11 gennaio 2013

VITA di PI di Yann Martel [recensione]

VITA di PI
di 
YANN MATEL


Editore: Piemme
Collana: Narrativa
Traduzione: Clara Nubile
Pagine: 334
ISBN: 9788856630374
Prezzo: € 17,50


Piscine Molitor Patel, detto PI, vive con la famiglia a Pondicherry, piccolo territorio che entrò a far parte dell'Unione Indiana il primo novembre del 1954. Piscine è un ragazzo dalla forte spiritualità, intelligente, riflessivo che da sempre  ha vissuto a contatto con gli animali, in quanto il padre, Santosh Patel, si occupa della gestione di uno zoo molto grande.
La caduta del governo Karunanidhi e l'imposizione del nuovo regime portano Santosch a decidere di lasciare l'India per trasferirsi in Canada. Lo zoo viene chiuso e alcuni animali vengono imbarcati insieme alla famiglia Patel, per essere trasferiti in altri zoo, nel mercantile giapponese Tsimtsum.
La nave affonda e Piscine riesce a salvarsi, salendo su una scialuppa, insieme a una zebra ferita, un orango, una iena e una tigre di nome Richard Parker.
Una vera e propria guerra per la sopravvivenza scatta da subito fra tutti i superstiti. PI e Richard Parker riescono ad avere la meglio e sono costretti a condividere lo spazio angusto della scialuppa per duecentoventisette giorni. 
Come è stato possibile portare avanti questa coesistenza? Molto semplice, Piscine ha cercato  di ammaestrare la tigre per sopravvivere. 

Un libro affascinante, che racconta di questo legame tra un ragazzo e una tigre, l'unica presenza che ha permesso al protagonista di non sprofondare nella solitudine e nella disperazione, la parte della sua anima per così dire vitale. Aggrappandosi inoltre alla propria fede, PI ha cercato di continuare a sperare e lottare per tornare alla vita.
Una scrittura precisa e un lavoro di traduzione accurato rendono la lettura veloce e avvincente. Tanti gli spunti di riflessione: all'inizio del libro si ha il piacere di leggere alcune considerazioni interessanti relative alla vita degli animali nello zoo e come circolino moltissime credenze sciocche su di essi.
Un messaggio forte sulla necessità di combattere e reagire con tutte le proprie forze in momenti di estrema difficoltà accompagna gran parte della narrazione.

Uno dei passi più belli del libro e che secondo me racchiude il significato profondo di questo romanzo:

«Stavo per mollare. Mi sarei arreso se non avessi ascoltato la voce che si levò dal mio cuore. La voce disse: Non morirò. Mi rifiuto. Supererò quest'incubo. Vincerò la sfida, per quanto grande essa sia. Se fino a questo momento sono sopravvissuto per miracolo, adesso trasformerò il miracolo in abitudine. Tutti i giorni si compirà l'incredibile. Lotterò con tutte le mie forze. Sì, finché Dio è con me, non morirò. Amen.
Il mio viso era una maschera di serietà e determinazione. Non voglio peccare di immodestia, ma in quel momento scoprii di avere una feroce volontà di vivere. Non è una cosa scontata, almeno nella mia esperienza. alcuni rinunciano alla vita con un sospiro rassegnato. altri combattono un po', quindi perdono le speranze. Altri ancora - e io sono uno di questi - non si arrendono mai. Combattiamo all'infinito. Combattiamo senza curarci di quanto ci costa, delle sconfitte che incassiamo, dell'improbabilità del successo.
Combattiamo fino all'ultimo respiro. Non è una questione si coraggio. L'incapacità di arrendersi è un dato caratteriale. Forse è semplicemente stupida fame di vita».
(Parte Seconda, pp.160-161).

Assolutamente consigliato!

Veronica

3 commenti:

  1. mi ispira e non poco questo libro, Vado a cercarlo in libreria

    RispondiElimina
  2. Ce l'ho in casa da moooooolto tempo, sommerso tra tutti i to be read. Ma si sa, arrivo con calma a tutti i libri di cui si parla dovunque. Magari fra un paio d'anni riesco a leggerlo xD Comunque, da quanto scrivi, sembra essere un romanzo intenso... ho bisogno della giusta stagione per leggerlo. Devo ancora decidere quale. Forse Aprile.

    RispondiElimina