4 aprile 2013

Quattro etti d'amore, grazie di Chiara Gamberale [Frasi]

E' importante averla conosciuta, quell'ansia di dirsi, quel bisogno di darsi. La convinzione di potere diventare qualcosa di più, o magari di meno, comunque di diverso, quando un'altra persona è sveglia. E se quella persona è NOSTRA, anche la vita lo è, o almeno lo sembra. Nostra.
L'incontro fatale della nostra vita, forse, fa proprio così: prima ci riscatta da tutto quello che da bambini non avevamo, non eravamo. Poi, giorno dopo giorno, ci fa venire una nostalgia tremenda di tutto quello che avevamo, che eravamo. E quel riscatto ci appare improvvisamente un attentato.
I perché lasciamoli a chi crede che la vita abbia un senso.
Tutti credono di essere diversi, un istante prima di diventare identici agli altri.
Mi ama davvero? Mi ha mai davvero amata? Ce l'ha un'anima? E' viva? Sente? Perchè non so raggiungerla? Me le trovo nel caffè queste domande, ogni mattina. Ogni notte s'addormentano dopo di me. Sono Mostri. Brutti, senza gambe: e però vanno da tutte le parti; senza occhi: Ma non fanno che fissarmi. E si riproducono, in continuazione. Così alle domande che potrebbero essere utili si mischiano quelle che non serviranno mai a nessuno, a niente.
Ogni donna permette solo a un uomo di obbligarla a fare qualcosa.
Ma perchè chi non balla non si permette mai di trascinare chi balla a non ballare, mentre chi balla si sente sempre in diritto di trascinare chi non balla? Eh? Perchè?
A breve la recensione! 

4 commenti:

  1. Aspetto con ansia la recensione! Mi sembra davvero carino ^^

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    1. si confermo. Vale proprio la pena leggerlo :)

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  2. Belle.

    L'ultima adesso me la imparo a memoria e la prossima volta che qualcuno prova a trascinarmi a ballare (odio) me la rivendo.

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