20 marzo 2013

Cate, io di Matteo Cellini [recensione]

Cate, io 
di Matteo Cellini 

Collana Le strade 
pp. 218 - euro 16 
In libreria dal 22 febbraio 2013 

RECENSIONE: Questo è il romanzo d'esordio dello scrittore Matteo Cellini edito dalla Fazi Editore.

Caterina è un'adolescente. Ha diciassette anni. Due fratelli, Oscar e Gionata. La sua vita si divide tra casa e scuola come una normale ragazza della sua età che sta per diventare a tutti gli effetti una donna adulta. Infatti davanti a se vede un "domani" brillante. Ama leggere. E' la tipica secchiona di classe, brava in tutto. Ma allora qual è il problema? Cos'è che la rende diversa agli occhi degli altri? Cate è OBESA. Tutti nella sua famiglia lo sono. Ognuno reagisce, alla grassezza, a modo proprio. Lei lo fa celandosi dietro a una maschera da eroina irraggiungibile. All'occorrenza è SuperCate, CaterPillar, CateCiccia. Non abbassa mai la guardia. Non ha amici e non vuole averne, a esclusione di Anna "l'annoievole" che è talmente fastidiosa e insistente nel suo porgerle una via d'uscita alla solitudine esasperata  e forzata di cui si è circondata, che non sempre riesce a sfuggirle. Non scappa però alla sua professoressa d'italiano. La sua musa ispiratrice. L'altra sé, un po' più magra. Quella che, in un ipotetico futuro, vorrebbe essere e diventare. Il culmine lo raggiunge quando alla vigilia del suo diciottesimo compleanno, all'idea di essere al centro dell'attenzione, il suo equilibrio s'incrina e ingurgita tutto quello che le capita davanti agli occhi. Risultato: Cede alla sua stessa forza di gravità. 

Come avrete ben capito ci ritroviamo di fronte a una storia decisamente particolare. Io lo definisco il classico flusso ininterrotto di pensieri di chi lotta esasperatamente con quello che è, e cerca di salvarsi inutilmente dai fantasmi che ha creato nella propria testa ... fino a quando si rende conto che non ne è capace e allora trova chi aspettava con pazienza, il momento giusto per tenderle la mano. Quando sei adolescente però, non vuoi farti salvare da nessuno e ci sono cose che non accetti a priori e che cerchi di combattere fino allo sfinimento per non essere etichettata come un fallimento, un diverso, un emarginato. Cate infatti si sente invincibile e come tale, riconosce di avere un problema, ma vuole trovare la chiave giusta per sfondare la porta e elogiarsi dell'avercela fatta con le proprie forze. Ma lei è inesperta, deve quindi accettare la sconfitta e riuscire ad affidarsi. Come quando fai quel famoso giochino dove siete disposti tutti in cerchio e quello che è nel mezzo deve lasciarsi andare all'indietro con la certezza che c'è chi lo afferrerà tra le proprie braccia.

Poi un giorno arriva quella consapevolezza che il tuo abbuffarti è solo un riempire vuoti e mancanze, che anche tu puoi farti amare, puoi sfondare il muro delle apparenze, puoi accettarti, conquistarti consapevolmente, e infine riuscire ad entrare dentro a quei meccanismi difettosi che la società ti sbatte in faccia e devi farti scivolare di dosso per sopravvivere.

L'ho trovato un romanzo di una sensibilità così profonda e sincera che si ama dalla prima all'ultima pagina. Vi consiglio di leggerlo perchè lo scrittore affronta con leggerezza, ironia, serietà una serie di argomenti che ci toccano e ci hanno toccato almeno una volta nella fase, forse la più difficile, della nostra esistenza.

Francesca

2 commenti:

  1. Wow che curiosità...la tua recensione mi ha fatto venire voglia di leggerlo.

    Baci

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    1. Sara te lo consiglio vivamente :)

      ne vale la pena

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