12 luglio 2013

Guida bionda per influencer di Veronica Benini

Guida bionda per influencer
di Veronica Benini
Un buon influencer è una persona col cervello, mica fa le markette pubblicitarie stile TV con il logo e il copincolla del comunicato stampa. Lui fa una fotiella così, fighissima, e tac, c'è la marketta garbata ed è tutto megabellissimo. Oppure scrive un post meraviglioso e la marketta è lì ma non la vedi e ha tutto così senso.
Oggi più che mai il web sta diventando una risorsa che offre possibilità immense. Le aziende iniziano a vederci delle ipotetiche fonti di guadagno, un potenziale investimento, un diverso modo di sponsorizzare rispetto ai soliti canali come la Tv o i cartelloni pubblicitari. Abbiamo di fronte a noi uno strumento di gran lunga più incisivo e diretto.

Veronica Benini aka La Spora, grazie alla sua esperienza di blogger, prova a spiegare, col suo inconfondibile stile, ciò che ha imparato e qualche dritta su come muoversi. Prima di tutto diciamo che la pubblicità esplicita sui social network non funziona. La strategia migliore è quella di contattare degli influencer e spingerli a delle iniziative. Chi è un influencer? Oltre a essere una persona in carne e ossa, dotata di cervello, una opinione personale, una voce per esprimerla, è uno con un bel seguito su svariati canali: "Twitta-instagramma-filma-blogga qualcosa" e "la vedono-ascoltano-leggono-commentano-apprezzano-criticano migliaia di persone", ma soprattutto non fa le MARKETTE. Tutti possiamo diventarlo, grazie ai reply, ai commenti e alle condivisioni. Ti rendi conto di esserlo e di avere un certo potere solo nel momento in cui vieni contattato da un'azienda che ti invita a un loro evento o a testare un  loro prodotto/servizio. Dopo l'esaltazione iniziale perchè hanno scelto te, solo te, semplicemente te, il problema che va affrontato è: Farsi pagare o non farsi pagare?!. "I Blogger, non essendo dei liberi professionisti e spesso molto giovani, non hanno quasi mai la partita IVA" quindi gli incassi sono irrisori. Ma dovete capire bene un concetto base: Il vostro è un lavoro - anche se lo trovate piacevole - e non si lavora MAI per la gloria! Anche perchè tutto viene fatturato: dalla persona che fa la strategia, a quelli che scelgono gli influencer, a chi crea le liste e compone le mail per invitarli a parlare del progetto nel proprio blog ... per poi finire come dei numeri su dei report. Insomma siamo dentro a un autentico circolo vizioso, o virtuoso ... come lo definirebbe appunto lei.
L'inesistenza di un'etica del blogger/influencer per la regolazione della pubblicità rende i blog il far west e l'eldorado allo stesso tempo.
Sii consapevole che hai passato delle ore a scrivere dei post lunghissimi, leggerli, correggerli, lasciandoli lì per giorni e giorni, per poi infine pubblicarli. Inoltre il blogger ci può impiegare mesi, se non anni a capire in che direzione andare e in cosa specializzarsi cercando di rimanere il più coerente possibile con la linea editoriale che sceglie di adottare. Io ne sono la prova vivente. Lo stesso Effe, proprio riguardo ai book blog, tempo fa, aveva autopubblicato "I book blog. Editoria e lavoro culturale" dove reclamava delle pratiche di trasparenza, soprattutto per una questione di credibilità nei confronti dei lettori: Devo dirlo che quel libro X mi è stato gentilmente offerto dalla Casa editrice Y? Devo farmi pagare per la mia recensione? Rispondo io: Certo. Ma fino a quando ci sarà qualcuno a cui basta un libro ricevuto come contentino, difficilmente le cose cambieranno.

Parlando per esperienza personale, ho notato che nell'immaginario collettivo, chi lavora con e per il web è considerato o un autentico smanettone fancazzista o un fottuto nerd senza una vita sociale. C'è una totale ignoranza sui meccanismi che ci sono dietro all'impegno che uno ci mette quando crea parole o immagini, in qualunque spazio esso sia, proprio per una questione di visibilità, concorrenza e immagine. Come tale, amante della comunicazione in generale, sento l'esigenza di una regolamentazione chiara e ben definita che tuteli ciò che dico e faccio. Come me lo vorrebbero tanti altri.

Mi è piaciuto questo e-book per il semplice fatto che la Spora la seguo - silenziosamente - da molto tempo e poi perchè non ha la pretesa d'insegnarti niente. Inoltre non poteva trovare modo migliore per dirti tutto questo. Preparatevi, perchè presto arriveranno anche la parte numero 2 e 3.

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Francesca

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