27 giugno 2013

Joyland di Stephen King [recensione]

JOYLAND
di
STEPHEN KING

Editore: Sperling & Kupfer
Traduzione: Giovanni Arduino
Collana: Pandora
Pagine: 352
ISBN: 9788820054274
Prezzo: € 19,90

Devin Jones, studente di college di ventun anni, appena lasciato dalla sua ragazza, viene assunto in un parco divertimenti di Heaven's Bay (Carolina del Nord), JoylandÈ l'estate del 1973:
«Il 1973 era l'anno della crisi energetica, quando Richard Nixon dichiarò che non era un imbroglione e quando morirono Edward G. Robinson e Noël Coward. L'anno perduto di Devin Jones. Ero un verginello di ventun anni con aspirazioni letterarie. Avevo tre paia di blue jeans, quattro di boxer, un rottame di Ford (con una buona radio) sporadiche idee suicide e un cuore spezzato. Che dolce, eh?».
Affitta una camera da Emmalina Shoplaw, un'eccentrica vedova, a conoscenza dei più reconditi segreti del luna park; conosce Tom ed Erin, anche loro neo assunti del parco divertimenti; riesce a inserirsi facilmente nella squadra di lavoro e a farsi apprezzare, non solo dai colleghi, ma dallo stesso vecchio proprietario, Bradley Easterbrook.
Una delle attrazioni, il Castello del Brivido, si mormora sia infestata dal fantasma di una giovane ragazza, Linda Grey, ritrovata morta proprio al suo interno. Molte le foto che ritraggono l'assassino, scrupolosamente mimetizzato da accessori che ne hanno impedito il riconoscimento. Le indagini dell'amica Erin porteranno a numerosi collegamenti con altri omicidi di giovani donne, sempre nei pressi di eventi fieristici.
Devin Jones, detto Jonesy, decide di rinviare il rientro all'università di un anno, per continuare a lavorare a Joyland. L'autunno porterà il ragazzo a conoscere Annie e il figlio Mike, che diventeranno una parte molto importante della sua vita e della sua maturazione: 
«Con Annie e Mike capitò lo stesso; arrivò un momento in cui diventarono parte integrante del mio mondo. Non mancavo mai di salutarli con un cenno della mano, che il ragazzino contraccambiava, mentre il cane restava accucciato a fissarmi con le orecchie ritte e il pelo che fremeva al vento. La donna era bionda e bellissima [...]. Il ragazzino sulla sedia a rotelle portava un berretto dei White Sox che gli arrivava fino alle orecchie. Pareva molto malato, ma aveva un grande sorriso. [...] Eravamo diventati una componente fondamentale del nostro reciproco panorama».
Stephen King riavvolge il nastro del tempo per trasportarci negli anni settanta e la sua grande capacità descrittiva si fa notare anche nel romanzo Joyland. L'atmosfera delineata dall'autore è il giusto coronamento tra i due pilastri del libro: il protagonista, con il cuore spezzato e la tristezza che accompagnano la sua entrata in scena e il semplice e puro divertimento che il luna park è in grado di trasmettere ai bifolchi/frollocconi frequentatori del parco. Esistono tragedie ancora più grandi della fine del primo amore e Devin lo scoprirà presto: proprio il mistero del Castello del Brivido colpirà in pieno Jonesy, che cercherà di trovare il colpevole di efferati omicidi del passato, ma soprattutto della giovane Linda Grey, che proprio a Joyland ha perso la vita.

Un libro da leggere tutto d'un fiato, per scoprire come si evolverà il percorso di formazione di un protagonista così tenero e affascinante, la cui ingenuità iniziale subirà una metamorfosi dettata da incontri ed esperienze forti nel parco divertimenti più bizzarro della storia.

BENVENUTI A JOYLAND!

Veronica

16 commenti:

  1. l'unico libro di che ho letto di Stephen King é shining e lo considero un capolavoro (mi ha fatto più paura del film) e dopo quello non ho più avuto il coraggio di leggerne altri per timore di rimanere delusa, potrei provare con questo..

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    1. Questo è meno improntato all'horror; se cerchi quella sensazione di terrore e suspense che ti ha dato il King di Shining, io ti consiglio di leggere IT (il mio preferito). :-)

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    2. Se posso vi consiglio anche "Misery" avevo paura nel girare le pagine...

      Valentina
      www.peekabook.it

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    3. Bene segniamoci tutte MISERY. Non pensavo ci fossero così tanti lettori di Stephen King :)

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    4. Assolutamente d'accordo con te Valentina! Anche Misery è molto bello e, come dici tu, terrificante... :-)

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    5. Oltretutto, secondo me uno dei pochi casi in cui il film è bello tanto quanto il libro. Straconsiglio! :)

      Valentina
      www.peekabook.it

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    6. anche io ho letto Misery, bello il film ma il libro ragazzi! Che terrore!! Quella donna era veramente fuori di cervello e Kathy Bates l'ha interpretata benissimo! Ma se la memoria non mi inganna le torture descritte nel libro...brrrrrrividiiiii

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  2. Shining e It li ho sempre voluti leggere ma ero rimasta impressionata dai film... Di Stephen King io ne ho letti alcuni che non erano affatto horror, ma molto psicologici. Niente male comunque. Uno degli ultimi è stato The dome: mi è piaciuto anche se verso la fine è diventato un po' confuso (e ci credo, era un malloppo)! L'unico horror che ho letto di King (e che mi ha fatto paura) è stato Mucchio d'ossa. E per chi ha una particolare avversione verso i cellulari è consigliato leggere Cell, dove tutti quelli che possiedono un cellulare impazziscono!
    Ale Raddi :)

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    1. Gli aspetti che più mi piacciono di King sono la componente psicologia e la riflessione che mette su temi importanti, come l'amicizia, la vita, la morte... Per me, Stephen King è da considerare più del semplice Re del Brivido! Cell e Mucchio d'ossa mi mancano, ma mi metterò in pari... Un altro dei romanzi che amato molto è stato Pet Cemetery, che tra l'altro ho letto dopo che il mio pappagallo è morto! Masochismo :-)

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    2. Bene ... Io non leggerò mai né IT né Shining nè tutti i suoi libri che fanno paura ;)Però la componente psicologica mi piace. Magari prima o poi mi darò una possibilità pure io :)

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    3. anche Pet Cemetary ho letto...dopo aver visto il film.... E' inutile, le trasposizioni nei film comunque perdono sempre qualcosa... spero che il tuo pappagallo abbia avuto una normale sepoltura... ;)

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    4. Sepoltura a norma, in un campo dietro casa. Non ha bussato alla mia porta trasformato nel corpo e nell'anima... :-)

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  3. Joyland l'ho trovato abbastanza deludente. L'abilità narrativa di King non manca, ma complessivamente mi aspettavo di più. Un discreto romanzo di formazione con qualche brivido, nulla più.

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    1. Non ho letto tutti i libri di King, ma è una cosa che vorrei fare. Penso ai miei preferiti e mi vengono in mente IT e Pet Sematary, perché mi hanno fatto riflettere e in questi ci vedo tutti gli aspetti che rendono l'autore geniale: la componente descrittiva, psicologica e un invito ad affrontare le propri paure.
      Joyland è essenzialmente concentrato sull'evoluzione del personaggio principale, ma la capacità di rievocare l'atmosfera da luna park degli anni '70 e la componente descrittiva,che hanno portato molti a sostenere che King lo fa solo per allungare il brodo, non mi portano a condannarlo.
      Per ora, a casa da leggere ho: Cose preziose, La storia di Lisey e 22/11/'63. Qualcuno li ha letti? Pareri? :-)

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    2. La storia di Lisey e 22/11/'63 sono fantastici e se hai adorato It allora non potrai fare a meno di amare 22/11/'63 :)
      Cose preziose è anche bello, ma a mio parere non come i due citati sopra. Mi permetterei di consigliare anche Duma Key, se non l'hai già letto.
      Io da Joyland sono rimasta piuttosto delusa, l'ho letto con piacere (e molto velocemente) e la storia era carina ma nulla di eccelso, mi aspettavo molto di più.

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  4. Di libri di King ne ho letti tanti, ma devo dire che questo qui mi ha lasciato piacevolmente sorpreso. Un tratto notevole della bravura dell'istrionico Re del Brivido.

    Russ

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