27 giugno 2013

Sofia si veste sempre di nero di Paolo Cognetti [Frasi]

Sofia, disse l'infermiera, lo sai che cos'è la nascita? È una nave che parte per la guerra.
Roberto si era ormai rassegnato a pensare che fosse quello, l'amore degli adulti: Un esercizio di indulgenza e tolleranza, abituarsi ai difetti di un'altra persona e infliggerle i propri, caricarsi sulla schiena il fardello della sua infelicità.
È che sembri piccolina, sta dicendo Leo quando riemergi, ma io l'ho capito come sei. Sei come un GAS, ti espandi appena puoi farlo. È per questo che ho bisogno di tracciare un confine, lo capisci? Uno lo impara, a stare da solo. È una cosa che si può imparare, e si riesce perfino a stare bene. Ma se adesso ti lascio entrare tu invadi tutto lo spazio che c'è.
L'importante, diceva, è abituarsi a una faccia: non la bellezza ma l'abitudine. La bellezza in fondo che cos'è, una stupida questione geometrica, solo un incastro fortunato nel campionario di bocche, nasi e orecchie disponibili. Ma se una faccia hai imparato a conoscerla, e l'hai vista quando ha sonno, quando ha il raffreddore, quando è distrutta da una giornata nera, se ti sei abituato a quella faccia, allora hai superato la questione della bellezza, non sei d'accordo?
Io pensavo che i fumatori potrebbero dividersi in due categorie, quelli che fanno attenzione al destino della loro cenere e quelli che non ci badano per niente. I secondi di solito hanno il vizio di gesticolare. I primi tendono a rovinarsi la vita preoccupandosi troppo delle opinioni altrui, e delle conseguenze delle proprie azioni. Conoscevo bene questa categoria di persone: Non solo danno ragione a tutti, ma se litigano con qualcuno finiscono col dire più di quello che dopo, ripensandoci, vorrebbero avere detto, e nel chiedere scusa cedono a toni sentimentali. Questa categoria di persone schiaccia i propri mozziconi e anche quelli degli altri, quando restano a languire nei piattini da caffè, e poi mette i piattini a lavare. Gli sbadati, invece, con il tempo mostrano altri segni di trascuratezza. Scarsa cura di sé, che pure è una forma di distrazione. Sbattono contro i mobili, si fanno male da soli. Questa era Sofia. 

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