15 giugno 2013

Oggetti di bellezza di Steve Martin [frasi]

OGGETTI DI BELLEZZA
di STEVE MARTIN
Ho scoperto che, proprio come nella vita reale, ogni tanto l'immaginazione deve sopperire all'esperienza. [p. 8]
Aveva imparato a distinguere i quadri validi da quelli scarsi, ma dato che in genere i prezzi seguivano la qualità, stava imparando anche la differenza tra quadri validi e quadri desiderabili. Ciò che elevava un dipinto alla classe dei desiderabili era un'oscura ma tutto sommato analizzabile combinazione di fattori. I dipinti non venivano collezionati perché erano carini, ma sulla base di un percorso tortuoso che conduceva il collezionista alla sua preda. Provenienza, soggetto, rarità e perfezione facevano di un dipinto qualcosa in più di un dipinto: un premio. [...] Lacey capì che l'atteggiamento con cui i collezionisti corteggiavano i quadri era romantico solo in apparenza: alla base di tutto non c'era che pura e semplice lussuria. [p. 36]
I quadri sono darwiniani. Perseguono il denaro per la stessa ragione per cui i rospi, tempo fa, perseguirono la visione stereoscopica. Sopravvivenza. Se i capolavori non fossero così ambiti, marcirebbero nei sottoscala o nelle discariche. Quindi fanno il possibile per rendersi necessari. [p. 52]
Non c'è dubbio che la teoria della relatività sia applicabile all'arte: come la gravità distorce lo spazio, così un collezionista importante distorce il senso estetico. [p. 117]
Dopo che Alberg gli ebbe comprato tutti i quadri, Pilot Mouse raccontò ai giornali che quando aveva saputo che Alberg stava arrivando alla galleria, aveva tolto tutti i dipinti dal muro, li aveva appoggiati a faccia in giù sul pavimento e aveva imbrattato il telaio con qualche goccia di olio al tartufo. Poi li aveva riappesi alla parete. Quando la notizia divenne di pubblico dominio, Mouse fece un'intervista telefonica con il New York Times e disse di aver voluto sbeffeggiare i collezionisti che odoravano di denaro, creando dipinti con un odore particolarmente gradito ai maiali. Era questo il commento che aveva reso celebre Pilot Mouse. [p. 119]
Mentre il Picasso era serio e profondo, il Warhol era festoso e raggiante. Il Picasso era il risultato della somma delle sue parti: genio artistico più un'idea forte più abilità prodigiosa più mano ispirata uguale capolavoro. Il Warhol andava oltre la somma delle sue parti: serigrafia, riproduzione fotografica del volto di una famosa attrice, immagini ripetitive, mano non ispirata, uguale... capolavoro. [p. 150]
Patrice era abituato alle reazioni ferme dei dipinti, non a quelle imprevedibili delle persone. Discutere con un quadro significava istaurare una conversazione di assoluta complessità e fascino, irresolubile e in continuo sviluppo. Conversare con Lacey era la stessa cosa, con la differenza che un dipinto non poteva ferirlo. [p. 185]
Vide le torri e pensò che fossero riprese dalla stessa angolazione della pista ciclabile, perché se ne vedeva solo una. Senza sapere che la torre nord era crollata, andò in cucina a prendere una bottiglia d'acqua e tornò giusto in tempo per un replay della seconda torre che implodeva in una montagna di macerie. Capì che entrambe le torri erano crollate, una mentre lei tornava a casa in bici con le spalle verso sud, l'altra mentre era di fronte al frigorifero. [p. 216]
La pubblicità che invogliava i proprietari immobiliari al verde a fare affari rivendendo le loro case era la stessa che convinceva i ricchi collezionisti d'arte a spingersi nel mercato più a fondo di quanto non convenisse. Il richiamo del collezionismo d'arte e dei suoi vantaggi finanziari, senza considerare i vantaggi estetici, culturali e intellettuali è come la fiducia nelle banconote: se ci si pensa bene non ha alcun senso. [p. 266]
Veronica

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