29 luglio 2013

Il Diavolo certamente di Andrea Camilleri [recensione]

Il Diavolo certamente
di Andrea  Camilleri

Casa Editrice: Mondadori
Collana: Libellule
pag.176
ISBN 9788804617754
10 Euro
Uscito il 3 gennaio 2012

E' il primo libro di Camilleri che ho finito senza la voglia di abbandonarlo. In passato ci ho provato svariate volte a leggerlo, ma con scarso successo. Probabilmente perchè mi sono capitati tra le mani quelli in dialetto siciliano. Inoltre ammetto, senza nessuna vergogna, che non sono mai stata una "fan" del Commissario Montalbano. Quindi non ho avuto quell'input concreto che mi spingesse a insistere.

Comunque questa è una raccolta decisamente particolare: è composta da 33 racconti di 3 pagine dattiloscritte ciascuno. L'autore nella prefazione ha tirato in ballo il diavolo,“è meglio avere a che fare con mezzo diavolo, che con uno tutto intero”, per questo 333 e non 666. Il titolo è ispirato a un film di Robert Bresson che in Italia è conosciuto come "Il Diavolo probabilmente ..."

La sua idea è stata quella di rappresentare le varie forme della natura umana: 
Due filosofi in lotta per il Nobel, un partigiano tradito da un topolino, un ladro gentiluomo, un magistrato tratto in inganno dal giallo che sta leggendo, un monsignore alle prese col più impietoso dei lapsus, un bimbo che rischia di essere ucciso e un altro capace di sconvolgere un’intera comunità con le sue idee eretiche... E ancora: una ragazza che russa rumorosamente, un’altra alle prese con il tacco spezzato della sua scarpa, una segretaria troppo zelante, una moglie ricchissima e tante, tante donne che amano – tutte – con passione, a volte con perfidia, più spesso con generosità.
L'ho letto in tempo record ... nonostante abbia ripetuto spesso che non amo questo genere. In tal caso la brevità delle storie ha rappresentato un punto a suo favore. Per quanto siano molto semplici, alcune sono davvero geniali in quanto ti portano a riflettere - che poi è un po' il senso per il quale apri un libro - sulle debolezze, i vizi, la mediocrità, il nostro essere così vendicativi, imprevedibili, violenti sia nei nostri confronti che in quello degli altri. Ho sempre pensato che il peggio lo dimostriamo in particolari contesti e in determinate circostanze della vita e le cause sono svariate: il potere, i soldi, l'amore, l'insoddisfazione, la gelosia, l'invidia che ci portano a tradire e essere traditi per poi arrivare alla vecchiaia, quando i giochi sono fatti, dove sentiamo questa inutile esigenza di riscattarci e rimetterci in pari coi torti subiti o quelli commessi e guadagnarsi finalmente un posto in paradiso, dove il male non esiste.

Camilleri mi ha piacevolmente stupito, catturato, coinvolto fino all'ultima pagina come non mi succedeva da tempo.

Vi consiglio assolutamente di leggerlo.

Francesca

2 commenti:

  1. io sono una fan di Montalbano: il primo libro che ho letto non l'ho capito, adesso conosco il siciliano meglio dei siciliani!:-)
    Ti consiglio di iniziare a leggerli anche se non sei un'amante dei libri gialli perché ogni Montalbano é molto più di un giallo, non é paragonabile ai vari thriller che trovi in libreria che cercano di tenerti incollata alle pagine creando poco probabili momenti di suspense, in Montalbano il caso da risolvere é quasi in secondo piano. In primo piano ci sono i personaggi perfettamente caratterizzati e, soprattutto, uno stile nello scrivere che non ha eguali.

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    1. A me piacciono i gialli, non mi piace però fare questo ulteriore sforzo mentale nel cercare di comprendere un dialetto a me totalmente sconosciuto e ostico. ;) Però ho adorato molto il modo di raccontare gli eventi di Camilleri. Insomma, tu dici che devo darmela una possibilità con Montalbano? ;)

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