23 giugno 2013

L'arte di correre di Haruki Murakami [recensione]

L'ARTE DI CORRERE 
di 
HARUKI MURAKAMI 

Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Traduzione: Antonietta Pastore
Pagine: 154
ISBN: 9788806216665
Prezzo: € 11,00

Haruki Murakami si racconta in prima persona, non con l'intenzione di dar vita a un'autobiografia, bensì proporre un'ampia riflessione sull'essere non solo scrittore ma anche maratoneta:
«Se mai ci sarà un epitaffio sulla mia tomba, e se posso sceglierlo io, vorrei che venissero scolpite queste parole:
Murakami Haruki
Scrittore (e maratoneta)
1949-20**
Se non altro, fino alla fine non ho camminato».
Ed è proprio così che l'autore ripercorre il suo inizio di scrittore e di corridore, con la perseveranza quotidiana nell'allenamento fisico, per poter affrontare la maratona e poi il triathlon. Dopo aver gestito per un po' di tempo e con successo un bar, sceglie di abbandonarlo e ri-organizzare il tempo per potersi dedicare a tempo pieno alle due attività fondamentali della sua vita.

Nel corso del libro l'autore cerca di rispondere alla domanda: Qual è la qualità più importante per uno scrittore? Ne elenca tre che devono accompagnare il processo di scrittura:
  • talento; 
  • capacità di concentrazione; 
  • perseveranza.
Parla dello scrivere un romanzo intero come una vera e propria fatica fisica, non solo mentale. Anzi, il credere che sia solo un dispendio di energie intellettuali è riduttivo: 
«Scrivere un romanzo, fondamentalmente, è una sfacchinata, io ne so qualcosa. In sé, l'atto di redigere delle frasi è forse uno sforzo mentale. Ma scrivere fino in fondo un libro intero è qualcosa che si avvicina alla fatica fisica. Naturalmente non richiede esercizi preparatori come sollevare pesi, correre per chilometri o saltare a grande altezza. Di conseguenza la maggior parte della gente, giudicando solo dall'apparenza, pensa che il lavoro dello scrittore sia un'attività tranquilla, puramente intellettuale». 
Un accostamento significativo e calzante quello che cerca di delineare con questo libro di memorie Haruki Murakami, quando spiega cosa significa essere da una parte scrittore e dall'altra maratoneta. Un volume che scivola addosso per poi entrare a far parte di ognuno di noi, nel momento in cui riflettiamo su ciò che siamo, su ciò che quotidianamente facciamo. 
Per chi ama questo autore e non solo, L'arte di correre non può non far parte della propria libreria, perché insegna che l'avversario con il quale dobbiamo confrontarci quotidianamente siamo solo noi stessi: 
«Per me scrivere consiste nell'arrampicarmi su monti impervi, scalare pareti rocciose e, al termine di una lunga lotta accanita, giungere in vetta. Vincere o perdere contro me stesso: esistono soltanto queste due possibilità. È un'immagine interiore che ho bene in mente quando scrivo». 
Veronica

6 commenti:

  1. Credo che questo sia il libro giusto per riprendere di nuovo in mano Murakami, magari riesce a convincermi questa volta! ;)

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    1. Cos'hai letto in precedenza che non ti ha convinta tanto? A me come autore piace molto e non posso che consigliarti questo suo libro... :-)

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    2. Ho letto "Dance, dance, dance" ma non mi ha colpito chissà quanto.
      Ogni tanto compare qualche personaggio bizzarro!

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  2. Mi sono trovata questo libro per le mani decine di volte (lo ha comprato mio padre quando ancora non conoscevo Murakami). Lo credevo un testo di riflessione sullo sport, e, diversamente dai romanzi psicologico-fantastici dell'autore giapponese, non mi attirava. Scoprire che, invece, è dedicato al parallelismo fra la corsa e la scrittura mi ha fatto maturare l'idea di leggerlo (oltre alla consapevolezza di essere stata troppo impulsiva nel farmi un'idea su un libro mai aperto). Quindi grazie del suggerimento! :)

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  3. Ho segnalato questo post nella rubrica "Owl Prize" del mio blog (http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2013/07/owl-prize-2.html)! Spero ti faccia piacere! Un saluto. Cristina

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    1. Certo che mi fa piacere! Grazie per la segnalazione e spero sarà per te una lettura di valore, come è stata per me.

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