30 marzo 2013

Presagio Triste di Banana Yoshimoto [recensione]

Presagio Triste
di Banana Yoshimoto

Tradotto da Giorgio Amitrano
Editore Feltrinelli 
Collana Universale economica  
Pagine127
Prezzo € 6,50
EAN9788807818820
Uscito il 23/02/2006

RECENSIONE: La diciannovenne Yayoi è all'apparenza una ragazza come tante altre. Si divide tra la scuola, la famiglia, un fratello - Tetsuo - che adora ...

In realtà, ha qualcosa che la tormenta e le fa provare sentimenti contrastanti sia verso se stessa, sia verso quelli che le stanno vicino. Infatti colma mancanze e inquietudini scappando da tutto e tutti. I genitori, abituati a queste fughe continue e improvvise, se ne fanno una ragione e aspettano, ogni volta, con pazienza, il suo ritorno. Il suo tormento più grande è il non riuscire a spiegare quello che prova o le succede intorno, alle presenze che percepisce, ai sogni notturni premonitori. Quando crede di trovarsi a un punto di non ritorno, fa le valigie e va a rifugiarsi dalla Zia Yukino. Yukino è una insegnante di Musica. Vive alla giornata. La sua casa sembra un campo di battaglia. Con lei vicino, in mezzo a quel caos, improvvisamente inizia a sentirsi a suo agio ...

Perchè? Chi è lei? E soprattutto qual è il "Presagio Triste" che continua a insinuarsi con insistenza nella sua testa? 

Piano piano, grazie anche al suo aiuto e al viaggio che fa per ritrovarla - anche lei aveva come predisposizione naturale la fuga - riavvolge i fili della matassa e scopre quegli aneddoti del tempo andato che le fanno ritrovare l'equilibrio a cui tanto aspirava.

E' molto difficile raccontare la trama di questo romanzo, è come quando ti chiedono di mantenere un segreto ... ogni parola di troppo rischia di svelare l'intera storia. Yayoi a un certo punto viene a sapere che le persone che le ruotano intorno, non rivestono il ruolo che realmente rivestivano. La protagonista, invece di rimanerne scioccata, la vive come una liberazione.
La calma con la quale la Yoshimoto ti fa capire che bisogna sempre ricercare la verità, captare i segnali che la quotidianità ti manda, che a volte basta poco per riappropriarsi del proprio passato, hanno il potere di destabilizzarti. T'inganna spiegandotelo in maniera talmente poetica che alla fine quel che è straordinario, inusuale, doloroso diventa ordinario e accettato perchè necessario per stare bene.

Il disincanto. Il perdono. L'amore. Tutto quello che ti segna, colpisce, invade al di sopra di ogni limite di età, legame familiare e condizione sociale. Il riuscire a percepire il lato più profondo e la sofferenza di una persona per trasformarlo in un pregio. Il saper andare oltre a prescindere dalle bugie più assurde e dette senza nessuna cattiveria o malizia. I segreti che vengono a galla ...

Troverete tutto questo e sentirete l'urgenza di divorare le pagine per sapere come andrà a finire.

Francesca

La lunga marcia di Stephen King [recensione]

LA LUNGA MARCIA
di
STEPHEN KING

Editore: Sperling & Kupfer
Collana: Super bestseller
Pagine: 284
ISBN: 9788860616210
Prezzo: € 9,90


Cento ragazzi si offrono volontari per partecipare alla Lunga Marcia, sfida che prevede di camminare per chilometri e chilometri sino a che uno solo non rimane in vita. Se rallentano troppo (sono obbligati a mantenere un'andatura che non scenda sotto le quattro miglia l'ora), cadono o si sentono male, vengono ammoniti, per un massimo di tre volte (se per un'ora non si ricevono altri richiami, l'ammonizione è cancellata). Dopodiché, i soldati che seguono e controllano costantemente i ragazzi sono obbligati a sparare.
In questa estenuante marcia si conoscono e nascono anche delle belle amicizie, che però non sono destinate a durare, perché le regole sono chiare: solo uno può essere il vincitore e a lui sarà data la possibilità di richiedere tutto ciò che desidera, per il resto della sua vita. 
Il contesto richiama una situazione di dittatura immaginata vigente negli Stati Uniti, con la figura del Maggiore che ha in mano le redini di tutto, non solo della marcia, ma anche della vita e delle azioni del popolo.
A ogni chilometro, una folla più meno numerosa si accalca sulla strada per assistere alla spettacolarizzazione del dolore umano: forte è il desiderio di vedere in prima persona il cedimento di qualcuno, la morte di qualcuno, o anche solo "raccattare" qualche "souvenir" dei partecipanti (addirittura gli escrementi!). Chi non può partecipare direttamente, guarda lo spettacolo della Lunga Marcia ovviamente in televisione. 

"Il caldo aumentava e a poco a poco le chiacchiere e le discussioni si spensero come un fuoco di paglia. La folla cominciò ad assottigliarsi via via che si allontanavano dal raggio delle telecamere e dei microfoni, ma non si frammentò in gruppi isolati. La gente era venuta a godersi lo spettacolo e non se ne sarebbe andata. Le persone che la formavano si fondevano in un'unica Faccia Folla, un viso insulso, cùpido, che si moltiplicava chilometro dopo chilometro. Popolava i gradini delle case, i prati, i vialetti, le piazzole per picninc, gli spiazzi davanti alle stazioni di servizio (di cui gli intraprendenti proprietari facevano pagare l'ingresso) e, nella città che poi attraversarono, i lati delle vie e il parcheggio del supermarket locale. La Faccia Folla gridava, rideva, ma era sempre la stessa". 
[P. 137]

Il romanzo La Lunga Marcia è stato pubblicato per la prima volta nel 1979 con lo pseudonimo di Richard Bachman. Sotto questo pseudonimo sono stati pubblicati anche: Ossessione, Uscita per l'inferno, L'uomo in fuga e L'occhio del male
L'opera di Stephen King ricorda molto lavori più recenti che vedono sempre la morte di adolescenti inseriti in un contesto competitivo, stile reality show, in cui tutti tranne il vincitore sono costretti a morire: Battle Royale di Koushun Takami e Hunger Games di Suzanne Collins, entrambi usciti in Italia nel 2009.

L'autore indugia sui corpi esausti, sui cedimenti dei singoli marciatori, dando largo spazio ai protagonisti, ai loro pensieri e ai loro dialoghi e mantenendo allo stesso tempo un andamento narrativo pressoché lineare. Il tutto si concentra sulla marcia e Stephen King ha la capacità di tenerti incollato alle pagine, fino a farti sentire quasi come uno degli spettatori della Faccia Folla. Assolutamente da leggere!

Veronica

26 marzo 2013

La Filosofia a colazione di Paolo Giannotta [presentazione]

Novità a cura della casa editrice Kimerik, uscita a febbraio 2013!

LA FILOSOFIA A COLAZIONE
di
PAOLO GIANNOTTA


Editore: Kimerik
Pagine: 84
ISBN: 9788860968463
Prezzo: € 14,00

Trama
Una ricerca etico-filosofica degli ostacoli che la moderna società si auto procura grazie a superflui pregiudizi; essi "ovattano" e silenziano porzioni importanti del nostro essere. Contrariamente all'argomentazione portata avanti dall'arte politica, oltre ad una messa in luce di queste problematiche si cerca di dare "nuove" proposte, a partire da riflessioni sull'essenziale "sempreverdi", doni della filosofia e dei pensatori antichi e moderni. La filosofia è quel motore che permette alla mente umana di ampliare davvero il proprio orizzonte, partendo dallo stato animale "dormiente", in una condizione più consapevole e "lucida", in cui ciò che ci accade - dal fare il caffè la mattina all'elaborare un lutto - assume la stessa dignità. Questo libro non ha la presunzione né di aggiungere né di togliere valore alle nostre esistenze, ma di suggerire una serie di approcci concreti che lascino adeguato spazio all'amore e all'otium letterarium, del quale, di questi tempi, si è trascurato il significato e addirittura la percezione.


Considerazioni:
Mi sono avvicinata alla lettura del volume per curiosità verso un campo di studi che difficilmente ha fatto parte delle mie letture, se non in sede accademica. Senza lasciarsi condizionare dal termine "filosofia", il libro è semplicemente un invito alla riflessione su svariati temi, come la verità, l'esercizio del dubbio, il tempo, la sincerità, la vita, l'amore, l'amicizia, la fiducia, il dialogo ...
Una certa positività aleggia tra le righe del testo, con dei pensieri frutto di profonde meditazioni, che l'autore condivide con noi: ognuno può ritagliare le riflessioni che preferisce e conservare di questo "manuale" ciò che ritiene degno di attenzione. Ecco le citazioni che mi hanno maggiormente colpita:


1. "Fare la scelta giusta significa scegliere, tramite l'esercizio delle virtù, di andare nella direzione della Verità, che ci porta a vivere in pienezza". 
2. "Un proverbio Arabo dice che la giornata di un uomo felice è scandita in: otto ore per dormire, otto ore per lavorare e otto ore per amare... così banale e così vero che si dimentica altrettanto velocemente".
3. "Riuscire a capire, magari dopo diverse esperienze amorose sbagliate, che l'emozionalità è interessante nel presente, ma che la vera gioia risieda nel sentimento, ovvero in ciò che non è solo legato al momento, è auspicabile; andare in profondità, avere qualcuno che ci pensa e ci aspetta, anche quando non ci siamo fisicamente, per apprezzare a pieno chi si è e cosa si va cercando è degno di ammirazione".
4. "La vita è come un'altalena: a volte ci si sente "avanti" e in alto, a volte in stallo e altre ancora in alto, ma "indietro", come se stessimo perdendo qualcosa".
5. Il Capitolo 33 (pp. 70-71) sarebbe da citare per intero, quindi a voi la scoperta di questa " Lettera aperta a uno sconosciuto".


Peccato per il carente lavoro di editing, soprattutto per quanto riguarda le note, in alcuni casi, troppo ravvicinate con il testo, e una scelta dei margini che porta la numerazione delle pagine a essere quasi al limite delle pagine stesse.
Inoltre, avrei pensato più a un glossario che a un mero inserimento delle note a piè di pagina, proprio perché si tratta di spiegazioni su diversi lemmi.
Comunque, il prodotto editoriale si apprezza e l'autore riesce a creare un percorso lineare, senza usare troppi tecnicismi e rivolgendosi a un lettore qualunque alla ricerca di una lettura meditativa.


Autore:
Paolo Giannotta è nato il 4 luglio 1987; studente laureando in Farmacia, non ha mai abbandonato la passione per la filosofia e le forme di espressione artistica come trampolino di lancio per liberarsi dalle catene dell'omologazione nel mondo moderno; egli ci guida in questo viaggio come un amico ci accompagna in un'altra città e fa notare i punti forti e deboli del suo luogo natio, l'Italia, attraversata da una crisi spirituale e morale prima che economica.

Veronica

21 marzo 2013

Presagio Triste di Banana Yoshimoto [Frasi]

Lei era tutto questo: la mia nostalgia, la fitta al cuore, quella pena che mi faceva stringere i denti. Mi bastava vederla attraversare il giardino della scuola sotto la pioggia, riparandosi con l'ombrello, per provare la sensazione di ritrovare qualcosa di perduto e sentirmi impazzire.
  L'amore di solito fa sempre questo effetto, no?
In realtà, si scappa di casa quando si ha un posto dove tornare ... 
Non lo avevo mai pensato prima, ma adesso ne ero convinta.
Che creatura triste, l’essere umano… Non c’è nessuno che riesca a fuggire del tutto all’incantesimo dell’infanzia.
Da bambina, pensando che tutti quei puntini bianchi luminosi che cadevano in una pioggia prima di spegnersi fossero stelle, venivo presa da una tristezza senza ragione. Ah, quello scintillio di miriadi di stelle che riempivano gli spazi tra gli alberi, in alto nel cielo. Perché mi sento così? Succede a tutti gli altri?

20 marzo 2013

Cate, io di Matteo Cellini [recensione]

Cate, io 
di Matteo Cellini 

Collana Le strade 
pp. 218 - euro 16 
In libreria dal 22 febbraio 2013 

RECENSIONE: Questo è il romanzo d'esordio dello scrittore Matteo Cellini edito dalla Fazi Editore.

Caterina è un'adolescente. Ha diciassette anni. Due fratelli, Oscar e Gionata. La sua vita si divide tra casa e scuola come una normale ragazza della sua età che sta per diventare a tutti gli effetti una donna adulta. Infatti davanti a se vede un "domani" brillante. Ama leggere. E' la tipica secchiona di classe, brava in tutto. Ma allora qual è il problema? Cos'è che la rende diversa agli occhi degli altri? Cate è OBESA. Tutti nella sua famiglia lo sono. Ognuno reagisce, alla grassezza, a modo proprio. Lei lo fa celandosi dietro a una maschera da eroina irraggiungibile. All'occorrenza è SuperCate, CaterPillar, CateCiccia. Non abbassa mai la guardia. Non ha amici e non vuole averne, a esclusione di Anna "l'annoievole" che è talmente fastidiosa e insistente nel suo porgerle una via d'uscita alla solitudine esasperata  e forzata di cui si è circondata, che non sempre riesce a sfuggirle. Non scappa però alla sua professoressa d'italiano. La sua musa ispiratrice. L'altra sé, un po' più magra. Quella che, in un ipotetico futuro, vorrebbe essere e diventare. Il culmine lo raggiunge quando alla vigilia del suo diciottesimo compleanno, all'idea di essere al centro dell'attenzione, il suo equilibrio s'incrina e ingurgita tutto quello che le capita davanti agli occhi. Risultato: Cede alla sua stessa forza di gravità. 

Come avrete ben capito ci ritroviamo di fronte a una storia decisamente particolare. Io lo definisco il classico flusso ininterrotto di pensieri di chi lotta esasperatamente con quello che è, e cerca di salvarsi inutilmente dai fantasmi che ha creato nella propria testa ... fino a quando si rende conto che non ne è capace e allora trova chi aspettava con pazienza, il momento giusto per tenderle la mano. Quando sei adolescente però, non vuoi farti salvare da nessuno e ci sono cose che non accetti a priori e che cerchi di combattere fino allo sfinimento per non essere etichettata come un fallimento, un diverso, un emarginato. Cate infatti si sente invincibile e come tale, riconosce di avere un problema, ma vuole trovare la chiave giusta per sfondare la porta e elogiarsi dell'avercela fatta con le proprie forze. Ma lei è inesperta, deve quindi accettare la sconfitta e riuscire ad affidarsi. Come quando fai quel famoso giochino dove siete disposti tutti in cerchio e quello che è nel mezzo deve lasciarsi andare all'indietro con la certezza che c'è chi lo afferrerà tra le proprie braccia.

Poi un giorno arriva quella consapevolezza che il tuo abbuffarti è solo un riempire vuoti e mancanze, che anche tu puoi farti amare, puoi sfondare il muro delle apparenze, puoi accettarti, conquistarti consapevolmente, e infine riuscire ad entrare dentro a quei meccanismi difettosi che la società ti sbatte in faccia e devi farti scivolare di dosso per sopravvivere.

L'ho trovato un romanzo di una sensibilità così profonda e sincera che si ama dalla prima all'ultima pagina. Vi consiglio di leggerlo perchè lo scrittore affronta con leggerezza, ironia, serietà una serie di argomenti che ci toccano e ci hanno toccato almeno una volta nella fase, forse la più difficile, della nostra esistenza.

Francesca

17 marzo 2013

Il Lato Positivo - Silver Linings Playbook di David O. Russell [recensione]

Il Lato Positivo - Silver Linings Playbook
di 
David O. Russell

Con:
Bradley Cooper,
Jennifer Lawrence,
Robert De Niro,
Jacki Weaver,
Chris Tucker,
Julia Stiles,
John Ortiz,
Anupam Kher,
Paul Herman,
Shea Whigham.

Genere: Commedia.
Durata: 117 minuti.

Uscita nelle sale: giovedì 7 marzo 2013.

Ieri sera sono stata al cinema: volevo vedere Educazione Siberiana ma, avendo sbagliato a consultare l'orario sul sito, ho optato per Il Lato Positivo, e mai scelta fu più azzeccata.

Pat Solatano è affetto da bipolarismo e, dopo l'aggressione a un suo collega, finisce in un istituto psichiatrico, perdendo moglie e lavoro.
Dopo un lungo periodo, torna a casa dei genitori e tenta di riprendere in mano la sua vita, mantenendo un atteggiamento estremamente positivo e con in testa una sola parola d'ordine: "Excelsior". 
Nell'attesa di una riconciliazione con la moglie Niki, si mantiene in forma andando a correre, segue la terapia con il Dottor Patel e tenta di riottenere il suo vecchio lavoro di insegnante di storia.
L'incontro con Tiffany, sorella della moglie del suo caro amico e da poco vedova, stravolgerà completamente il suo mondo. Si frequenteranno sempre più assiduamente, diventeranno amici e il loro rapporto li aiuterà a risollevarsi.
Bradley Cooper e Jennifer Lawrence sono una coppia esplosiva, che riesce a trasmettere un'infinità di emozioni e a toccare le corde della nostra anima.
Tra una lacrima e un sorriso, questo è sicuramente il messaggio chiave che colpisce lo spettatore: 

"Devi fare tutto il possibile, lavorare al massimo e, se rimani positivo, vedrai spuntare il sole tra le nuvole".

Ed è vero... Quando credi di essere sprofondato in un baratro, senza più via d'uscita, devi lottare per superare i momenti di difficoltà, riprendere la tua vita in mano e abbracciare la positività. Potrebbe sembrare quasi un film buonista, infarcito di luoghi comuni, ma è esattamente il contrario. È in tutto e per tutto un film riuscito che riesce a divertire, ma anche a far riflettere, e i protagonisti, sia principali che secondari, rendono la storia meravigliosa e coinvolgente.
Come me, potreste avere la fortuna di uscire estasiati dal cinema e con la voglia di ballare e sorridere al mondo.

"Il mondo ti spezza il cuore in ogni modo immaginabile, questo è garantito. Io non so come fare a spiegare questa cosa, né la pazzia che è dentro di me e dentro gli altri, ma indovinate un po'? Domenica è di nuovo il mio giorno preferito! Penso a tutto quello che gli altri hanno fatto per me e mi sento tipo... Uno molto fortunato!"

Veronica

Vita, morte, miracoli di un uomo qualunque di Matteo Deraco [recensione]

Vita, morte, miracoli di un uomo qualunque
di
Matteo Deraco


Editore: Sovera edizioni
Collana: Narrare
Pagine: 81
ISBN: 9788866520368
Prezzo: € 9,00


Matteo è un ragazzo come tanti, alle prese con la perdita del lavoro e con la scelta di lasciare la ragazza, Chiara. Matteo e Chiara discutono della loro storia e proprio quest'ultima cerca in ogni modo di capire le ragioni di questa separazione. Il protagonista è sicuro della sua decisione, non vuole sentirsi imprigionato in un rapporto senza scambio reciproco, senza comprensione, ma tanta recriminazione.
Per superare il momento e riprendere in mano la propria vita decide di partire come animatore turistico, attività in cui ha già maturato esperienza, in un villaggio, il Torre Oliva, a Sapri. Una sfida, in quanto dovrà lavorare in una zona di villeggiatura frequentata quasi esclusivamente da habitués, i quali si aspettano animatori non troppo "animatori", che riescano a rispettare la loro tranquillità.
L'esperienza al Torre Oliva sarà importantissima per Matteo: conoscerà da subito persone e compagni speciali; riuscirà a distinguersi nel suo lavoro e a gestire al meglio la stessa squadra di animatori, addirittura meglio di un capo.

Una storia di vita di un uomo qualunque, che cerca di trovare il suo posto nel mondo, senza lasciarsi risucchiare dalle difficoltà, dalla routine, dalla mancanza di emozioni forti e profonde. La stessa separazione da Chiara rappresenta un tentativo di rinascita, che arriverà a compimento grazie all'esperienza di lavoro come animatore.

Un percorso che l'autore infarcisce di numerose citazioni: da Baciami ancora a Donnie Darko (profondo e quasi delirante lo sfogo rivolto a Roberta Sparrow), da Ligabue ai Negrita, fino a Bukowski. Peccato per alcune imprecisioni nello scrivere, che magari ai più non impediranno di apprezzare questo libro, ma hanno ostacolato la mia esperienza di lettura, impossessandosi, a volte, della mia attenzione.
Un libro che comunque riesce a distinguersi per i contenuti e che riuscirà a fare breccia nei cuori, soprattutto, di tanti giovani.

Veronica

14 marzo 2013

Moshi moshi di Banana Yoshimoto [recensione]

Moshi moshi 
di
 Banana Yoshimoto


Editore: Feltrinelli
Collana: I Narratori
Pagine: 206
ISBN: 9788807019029
Prezzo: € 13,00


"La vita di ogni giorno deve andare avanti anche in momenti come quello, e così è. Se si trattava semplicemente di camminare per strada, tra me e gli altri non c'era differenza, ero del tutto normale, e la cosa mi meravigliava. Dentro di me ero a pezzi, eppure quella che si rifletteva nelle vetrine era la mia immagine di sempre" (p. 13).

La morte del padre, coinvolto in un doppio suicidio nei boschi di Ibaraki con una donna sconosciuta, forse lontana parente, spinge Yocchan a trasferirsi a Shimokitazawa, dove affitta un appartamento e inizia a lavorare in un ristorante. Cerca di ritrovare un equilibrio, nel tentativo di lasciarsi alla spalle un evento così traumatico, che ogni giorno, suo malgrado, alimenta i numerosi interrogativi sulla vita e la morte del genitore. Un giorno, si presenta alla sua porta la madre, la quale non riesce più a vivere nella casa di famiglia, sentendosi sempre intorno il fantasma del marito. Iniziano così una convivenza che, piano piano, le avvicinerà sempre di più.
Il ristorante dove lavora la protagonista rappresenta il suo rifugio sicuro e sarà luogo di incontri inaspettati e importanti per fare chiarezza sulla vicenda del padre. Primo fra tutti, Aratani, gestore di un live house, in cui il padre si esibiva con la sua band: tra i due nascerà un forte legame, in bilico tra amicizia e qualcosa di più; successivamente Nakanishi, signora di Ibaraki, il cui marito era stato quasi ucciso dalla donna misteriosa morta col padre di Yocchan.

Un'altra storia raccontata magistralmente da Banana Yoshimoto, che permette di riflettere su aspetti profondi della vita. Come si riesce a reagire alla morte di un genitore, una morte assurda, con una donna sconosciuta che si considera la responsabile della distruzione di una famiglia? Perché il padre si è lasciato coinvolgere? Yocchan sente che quel giorno avrebbe potuto fare qualcosa e impedire quell'evento tragico: comincia a sognare il padre che cerca il cellulare, perché vuole chiamare la sua famiglia e proprio il giorno dell'incidente si dimentica di prenderlo.
Interrogativi e riflessioni si susseguono pagina dopo pagina, e si comprende che, molto spesso, non si può fare nulla per impedire l'inevitabile. Il risentimento che prova Yocchan riuscirà con pazienza ad attenuarsi per lasciare spazio a luci e colori, che ritorneranno a essere parte della sua vita: il legame con un amico del padre  e il prossimo viaggio che la attende rappresentano il suo futuro, che finalmente la protagonista riesce a immaginarsi.

Veronica

12 marzo 2013

Recensione: Storia Catastrofica di Te e di Me di Jess Rothenberg

Storia Catastrofica di Te e di Me
di Jess Rothenberg

2012 Stile libero Big 
pp. 352 
€ 18,00 
ISBN 9788806208042 

Traduzione di Stefania Di Mella 

«E lui ti dice che sei bella e tutt'a un tratto lo sei. Ma ho una notizia da darvi: è un gran casino, in realtà, un gigantesco incubo che vi esploderà in mano. Non avete idea del pasticcio in cui vi siete ficcate. L'amore non è un gioco. Le persone ci si tagliano le orecchie. Ci si buttano dalla Torre Eiffel, oppure vendono tutto quello che hanno per trasferirsi tipo in Alaska e vivere con gli orsi grizzly, e poi finiscono sbranate e nessuno le sente urlare aiuto. Ecco com'è: innamorarsi è piú o meno come essere divorati da un grizzly. E credetemi, io lo so».
RECENSIONE: Ho comprato questo libro svariati mesi fa, ma solo ora mi sono decisa a leggerlo. Ho saputo della sua comparsa grazie a internet. Molti blog ne parlavano in toni talmente entusiastici e convincenti che alla fine mi sono lasciata trascinare anche io nel suo mondo. A primo impatto gli elementi che ti colpiscono sono la copertina e il titolo. Sono sempre stata suscettibile alla visione catastrofica che abbiamo dell'amore. Un sentimento che difficilmente viviamo con la giusta dose di serenità ... soprattutto quando siamo stati vittime di una catena ininterrotta di storie insoddisfacenti che ci trascinano poi in un vortice malato di autolesionismo senza fine. Le persone che abbiamo incontrato nella nostra umile e disordinata esistenza, inconsapevolmente plasmano il nostro modo di essere, amare e rapportarci a coloro che di conseguenza, in futuro, ameremo. 

Brie, la protagonista di questa storia ha 16 anni, frequenta il liceo, ha 3 migliori amiche, è una campionessa di tuffi e ama Jacob. Aveva tutto quello che più desiderava al mondo. Ma una sera il suo ragazzo le dice che non la ama più e il suo cuore, già molto fragile, non regge allo strazio e si spacca in due dal dolore. Adesso tu lettore penserai che questa povera anima, vittima di un'ingiustizia talmente grande, come minimo si merita il paradiso, reincarnato in un angelo, con un'aureola in testa e due ali attaccate alla schiena. No, scordatevelo. Brie viene catapultata in una fatiscente pizzeria in mezzo a personaggi strambi [Diciamoci la verità, è una visione piuttosto paradisiaca anche il poter disporre di pizza e Sprite per l'eternità e gratis] ... dove conosce Patrick, diciassettenne, morto negli anni 80, bello e incredibilmente simpatico. Lui sarà la sua guida e l'aiuterà a trovare il suo equilibrio e a fare pace con le sue questioni irrisolte. Perchè prima c'è la negazione, segue la rabbia, il patteggiamento, la tristezza e infine l'accettazione [sono anche i capitoli in cui è suddiviso questo romanzo].

Brie perdonerà Jacob per il male che le ha fatto? Accetterà la sua scomparsa di scena dal mondo dei vivi? E Patrick che ruolo avrà in tutto questo?

Nonostante abbia trovato la narrazione, a tratti, molto lenta, ciò che ti tiene incollata alle pagine sono i continui colpi di scena, i drammi, gli stati d'animo con cui la protagonista deve fare i conti e che ti spingono a portarlo a termine e a dirti che alla fine lo scrittore è stato decisamente fantasioso e originale. Ironia e drammaticità viaggiano sullo stesso binario rendendo la morte un po' meno amara. Ho apprezzato il lieto fine, assolutamente necessario per non farti rimanere questa storia totalmente indigesta e convincerti che l'amore trionfa sul male e sul dolore sempre. Come avrete potuto capire, nutro sentimenti piuttosto contrastanti ... Se lo avessi letto a 20 anni, probabilmente il mio parere nei suoi confronti, sarebbe stato decisamente diverso.

Tuttavia è uno di quei libri, scritto talmente bene, che per gli amanti di tale genere può essere inserito fra quelli che vale la pena leggere.

Francesca

11 marzo 2013

Moshi moshi di Banana Yoshimoto [frasi]


Moshi moshi di Banana Yoshimoto


Editore: Feltrinelli
Collana: I Narratori
Pagine: 206
ISBN: 9788807019029
Prezzo: € 13,00
"Lo stato di prostrazione che seguì la perdita di mio padre non fu per niente violento. Il dolore che provavo somigliava a un pugno che il mio corpo riceveva lentamente. Ogni volta mi accorgevo che penetrava un po' più a fondo e cercavo in qualche modo di rialzare la testa. Diventai più razionale, mentre fisicamente avevo l'impressione di essere un po' più solida e piccola. Per difendermi, cominciai a immergermi sempre più nei miei pensieri. Fiori, luce, speranze e divertimenti presero tutt'a un tratto ad apparirmi lontani, chiusa com'ero in un'oscurità ostile, cupa e profonda. Lì dove mi trovavo, solo quella forza feroce in fondo al mio stomaco aveva un significato, mentre le cose belle e lievi non avevano spazio.Immersa nell'oscurità mi sforzai il più possibile di muovermi, respirare e tenere gli occhi fissi su ciò che avevo davanti. Così facendo, alla fine, tornai a vedere anche la luce. Ma non solo la luce. L'oscurità era sempre lì, persisteva con la sua ostilità feroce e selvatica".

LA RECENSIONE A BREVE SU QUESTO SPAZIO.


Veronica

9 marzo 2013

Maledetta Primavera di Paolo Cammilli [recensione]

Maledetta Primavera
di Paolo Cammilli

Recensione: Maledetta Primavera è il primo romanzo dello scrittore esordiente [fiorentino] Paolo Cammilli. Ciò che fa la differenza, sono i personaggi che la popolano. Ragazzi e ragazze normali, che in qualche modo intrecciano le loro vite creando una concatenazione di eventi che si plasmano in un unico scopo: Sopravvivere.

E' ambientata a Settimo Naviglio e ci sono: Carlotta e Ginevra, si sono conosciute all'università durante un esame e da quel momento sono diventate inseparabili. Una è bionda. L'altra è mora. Sono accomunate dal fatto di essere bellissime e per questo invidiatissime; Fabrizio innamorato di Carlotta. L'ha conosciuta su Facebook attraverso un profilo falso che le due amiche avevano creato per prendere in giro i maschietti che le correvano dietro; Renato l'ennesimo spasimante calciatore; Umberto l'ex sciatore; Simone Vezzosi accusato di aver ucciso Sofia la sua ragazza, ma mai arrestato per mancanza di prove concrete e fidanzato poi con Ginevra; Consuelo la soubrette che viene aggredita all'uscita dalla discoteca  ...

Lo scopo principale è trovare l'ipotetico assassino del delitto che ha tenuto milioni di persone incollate alla Tv e è rimasto ancora impunito. In rete c'è scritto che questo romanzo è tratto da un fatto realmente accaduto, cioè l'omicidio di Garlasco. A parer mio, non è questo l'aspetto rilevante e che più ti intriga di questo libro, ma la storia d'amore che nasce tra Carlotta e Fabrizio. Un amore reale, tra due giovani che si conoscono in rete, poi dal vivo, si negano, si ritrovano e infine si innamorano ... è facile rispecchiarsi in loro, invidiare i loro sentimenti, sperare che si appartengono così tanto da restare uniti e felici come lo erano un tempo.

Paolo Cammilli ha costruito con maestria qualcosa di davvero coinvolgente, capace di tenerti incollata fino all'ultima pagina attraverso colpi di scena inaspettati e intrighi dove sei curiosa di sapere come va a finire. Mi ha lasciato piacevolmente sorpresa per svariati motivi:

- Rappresenta uno spaccato piuttosto reale della società di oggi, in particolare dei giovani che studiano, lavoricchiano, si divertono, hanno le loro storie e cercano di godersi ogni istante che possono con quella spensieratezza che poi col tempo perdi.

- Usa diversi registri linguistici che spaziano dal discorso introspettivo a espressioni comuni o che appartengono al cosiddetto "giovanilese", dai dialoghi incalzanti a quelli più lenti, espressioni volgari e forti a quelli più dolci ... Lo scrittore padroneggia tutto questo con molta agilità.

Inoltre, "Maledetta Primavera" si è aggiudicato il prestigioso premio letterario "quarta di Copertina"!

Vi consiglio di leggerlo perchè v'imbatterete in una di quelle storie, che una volta finita, avrete voglia di ricominciarla di nuovo ... per riassaporare tutte le emozioni che hai provato in quei momenti in cui le parole ti scorrevano davanti agli occhi!

Lo trovate in formato e-book al prezzo di 3,99 Euro sul sito della goware


Francesca

6 marzo 2013

Una Storia Importante di Eugenio Musarò [recensione]

Una Storia Importante
di Eugenio Musarò

Casa Editrice: YouCanPrint
Pag. 214
ISBN:9788866181064
Uscito nell'aprile 2011

Una storia d’amore tra due ragazzi, Anna e Fabio, tormentata dalle oppressioni di Antonio Follini, padre di lei, è il filo conduttore di questo romanzo dal sapore terenziano. L’onorevole Follini, un uomo con una buona posizione economica e sociale, rifiuta Fabio perché facente parte di un ceto più basso. Nel romanzo si susseguono anche altri accadimenti, come gli amori extraconiugali dei coniugi Follini, il grave incidente stradale di cui furono vittime i due ragazzi, ecc. Nel terzo capitolo si evidenziano anche le conoscenze astrologiche dell’autore abbinate agli eventi che s’intrecciano. [Fonte]
RECENSIONE: Anna è la figlia di una delle famiglie più autorevoli del paese, ama Fabio, ma il padre [politico importante], Antonio Follini non accetta la loro relazione perchè  il ragazzo fa parte di un ceto molto più basso di quello a cui appartengono loro e quindi crede che non sia la persona giusta per lei. La madre Elena invece, è più tollerante e accondiscendente nei confronti del suo fidanzato, prima di tutto perchè vede il loro amore come qualcosa di sincero e poi, al contrario del marito, non considera il ragazzo come un poco di buono.
Infatti Fabio, nella sua semplicità ama dipingere ... è questo il suo dono, ma lo fa più per passatempo, nonostante tutti gli abbiano fatto notare il suo talento e l''abbiano spinto più volte a intraprendere la carriera d'artista e a studiare per realizzare i suoi sogni. L'evento che sconvolgerà inesorabilmente le loro vite è quando i due giovani innamorati fanno un incidente. Lui ne uscirà illeso, Lei andrà in coma.

Questo fatto, oltre a essere traumatico, fa venire a galla degli screzi fra i due coniugi dove, un po' per il dolore causato dalla situazione della loro unica figlia che invece di festeggiare tranquillamente il suo diploma si ritrova bloccata in un letto d'ospedale in coma, un po' per il carattere irreprensibile di Antonio, cadranno in una crisi che li porterà a rivalutare il loro rapporto.

Si affrontano temi decisamente molto importanti e che fanno riflettere:
- La Fede in qualcosa di più grande di Noi come salvezza eterna al dolore che si prova quando cadiamo vittime di una disgrazia
- L'amore in ogni sua forma come fonte di felicità eterna, proprio come quando lotti per stare insieme a qualcuno perchè lo consideri un segno del destino ...
- Il Tradimento e il perdono. E' giusto perdonare quando sei stato tradito nonostante siete sposati da 20 anni? Perchè si tradisce? Quando si viene traditi, ripagare con la stessa moneta, aiuta a sentirsi con la coscienza a posto?
- La moralità ... Cioè che fare per rimanere fermi nei propri principi e fare la cosa giusta anche nei momenti di difficoltà, quando questi stessi principi vengono inesorabilmente messi in discussione

E' un libro scritto bene. Coinvolgente al punto giusto. Con una buona dose di suspense e dei colpi di scena che ti lasciano a bocca aperta. L'unico appunto che posso fare è che i dialoghi a volte sfociano in una formalità un po' irreale. Per il resto è un romanzo che vi consiglio di leggere perchè l'autore ha fatto un buon lavoro che merita di essere conosciuto.

Francesca