10 giugno 2013

Crune d'aghi per cammelli di Maria Silvia Avanzato [recensione]

Crune d'aghi per cammelli
di Maria Silvia Avanzato

Collana: Le Meraviglie pp. 256 – euro 14,50
Esce il 3 maggio 2013

RECENSIONE: Edgarda Solfanelli, scrittrice. Anzi aspirante. No, nemmeno questo. In realtà, a giorni alterni, confeziona pupazzi dei simpson o fa la segretaria per un avvocato. Comunque, escludendo quell'innominabile pubblicazione di cui ovviamente non vuole argomentare per motivi di decenza [la vostra], è alla ricerca continua della storia perfetta che le permetterà di affermarsi definitivamente come LA scrittrice [di professione] anche sulla carta d'identità. Nel frattempo non si ferma di fronte a nulla. Frequenta salotti letterari, feste, aperitivi, presentazioni di libri,  rivolta profili Facebook, indaga sugli editori e va a letto con chiunque le capiti, l'importante è che sia del settore. Ogni contatto è utile e lei non deve fare altro che cogliere l'attimo che la consacrerà nell'olimpo dei letterati una volta per tutte. 

Le consigliano di parlare d'amore. Il problema è che non può parlare d'amore, perchè non sa parlare d'amore, mentre la gente vuole sentir parlare [solo] d'amore. Tutti i suoi esperimenti in proposito falliscono miseramente ... le rimangono, come uniche costanti, la sua forza di volontà, gli ambienti giusti e UNO SCRITTORE FAMOSO, che una notte qualunque le confessa che è da mesi che cerca di far pubblicare un suo libro, che tratta di un determinato argomento, ma appassiona solo lui e nessuno vuole pubblicarglielo. Nel suo progetto però ci crede, come crede che prima o poi riuscirà a dargli il giusto rilievo. E' probabilmente questo il segreto per avere successo: Convinzione e Caparbietà

Insomma ci ritroviamo di fronte a una parodia esasperante e surreale del mondo editoriale. Ciò che lo rende -a tratti- coinvolgente è l'ironia disarmante e tagliente della protagonista che non può essere paragonata a nessun altro personaggio possibile, in quanto è una cosa a se: Una stalker di prim'ordine, un'alcolizzata senza speranza, una mangia uomini senza pudore, una che si crede la scrittrice del secolo [senza averne la stoffa]. Inoltre quando arrivi alla fine, vuoi una conclusione, un riscatto, un qualunque motivo che ti faccia carpire perchè tale ambiente appare così circoscritto e snob ... ma ritrovi la solita disillusione iniziale, senza un crescendo d'intensità. Queste 256 pagine di sfoghi esistenziali risultano, dopo un po', ripetitivi. Non so se è una scelta stilistica utilizzata apposta per accentuare ancora di più il malessere di Edgarda che non trova nessuno a consigliarle le pedine giuste da muovere, e si ritrova quindi, perennemente al punto di partenza, a girare a vuoto, stremata. D'altronde, un po' la capisco. So cosa vuol dire cercare di farsi spazio in un ramo spesso inospitale come quello che si è scelto. Forse è proprio ciò che la Avanzato vuole trasmettere ai suoi lettori, la costante precarietà e mancanza di certezza di certi ambienti, certe persone, certi giri. Lei stessa in un video su you tube che ho guardato stamani, ha detto che l'ha scritto in un periodo in cui era stanca e arrabbiata di alcune situazioni e aveva l'esigenza di raccontarle, non in modo autoreferenziale, ma attraverso gli occhi di un osservatore.  E' in ogni caso, uno di quei libri che vale la pena leggere.

Secondo voi ci sarà riuscita a realizzarsi? Io la mia impressione ve l'ho data, adesso, non vi resta che scoprirlo!

Francesca

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