14 marzo 2013

Moshi moshi di Banana Yoshimoto [recensione]

Moshi moshi 
di
 Banana Yoshimoto


Editore: Feltrinelli
Collana: I Narratori
Pagine: 206
ISBN: 9788807019029
Prezzo: € 13,00


"La vita di ogni giorno deve andare avanti anche in momenti come quello, e così è. Se si trattava semplicemente di camminare per strada, tra me e gli altri non c'era differenza, ero del tutto normale, e la cosa mi meravigliava. Dentro di me ero a pezzi, eppure quella che si rifletteva nelle vetrine era la mia immagine di sempre" (p. 13).

La morte del padre, coinvolto in un doppio suicidio nei boschi di Ibaraki con una donna sconosciuta, forse lontana parente, spinge Yocchan a trasferirsi a Shimokitazawa, dove affitta un appartamento e inizia a lavorare in un ristorante. Cerca di ritrovare un equilibrio, nel tentativo di lasciarsi alla spalle un evento così traumatico, che ogni giorno, suo malgrado, alimenta i numerosi interrogativi sulla vita e la morte del genitore. Un giorno, si presenta alla sua porta la madre, la quale non riesce più a vivere nella casa di famiglia, sentendosi sempre intorno il fantasma del marito. Iniziano così una convivenza che, piano piano, le avvicinerà sempre di più.
Il ristorante dove lavora la protagonista rappresenta il suo rifugio sicuro e sarà luogo di incontri inaspettati e importanti per fare chiarezza sulla vicenda del padre. Primo fra tutti, Aratani, gestore di un live house, in cui il padre si esibiva con la sua band: tra i due nascerà un forte legame, in bilico tra amicizia e qualcosa di più; successivamente Nakanishi, signora di Ibaraki, il cui marito era stato quasi ucciso dalla donna misteriosa morta col padre di Yocchan.

Un'altra storia raccontata magistralmente da Banana Yoshimoto, che permette di riflettere su aspetti profondi della vita. Come si riesce a reagire alla morte di un genitore, una morte assurda, con una donna sconosciuta che si considera la responsabile della distruzione di una famiglia? Perché il padre si è lasciato coinvolgere? Yocchan sente che quel giorno avrebbe potuto fare qualcosa e impedire quell'evento tragico: comincia a sognare il padre che cerca il cellulare, perché vuole chiamare la sua famiglia e proprio il giorno dell'incidente si dimentica di prenderlo.
Interrogativi e riflessioni si susseguono pagina dopo pagina, e si comprende che, molto spesso, non si può fare nulla per impedire l'inevitabile. Il risentimento che prova Yocchan riuscirà con pazienza ad attenuarsi per lasciare spazio a luci e colori, che ritorneranno a essere parte della sua vita: il legame con un amico del padre  e il prossimo viaggio che la attende rappresentano il suo futuro, che finalmente la protagonista riesce a immaginarsi.

Veronica

2 commenti:

  1. Adoro Banana Yoshimoto e appena finirò il trasloco mi lascerò cullare dalle sue parole. Bellissima recensione

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    1. Grazie Simona! Il libro merita davvero: Banana Yoshimoto riesce a trasmetterti un'infinità di emozioni. Sarà sicuramente un ottimo libro post-trasloco... :-)

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