8 febbraio 2013

Istruzioni per l'odio di Simone Montella [recensione]

ISTRUZIONI PER L'ODIO 
Esperimento comportamentista nei giorni della fine del governo Berlusconi IV
di
Simone Montella


Editore: Associazione Culturale Il Foglio
Collana: Narrativa
Pagine: 180
ISBN: 9788876063985
Prezzo: € 15,00


«Tutto è giallo, giallo perché per me la paura ha quel colore lì, perché sono nato a Napoli e a Napoli quando prendi paura si dice hai fatto o giall' sei diventato giallo in volto».

Siamo in piena campagna elettorale, insicuri, impauriti, affamati, arrabbiati, carichi di tante emozioni e insicurezze, ma ignari di cosa ci riserverà il futuro.
Questa è l'Italia che stiamo vivendo oggi.  Simone Montella, in questo suo libro psico-politico, affronta il percorso difficile del protagonista, un ragazzo di ventotto anni, che dopo la laurea si trova in un momento di stallo.
Leggendo la descrizione dello stato d'animo del protagonista, ti assale una sensazione di affanno, sempre più forte, di ansia allo stato puro.
Quanto è forte la paura che ti divora quando sei travolto dall'ansia e quanto l'autore, Simone Montella, riesca ad attaccarti questa paura:
«S'innescano grovigli di pensieri automatici che non mi riesce di controllare. Mi faccio, nel giro di pochi istanti, rimbecillire da un reticolo di paure. Paura di lavorare, paura del capo, paura di stancarmi, paura di camminare, paura del treno, paura del bus, paura di guardare negli occhi la gente, paura di rivolgere la parola a qualcuno, paura che per queste paure finirò con lo starmene da solo ma al sicuro».
Un ragazzo che sente di non valere niente, sicuro di non avere un futuro, perché nessuno è in grado di offrirgliene uno. Quando trova un lavoro e finalmente vede il suo primo stipendio, consapevole che ne seguiranno altri, prende l'autobus e si reca al centro commerciale a fare una vera spesa per sentirsi un vero protagonista del consumismo. Ed è una scena molto significativa: finalmente la paura può essere sostituita da una forza nuova, una forza che ti fa credere di poter vivere dignitosamente. Desidera una vita normale: vuole una fidanzata, una macchina e sente finalmente di poter raggiungere tutto questo.

Un stile linguistico molto curioso è adottato nel secondo capitolo: le vicissitudini del protagonista sono narrate usando contemporaneamente la prima e la seconda persona singolare, come per indicare la volontà di parlare con se stessi ed è l'effetto che si prova quando ci si sente soli e non si ha nessun altro con cui confidarsi. Nel terzo capitolo, invece, si passa all'uso esclusivo della seconda persona: un effetto straniante, parlare di me come se non fossi realmente io. Il protagonista subisce infatti una metamorfosi interiore dettata da tutta una serie di eventi, che scoprirete se deciderete di leggere il lavoro di Simone Montella.

Tutto questo è ciò che mi ha trasmesso il libro e non so se è realmente il messaggio che l'autore desidera lasciare, ma penso che proprio questo sia il compito del lettore, completare un'opera che senza lettori  resterebbe incompiuta.


Simone Montella è nato a Napoli nel 1983. Autore e performer teatrale con: Leefleaf (2010), Tunnel (2010), Manfred ( Selezione Ufficiale Scenario 2011). Con l'associazione culturale La Periferia cura la direzione artistica di Schiume Festival (Venezia). Blogger di Disordina.it. Tiene laboratori di cinema e teatro nelle scuole. Istruzioni per l'odio è il suo primo romanzo.
     

«Una volta mollata l'anima, tutto segue con
assoluta certezza, anche nel pieno del caos»
HENRY MILLER


Veronica

7 commenti:

  1. mi hai incuriosito.
    ti chiedo, però: dietro al giallo-ansia c'è anche un spiraglio (non so di quale colore) per uscire dalla paura del futuro che sta fregando più di una generazione? in questo caso leggerei più volentieri il libro.
    ciao!

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    1. Dico la mia, la mia di Simone che questo libro lo ha scritto ed è per questo motivo poco attendibile. La speranza nel libro è forse in una certa ironia straniante che ho cercato di rendere. Spero di esserci riuscito. E' un po' come guardarsi vivere dall'esterno con uno sguardo compassionevole e divertito. Quando lo rileggevo, tempo fa, mi ha fatto pensare a questo, alla possibilità di fermarsi e ridere di se stessi ridendo di chi prova le tue stesse ansie e paure nelle pagine di questo romanzo. Insomma, detto in maniera spicciola, è un testo che ha una sua leggerezza nella possibilità di cogliere che questa "crisi" è spesso uno stato d'animo prima che uno stato di cose.
      A me piacerebbe che il senso da cogliere fosse questo http://www.youtube.com/watch?v=Gnah24tge0c
      Poi ovvio a ognuno le sue conclusioni.
      Buona lettura. Attendo pareri.
      Simone

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    2. ciao simone, l'ironia è sempre una bella strada, concordo con te.
      si allunga la lista delle mie prossime letture :)
      -m

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  2. La via d'uscita è quella (forse banale) di non restare mai fermi, non abbattersi, muoversi e crearsi un proprio percorso. Perché devo studiare se non serve a niente? Perché devo cercare un lavoro se non ce n'è nemmeno uno? Non bisogna fermarsi, altrimenti diventiamo immobili, persi e sommersi dalla paura... e sicuramente più vulnerabili che mai. Quando leggi il libro ti angosci e ti manca il respiro esattamente come al protagonista, perché ti accorgi che alcuni suoi momenti sono stati anche i tuoi: quando lui riesce a emergere, a trovare il proprio posto nel mondo tutto diventa... non so di che colore! Se dovessi dirti il mio, ti direi giallo, che perché non è il colore della paura, ma il più positivo e forte che ci sia. A ognuno il suo colore...
    :-) Spero di aver risposto alla tua domanda!

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  3. ciao francesca, ti sei spiegata perfettamente, grazie!

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    1. Metiu in realtà ti ha risposto la mia collaboratrice Veronica, la recensione l'ha fatta lei :)
      smuack

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    2. grazie veronica, allora
      smuack a tutte e due

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