16 aprile 2013

Come un romanzo di Daniel Pennac [recensione]

Come un Romanzo
di Daniel Pennac

Traduzione: Yasmina Melaouah
Collana: Universale Economica
Pagine: 144
Prezzo: Euro 6,50

RECENSIONE: Tutti a casa dovremmo disporre di una libreria. Noi in salotto [per fortuna] ne abbiamo una ... piccola ma fornita. I miei, da giovani, sono stati [notare il passato] dei grandi lettori. Infatti, i thriller sono di mio padre. Coelho e affini di mia madre. Gli altri ... sono regali e si sono accumulati negli anni. Ogni tanto, quando sono alla ricerca di qualche storia da scoprire, mi metto lì e trovo sempre, con grande gioia, quella che mi è sfuggita agli occhi. "Come un romanzo" di Daniel Pennac è uno di questi. L'edizione che ho è talmente vecchia che il prezzo è scritto in lire. Feltrinelli l'ha ripubblicato, ovviamente con una copertina diversa.

Ci troviamo di fronte, più che a un romanzo, a una serie di riflessioni costruite sotto forma di dialoghi brevi ma incisivi dedicati sia a chi ama, sia a chi non ama, leggere. Pennac esordisce dicendo che "LEGGERE" è uno di quei verbi, che insieme ad altri, non sopporta l'imperativo ... Questa frase potrebbe bastare a se stessa per spiegare il senso di questo libro.

Perché ai ragazzi non piace leggere? Come faccio io insegnante ad appassionarli a un libro senza imporglielo? Perchè diciamo sempre che non troviamo mai abbastanza tempo per farlo mentre ne abbiamo per amare, cucinare, lavorare, uscire ... ? Qual è il rapporto reale tra noi e l'oggetto in questione? Come mai quando siamo piccoli ci facciamo raccontare le favole e nel momento stesso in cui impariamo a decifrare le lettere e possiamo scegliere, non nutriamo più lo stesso interesse nei loro confronti?

Gli interrogativi che vengono posti quando te lo ritrovi tra le mani sono immensi e a tratti enigmatici. Ciò mi ha portato a chiedermi quale sia il mio reale rapporto coi libri e la lettura in generale. Odio e amore. Sicuramente. Io comunque, leggo da sempre. Da piccola era uno dei miei passatempi preferiti. Una volta a settimana, andare in biblioteca, era l'appuntamento che aspettavo con più ansia. Addirittura alle medie, la professoressa, per incentivarci a tale "insulsa azione" aveva indetto un concorso, dove alla fine dell'anno chi aveva letto di più [e aveva fatto la scheda di lettura] vinceva ... un libro [appunto]. Alle superiori ho rallentato il ritmo. Avevo una sorta di inspiegabile pseudo-rifiuto. Quando ce li assegnavano come compiti per le vacanze, il panico mi riportava al mio innato senso del dovere, allora una settimana prima che riniziasse la scuola li sbirciavo in modo diffidente e cercavo i riassunti in internet [lo ammetto spudoratamente]. Ho ritrovato il gusto di farlo all'università. Riconoscendo la difficoltà dello studiare 10 ore al giorno e la poca voglia di fare la stessa cosa anche la sera. Tuttavia quando mi chiedono il motivo per il quale mi piace così tanto, ancora non so che rispondere. E' il più grande enigma esistenziale ... Sono una persona tendenzialmente molto curiosa, mi piace il presupposto di base che leggendo vengo a conoscenza di fatti-eventi-persone sconosciute. Inoltre mi rilassa. Allevia la tensione. E' una evasione dalla realtà, quella che cerco quando la gente intorno mi sta stretta come un vestito che non va più. PUNTO.

Pennac inoltre, da bravo scrittore qual è, stilla una serie di DIRITTI di cui ci possiamo avvalere in caso di necessità e sono 10, perchè oltre a essere un numero tondo è anche il numero dei comandamenti.
  1. IL DIRITTO A NON LEGGERE
  2. IL DIRITTO A SALTARE LA PAGINE
  3. IL DIRITTO DI NON FINIRE UN LIBRO
  4. IL DIRITTO DI RILEGGERE
  5. IL DIRITTO DI LEGGERE QUALSIASI COSA
  6. IL DIRITTO AL BOVARISMO
  7. IL DIRITTO DI LEGGERE OVUNQUE
  8. IL DIRITTO DI SPIZZICARE
  9. IL DIRITTO DI LEGGERE A VOCE ALTA
  10. IL DIRITTO DI TACERE
E adesso pongo io a voi delle domande: Avete sempre amato leggere? Qual è il vostro rapporto con i libri? Raccontatemelo! 

Ve lo consiglio perchè non ha come scopo quello di avanzare pretese, ma semmai alimenta ancora di più i dubbi [in senso positivo] su come mai, qualcosa che arricchisce così tanto, è ancora visto con scetticismo.

Francesca

6 commenti:

  1. Ho sempre amato leggere, fin da quando ho imparato a mettere insieme le lettere per formare una parola. Certo ci sono stati periodi più da topo di biblioteca di altri, m i libri sono una costante della mia vita.
    Questo libriccino è forse un must di ogni libreria e sì, pone dei dubbi e delle domande, ma nel mio caso mi ha fatto sentire ancora più fortunata di essere una lettrice.

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    1. anche nel mio caso, essere una lettrice, mi ha fatto sentire fortunata ... Non so perchè, ma forse per tutti gli orizzonti che ho avuto la possibilità di allargare :P

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  2. Anche io adoro leggere da quando sono piccola, mi ricordo che non sopportavo il non riuscire a leggere i titoli dei cartoni animati e gli adulti non accorrevano mai abbastanza in fretta per farlo per me.
    Così chiesi alla mia mamma di insegnarmi e, alla tenera età di 5 anni, sapevo già leggere, scrivere e fare le operazioni in colonna!
    Non sono poi andata avanti ad imparare le cose così velocemente, altrimenti ora sarei un premio Nobel! :D
    Quindi la curiosità è stata la prima cosa che mi ha spinta verso la lettura, ed è quella che ancora alimenta la mia instancabile voglia di libri. Curiosità di imparare soprattutto, anche se non tutti i libri aiutano in questo, ma ognuno mi lascia sempre qualcosa.
    Tornando a Pennac devo dirti che questo libro non l'ho ancora letto e che, in particolare, non sono d'accordo con alcuni dei suoi diritti del lettore. Che bello sarebbe parlare con lui di questo! :)

    Valentina
    www.peekabook.it

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    1. Beh io credo che alla base dei diritti ci sia l'assoluta libertà che la lettura regala a ognuno di noi. Ogni lettore ha il suo modo di leggere, le sue abitudini e anche perversioni... e si sarebbe bello parlarne con lui...:-)

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    2. Valentina premio nobel subito :)

      anche io come te sono per natura molto curiosa, volevo sapere tante cose e subito e i libri a volte sono stati anche la mia salvezza :)

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    3. infatti la lettura è libera e soggettiva. Ognuno percepisce e lo affronta con stati d'animo diversi. Forse è questa la cosa più bella in assoluto

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