17 giugno 2013

Il signore delle mosche di William Golding [recensione & frasi]

Il signore delle mosche 
di William Golding 

Edizione: Oscar Mondadori 
Anno: 2012 
Prima pubblicazione: 1954 
Genere: narrativa

In un periodo imprecisato della storia [presumibilmente in un epoca molto simile a quella degli anni Trenta e Quaranta] un aeroplano con a bordo una scolaresca inglese che sta attraversando l'oceano per sfuggire a una fantomatica guerra precipita su un'isola. Miracolosamente, tutti i ragazzi e i bambini sopravvivono, mentre per gli adulti non c'è niente da fare. Dopo i primi momenti di smarrimento, appurato che sono irrimediabilmente soli, pieni di buoni propositi i ragazzi capitanati da Ralph, divenuto capo suo malgrado, tentano di organizzarsi costruendo una società che sia perfetta e priva delle ingiustizie e delle contraddizioni che vedono tipiche del mondo dei “grandi”. Ma presto, innervositi da una strana presenza che si aggira nella foresta e che qualcuno dice che uccida, le rivalità non tarderanno a emergere, insieme alle malignità lucide di cui solo i bambini sono capaci ma che sono frutto dell'istintivo desiderio di conquista e prevaricazione da sempre innato nell'uomo e che scatta quando se ne minaccia la sopravvivenza.

Perché [ri]leggerlo 

Annoverato nel genere di romanzi delle utopie negative "Il signore delle mosche" è una storia cattiva dell'essere umano e della sua bestialità poiché in fondo, senza le sovrastrutture precostituite della società, di tutte le società, questi non è nient'altro che un animale che protegge se stesso, sopravvive e tenta di affermarsi nel branco. La scrittura è semplice e piana, a tratti infantile, senza sbalzi ed è forse un tipo di scrivere a cui non siamo più abituati ma che rende efficace la comprensione di tematiche a profonde e talvolta persino imbarazzanti. Un aereo pieno di bambini inglesi in viaggio, forse in fuga da una guerra imprecisata che sta distruggendo casa, si schianta nell'oceano e i sopravvissuti si organizzano su un'isola deserta. Il libro si apre così, davanti ai detriti in fiamme dell'aereo, decine di anni prima dell'ormai famoso telefilm Lost, che non ha da insegnare niente all'immaginario collettivo. E così, nel tentativo di ricostruire l'ambiente di casa perduto, si ripercorre la stessa evoluzione dell'uomo, dal primitivo a quello moderno, passando per la crescita dell'individuo. I protagonisti sono solo bambini. E come tali sono soggetti alle invidie e alle angherie peculiari di quell'età ma ugualmente insite nell'essere umano. Così, se all'inizio, ci si stupisce delle violenze di cui essi sono capaci, poco a poco ci si rammenta che l'adolescenza è un periodo di confusione che l'uomo moderno ha reso tale, un periodo di turbamenti che non esiste in società che vivono ancora a stretto contatto con la natura, dove si è solo o adulti o bambini, o pavidi o coraggiosi; ci si rammenta che i bambini sono creature umane e come tali sono in grado di provare odio, delirio di onnipotenza, senso di giustizia, cattiveria pura e atavica che possono anche condurre alla follia.

FRASI
Il biondo si diresse verso l'acqua con l'aria più indifferente che poteva. Cercava di tenere le distanze, ma senza mostrarsi del tutto privo d'interesse. Il grasso si affrettò a tenergli dietro. “Di grandi non ce n'è nemmeno uno?” “Credo di no.” Il biondo disse queste parole con solennità, ma poi fu sopraffatto dalla gioia di un'ambizione realizzata.
“Ho paura di lui” disse Piggy “e per questo lo conosco. Se si ha paura di qualcuno, lo si odia, ma non si può fare a meno di pensarci. Ci si persuade che non c'è niente da temere e poi quando lo si rivede... È come l'asma, che non lascia respirare. Ti dirò una cosa: ti odia anche te”.
“Facciamo la nostra danza! Avanti! La danza!” […] Piggy e Ralph, sotto la minaccia del cielo, provarono anch'essi una gran voglia di far parte di quella società demente ma in qualche modo sicura, e furono lieti di toccare le schiene brune di quella siepe che si stringeva intorno al terrore e lo governava a suo modo. […] “Prendetelo!” Ammazzatelo! Scannatelo!” Il movimento diventò regolare mentre la cantilena perdeva il suo primo orgasmo artificiale e cominciava a essere scandita con un ritmo sempre uguale. […] “Prendetelo! Ammazzatelo! Scannatelo!” Ora dal terrore nasceva un altro desiderio, compatto, impellente, cieco. “Prendetelo! Ammazzatelo! Scannatelo!”
Alessandra 

5 commenti:

  1. Libro devastante e bellissimo che recuperai alle superiore dopo aver visto il film altrettanto scioccante.. consigliatissimi entrambi!!

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    1. Ah! Acccc... c'hanno fatto pure il film? Allora devo vederlo. La recensione non l'ho fatta io, ma la mia collaboratrice. Mi avete messo la curiosità addosso con i vostri commenti entusiastici ;)

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  2. Un libro che ti lascia devastata, l'adolescenza mette a nudo il male che si annida nell'animo umano... da leggere assolutamente...

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  3. E' un romanzo feroce che purtroppo non è molto diffuso nelle nostre scuole, facendo parte delle utopie negative come "1984" di Orwell (che si può meglio collegare con le materie storiche) preferiscono far leggere quello... E' un peccato!
    Alessandra

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  4. Mi hai ricordato un altro libro che devo assolutamente riprendere in mano (ormai sono talmente tanti nell'indice delle ri-letture che dovrò provvedere ad una lista di priorità!): ricordo l'amarezza e l'inquietudine nel trovarmi di fronte alla rottura delle idealizzazioni legate all'infanzia e alla giovinezza che il romanzo evidenzia con crudezza, ma è sicuramente un titolo che vale la pena leggere.

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