando insieme a Johanna, la sua fidanzata. Un momento spensierato come tanti, ormai irrimediabilmente ricacciato indietro, in un passato lontano. Poi la corsa in ospedale in elicottero, il coma farmacologico e un'operazione di nove ore alla colonna vertebrale. Dai capezzoli in giù la perdita completa di sensibilità e movimenti. D'ora in avanti Lorenzo e il suo corpo vivranno da separati in casa. Ma l'unica cosa che conta, adesso, sono le mani. Poter riprendere a muoverle, poter ricominciare a suonare la chitarra, perché la musica è tutta la sua vita. Dalla terapia intensiva ai lunghi mesi di riabilitazione in una clinica di Zurigo, fino al momento di lasciare il nuovo grembo materno che lo ha tenuto recluso ma lo ha accudito e protetto durante la convalescenza. E il difficile reinserimento in un mondo dove all'improvviso tutto è irraggiungibile e tutti sono diventati più alti, giganti minacciosi dalle ombre imponenti. Con coraggio e determinazione Lorenzo Amurri racconta il suo ritorno alla vita. La voglia di vedere, di toccare, di sentire. Di riprendere a far tardi la notte insieme agli amici, di abbandonarsi all'amore della sua donna e riconquistare la libertà che gli è stata rubata. Ogni tappa è una lenta risalita verso la superficie, un'apnea profonda che precede un perfetto e interminabile respiro.

Se vi va di seguirlo anche in rete, lui ha un Blog: Tracce di Ruote

22 gennaio 2013

Recensione Libro: Il principe della Nebbia di Carlos Ruiz Zafon

Il principe della Nebbia
di Carlos Ruiz Zafon

Traduttore: Arpaia Bruno 
Editore: Mondadori 
Collana: Scrittori stranieri 
Data di Pubblicazione: 2 Ottobre 2012
ISBN: 9788866210337
Prezzo: 13 Euro

RECENSIONE: Con lo scoppio della grande guerra, la famiglia dell'orologiaio Maximilian Carver decide di andare via dalla città per trasferirsi in un piccolo paese di mare ... La casa in cui vanno a vivere però nasconde, oltre a una storia molto triste, anche dei segreti che piano piano vengono allo scoperto come una condanna senza fine. Infatti Max, uno dei tre figli [l'unico maschio], quasi per caso nota che dietro a questa, c'è un giardino con delle statue, a prima vista, agghiaccianti e lo sono perchè raffigurano i personaggi di un circo piuttosto demoniaco. La statua che più lo sconvolge è quella di un pagliaccio dall'aria spettrale e che ha dipinto sul volto un ghigno malefico troppo reale per sembrare finto.
Comunque, durante una delle sue solite passeggiate, conosce Roland che poi s'innamorerà della sorella Alicia, e tra i tre nasce un'amicizia che li porterà a affrontare le sfide che gli si presenteranno davanti agli occhi e da cui dovranno difendersi per sopravvivere. Si ma da cosa?
Dal principe della nebbia naturalmente ... Un soggetto misterioso ed enigmatico. Un mago. Un essere che prometteva di realizzare ogni tuo desiderio in cambio di favori che dovevi mantenere per non rischiare di essere perseguitato e maledetto, rovinando così e inevitabilmente un equilibrio, di per se, già precario. Lui si faceva trovare da chi era disperato e aveva bisogno di riscatto. Ti offriva, su un piatto d'argento, l'impossibile e faceva in modo che si avverasse. Ma tutti sappiamo che non si fa mai niente senza poi pretendere di ricevere qualcosa in cambio, ed è quello è successo al Dottore che aveva costruito la casa in cui adesso abitavano, o al nonno di Roland [il guardiano del faro] che cercava di proteggere il nipote da una condanna inevitabile, o agli stessi protagonisti che devono lottare continuamente e fino allo sfinimento per non cedere alla cattiveria e alla natura malvagia del loro aguzzino.

Come avrete potuto notare, ho deciso di rimanere sul vago. La trama è avvincente e dinamica. La narrazione procede in modo incessante e a tratti angosciante. Il finale è drammatico [e sconvolgente] e ti fa precipitare in uno sconforto tale da lasciarti impotente di fronte agli eventi. Ci ritroviamo davanti alle solite avventure a cui Zafon ci ha abituato, cioè con dei buoni contro dei cattivi. L'obbiettivo primario è ripristinare il bene. La conseguenza è che ciò segna per sempre le loro esistenze.

Premetto che ho letto tutti i libri di questo scrittore. Mi piace il suo modo così irreale, fantasioso e semplice di raccontare. Sono romanzi accessibili a chiunque, rivolti principalmente ai giovani, ma che al tempo stesso appassionano anche i più grandi. Ha un unico limite, per quanto riesca a coinvolgere il lettore, rischia di essere ripetitivo. Ma nonostante tutto, quando esce con qualcosa di nuovo, alla fine lo compri perchè sei curiosa, vuoi leggerlo e non riesci a dire che ti ha deluso.

Francesca

20 gennaio 2013

IL CASO DELLA DONNA SCOMPARSA di RAFFAELLA FERRARI [recensione]

IL CASO DELLA DONNA SCOMPARSA
di
RAFFAELLA FERRARI


Editore: Narcissus Publishing
Pagine: 105
ISBN: 9788867552566
Formato: e-pub
Prezzo: € 1,99


Durante un ricevimento presso la dimora settecentesca dei fratelli Bellini, Carlo Alberto e Guglielmo Maria detto Guy, si scatena una violenta lite tra alcuni ospiti. Maria Gabriella Torre Roscotti aggredisce la giovane fotomodella Melissa, fidanzata del conte Guy,  in quanto venuta  a conoscenza di un fine settimana sospetto trascorso con il marito Ovidio Roscotti. La rivelazione provoca di rimando un ulteriore attacco di collera del conte Guy nei confronti del professor Ovidio.
Successivamente a quella serata, la nobile signora milanese Maria Gabriella Torre Roscotti scompare misteriosamente: la sua auto viene ritrovata parcheggiata al centro di una strada, nei pressi di un piccolo cimitero, dal Maresciallo Saverio Lo Giudice che decide di avviare un'indagine. Pochi giorni dopo, la giovane fotomodella Melissa viene uccisa e il corpo rinvenuto nello yacht del fidanzato Guy.
Le ricerche e gli interrogatori del Maresciallo si susseguono nel tentativo di dare delle risposte a un enigma sempre più oscuro; la lista dei possibili colpevoli non fa altro che ingrandirsi, rendendo la verità sempre più difficile da raggiungere. 
Che fine ha fatto Maria Gabriella Torre Roscotti? La sua scomparsa è in qualche modo collegata all'omicidio della rivale Melissa?
Un altro personaggio importante entra in scena: la psicologa Lucilla Ferrino è coinvolta in questa storia per via della sua professione; proprio una sua amica la interpella per cercare di aiutare il figlio, Alessandro Vannucci, che sembra nascondere un segreto che potrebbe avere una connessione con il caso del Maresciallo.

Un giallo intricato ambientato a La Spezia che accoglie le vicende di personaggi dell'alta società e non. Una storia scritta con precisione, e ricca di nuovi interrogativi da svelare, riesce a tenere il lettore incollato fino alla fine.
Estremamente "gustosa" la parte dedicata alle ricette tipiche che connotano la figura del Maresciallo, il quale cerca di trovare un po' di pace tra un piatto e l'altro.
Una lettura veloce e appassionata, che riuscirà a conquistare gli amanti del genere: non posso che consigliarlo!

Notizie sull'autrice:
Raffaella Ferrari laureata in filosofia, vive e lavora a La Spezia. Nel 2005 ha vinto il Premio Internazionale di Narrativa "Pontiggia" di S. Margherita Ligure con il racconto "L'Ultima Magia". Nel 2006 ha pubblicato per le Ed. Giacché il romanzo "Il segreto del professore" e nel 2008 il suo racconto "L'uomo con le stampelle" è stato inserito nella raccolta "Donne e crimine" delle migliori gialliste liguri edita da Fratelli Frilli.
Negli anni ha pubblicato diversi articoli su riviste, anche on-line, di attualità, letteratura e storia e vari racconti, alcuni dei quali premiati in concorsi nazionali. Ha anche collaborato a progetti artistico-culturali con scuole e associazioni della sua città, nonché a trasmissioni televisive per le reti locali.

Per maggiori informazioni visitate il sito: http://raffaellaferrari.altervista.org.

Veronica

Il principe della nebbia di Carlos Ruiz Zafòn [Frasi]

FRASI:

L'età ti fa vedere certe cose. Per esempio, adesso so che la vita di un uomo si divide essenzialmente in tre periodi

Nel primo, non si pensa nemmeno che si invecchierà, né che il tempo passi, né che, dal giorno in cui nasciamo, camminiamo verso un'unica fine.
Passata la prima gioventù, inizia il secondo periodo, in cui ci si rende conto della fragilità della propria esistenza, e quella che all'inizio è una semplice inquietudine va crescendo dentro come un mare di dubbi e incertezze che ti accompagnano per il resto dei giorni.
Per ultimo, nel finale della vita, si apre il terzo periodo, quello dell'accettazione della realtà e, di conseguenza, della rassegnazione e dell'attesa.

Nel corso della mia esistenza ho conosciuto molte persone che sono rimaste ancorate a uno di questi stadi e non sono mai riuscite a superarlo. 

E' qualcosa di terribile.
Questo è un cammino che ciascuno di noi deve imparare a percorrere da solo, pregando Dio di aiutarlo a non perdersi prima di arrivare alla fine. 

Se tutti, all'inizio della nostra vita, fossimo capaci di comprendere questo fatto che sembra così semplice, buona parte delle miserie e delle pene del mondo non esisterebbero. 

Tuttavia, questo è uno dei grandi paradossi dell'universo, questa grazia ci viene concessa solo quando è troppo tardi. 

Fine della lezione

19 gennaio 2013

Recensione Libro: Mia nonna fuma di Alessandro Raschellà

Mia nonna fuma
di Alessandro Raschellà

Editore: Libro Aperto Edizioni
Collana: Light Books
Pagine: 178
Prezzo: 13,00 € cartaceo / e-book 3,99 €
Uscito nel 2012

Sinossi: Il protagonista di questa storia bizzarra e dai risvolti ironici e surreali è un ragazzo con un grave problema di concentrazione che condiziona la sua vita. Ogni giorno, infatti, il protagonista si vede costretto ad adattare le proprie scelte ai suoi pensieri, che solitamente non hanno nulla a che vedere con quello che gli sta capitando. Riesce comunque a vivere le proprie esperienze nonostante queste distrazioni e, convivendo con esse, vive in modo decisamente bizzarro tutte le tappe dell’esistenza di un tipico ragazzo della sua età. [Libro Aperto Edizioni]
RECENSIONE: Oggi voglio parlarvi del romanzo d'esordio di questo giovane scrittore: Alessandro Raschellà. Il protagonista di questa storia è un ragazzo, all'apparenza comune, in realtà ha manie strane e è affetto da problemi di concentrazione. Lui non si sentiva uguale agli altri, "Distratto, autistico, cinico, accidioso, indifferente, insensibile" sono i termini che usava per descriversi ... per questo, nonostante da piccolo accettasse di vivere in un paese del sud Italia [ancorato a certi e imprescindibili rituali] e si sentisse, rispetto ai suoi coetanei, un diverso per ciò che leggeva, ascoltava, vedeva e pensava, aveva le idee ben chiare su cosa voleva fare da grande: UN FILM! Arrivato il momento di segnarsi all'università, decise di trasferirsi al Nord. Il film non lo realizzerà mai ... Però, oltre a laurearsi in informatica, viaggerà e conoscerà gente molto stramba, piena di fissazioni e a cui lo scrittore darà dei soprannomi in base a qualche caratteristica peculiare che li contraddistingueva, come per esempio "Boy Scout tunisino, amico Playstation, Angustia, Alternativa, Ragazza Vergine, Ossessione, Francese Taciturno" ..Ci ritroviamo, quindi, degli attori che, in certi momenti, ruotano intorno alla trama e portano con se bagagli di vita che vale la pena conoscere. 

E poi l'aspetto fondamentale che va analizzato perchè rappresenta il focus dell'intero libro è questo malessere che il protagonista ha dentro e lo spinge, non tanto a rinnegare le sue origini, perchè un po' ci prova a stare nel paese nel quale era nato e cresciuto, ma a volere in tutti i modi trovare il suo posto nel mondo, la sua isola felice, il porto di mare nel quale attraccare. Il problema non risiedeva nel suo continuo senso d'insofferenza, ma ciò che lo scatenava: - il contorno di falsi ideali, l'insulso conformarsi alla massa dove tutti per sentirsi bene si assomigliavano l'uno all'altro, indossavano gli stessi vestiti, pensavano cose scontate e superficiali e credevano al dittatore camuffato da democratico che li governava ... proprio per questo giustifichi le sue fughe lontano da quelle che erano le sue radici, perchè speri che riesca a cercare qualcosa che lui possa considerare una casa e nel quale sentirsi a casa. 


Come andrà a finire? Ci riuscirà? Troverà il suo equilibrio? 
[dovete scoprirlo da soli ovviamente]

L'unica pecca che si può trovare in questa opera è un carente lavoro di editing, che se la casa editrice si fosse preoccupata di attuare, l'avrebbe reso ancora più coinvolgente e avvincente. In ogni caso vi consiglio di leggerlo!

14 gennaio 2013

Consiglio n.1: Non basta avere una buona idea, bisogna anche sapere come scriverlo ... Un buon Libro!

In questo ultimo anno, mi sono ritrovata a recensire LIBRI di svariati autori emergenti. Non riesco a trovare un modo preciso per spiegarvi chi è lo scrittore emergente medio, perchè mi sono passati davanti agli occhi una miriade di persone diverse tra loro. In sostanza tutti lo possono essere.

Una cosa sola ho capito: In un determinato momento della nostra vita, la maggior parte di noi, ha come sogno nel cassetto, quello di SCRIVERE UN LIBRO, senza avere la minima prospettiva di come si fa e di cosa c'è dietro. Il problema è che non si tratta solamente di avere un'idea geniale e metterla "su carta" perchè poi devi anche cercare chi te lo pubblica e ciò che presenti deve essere abbastanza forte per poterti scontrare con dei meccanismi talmente contorti che ti fanno passare, in un attimo, l'entusiasmo e la motivazione iniziale. 

Insomma è complicato soprattutto perchè dobbiamo fare i conti con una realtà editoriale che: 
- dispone di pochi soldi e quindi non li investe su di te a meno che tu non sia un personaggio di una certa rilevanza [chi sei, viene sempre prima], tipo Pippa Middleton [il cui libro costa intorno alle 40 euro e nonostante tutto è stato un flop]; non ti considera a meno che non hai creato il capolavoro del secolo, hai vinto un concorso letterario nazionale, hai successo in internet ... etc.etc.etc. [e altre dinamiche che nessuno capirà mai]. 

Viviamo anche in un paese dove convive l'assurdo paradosso che a nessuno piace leggere, ma a molti piace scrivere.

Scrivere però è una di quelle cose, che io reputo, fra le più ostili del mondo, per svariati motivi: 
  • Non è facile saper mettere insieme in un ordine coerente, frasi di senso compiuto e che al tempo stesso coinvolgano, entusiasmano e incentivino alla lettura. Di questo dovete esserne consapevoli
  • Non possiamo scrivere come comunichiamo perchè nonostante la società di oggi ha "accettato" nella lingua alcuni tratti tipici dell'oralità, che prima venivano considerati veri e propri errori grammaticali, i linguisti hanno sempre fatto una distinzione chiara tra il PARLATO e lo SCRITTO. Inoltre ognuno di questi ha di conseguenza, delle regole che vanno rispettate se vogliamo che il nostro messaggio abbia un feedback chiaro nei confronti del ricevente [o destinatario].
E' una questione di esercizio costante, logorante, continuo ... e a volte non piacevole, ma di grande aiuto per chi vuole intraprendere tale professione.

Quindi la regola numero 1 è: NON BASTA AVERE UNA BUONA IDEA, BISOGNA ANCHE SAPERE COME SCRIVERLO ... UN BUON LIBRO.

11 gennaio 2013

VITA di PI di Yann Martel [recensione]

VITA di PI
di 
YANN MATEL


Editore: Piemme
Collana: Narrativa
Traduzione: Clara Nubile
Pagine: 334
ISBN: 9788856630374
Prezzo: € 17,50


Piscine Molitor Patel, detto PI, vive con la famiglia a Pondicherry, piccolo territorio che entrò a far parte dell'Unione Indiana il primo novembre del 1954. Piscine è un ragazzo dalla forte spiritualità, intelligente, riflessivo che da sempre  ha vissuto a contatto con gli animali, in quanto il padre, Santosh Patel, si occupa della gestione di uno zoo molto grande.
La caduta del governo Karunanidhi e l'imposizione del nuovo regime portano Santosch a decidere di lasciare l'India per trasferirsi in Canada. Lo zoo viene chiuso e alcuni animali vengono imbarcati insieme alla famiglia Patel, per essere trasferiti in altri zoo, nel mercantile giapponese Tsimtsum.
La nave affonda e Piscine riesce a salvarsi, salendo su una scialuppa, insieme a una zebra ferita, un orango, una iena e una tigre di nome Richard Parker.
Una vera e propria guerra per la sopravvivenza scatta da subito fra tutti i superstiti. PI e Richard Parker riescono ad avere la meglio e sono costretti a condividere lo spazio angusto della scialuppa per duecentoventisette giorni. 
Come è stato possibile portare avanti questa coesistenza? Molto semplice, Piscine ha cercato  di ammaestrare la tigre per sopravvivere. 

Un libro affascinante, che racconta di questo legame tra un ragazzo e una tigre, l'unica presenza che ha permesso al protagonista di non sprofondare nella solitudine e nella disperazione, la parte della sua anima per così dire vitale. Aggrappandosi inoltre alla propria fede, PI ha cercato di continuare a sperare e lottare per tornare alla vita.
Una scrittura precisa e un lavoro di traduzione accurato rendono la lettura veloce e avvincente. Tanti gli spunti di riflessione: all'inizio del libro si ha il piacere di leggere alcune considerazioni interessanti relative alla vita degli animali nello zoo e come circolino moltissime credenze sciocche su di essi.
Un messaggio forte sulla necessità di combattere e reagire con tutte le proprie forze in momenti di estrema difficoltà accompagna gran parte della narrazione.

Uno dei passi più belli del libro e che secondo me racchiude il significato profondo di questo romanzo:

«Stavo per mollare. Mi sarei arreso se non avessi ascoltato la voce che si levò dal mio cuore. La voce disse: Non morirò. Mi rifiuto. Supererò quest'incubo. Vincerò la sfida, per quanto grande essa sia. Se fino a questo momento sono sopravvissuto per miracolo, adesso trasformerò il miracolo in abitudine. Tutti i giorni si compirà l'incredibile. Lotterò con tutte le mie forze. Sì, finché Dio è con me, non morirò. Amen.
Il mio viso era una maschera di serietà e determinazione. Non voglio peccare di immodestia, ma in quel momento scoprii di avere una feroce volontà di vivere. Non è una cosa scontata, almeno nella mia esperienza. alcuni rinunciano alla vita con un sospiro rassegnato. altri combattono un po', quindi perdono le speranze. Altri ancora - e io sono uno di questi - non si arrendono mai. Combattiamo all'infinito. Combattiamo senza curarci di quanto ci costa, delle sconfitte che incassiamo, dell'improbabilità del successo.
Combattiamo fino all'ultimo respiro. Non è una questione si coraggio. L'incapacità di arrendersi è un dato caratteriale. Forse è semplicemente stupida fame di vita».
(Parte Seconda, pp.160-161).

Assolutamente consigliato!

Veronica

10 gennaio 2013

Recensione Libro: L'Acustica Perfetta di Daria Bignardi

L'Acustica Perfetta
di Daria Bignardi

Narrativa moderna e contemporanea
Casa Editrice: Mondadori
ISBN 9788804616214 
204 pagine 
€ 18,00 
15,5 x 23,3 cm 
Uscito il 30 ottobre 2012

RECENSIONE: Arno e Sara si sono conosciuti al mare quando erano ragazzini. Poi lei lo lascia perchè le piacciono "gli amori infelici". Si ritrovano solo dopo molti anni. Si sposano e fanno 3 figli. L'evento che sconvolgerà la loro routine di famiglia è che a 4 giorni dal Natale, lei se ne va e lo avvisa scrivendogli un biglietto con poche e semplici informazioni: deve partire perchè ha bisogno di stare sola, non sa nè dove sarebbe andata, nè quando sarebbe tornata, e quindi di non provare a cercarla. La prima reazione di Arno è quella di pensare che sicuramente stava scherzando, che non era vero niente e che la sera stessa sarebbe tornata a casa, accanto ai loro figli a cui era troppo legata per lasciarli in balia di un padre troppo preso da se stesso. Ma poi quando concretizza che non sarebbe stata una cosa da poco, subentra la fase della rabbia, della frustrazione e infine della consapevolezza che del loro rapporto in realtà aveva ignorato tanto e per troppo tempo. Lui aveva tutto quello che desiderava, aveva vinto un concorso alla Scala, suonava il violoncello, era felice. Sara invece voleva dei figli e aveva deciso di lasciare il lavoro per stargli dietro. Riflettendo su loro, comprende che del suo passato non le aveva raccontato niente e dedicherà questi momenti senza di lei per cercare di mettersi nei suoi panni molto di più di quanto aveva fatto in questi anni di matrimonio. Infatti scopre degli episodi della sua gioventù che lo spiazzeranno, lo feriranno, lo sconvolgeranno, al punto da rimettere in discussione, non l'amore che provava, ma il rapporto che avevano. Si ritrova però di fronte a un'amara verità e di conseguenza a dover prendere delle decisioni che cambieranno inevitabilmente l'equilibrio di entrambi, quello che lui si era costruito e a cui non voleva rinunciare e quello che Sara adesso stava cercando, per il bene di tutti quanti.

Questo è il terzo romanzo di Daria Bignardi, per me, il secondo che leggo ed è a tutti gli effetti il mio preferito. La voce narrante è rappresentata da un uomo, che in una sorta di dialogo interiore ricorda e racconta i momenti passati, le sue intenzioni, i pensieri e trae le sue conclusioni ...

E' una storia che fa riflettere. Ogni donna si rispecchia in Sara e in un certo senso giustifichi la sua fuga perchè l'uomo commette l'eterno errore di credere che noi abbiamo il mito del matrimonio a tutti i costi [e quindi siamo disposte a sopportare a testa bassa e finché morte non ci separi] quando in realtà ciò che vorremmo è che il nostro compagno sia, oltre a quello che abbiamo sempre cercato, anche qualcuno che provi ad ascoltarci,  a non giudicarci, a capirci, a non dare mai niente per scontato. Una donna ha molta più capacità di sacrificarsi rispetto al sesso opposto. Per questo spesso ha il coraggio di rimanere, mettendosi da parte e sminuendo ciò che è, piuttosto che essere giudicata ... Fino a quando non arrivi a un'unica soluzione, cioè sparire [per ritrovarSI]. Tuttavia gli errori non li commette mai uno solo, in quanto coppia, ognuno ha la propria parte di colpe. In questo caso si aggiunge anche l'incomunicabilità che frantuma l'amore stesso, il matrimonio che dura da più di 10 anni e la incapacità di trovare una soluzione perchè ormai è troppo tardi.

E' attuale e illuminante, non è scontato e ti pone di fronte ai limiti che ognuno di noi dovrebbe almeno provare ad abbattere, non per un puro e semplice spirito di sopravvivenza, ma per capire che a volte l'egoismo in amore porta da poche parti, se non a rimanere soli a leccarsi le ferite e a rimpiangere quel cammino che avresti potuto percorrere accanto a chi hai desiderato e voluto da sempre e per sempre.

Francesca

7 gennaio 2013

L'acustica perfetta di Daria Bignardi [Frasi]


Ho sempre creduto che tutto dipenda da Noi - quello che proviamo, quello che ci succede.
Ho sempre pensato che si potesse deciderlo, di stare bene o male, di essere contenti o scontenti, felici o infelici, di non farsi scalfire dal male, come ha scelto di fare Klara, come fa Guelfo.
I miei genitori si sono sempre impegnati per essere felici.
Nel loro modo balordo, mi hanno insegnato che questo è ciò che conta: STARE BENE, VOLERSI BENE, FAR QUEL CHE SI VUOLE.
Che il resto viene dopo.

"Chi è felice ha ragione" dice Guelfo citando Tolstoj.
E io mi sono sempre protetto, arrangiato, ho deciso di volermi bene e stare bene, anche quando voleva dire chiudere gli occhi, schivare un problema, evitare un dubbio o un dolore.
Ma non siamo tutti uguali.
Non tutti sono capaci di agire così, se non glielo insegni da piccoli.
E forse non è neanche del tutto giusto.

Non ci avevo mai riflettuto, fino a ora: NON è VERO CHE ABBIAMO TUTTI LE STESSE CARTE IN MANO.

[...]

Il dolore è insensato. Come l'amore.

6 gennaio 2013

Presentazione e Recensione Libro: Zero di Anna Starobinec [Casa Editrice Atmosphere Libri]

Oggi voglio parlarvi di questo libro che mi è arrivato a dicembre, grazie alla casa editrice Atmosphere libri e ho finito di leggere venerdì sera:
Zero 
Anna Starobinec
traduzione dal russo di Roberto Lanzi

collana Biblioteca del Fuoco
Pag.336
ISBN: 9788865640401
Prezzo: 16 Euro

All’alba di una catastrofe globale chiamata la Grande Riduzione, la popolazione umana sopravvissuta si fonde in un’unica entità, indissolubile e perennemente autoriproducentesi: il ViventeIl Vivente è tre miliardi di individui-utenti, non uno di più, non uno di meno. Il Vivente è felicità, il Vivente è bontà infinita, il Vivente è immortalità… Grazie alla reincarnazione continua, non c’è più la morte, ma solo una breve pausa di cinque secondi di buio, dopo i quali una persona è nuovamente concepita. Il Vivente è fornito di un codice interno in grado di conservare traccia di tutte le precedenti incarnazioni. Questo mondo non conosce paesi, città, confini, religioni o nazioni, guerre o terrorismo. È un mondo pluristratico di sorprendente stabilità in cui ogni individuo-utente è continuamente connesso a una neurorete sociale globale, Socio, che lo rende parte inscindibile del tutto… Un bel giorno il sistema s’inceppa e nel mondo perfetto spunta un individuo in più: ZERO, un bambino inspiegabilmente sprovvisto di passato e di codice di incarnazione che incrementa il numero de il Vivente di un’unità. Sin dalla prima infanzia ZERO dimostra deviazioni: è attaccato a sua madre, ama gli animali domestici ... Dopo la morte della madre, ZERO viene inviato al centro di correzione in cui sono conservati i bambini con un cattivo “karma”. Lì fa amicizia con Cracker, l'inventore di Socio, che lo aiuta a fuggire.

Anna Starobinec è nata a Mosca nel 1978. Lavora come giornalista nei principali quotidiani russi, tra cui Gazeta.ru,, e come curatrice della sezione cultura presso la prestigiosa rivista Ekspert. Nel 2005, la Starobinets pubblica la sua prima collezione di racconti brevi mistici dal titolo Переходный возраст e da allora è considerata dalla critica ‘la regina dell'horror russo’. In Italia la sua raccolta Paura è stata pubblicata da ISBN edizioni nel 2006. Il suo ultimo romanzo distopico Живущий, sarà pubblicato in Italia con il titolo Zero, dal nome del protagonista; è stato finalista, nel 2011, al più importante premio di letteratura russa, il National Bestseller.

E' uno dei più apprezzati romanzi distopici degli ultimi anni, scritto in uno stile che è stato paragonato a quello di Edgar Allan Poe e George Orwell.

Ma cosa è il genere distopico? Come dice Santo wikipedia, per distopìa si intende "una società indesiderabile sotto tutti i punti di vista. Il termine è stato coniato come opposto di utopia ed è soprattutto utilizzato in riferimento alla rappresentazione di una società fittizia [spesso ambientata in un futuro prossimo] nella quale le tendenze sociali sono portate a estremi."

E' un genere che, se non ti piace, non riesci ad arrivare alla fine e lo abbandoni dopo 50 pagine. Tuttavia "1984" di Orwell lo reputo uno dei libri più belli che mi siano capitati tra le mani, uno di quelli che vorresti aver scoperto molto prima, che avresti voluto come titolo assegnato dal tuo professore per le vacanze, che lo rileggeresti più di una volta nel corso della tua vita ... Questo: Zero di Anna Starobinec segue la sua stessa scia. C'ho messo molto tempo a portarlo a termine. Richiede una capacità di concentrazione e un attenzione alle parole decisamente alta perchè se perdi il filo del discorso non ci capisci più niente e devi ripartire da capo, e ciò poi può diventare piuttosto snervante, soprattutto se usi la lettura come la tua fonte di relax e svago.

Qui ci troviamo di fronte a Zero, il protagonista che, diversamente dagli altri ... nasce con un "difetto di fabbrica" che non gli permette di essere omologato. Lui infatti esiste, ma come un emarginato e lotterà per non rimanere succube del sistema stesso [che non capisce e non accetta fino in fondo]. Proverà a ribellarsi di fronte all'armonia che il Vivente ha creato per dare una stabilità agli individui, dove la morte non esiste, esistono solo le Pause ... ci si riproduce e si mantiene il numero perfetto e prestabilito: 3 miliardi di individui utenti. Avrà un alleato, Craker [l'inventore del sotzio], che lo aiuterà a fuggire dalla casa di correzione nel quale abitava, dopo che la genitrice aveva deciso di abbandonarlo, ma nella fortuna, ripiomba [a parer mio] nella sfortuna e come tutte le storie, certe decisioni sono decisioni che non hanno più possibilità di ritorno.

Se inizi a pensare a mondi paralleli o alternativi al nostro, come per esempio questo descritto dalla Starobinec ... la paura ti assale. Forse l'uomo prova a immaginarli semplicemente perchè vorrebbe fare molto per cambiare quello che qui funziona male, arrivando poi alla conclusione e alla consapevolezza che meglio di questo non possiamo pretendere.

Ve lo consiglio se questo tipo di romanzi vi appassionano, perchè la scrittrice ha avuto una fantasia nel raccontare i fatti e una cura dei dettagli che lo rende a tutti gli effetti qualcosa che vale la pena conoscere!


Francesca

3 gennaio 2013

Recensione libro: Lo Spacciatore di Carne di Giuliano Sangiorgi

Lo Spacciatore di Carne 
di Giuliano Sangiorgi

2012 
Stile libero Big 
pp. 184 
ISBN 9788806212186

L'amore come vano tentativo di sfuggire a un destino segnato fin dalla nascita da un padre che ha deciso per te ogni cosa.E la follia come unica via di scampo.

RECENSIONE: Il protagonista di questa storia si chiama Edoardo. Vive in Salento. E' figlio di un macellaio. All'età di 5 anni la sua esistenza viene irrimediabilmente segnata da un episodio sconvolgente: Suo padre gli fa sgozzare un agnellino. Da quel momento in poi si convince dell'idea che non può scappare da un destino che qualcuno ha già scelto per lui. Nonostante tutto, s'iscrive a giurisprudenza a Bologna. Finita l'estate, durante il viaggio in treno che l'avrebbe riportato alla sua vita di studente, conosce Stella che cercava un po' di fumo e se ne innamora perdutamente. Tra loro due inizia una storia d'amore ... che però non andrà come uno realmente si aspetta, perchè lei è uno spirito libero. Edoardo invece, da quando l'ha incontrata trova la pace col cosmo, con se stesso e tutto inizia ad avere il senso che aveva sempre desiderato. Infatti, per rendere felice la sua donna che amava le pillole colorate, spacciava la carne che il padre gli spediva ... Inoltre pure lui  le prende, entrando a tutti gli effetti in una strada senza ritorno.

Qui ci ritroviamo di fronte a una "canzone" lunga 184 pagine, che leggi d'un fiato perchè un po' ti strazia dentro, un po' ti ci rispecchi, un po' ci parli e un po' sproni il protagonista a reagire a degli eventi che vorresti fossero andati diversamente. La trama si sussegue in un dialogo interiore e tormentato ... come se la vocina che c'è dentro alla tua testa non riuscisse a staccare l'interruttore di parole che sgorgano in maniera incessante, rischiando d'inondare, come in un fiume in piena, la tua facoltà d'intendere e di volere: Un padre scomodo. Un figlio troppo sensibile. Una madre rassegnata. Una sorella perfetta [la sua nota stonata]. Un amore per provare cose mai provate prima. Il tradimento di un "amico" che lo farà sprofondare in un abisso da cui non risalirà mai più.

Il problema è che Edoardo, di fronte a tutto questo, impazzisce. Non ce la fa. Non è abbastanza forte, nemmeno per vivere.

E' un romanzo allucinante, disfattista, tragico, incisivo, logorante, delirante, di pancia, emozionante, ti lascia letteralmente senza fiato e senza pretese. Basta guardare la copertina e il titolo che c'è stampato sopra per capire che non sarà una passeggiata e che ti scuoterà. Tuttavia l'impronta di uno dei migliori parolieri del panorama musicale italiano è ben evidente e riconoscibile e lo ami allo stesso modo di quando sei lì davanti al palco e lo osservi nella sua danza senza fine, psichedelica, immersa in quella poesia che lui ha imbastito solo per noi e vorresti urlargli con tutta la voce che hai, di lasciarti in questo stato il più possibile.

Francesca

2 gennaio 2013

Vita di Pi di Yann Martel

VITA di PI
di 
YANN MARTEL

Si sentono in giro tante sciocchezze sugli zoo, almeno quante capita di ascoltarne sul conto di Dio e sulla religione.
Molte persone credono erroneamente - anche se in buona fede - che gli animali allo stato brado siano "felici" in quanto "liberi". [...] La vita di un animale selvatico è semplice, nobile e piena di significato: così crede la maggioranza della gente. [...]
Gli animali selvatici vivono una vita di costrizione e necessità all'interno di una rigida gerarchia sociale, in un ambiente in cui la paura abbonda e il cibo scarseggia. Devono difendere il proprio territorio e convivere con i parassiti. [...]
qualsiasi animale può decidere di andare per la sua strada, trasgredire alle convenzioni sociali e ai limiti caratteristici della sua specie. Ma nel mondo animale un evento del genere è più raro che nel mondo umano. [...]
Se l'uomo, la creatura più intelligente e audace, solo in rarissimi casi sceglie di peregrinare da un luogo all'altro, straniero ovunque e ignorato da tutti, perché dovrebbe farlo un animale, che per natura è molto più conservatore? [...]
Gli animali preferiscono le cose stabili, uguali a se stesse, giorno dopo giorno, mese dopo mese.

LA RECENSIONE A BREVE SU QUESTO SPAZIO.

Veronica

1 gennaio 2013

I libri più amati da voi e i libri più amati da me del 2012!

Entriamo ufficialmente nel 2013 [che meraviglia]! Fine dell'anno bisesto, anno funesto ... portatore di disavventure senza fine, catastrofi sfiorate, rinunce rinunciate etc.etc.etc.  [per me almeno è stato così] ... Tutte cose noiose insomma, che non vale nemmeno la pena raccontare. Volevo dare un tono solenne al primo post ma non penso di esserne stata molto capace. In realtà, stanotte ho festeggiato il Capodanno e mi devo ancora riprendere dalla supermegafantastica cenetta che ho preparato con tanto amore e non siamo riuscite a finire, dalla furia della fiumana di gente presente e dalla sordità a cui mi hanno portato i soliti e insulsi botti che si usa sparare pensando che siano divertenti [provate voi a scansarli, soprattutto quando cercano di tirarveli addosso]. Io & le mie amiche l'abbiamo passato in quella che definisco la città più bella del mondo: Firenze [anche se questa volta l'hanno maltrattata parecchio e l'ho vista un po' sciupata]. Questo è stato [forse] uno dei più orridi [capodanni] che abbia mai vissuto, sarà che non concepisco molto i modi malsani-violenti-stile guerriglia di divertirsi e a tutti i costi ... Bisogna comunque essere ottimisti fino al midollo e crederci, quindi arrivo allo scopo per il quale vi sto scrivendo:


Fare un resoconto "Libresco" dell'anno che ci ha appena lasciato.

I LIBRI PIù AMATI DA VOI SU QUESTO SPAZIO SONO:

  1. Il Rumore dei Baci a Vuoto di Luciano Ligabue
  2. Cose che nessuno sa di Alessandro D'Avenia
  3. Se ti abbraccio non aver Paura di Fulvio Ervas
[se avete voglia di rileggerli, clikkate sopra ai titoli, vi rimanda ai post]

Come non darvi ragione, sono tutti e 3 molto belli, ma anche molto diversi l'uno dall'altro: Il primo è una raccolta di racconti ed è stato scritto da uno dei miei cantanti preferiti in assoluto: Luciano Ligabue, uno dei migliori parolieri presenti nel panorama musicale italiano e altrettanto bravo nel misurarsi in contesti così diversi da quello che fa normalmente di professione; il secondo è uno dei pochi romanzi che ho letto in un solo giorno. D'Avenia fa parte di quegli scrittori che ha il potere di meravigliarti e, allo stesso tempo, sconvolgerti grazie alla bellezza delle sue parole ... con una semplicità che difficilmente trovi; il Terzo è la storia di un padre che decide di portare suo figlio [autistico] a fare un viaggio in America. Si basa su fatti e persone reali. L'ho scoperto grazie a un servizio in tv e me ne sono appassionata talmente tanto che alla fine l'ho letto. Fa davvero riflettere!

I Post scritti sono stati 178.
Le visite ricevute più di 100 mila.
E' entrata nella squadra Veronica [la mia super collaboratrice].
I libri letti 53.

Ecco la classifica di quelli che mi sono piaciuti di più in assoluto:
E ora? Ora si rinizia tutto da capo. Altro giro altra corsa ... Come ho detto anche nella pagina Fan di Facebook "Davanti a Noi si prospettano Nuovi orizzonti, traguardi da superare, persone da conoscere e tanti tanti tanti Libri da leggere!" ... [per fortuna che si ha sempre la possibilità di ricominciare]


Quindi non mi resta che augurarvi un BUON 2013!