29 gennaio 2013

Recensione libro: Il Seggio Vacante di J.K. Rowling

Il Seggio Vacante
di J.K. Rowling

Editore: Salani
Traduttore: Silvia Piraccini
ISBN: 9788867150960
Num. Pagine: 560
Prezzo: 22,00€



RECENSIONE: La ridente cittadina di Pagford viene sconvolta da un evento decisamente drammatico: Muore Barry Fairbrother, vittima di un'aneurisma celebrale. Tutto nella norma [la gente come nasce può anche morire] ... se non fosse accaduto a uno dei più autorevoli consiglieri della zona, uno impegnato su molti fronti, uno che insegnava canottaggio alle ragazze della scuola perchè ci credeva nel loro talento, uno che lottava per la questione più spinosa che da vent'anni affliggeva il paese e divideva gli stessi abitanti schierati o da una parte o dall'altra. I problemi sono iniziati quando un ricco signore decise di rendere edificabile un'area al confine tra Pagford e Yarvil, soprannominata poi i Fields. Pagford non voleva più accollarsi le spese di gestione di quel quartiere così degradato, come voleva chiudere il centro di Tossicodipendenza considerato inutile e costoso ... Quindi il consiglio si ritrova a dover colmare questo vuoto con un nuovo membro e da qui iniziano a scatenarsi le peggiori congetture per vincere, di conseguenza sbaragliare ogni possibile avversario e tornare finalmente allo splendore che desideravano. Ma accadrà? Vi lascio insomma con questo dubbio ... 

Avrete capito benissimo che non ci ritroviamo di fronte a una lotta tra bene e male, quindi riponete le vostre bacchette, chiudete il libro degli incantesimi e non pensate più al famoso maghetto a cui la Rowling ci aveva abituato. La mia più grande paura era il non trovare quest'opera abbastanza valida e abbandonarla a metà. Chi c'avrebbe mai creduto che, dopo Harry Potter, avrebbe replicato ancora il suo successo? Tanti la davano per sconfitta in partenza e ancor prima di leggerla. Ma sapete cosa vi dico? a me quest'opera è piaciuta e anche molto per svariati motivi: Affronta temi attuali e posso anche sbilanciarmi nell'affermare che rappresenta uno spaccato piuttosto coerente della società di oggi. E chi, come me, è nato e cresciuto in un paese di piccole dimensioni riesce a rispecchiarsi e ritrovare gli atteggiamenti e i personaggi che vi ruotano intorno. C'è la dottoressa altezzosa [e segretamente innamorata di Fairbrother] con un compagno assolutamente bello e perfetto come lei, la moglie succube del marito, la psicologa sposata col vicepreside della scuola affetto da problemi mentali, l'adolescente brufoloso ammaliato dalla nuova arrivata, il padre violento e corrotto, la ragazza, all'apparenza ritardata, che si tagliava le braccia con una lametta per sentirsi meglio, la tossicodipendente con una figlia che andava con chiunque, il salumiere che aveva il negozio nella piazza e avrebbe potuto rivestire la carica di sindaco, l'avvocato, l'assistente sociale che si era trasferita dalla città, la vedova ... Alcuni li odi, altri li ami, altri ancora non li capisci, ma sono tutti reali. 

Il linguaggio utilizzato è crudo, disarmante, forte. La trama è intricata ma segue un suo percorso logico e riesce a barcamenarsi bene e in modo naturale tra la miriade di vicende in atto. Lo stile è inconfondibile. Il finale ti lascia a bocca aperta. 

 L'ho letto lentamente, gustandomi ogni pagina, riniziando il capitolo se era il caso, analizzando ogni vissuto e promettendomi sia di non giudicare sia di non fare paragoni. In un primo momento mi ha fatto uno strano effetto, però mi sento di dire che ancorarsi a pregiudizi inutili non ti fa apprezzare la bellezza delle sue parole perciò urlo a gran voce e con sicurezza che la Rowling non ha perso, non questa volta!



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Francesca

6 commenti:

  1. Io quando non l'avevo lo volevo assolutamente, adesso che ce l'ho non lo leggo... si può essere più strambi? Anche perchè la tua recensione è l'ennesima conferma che la Rowling abbia mantenuto le promesse **

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    1. ma lo sai che anche a me è stato regalato per Natale perchè come te lo volevo assolutamente, ma l'ho letto solo 2 settimane fa? ;)

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  2. Allora ho speranze! E' che averlo mi rende già felice. Non averlo era una tortura. Siamo malate...

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    1. posso affermare con convinzione che sotto questo aspetto siamo identiche. Non avrei mai accettato l'idea di non averlo. Dopo che lo leggi, a questo punto, voglio sapere se ti è piaciuto :)
      eh si ...


      siamo decisamente malate! :)

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  3. Ne ho lette di ogni su questo libro: accaniti sostenitori e fan delusi.
    Detto ciò, un libro che riesce a dividere così tanto è un libro che "contiene qualcosa", non c'è dubbio.
    Tutto sta nel capire cosa sia quel qualcosa!

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    1. infatti ... il detto pur che se ne parli è fondamentale per spiegare il successo di questo libro.

      Prima di scrivere la mia di recensione, ne ho lette molte a giro fatte da altri e devo dire che questo libro non mette d'accordo nessuno ;)

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