28 febbraio 2013

Patto con il Vampiro di Tiziana Cazziero [recensione]

Non amo particolarmente il Fantasy ... Infatti, nonostante provi a darvi una informazione costante e a 360 gradi su tutte le novità che escono, mi rendo conto di trattare poco tale genere. Ma questa volta voglio sorprendervi e presentarvi questo libro [appena finito] della scrittrice Tiziana Cazziero.
Patto con il Vampiro
di Tiziana Cazziero

Anno: 2012 
Editore: Libro Aperto Edizioni 
Collana: J. R. R. Tolkien 
Genere: Fantasy 
Pagine: 148 
Illustratore: Elio Finocchiaro 
Prezzo carta: 12.00 euro
 Prezzo eBook: 3.99 euro
SINOSSI: Sonia vive apparentemente una vita tranquilla, è una giornalista che ama il suo lavoro e che punta al successo e alla carriera. Il suo passato però è ombrato da un vecchio episodio che ha gettato del mistero sulle sue origini e la sua esistenza. Comincia così un percorso a ritroso nel tempo, dove si ritroverà a scoprire le sue vere origini. Una storia ricca di magia che vive la sua realtà nell’era moderna. Un segreto avvolto nel mistero che potrebbe essere la soluzione di tutto. Un amore impossibile e condannato dal mondo magico, una storia destinata a finire ancor prima di iniziare.
RECENSIONE: Sonia vive una vita piuttosto tranquilla. E' una giornalista, ama il suo lavoro e lo fa con passione. Il suo passato però, è macchiato da un evento che l'ha inesorabilmente segnata: La sua migliore amica Elena è scomparsa la sera di Halloween. Avevano deciso di passarla insieme, nonostante Ettore si fosse raccomandato che restassero a casa, spiegando loro che era pericoloso andare a giro la notte fra il 31 ottobre e il primo novembre perchè gli spiriti dei morti, le streghe e i vampiri tornavano dal limbo per unirsi ai vivi e scegliere nuovi corpi da possedere. Lei è una sopravvissuta.

Inoltre ogni anno, allo scoccare di tale ricorrenza, qualche giovane ragazza spariva misteriosamente ... così decise di scoprire i misteri che si celavano dietro a questo evento e dedicarci un servizio. Parte per Glasgow [in Scozia] dove rincontra Ettore [che dopo il fattaccio aveva deciso di cambiare città] e scopre di essere una strega metà bianca e metà nera [un po' buona un po' cattiva] che ha l'enorme responsabilità di salvare, oltre se stessa, anche tutte le streghe in pericolo e minacciate da chissà quale forza sovrannaturale e malvagia. A proteggerla c'è pure un vampiro che in tutti questi anni è rimasto a vegliare su di lei permettendole di svolgere un'esistenza il più normale possibile ... Sonia quindi cerca di rimettersi in discussione e di fare i conti con quello che aveva scoperto di essere per trovare l'equilibrio e essere all'altezza del ruolo e della missione che aveva da svolgere.

Vi è una lotta tra il bene e il male. L'amore come fonte di salvezza. Una ricerca interiore della propria natura per avere il potere di fare cose immense che neanche noi ci aspettiamo.

Mi ha colpito perchè è una storia semplice, intrigante, originale. Ho avuto la possibilità di entrare in un mondo a me sconosciuto senza esserne rimasta delusa.

Voi lo sapevate che i vampiri sono per natura esseri malvagi incapaci di amare? O che le streghe possono essere sia buone che cattive?Che l'amore tra esseri di diversa natura non è consentito e nemmeno possibile?

Vi consiglio di leggerlo se vi va di viaggiare con le ali della fantasia e vi intrigano i misteri.

Francesca

27 febbraio 2013

Oltre il buio di Alberto Petrosino [recensione]

OLTRE IL BUIO
di Alberto Petrosino


Editore: Casini Editore
ISBN: 9788879052214
Prezzo: € 12,90


Quattro ragazzi, Seth, Leo, Eva e Moan, si ritrovano incatenati in una stanza buia, senza più nessun ricordo delle loro vite. Si risvegliano e iniziano lentamente a rendersi conto della loro situazione, reagendo in maniera diversa ed esternando inconsapevolmente dei lati del loro carattere.
Seth è razionale, Leo calmo, Eva timorosa, Moan sarcastica.
Per cercare di riattivare i loro ricordi, Seth propone di raccontarsi delle storie: secondo la sua teoria, questo potrà essere un modo per risvegliare se stessi dall'oblio in cui sono caduti. Solo due di loro arriveranno in fondo a questa esperienza, che la narrazione dimostrerà essere lontana dalla realtà. Un romanzo che si evolve in maniera inaspettata: i particolari che mano a mano emergono dalle storie raccontate dai personaggi del racconto contribuiscono a rendere sempre più lontana la soluzione dell'enigma.
Proprio queste storie sembrano essere assolutamente distanti dalla situazione che si trovano a fronteggiare i quattro protagonisti. Ma in realtà forniscono degli importanti suggerimenti per svelare il mistero che li ha letteralmente travolti, lasciandoli senza memoria..
Una scrittura pulita e precisa mette in scena una storia particolare, in cui la vita e la morte diventano le uniche vere protagoniste.
Non aggiungo altro per lasciare a chi vorrà la possibilità di scoprire un romanzo difficilmente etichettabile e con un finale lontano, almeno secondo la mia esperienza di lettura, dalle aspettative iniziali.
Nella parte finale del libro, Alberto Petrosino racconta come è nato il suo romanzo e quale incontro fortunato ha permesso di realizzare il sogno di pubblicare il suo lavoro.

L'autore

Alberto Petrosino nasce a Livorno nel 1985. Figlio unico, trascorre calde giornate estive in un campeggio sulla costa etrusca, tra amicizie che resistono allo scorrere del tempo e amori marchiati per sempre a fuoco nel suo cuore. È alle medie che comincia a interessarsi a giochi, hobby e letture che lo avvicinano al mondo Fantasy. La passione per l'universo fantastico cresce di anno in anno, portandolo a scrivere racconti in grado di condurlo in un luogo incantato dal quale non vorrebbe mai far ritorno. La scrittura diventa uno strumento che crea un ponte tra vita e immaginazione. Frequenta la facoltà di Psicologia di Firenze, specializzandosi in Psicologia Sociale e delle Organizzazioni. Pian piano si rende conto che scrivere è un modo per vivere nuovi sogni, poiché quelli degli altri a volte non bastano. È fidanzato con Alessia, una splendida ragazza dagli occhi smeraldo conosciuta in quel campeggio sulla costa etrusca, ed è felice.

Veronica

21 febbraio 2013

Noi Siamo infinito [Libro vs Film]

Ieri sera sono andata al cinema a vedere questo:
Lo sapevate che è stato tratto da un romanzo? Cioè il
Ragazzo da Parete
di Stephen Chbosky

Editore Frassinelli
Traduttore: Chiara Brovelli
ISBN: 978-8876849039
Num. Pagine: 271 Prezzo: 16,00 €
Fra un tema su Kerouac e uno sul "Giovane Holden", tra una citazione da "L'attimo fuggente" e una canzone degli Smiths, scorrono i giorni di un adolescente per niente ordinario. L'ingresso nelle scuole superiori lo lancia in un vortice di prime volte: la prima festa, la prima rissa, il primo amore - per la bellissima ragazza con gli occhi verdi che quando lo guarda fa tremare il mondo. Il primo bacio, e lei gli dice: per te sono troppo grande, però possiamo essere amici. Per compensare, Charlie trova una che non gli piace e parla troppo: a sedici anni fa il primo sesso, e non sa neanche perché. Allora lui, più portato alla riflessione che all'azione, affida emozioni, trasgressioni e turbamenti a una lunga serie di lettere indirizzate a un amico, al quale racconta ciò che vive, che sente, che ha intorno. Dotato di un'innata gentilezza d'animo e di un dono speciale per la poesia, il ragazzo è il confidente perfetto di tutti, quello che non dimentica mai un compleanno, quello che non tradisce mai e poi mai un segreto. Peccato che quello più grande, fosco e lontano, sia nascosto proprio dentro di lui.
La Sperling & Kupfer di recente l'ha ripubblicato con lo stesso titolo e la stessa copertina della locandina del film [uscito in Italia il 14 febbraio]. Io mi chiedo solamente perchè? Forse per vendere di più? Ma non è la stessa cosa? 

Comunque bando alle polemiche inutili ... Gli attori che fanno parte del cast sono Emma Watson, Logan Lerman e Ezra Miller, o meglio il timido Charlie, la splendida Sam e lo sfrontato Patrick.
Charlie frequenta il primo anno di liceo, ama scrivere, ma è talmente particolare da essere additato dai suoi coetanei come un disadattato-sfigato. Ha la fortuna di iniziare un'amicizia molto forte con Sam e Patrick, fratello e sorella [acquisiti], all'ultimo anno di scuola, con una passione sfrenata per la musica, perennemente alla ricerca della canzone perfetta. Charlie, grazie a loro due, supera l'instabilità mentale, la solitudine, la fragilità che lo contraddistingue... soprattutto perchè ha la possibilità di fare le tipiche esperienze di un adolescente che va alle feste, sperimenta i primi amori e le uscite senza pensieri, mettendo quindi in un angolo le allucinazioni e  i problemi psicologici dovuti a un trauma vissuto da bambino.
Insomma ci ritroviamo di fronte a una bella storia che mette in luce le sofferenze e i problemi che comportano l'avere un'età dove è difficile spiegare [sia agli altri che a se stessi] chi si è, che si prova, cosa si vuole diventare da "grandi" ... Se poi aggiungi il fatto di essere stato vittima di una violenza che ti ha segnato, diventa ancora più complicato costruirsi una identità, senza essere scambiato per una persona disturbata.

Sono sempre stata del parere che i simili prima o poi si trovano e lo fanno perchè si capiscono meglio, riuscendo a sopravvivere insieme in quella marea tormentata chiamata vita. Qui viene rappresentata la fragilità umana come un punto di forza e il superamento di un trauma come qualcosa di possibile se si ha il coraggio di farsi aiutare.

Avevo dei pregiudizi riguardo a questo film [credevo fosse il tipico sceneggiato formato da ragazzini alla ricerca di chissà quale trasgressione], ma sono crollati esattamente dopo 5 minuti dal suo inizio. Nonostante la pesantezza dell'argomento trattato, si amano i personaggi, si ama la storia, si amano le parole pronunciate. Al punto che, quando esci dalla sala, ti senti svuotata.

Vi consiglio assolutamente di andarlo a vedere, non ne rimarrete delusi.

... Accettiamo l'amore che crediamo di meritare ...


Francesca

20 febbraio 2013

Fai bei Sogni di Massimo Gramellini [recensione]

Fai bei sogni
di Massimo Gramellini

RECENSIONE: Sono sempre rimasta incuriosita da questo libro. In televisione ne hanno parlato molto. Tra l'altro è nella classifica dei più venduti nel 2012. Quindi dopo l'ennesima intervista mi sono decisa ... l'ho letto e quindi eccomi qui a parlarne. Non è una storia come tutte le altre. Il protagonista è lo scrittore stesso. Possiamo infatti definirlo autobiografico. 

Ma cosa è successo di così sconvolgente da valer la pena di essere raccontato?

A Massimo è morta la madre quando aveva 9 anni a causa di un tumore ... L'ultimo ricordo che avrà di Lei sarà la sua vestaglia appoggiata sul letto. Tale evento lo segnerà profondamente, lo sconvolgerà, lo influenzerà, lo renderà orfano e quindi diverso agli occhi degli altri ... questo è ciò che credeva e sosteneva. Infatti tutte le volte che gli chiedevano di sua madre raccontava sempre la solita cosa, cioè che era una donna in carriera e stava spesso fuori casa per lavoro. Gli ci vorranno 40 anni per "superare" il lutto. Molti sbagli. Tanti silenzi. Dei segreti. Svariate lotte con la propria anima soprannominata Belfagor. Lo salverà il suo lavoro e l'amore con la A maiuscola.

Qui ci troviamo di fronte alla paura vera e propria, all'impotenza, alla mancanza di coraggio, a delle azioni dettate dai troppi SE e i pochi NONOSTANTE ... Mi rispecchio molto in LUI giovane. E' uno che non vuole rischiare, non si lascia trasportare, è disperato, vagabondo, perso, incapace di provare emozioni e con un bisogno sfrenato di trovare un appiglio, un'ancora di salvataggio allo strazio interiore che non sai come, ma vuoi in tutti i modi, placare per non essere etichettato come un diverso. Alla fine tutti tendiamo a voler essere considerati comuni nelle nostre banalità. Le persone complicate non sono mai piaciute. Sono talmente snervanti da correre il rischio di essere additate come vittime da tenere lontane.

Diciamo che la  vita è uno strano incrocio di coincidenze, fortune, strade giuste che poi, anche se non ti permettono di dimenticare, riescono a farti andare avanti. La perdita di qualcuno di così fondamentale difficilmente si scorda, ma lo strazio si può placare ... che tu lo voglia o no.

Questa storia fa riemergere stati d'animo che credevi sepolti dentro te stesso inesorabilmente. Emoziona. Sconvolge. Nella sua contraddittorietà è un inno alla vita, a non rinnegarla o disprezzarla, ad assaporarla ... e a credere che nulla è perduto se si ha il coraggio di allargare le braccia per nuotare e non affogare nel mare eterno di difficoltà a cui sbatti continuamente contro.

In poche parole: ASSURDAMENTE MERAVIGLIOSO!

Francesca

18 febbraio 2013

Fa bei sogni di Massimo Gramellini [Frasi]

Questi sono, a parer mio, gli estratti più significativi di un libro che ho trovato assolutamente meraviglioso [avrò occasione di parlarvene presto].
Non esiste momento più bello, all'inizio di una storia, di quando intrecci le dita in quelle dell'altra persona e lei te le stringe. Ti stai affacciando su un mare di possibilità
I SE sono il marchio dei falliti! Nella vita si diventa grandi NONOSTANTE
Non so se in amore vince chi fugge, ma di sicuro chi perde rimane dov'è: immobile.
Non essere amato è la sofferenza grande. La più grande è non essere amati più. Nelle infatuazioni a senso unico l'oggetto del nostro amore si limita a negarci il suo. Ci toglie qualcosa che ci aveva dato soltanto nella nostra immaginazione. Ma quando un sentimento ricambiato cessa di esserlo, s'interrompe brutalmente il flusso di un'energia condivisa.
Pur di non fare i conti con la realtà preferiamo vivere con la finzione, spacciando per autentiche le ricostruzioni ritoccate o distorte su cui basiamo la nostra visione del mondo. Molte frasi attribuite ai personaggi storici sono state inventate dai loro biografi. Eppure le citiamo con convinzione. Per rassicurarci nei nostri pregiudizi, leggiamo e ascoltiamo solo chi già la pensa come noi. E ci lasciamo cullare la mente da storie fasulle e versioni tranquillizzanti, interpretando la realtà in forma mitica e i miti in forma letterale. L'intuizione ci rivela di continuo chi siamo. Ma restiamo insensibili alla voce degli Dei, coprendola con il ticchettio dei pensieri e il frastuono delle emozioni. Preferiamo ignorarla la verità. Per non soffrire. Per non guarire. Perchè altrimenti diventeremmo quello che abbiamo paura di essere.
COMPLETAMENTE VIVI.
Se un sogno è il tuo sogno, quello per cui sei venuto al mondo, puoi passare la vita a nasconderlo dietro una nuvola di scetticismo, ma non riuscirai mai a liberartene. Continuerà a mandarti dei segnali disperati, come la noia e l'assenza di entusiasmo, confidando nella tua ribellione

14 febbraio 2013

4 Chiacchiere con ... Connie Furnari

Lei è Connie Furnari e ha scritto questo libro:
Stryx 
Il marchio della Strega

Casa Editrice: Edizioni della Sera

Dopo aver vissuto in Inghilterra, Sarah, una potente strega, torna a Salem decisa a ricominciare una nuova vita senza la magia. Inaspettatamente, giunge la sorella minore: Susan, strega intrigante e perversa che ha scelto di passare al lato oscuro per la sete di potere, determinata a sconvolgere l’esistenza di Sarah e degli ignari studenti del liceo di Salem. La vita scolastica si rivela fin da subito molto più dura del previsto. L’unico apparentemente interessato a conoscerla è un giovane dai grandi occhi grigio azzurro: Scott. Il solo ad essere in grado di risvegliare in lei antichi sentimenti che credeva ormai essere assopiti. Ma Salem ben presto comincerà ad essere sconvolta da numerosi delitti inspiegabili, il cui unico filo conduttore sarà un marchio a forma di “S” posto sulle vittime. Le strade della cittadina diventano pericolose trappole mortali, e a Sarah non resterà altro che affrontare il suo oscuro passato per poter salvare le altre giovani streghe e se stessa. 
Ciao Connie, Benevenuta su questo spazio
  1. Presentati ai nostri lettori

    Sono una persona semplice, che ha sempre amato i libri. Le mie passioni più grandi sono la lettura e la scrittura.

  2. Parlaci un po' del tuo romanzo d'esordio "Stryx il marchio della strega".

    Stryx è un romanzo adolescenziale, oramai quasi tutti conoscono la storia in generale: Sarah e Susan sono due sorelle streghe che ritornano a Salem, dopo essere state bruciate al rogo 300 anni prima, costrette a scontare una tremenda maledizione. Ma le strade di Salem sono ancora pericolose, a causa dei loro antichi nemici puritani, i cacciatori ...

  3. Navigando in rete alla ricerca di notizie su di te, ho scoperto che ti sei laureata in Lettere, con una tesi di psicanalisi freudiana sul “racconto perturbante”: un’analisi su come il fantastico interagisca nella vita reale, in modo diverso da persona a persona, fin dalle fiabe dell’infanzia. Interessante. Quanto la tua passione e i tuoi studi hanno influenzato la stesura di questo romanzo?

    Alcuni mi hanno proposto di pubblicare la mia tesi, mi rendo conto che l'argomento è interessante, io l'ho scelto perchè attinente con il mio "mestiere" di scrittrice, volevo analizzare ancora di più il genere horror e paranormale.  E' fondamentale scrivere in buon italiano, quindi raccomando a tutti di studiare la grammatica!

  4. Le tue letture, cioè i libri che hai letto e leggi, sono state determinanti nell'idearlo?

    Certo, come ho già spiegato in altre sedi, mi sono ispirata a La Lettera Scarlatta di Nathaniel Hawthorne, per le scene ambientate a Salem nel Seicento: basta ricordare il primo incontro tra Sarah e Arthur [lo stesso nome del protagonista del romanzo di Hawthorne, per omaggiarlo] ... Mi sono ispirata anche a La seduzione del Male, film sulle streghe di Salem con Winona Ryder. Di Harry Potter ho preso poco, non mi piaceva copiare dalla Rowling, il mio romanzo però contiene moltissime citazioni sul mondo di Hogwarts ... Ho eliminato definitivamente le bacchette, infatti Sarah e le altre streghe usano le mani per fare incantesimi: è una forma più arcaica, la gestualità primordiale della magia.

  5. Mi ha affascinato molto il messaggio che con questo libro vuoi trasmettere riguardo al POTERE: "è che tutte le donne lo posseggono, ma la differenza consiste appunto nel modo in cui si decide di usarlo. Stare dalla parte del Bene o del Male delineerà il tipo di persona che si diventerà “da grande”. " Interessante. Secondo te, quanto attraverso le pagine di un libro si ha la consapevolezza e la possibilità di far riflettere un lettore con le proprie parole?

    I libri sono un potente mezzo di comunicazione, ma bisogna saperli usare. Al giorno d'oggi vengono pubblicati molti romanzi best seller che dopo un paio di anni non ricorderà più nessuno perchè non hanno lasciato nulla ... Magari invece, un lettore legge un libro sconosciuto ma lo ricorderà per sempre.

  6. Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

    Sto scrivendo un paranormal ancora incompleto, di cui preferisco non parlare, per scaramanzia. Invece, aspetto risposta per un altro paranormal romance sugli angeli dannati: un romanzo gotico dark, ambientato a Londra durante l'epoca vittoriana, una storia passionale e intensa, ma anche horror... 

    Grazie per avermi ospitata nel tuo spazio, ringrazio tutti i tuoi followers, e ricordo che il mio blog è www.conniefurnari.blogspot.it per chiunque volesse una recensione del proprio libro, uno scambio di banner, un'affiliazione... Ricordo che sono anche correttrice di bozze, una delle più "economiche" in circolazione. ;) Venite a trovarmi, vi aspetto!

Grazie a te Connie!

Maledetta Primavera di Paolo Cammilli [frasi]

La tensione si taglia a fette con una sega elettrica. 
In fondo in fondo potrebbe essere un incontro normale. 
Due giovani quasi sconosciuti di sesso opposto che si salutano, scambiano tre parole messe in croce e alla fine si risalutano. 
È vero: la partenza era stata fuori dalla grazia di Dio, ma tutto, successivamente, era rientrato nei ranghi.
Non scambiano una parola da mesi. 
Quattro mesi. 
Si sono visti a fine estate e si sono ignorati. 
Poi più niente. 
Di solito basta pochissimo per far perdere il filo a queste storielle senza logica e fondamenta. 
Anche se ... dipende dal filo.
Camminano uno verso (contro) l’altra. 
Ogni metro che accorcia la distanza è un pensiero in meno, uno spazio vuoto in più nella mente che sembra sgonfiarsi come un palloncino.
Tutte le sicurezze stanno tagliando la corda come disertori.
Perché la posta in gioco è così alta? Carlotta ha fatto le sue scelte e Fabrizio ha smesso di sognare. Il fatto è che questa non è una normale schermaglia d’amore: questa è una battaglia all’ultimo sangue.
«Vedi [...] la vita è fatta di ultime volte. Alcune non dipendono da noi. Altre invece sì. È già talmente difficile sopportare tutto quello che ci capita nostro malgrado ... Quando però tocca a noi decidere, dobbiamo almeno cercare di evitarci le “ultime volte” che in fondo non vogliamo.
Alla tua età si pensa sempre che le occasioni non finiscano mai e che l’esperienza più bella debba ancora arrivare, ma non è sempre così. Qualche volta ci passi dentro senza rendertene conto».
di Paolo Cammilli

10 febbraio 2013

Non esiste saggezza di Gianrico Carofiglio [recensione]

Non esiste saggezza 
di Gianrico Carofiglio

Editore: Rizzoli
Pag. 256
Prezzo 14 euro
Uscito nel 2010
ISBN 17040709

I racconti di Non esiste saggezza provengono dai luoghi della realtà quotidiana: sono volti che emergono dalla folla dei viaggiatori, in zone neutrali di transito. Soprattutto, figure di donne: con esse, la voce del narratore è partecipe, solidale, protettiva, come a voler condividere il peso di un segreto in varie forme doloroso, a volerle affrancare da un destino ostile. Appaiono improvvisamente: a un casello autostradale, la bambina solitaria chiede a un automobilista ignaro di accompagnarla verso il mistero. L’attesa notturna in un aeroporto è colmata dai versi di una poetessa russa, dalla sosta sfuggente di una sconosciuta. E, improvvisamente, queste donne scompaiono: dall’ambulatorio di una missione umanitaria, ultimo posto in cui sono state viste una dottoressa volontaria e la ragazza colombiana sua compagna, nella rischiosa sfida a ingiustizie e prevaricazioni. I personaggi maschili si trovano a cercare, a inseguire: un’impressione, un sospetto, una curiosità che li spinge oltre i limiti del prevedibile, talvolta del lecito. E la raccolta si completa con un vero e proprio romanzo di formazione in miniatura, ambientato negli spazi metafisici della Murgia. “Le cose non esistono se non abbiamo le parole per chiamarle.” In questa scrittura tersa domina un’esigenza di riscatto esistenziale e morale: con naturale maestria Gianrico Carofiglio dà un nome alle ombre e alle paure, ce le rende compagne di un viaggio che arriva fin dentro le nostre emozioni più profonde e più vere. [Rizzoli
RECENSIONE: Mettete da parte le avventure dell'Avvocato Guerrieri, perchè qui non ne sentirete parlare. Lo so, è dura ... Soprattutto quando sei tanto affezionato a un personaggio come lui. Comunque qui ci troviamo di fronte a una raccolta di racconti. Per la precisione, tali racconti sono stati scritti negli anni e pubblicati in varie riviste, raccolte, antologie e poi riuniti in un unico libro, questo [così ho letto in rete mentre mi documentavo].

Di cosa parla? di emozioni, sensazioni, odori, dialoghi immaginari con personaggi dei fumetti come Tex Willer e dialoghi reali tra uno scrittore e un poliziotto in pensione che gli spiega l'arte del far confessare i criminali o i colpevoli di un delitto, tra una scrittrice esordiente affetta da una patologia congenita e un editore che rimane folgorato dal suo romanzo al punto da andarla a cercare e scoprire che era morta, donne uccise, ragazzini che imparano a difendersi e vecchi che gli e lo insegnano ...

Nonostante io abbia detto più volte quanto non ami leggere questo tipo di libri, questa volta perdono Carofiglio per averlo fatto ... perchè nonostante la loro brevità [caratteristica che io condanno sempre per il famoso pensiero che più qualcosa ti affascina e più ne vorresti sentire parlare] questo scrittore ha quella innata capacità di trovare il modo di farti riflettere sempre. Non è da tutti, Non è per tutti. 

Capite adesso perchè non posso criticarlo? Perchè per l'ennesima volta posso confermare che non mi ha deluso, mi ha trascinato, mi ha coinvolto, mi ha stordito con le sue parole, rimanendo a tutti gli effetti nella classifica dei miei preferiti.

La saggezza non esiste
Non esiste vecchiezza
E forse 
Nemmeno la morte



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Francesca

8 febbraio 2013

Istruzioni per l'odio di Simone Montella [recensione]

ISTRUZIONI PER L'ODIO 
Esperimento comportamentista nei giorni della fine del governo Berlusconi IV
di
Simone Montella


Editore: Associazione Culturale Il Foglio
Collana: Narrativa
Pagine: 180
ISBN: 9788876063985
Prezzo: € 15,00


«Tutto è giallo, giallo perché per me la paura ha quel colore lì, perché sono nato a Napoli e a Napoli quando prendi paura si dice hai fatto o giall' sei diventato giallo in volto».

Siamo in piena campagna elettorale, insicuri, impauriti, affamati, arrabbiati, carichi di tante emozioni e insicurezze, ma ignari di cosa ci riserverà il futuro.
Questa è l'Italia che stiamo vivendo oggi.  Simone Montella, in questo suo libro psico-politico, affronta il percorso difficile del protagonista, un ragazzo di ventotto anni, che dopo la laurea si trova in un momento di stallo.
Leggendo la descrizione dello stato d'animo del protagonista, ti assale una sensazione di affanno, sempre più forte, di ansia allo stato puro.
Quanto è forte la paura che ti divora quando sei travolto dall'ansia e quanto l'autore, Simone Montella, riesca ad attaccarti questa paura:
«S'innescano grovigli di pensieri automatici che non mi riesce di controllare. Mi faccio, nel giro di pochi istanti, rimbecillire da un reticolo di paure. Paura di lavorare, paura del capo, paura di stancarmi, paura di camminare, paura del treno, paura del bus, paura di guardare negli occhi la gente, paura di rivolgere la parola a qualcuno, paura che per queste paure finirò con lo starmene da solo ma al sicuro».
Un ragazzo che sente di non valere niente, sicuro di non avere un futuro, perché nessuno è in grado di offrirgliene uno. Quando trova un lavoro e finalmente vede il suo primo stipendio, consapevole che ne seguiranno altri, prende l'autobus e si reca al centro commerciale a fare una vera spesa per sentirsi un vero protagonista del consumismo. Ed è una scena molto significativa: finalmente la paura può essere sostituita da una forza nuova, una forza che ti fa credere di poter vivere dignitosamente. Desidera una vita normale: vuole una fidanzata, una macchina e sente finalmente di poter raggiungere tutto questo.

Un stile linguistico molto curioso è adottato nel secondo capitolo: le vicissitudini del protagonista sono narrate usando contemporaneamente la prima e la seconda persona singolare, come per indicare la volontà di parlare con se stessi ed è l'effetto che si prova quando ci si sente soli e non si ha nessun altro con cui confidarsi. Nel terzo capitolo, invece, si passa all'uso esclusivo della seconda persona: un effetto straniante, parlare di me come se non fossi realmente io. Il protagonista subisce infatti una metamorfosi interiore dettata da tutta una serie di eventi, che scoprirete se deciderete di leggere il lavoro di Simone Montella.

Tutto questo è ciò che mi ha trasmesso il libro e non so se è realmente il messaggio che l'autore desidera lasciare, ma penso che proprio questo sia il compito del lettore, completare un'opera che senza lettori  resterebbe incompiuta.


Simone Montella è nato a Napoli nel 1983. Autore e performer teatrale con: Leefleaf (2010), Tunnel (2010), Manfred ( Selezione Ufficiale Scenario 2011). Con l'associazione culturale La Periferia cura la direzione artistica di Schiume Festival (Venezia). Blogger di Disordina.it. Tiene laboratori di cinema e teatro nelle scuole. Istruzioni per l'odio è il suo primo romanzo.
     

«Una volta mollata l'anima, tutto segue con
assoluta certezza, anche nel pieno del caos»
HENRY MILLER


Veronica

4 febbraio 2013

Recensione Libro: I contendenti di John Grisham

I contendenti
di John Grisham

editore: Mondadori
Prezzo 20 euro
Pagine 408
ISBN-13 9788804612872
Uscito il 2 dicembre 2011

RECENSIONE: Oscar Finley e Wally Figg sono due avvocati di Chicago e proprietari di un piccolo studio legale da loro soprannominato boutique. In realtà era un appartamento riadattato che si occupava di divorzi lampo o vittime di incidenti stradali che accadevano nelle vicinanze. Mentre sognavano di fare il colpo grosso, sopravvivevano nella non agiatezza [nonostante gli svariati anni di lavoro alle spalle], nella disorganizzazione più totale e nella speranza di cambiare il loro status da scapestrati, infatti anni prima, gli avevano fatto causa per negligenza, quindi la loro fama non era delle migliori. La loro routine poi venne stravolta dalla comparsa di un altro attore nella scena, ovvero David Zinc, laureato con ottimi voti ad Harvard, che dopo essere stato trattato come lo schiavo di turno in uno degli studi più rinomati della città, decide tutto ad un tratto di andarsene mettendo a repentaglio la sua carriera. Una volta entrato in squadra, a un certo punto si ritrova coinvolto dai due soci nella decisione di fare causa a una delle più importanti ditte farmaceutiche per un farmaco, che secondo loro, aveva come effetto collaterale quello di far morire le persone che lo assumevano ... per questo si uniranno alle class action del Paese con la speranza di arrivare a un accordo stragiudiziale che gli avrebbe consentito di guadagnare milioni di dollari. Ma la loro inesperienza li porterà a un punto di non ritorno, cioè a un processo che non volevano, con una conseguente sconfitta preannunciata perchè la Varricks Labs assumerà uno dei più prestigiosi e competenti avvocati [donna] presenti in quel momento che riuscirà a dimostrare, che non solo il loro prodotto era sicuro, ma anche che le accuse mosse erano del tutto infondate.

Partiamo dal presupposto che è solo il secondo libro di Grisham che leggo e che me n'è bastato uno per capire che è uno di quegli scrittori di cui avrei voluto conoscere tutto [nonostante le sue "mille" pubblicazioni e le milioni di copie vendute], perchè fa un genere che mi è sempre piaciuto a priori e ha un modo di raccontare le storie con un'alta capacità di coinvolgimento. Usa un linguaggio semplice e senza articolazioni inutili e ridondanti. Nonostante i suoi romanzi spesso superino le 400-500 pagine, arrivi con voracità fino all'ultima. Le sue parole offrono immagini ben chiare di ciò che sta parlando [come se guardassi un film].

In questo caso ci mostra uno spaccato della vita dei tribunali [e questo mi ha anche ricordato perchè ho divorato la serie dell'avvocato Guerrieri di Carofiglio] dove c'è uno che accusa e un accusato, una indagine, un vincitore e uno sconfitto, un giudice che ha il potere di decidere l'innocenza o la colpevolezza di qualcuno. Ciò che più mi colpisce, in questo tipo di ambientazioni, è la retorica attuata per arrivare a un risultato con tutte le tensioni che comportano e si scatenano dietro alla preparazione di un processo di cui non si sa mai le sorti con sicurezza fino alla fine. Ma la nota di merito è la vena umoristica che lo rende ancora più accattivante, irriverente e leggero rispetto alla serietà dell'argomento che tratta.

Vi consiglio assolutamente di leggerlo!

Francesca