30 maggio 2013

Tre volte all'alba di Alessandro Baricco [Recensione]

Tre volte all'alba
di Alessandro Baricco

Genere: Letteratura Italiana
Editore: Feltrinelli
Collana: I Narratori
Pagine: 96
Prezzo: 10 euro
ISBN:8807019051
Uscito a Marzo del 2012

Recensione:  "Tre volte all'alba" è strettamente collegato al precedente romanzo "Mr Giwn" che io ho comprato, ma non so per quale malsano motivo mi sono dedicata prima a questo. L'autore stesso, lo ha affermato nella prefazione del libro. Tuttavia ci tiene a ribadire che rappresenta qualcosa a se e che può essere letto da chiunque, anche da chi non ha mai preso in mano l'altro.

Ci troviamo di fronte a un'opera decisamente particolare. E' composta da tre capitoli indipendenti, ma al tempo stesso collegati tra loro da una linea sottile, come se si sfiorassero. Sono tutti ambientati in un particolare momento della giornata, cioè l'alba e la solita location, un albergo. Una ulteriore costante è la fuga. A modo proprio ognuno fugge da qualcosa o da qualcuno. L'aspetto che più cattura l'attenzione è che la trama è composta principalmente da dialoghi che raccontano l'evolversi degli eventi. E nessuno può capire quanto, narrativamente parlando, a me piaccia, perchè lo rende un'indefinito, libero di essere interpretato in base a ciò che si percepisce. C'è per esempio una donna che entra nella hall di un albergo e incontra un uomo che di mestiere vende bilance. C'è una splendida ragazza che in albergo passa la notte col suo uomo, un po' violento, ma alla fine grazie al portiere che la fa ragionare trova il coraggio per andare via da lui. C'è una poliziotta vicina alla pensione, che in albergo porta un bambino, vittima di un incendio nella sua casa, per poi decidere di viaggiare una notte intera in macchina, verso un posto un po' meno squallido di quello.

Ciò per l'ennesima volta mi ha fatto riflettere su due aspetti fondamentali della vita di ognuno di noi:

- Il nostro destino, quello che ti porta a intraprendere, per chissà quale segno cosmico, certe strade e a incontrare certe persone ... proprio quelle e tu non devi fare altro che afferrare l'attimo e dargli un senso ben definito. Bisogna essere tempestivi e sagaci. Il dolore è necessario. Non sempre si ha un ruolo da protagonisti nella vita degli altri. A volte si è delle comparse. Ciò ti aiuta a crescere. Anche se in quel momento esatto maledici o cerchi d'interpretare il perché si è solo di passaggio, un giorno troverai il coraggio di sentirti libera e far sparire quel senso di vuoto che ti si è aperto dentro. Per non parlare dei diversi stati d'animo che provi quando nel corso degli anni quel qualcuno lo rincontri per caso, o perché lo vuoi, o per necessità ...

-La notte [quanto la adoro]. Quando ero più giovane [adesso non lo faccio più] aspettavo sveglia l'alba per poterla vedere ... ovunque mi trovassi. Davanti a un cornetto appena sfornato. In spiaggia seduta su una sdraio. Davanti a un bellissimo panorama. In macchina mentre assonnata guidavo in autostrada dopo una serata indimenticabile. In compagnia. Mai da sola. La notte va condivisa. La gente è diversa. Parla e cammina lentamente. Si rilassa. E' se stessa perché non deve dimostrare niente a nessuno e perchè nessuno ti dice di correre verso chissà quale metà da conquistare. Ho sempre pensato che se vuoi conoscere il loro lato migliore e scoprire come sono realmente, lo fai in quelle ore. Archivi le preoccupazioni, l'ansia da prestazione, t'interroghi sul senso della vita magari con lo stereo che trasmette musica in sottofondo. Di fronte al buio più totale ci si apre e tu non hai più paura di niente, per questo motivo le conversazioni sono migliori.

Insomma, in parole povere, l'ho trovato un romanzo riuscito. Innovativo. Teatrale. Conciso. Interessante. Ve lo consiglio se, come me, avete un debole per i flussi di pensieri ininterrotti.

Francesca

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