11 maggio 2013

EDUCAZIONE SIBERIANA di NICOLAI LILIN [Recensione]

EDUCAZIONE SIBERIANA
di 
NICOLAI LILIN

Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Pagine: 348
ISBN: 9788806202569
Prezzo: € 12,50

Nicolai Kolima appartiene agli Urka siberiani, una famiglia di "criminali onesti". Formata secondo le regole dell'educazione siberiana, la vita di Kolima non può che essere permeata in ogni azione, gesto e pensiero da questa filosofia. La Transnistria, situata tra Moldavia e Ucraina, è il luogo in cui principalmente si svolgono gli episodi narrati da Nicolai Lilin. 
L'autore descrive alcuni aspetti principali di vita della comunità, liberamente ispirati dalle sue esperienze giovanili:
- la gestione delle relazioni tra gli stessi membri di questa famiglia e gli Urka siberiani e altre famiglie; 
- il rapporto con gli anziani, coloro che diffondono il sapere e guidano i giovani nel percorso di formazione; 
- il significato dei tatuaggi, che comunicano l'intera esistenza di ogni uomo e raggiungono la completezza solo a un'età molto avanzata; 
- la difficile esperienza del carcere minorile, dove Nicolai è costretto a scontare una condanna di quasi un anno (anche all'interno della prigione stessa i rapporti sono regolati da tutta una serie di norme che ciascuno ha appreso nel corso della vita, a seconda della famiglia dove è cresciuto);
- la ricerca dei responsabili della violenza su una loro sorella, atto ritenuto inammissibile per la comunità siberiana, che considera imperdonabile qualsiasi crudeltà nei confronti di una donna.
La violenza è imperante in ogni pagina del romanzo, violenza ritenuta accettabile per regolare i conti su questioni in cui sono stati subiti dei torti. Anche il rispetto e la compassione verso i deboli e i disabili è molto forte: questi esseri umani sono ritenuti talmente importanti, e investiti di un'aura di sacralità, da dover essere protetti a ogni costo.
Molti i valori di cui sono portatori i "criminali onesti", tanto da far pensare a una vera e propria contraddizione; così come la profonda fede verso Dio, che accompagna i dialoghi stessi tra membri della comunità e azioni fra le più efferate.

Nicolai Lilin costruisce, attingendo dai suoi ricordi e dalle sue esperienze di vita, un raccoglitore di memorie che descrive la filosofia dell'ultima stirpe di Urka siberiani. Un testo scritto direttamente in italiano dall'autore di origine siberiana, nato e cresciuto in Transnistria, che suscita curiosità nei confronti di questo mondo sconosciuto e affascinante per la sua etica e le sue regole.
Una storia ricca di spunti di riflessione, curato nelle descrizioni e in grado di catturare il lettore sin dalle prime pagine.
L'ho trovato coinvolgente, violento, triste, un mix potente di contenuti, che disturbano, infastidiscono, inorridiscono, per la veridicità nel presentare una vita da criminale, così lontana dalla nostra realtà.
La parte che più in assoluto mi ha colpita è stata quella raccontata nel capitolo del carcere minorile: tanti giovani, chi più forte, chi più debole, chi protetto da una "famiglia", chi invece abbandonato a se stesso, si ritrovano a scontare brevi o lunghe pene in un ambiente che si trasforma in un'arena, in cui le stesse guardie sono complici se non artefici dei più terrificanti atti di brutalità nei confronti di questi bambini, allevati e cresciuti come adulti.

"Chi vuole troppo è un pazzo, perché un uomo non può possedere più di quello che il suo cuore riesce ad amare". (p. 58)

Veronica


2 commenti:

  1. Risposte
    1. Ciao Elisabetta!
      Io il film non l'ho visto, quindi non mi posso pronunciare, ma il libro l'ho apprezzato molto.
      Buona serata!

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