3 giugno 2013

Chiedi alla luna di Nathan Filer [Frasi]

La ragazzina con i capelli rossi e la faccia coperta di centinaia di lentiggini si chiama Annabelle. È un nome da ricordare, se ci riuscite. Da ricordare per otto o nove anni. Da tenere stretto mentre la vita scorre via, buttandovi addosso cose che probabilmente vi faranno venir voglia di dimenticare - è un nome da custodire con cura.
È come se ognuno di noi avesse una parete che separa i sogni dalla realtà, solo che la mia è piena di crepe. I sogni si insinuano, facendosi strada tra le crepe, fin quando non riesco più a distinguerli dalla realtà. A volte la parete si sgretola completamente. È allora che cominciano gli incubi.
Immagino che i bambini credano a tutto quel che vogliono credere. Forse lo fanno anche gli adulti.
Ci sono pietre miliari nelle nostre esistenze. Eventi che trasformano certi giorni in giorni speciali, diversi dagli altri. I primi risalgono a quando non siamo grandi abbastanza per rendercene conto, tipo il giorno in cui diciamo la prima parola e il giorno in cui muoviamo i primi passi. La prima notte senza pannolino. Quando capiamo che gli altri hanno sentimenti e quando ci tolgono le rotelle dalla bicicletta. Se siamo fortunati - e io lo sono, lo so bene - c'è gente che ci aiuta lungo il percorso.
Questo fanno, le etichette. Si appiccicano. Se la gente pensa che sei PAZZO, tutto quel che fai, tutto quel che pensi, ha scritto sopra PAZZO.
Mi sa che diventare maggiorenni significa proprio questo. Diventare padrone del tuo casino.
Booktrailer del libro

A breve su questo spazio ... La recensione [Ho quasi finito di scriverla, devo solo ricorreggerla un po']!

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