14 giugno 2013

Al Festival degli scrittori [Premio von Rezzori] con ... Jennifer Egan

In questi giorni Firenze è meravigliosa, non solo perchè c'è il sole, ma anche perchè c'è il FESTIVAL DEGLI SCRITTORI. Alessandra ha avuto l'onore di seguire nel suo soggiorno Jennifer Egan. Avete capito bene. Questo è il resoconto della giornata passata con lei:

Noi camminiamo attraverso noi stessi, incontrando ladroni, spettri, giganti, vecchi, giovani, mogli, vedove, fratelli adulterini. Ma sempre incontrando noi stessi.
[James Joyce, Ulisse]
Fonte foto: Profilo Fb Minimum Fax
La signora Egan mi è venuta incontro con un sorriso. Alla stazione, tra turisti e pendolari, io l'aspettavo con il suo nome stampato in bella vista su un foglio della mia piccola stampantina di casa. Era circondata da Marco Cassini, l'editore della Minimum Fax che ha pubblicato tutti suoi romanzi a partire dall'ultimo, "Guardami", da Alessandro Grazioli, responsabile dell'ufficio stampa e dal direttore editoriale Martina Testa. Senza troppi preamboli li ho accompagnati ai loro rispettivi alberghi.

La signora Egan si è dimostrata da subito molto alla mano, facendo domande e sorridendo anche davanti ad alcune mie incomprensioni [ebbene sì, mi aveva chiesto un paio di forbici e io ho cercato di darle degli accessori!]. Purtroppo [per me] e per fortuna [sua] non ha avuto molto bisogno della mia presenza durante il Festival. Circondata com'era da editori e colleghi si è subito ambientata benissimo, accolta dalla stessa signora von Rezzori, che organizza l'evento tutti gli anni in memoria del marito scrittore Gregor von Rezzori, e dalle addette dell'ufficio stampa Davis&Franceschini [super prese a girare come trottole da una sede all'altra dell'evento] alle quali era stata affidata la gestione. Come me, moltissimi altri giovani volontari tutti appassionati di letteratura e quasi tutti [come da richiesta] laureati in una lingua straniera. Molti di noi sono rimasti a disposizione del pubblico [quanti stranieri!] e alcuni, come me, sono stati affiancati a uno scrittore. E' stata una bella possibilità per noi giovani. Abbiamo potuto incontrare figure di spicco nell'ambiente letterario anglo-americano e internazionale [lo stesso pomeriggio di giovedì 13, insieme alla signora Egan era presente Etgar Keret che presentava il suo "All'improvviso bussano alla porta", e tra il pubblico si potevano notare Juan Gabriel Vásquez e Patrick McGrath] e annusarne l'aria dorata e frizzantina. In una manciata di minuti tutti si sono accomodati e dall'atmosfera di aperitivo estivo si è passati all'attenzione silente della conferenza.
Fonte foto: Profilo Fb Minimum Fax
La conversazione tra Jennifer Egan e Michael Cunningham si è svolta con rilassatezza e spirito come nel proprio salotto di casa, presso la balconata Strozzi dell'omonimo palazzo, sul tema "Sempre incontrando noi stessi" [presente anche come citazione nel romanzo d'ambientazione americana di Jennifer Egan]. L'incontro tra i due scrittori è stata mediata da Elena Stancanelli [scrittrice che collabora, tra i giornali, con Repubblica] prontamente tradotta dalla fantastica interprete Lisa Clark che ha riportato in un italiano impeccabile e carico d'enfasi tutte le loro parole. Le tematiche sono state tante. Essendo entrambi vincitori del premio Pulitzer, è stato chiesto loro cosa significa ricevere un'onorificenza come questa e se, come scrittori, si sentissero rappresentanti di una comunità di lettori, accomunati da lingua, cultura, tradizioni o se invece scrivessero semplicemente per loro stessi. Si sono rivelati essere in estrema sintonia [il signor Cunningham, un uomo molto affascinante e incredibilmente solare, ha ironicamente commentato che chi fosse venuto all'incontro con l'intento di vederli litigare sarebbe rimasto deluso] ed entrambi hanno risposto che vincere il Pulitzer [per il quale Cunningham è stato anche giurato] è solo fortuna, una combinazione che fa incontrare il libro giusto con la giuria giusta. Tale premio è assegnato infatti da un gruppo di diciotto scrittori che cambia ogni anno. La scrittura è invece, per l'una, un raccontare una storia a se stessi e di rimando a un immaginario lettore universale, senza un pubblico di riferimento; le sue storie non cominciano mai con un'idea nitida ma sono sempre una combinazione di sensazioni, tempi e luoghi che poi, con grande lavoro, la scrittrice sviluppa. Per l'altro è invece raccontare una storia a delle persone precise, che sono per lui sempre e solo cinque amici fidati: se ciò che racconta piace loro, lo scrittore è convinto che piacerà anche al pubblico. E raggiungendo così il tema dell'incontro, cioè la ricerca di noi stessi, Jennifer Egan ha parlato del suo ultimo libro, "Guardami", nel quale molte storie si intrecciano [una donna sfigurata da un incidente, un'adolescente sua omonima che cerca disperatamente di affermare se stessa perlomeno ai propri occhi, un detective senza famiglia sulle tracce di un losco playboy] ma dove il problema di fondo è sempre l'immagine che hanno di noi gli altri e la completa differenza che quest'immagine ha con la realtà.

L'incontro si è concluso fra gli applausi e i ringraziamenti, per poi lasciar disperdere il pubblico e gli artisti per il magnifico palazzo Strozzi, in attesa dell'evento clou serale: le letture machiavelliane, ma anche di Calvino e Nabokov, recitate squisitamente dai grandi attori Jeremy Irons e Laura Morante.

Alessandra

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