29 giugno 2013

Sofia si veste sempre di nero di Paolo Cognetti [Recensione]

Sofia si veste sempre di nero
di Paolo Cognetti

Casa Editrice: Minimum Fax
ISBN 978-88-7521-440-1 
Pagine 203 
Pubblicazione settembre 2012

RECENSIONE: Ho comprato "Sofia si veste sempre di nero" al Salone di Torino, ma solo ora sono riuscita a leggerlo, nonostante mi chiamasse dal suo angolino, dove l'avevo sistemato con cura, in attesa del momento giusto. L'atmosfera per parlare di una storia del genere è ideale. Fa freddo. Sia fuori che dentro. Solitamente quando prendiamo in mano un libro, ci aspettiamo di evadere dalla quotidianità. Ma in questo caso non succede. Anche se Sofia, la protagonista, ama i pirati e l'avventura, ci troviamo di fronte a una realtà nuda e cruda ... Può entusiasmare, come no.

Sofia sei tu. Riesci a immaginarla quando riempie la vasca fino al limite e ci si immerge dentro, quando accende una sigaretta dietro l'altra, quando esce di casa senza salutare, quando la mattina fa colazione esclusivamente con un caffè nero bollente, quando arriva nel tuo appartamento, diventa pure suo e poi lo abbandona come se non fosse mai esistito prima. O la ami, o la odi, o pensi che sia strana forte. Una persona può avere così tante contraddizioni? Sì ... a quanto pare. Fa parte della nostra natura essere affetti da un misto di forza e - al tempo stesso - debolezza che ci rende - inspiegabilmente - adatti a stare con  poche persone. Questione di simbiosi. Inoltre ciò che sei è ciò che hai vissuto. Suo padre si chiama Roberto, è un'ingegnere all'Alfa Romeo e si considera "Un uomo semplice in mezzo a donne complicate". Sua madre Rossana, è una casalinga, perennemente infelice, oltre che volubile. Probabilmente è lei la causa principale dei loro malesseri. Ognuno di loro si adegua a portare le proprie croci e a mantenere quel poco di equilibrio che ha per andare avanti. E' un fatto si sopravvivenza. All'apparenza potresti ritrovarti davanti agli occhi una di quelle famiglie borghesi qualunque, in realtà si celano tante di quelle tensioni irrisolvibili che Sofia, appena può fugge, smette di pregare un Dio che non esiste e cerca di costruirsi la sua idea di vita perfetta, all'insegna della libertà assoluta,  perennemente in viaggio [Roma-Milano-New York], sognando di fare l'attrice, andando a letto con chiunque.

Non vi è un arco temporale preciso, questi dieci racconti, mescolano passato-presente-futuro ... in un sistema coeso di parole che si susseguono una dietro l'altra narrando i primi trent'anni di vita della ragazza. Ogni brano è autonomo, ma al tempo stesso dipendente dall'altro. Man mano che vai avanti con la lettura ricostruisci tutti i pezzi del puzzle mancante che ti servono per dare un senso a questo romanzo, atipico, ma pur sempre un romanzo. Paolo Cognetti si è rivelato una bella sorpresa. Si meritava di essere tra i 5 finalisti del Premio Strega. Tuttavia sono convinta che continueremo a sentir parlare di lui ancora per molto tempo. Vi consiglio assolutamente di leggerlo.

Francesca

1 commento:

  1. Sto conoscendo un po' alla volta Cognetti...
    Un paio di anni fa era venuto nella mia città a presentarlo, ma io all'epoca non lo conoscevo e la quarta di copertina di questo libro non aveva destato curiosità in me.
    Spero che ci sarà un'altra possibilità :)

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