13 giugno 2013

Patrick McGrath e la sua lectio Magistralis a Palazzo Medici Riccardi [Firenze, 12 giugno 2013]

Cosa è la FOLLIA? E' una grave infermità mentale, una perdita della ragione [Fonte]. Solo questo c'è dato sapere dal dizionario. 

Invece Patrick McGrath con la sua lectio Magistralis in inglese [per fortuna avevamo un piccolo libro per seguire meglio il suo discorso] ha voluto indagare in maniera più approfondita -avvalendosi di riferimenti letterari ben precisi- questo argomento così delicato, ma al tempo stesso affascinante.

Suo padre era uno psichiatra. Per 25 anni è stato il direttore del Broadmoor, un ospedale psichiatrico vicino Londra. Ciò gli ha permesso d'imparare molte cose sulla "schizofrenia". Infatti ha esordito affermando che, oggi si tende a paragonarla a "un insieme di sintomi collegati fra loro, piuttosto che a una singola patologia". Lo schizofrenico ha "una personalità frantumata" e quindi vi è l'esigenza di saper riconoscere l'umanità di chi soffre e stabilirne il perchè. Il suo primo esperimento in proposito ha preso esempio dai brani di Edgar Allan Poe: Un semplice racconto, il cui protagonista era un idraulico londinese che ha ucciso la moglie per portarsi l'amante in casa. Una prostituta. Al figlio della coppia è toccato il compito di narrare gli eventi. Ma ben presto si è reso conto che non aveva "l'agghiacciante rigore intellettuale" dei personaggi di Poe. Il suo obbiettivo principale era dar vita a un "caos fluttuante della psicosi all'interno della struttura ordinata della narrazione, senza falsare la rappresentazione della malattia e senza rendere oscuro il progresso della trama". Le sue ricerche sono poi proseguite e ha scovato tre romanzi straordinari, degli anni 60 e scritti da donne.
  1. La campana di vetro che è il resoconto della crisi mentale di Silvia Plath, sposata col poeta Ted Hughes. Il loro matrimonio era al capolinea. Avevano due figli da sfamare, ma mancavano i soldi. Si è uccisa col gas, l'11 febbraio del 1963, dopo aver provato disperatamente a curarsi, anche con l'elettroshock.
  2. Volti nell'acqua di Janet Frame. E' ambientato in un manicomio femminile, e offre un'immagine ancora più terrificante dell'incarcerazione.
  3. Il grande mare dei Sargassi di Jean Rhys che riprende il romanzo di Charlotte Bronte "Jane Eyre" ed è incentrato, non sulla protagonista principale, ma sulla moglie di Rochester, Bertha, tristemente rinchiusa nel solaio. La donna, venne strappata dalla sua terra d'origine, per essere portata in un paese freddo e lontana da un uomo che arrivò a odiare. Ciò l'ha spinta a distruggere la casa del marito.
Ha concluso poi affermando che, tecnicamente si ha a che fare con un tipo di narrativa molto difficile perchè la follia è tutto, meno che arbitraria, sia nelle sue manifestazioni che nelle cause.

L'ho trovato un uomo carismatico. A un certo punto ho smesso di ascoltarlo e ho iniziato ad osservarlo. Ho notato che aveva l'abitudine, mentre leggeva concentrato il testo, di tirarsi indietro, con la mano destra, i capelli che gli cadevano davanti agli occhi. Lo so, è un aspetto maledettamente stupido quello che vi ho appena raccontato ... Di questo ne sono consapevole. Dopo di che, ho pensato a quanto lavoro di ricerca ci sia dietro alla stesura di un romanzo e a quanto fosse strano che il protagonista di Follia si chiamasse proprio Edgar, come Poe [L'autore più studiato da lui]. Coincidenza, che mi ha fatto ulteriormente riflettere se ciò avesse un senso o meno. Se ci fosse stata la possibilità di un dibattito, probabilmente gli e l'avrei chiesto. Comunque avrei voluto che durasse di più. Ci siamo ritrovati dentro a questo immenso salone, con tanta gente, in attesa come noi ... ansiosa. Quando poi realizzi chi hai davanti, ti senti talmente piccola che spiegare cosa si prova è impossibile. E' stato un onore immenso essere lì. E' stato bello che Firenze, la mia città, l'abbia ospitato.

Vi rinnovo l'invito a leggere il suo libro "Follia", edito da Adelphi.
Perdonate la pessima qualità della foto.

Francesca

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