1 luglio 2013

Inferno di Dan Brown [recensione]

INFERNO
di Dan Brown

Casa editrice: Mondadori
pagine 600
25 euro
ISBN-13 9788804631446
Anno: 2013

TRAMA: Robert Langdon si risveglia in un letto d'ospedale a Firenze. Non ha memoria dei due giorni precedenti. Sa solo che qualcuno gli ha sparato in testa e sta ancora cercando di ucciderlo. Verrà aiutato dalla bella e tormentata dottoressa Brooks a uscire dai guai, dando il via a un inseguimento per le strade di Firenze che lo porterà a scontrarsi con l'idea di un folle visionario che per mettere in atto i suoi propositi si è ispirato niente meno che all'Inferno di Dante Alighieri.

COMMENTO: Così comincia l'ultima fatica letteraria di Dan Brown, questa volta ambientata nella culla del Rinascimento. E così, tra i soliti cliché del genere [guerra termonucleare globale vs uomo comune] e i topos letterari propri dell'autore [l'uomo in fuga, una donna bella e intelligentissima, storia dell'arte e quadri] Robert Langdon si destreggia tra corse contro il tempo e cattivoni in stile Spectre [avete presente 007?]. 

La trama è molto lineare e direi persino breve, annacquata e spezzettata da svariati punti di vista. I dialoghi purtroppo li ho trovati didascalici e ingenui, inzeppati e appesantiti da troppe descrizioni storiche nozionistiche che, al contrario del “Codice da Vinci”, si scoprono poco utili alla storia, quasi che per creare atmosfera e suspense sia necessario un pedissequo elenco di vie e monumenti sterile come un plastico o il Tuttocittà. Per non parlare dei luoghi comuni che, nel 2013, si sperava fossero ormai superati [italiano gigione, sempre elegante e con la scarpa di pelle, bevitore di caffè] e alcune situazioni improbabili imputabili a una scarsa conoscenza della vera realtà italiana; ma gliela passiamo, tenuto di conto che Dan Brown è un forestiero. Non gli perdoniamo invece le varie ripetizioni di concetti molto semplici da un capitolo a un altro [durano tutti dalle quattro alle otto pagine] che ci fa dubitare che l'autore non ci reputi magari un tantino smemorati o, chissà perché, un po' disattenti. È un film, tratto da una guida turistica. Scene di pericolo tra la vita e la morte trattate da semplici “disguidi” risolti per la maggior parte delle volte con espedienti sciocchi e quasi ridicoli, dove spesso c'è dietro solo il caso o la fortuna [leggi: il volere dell'Autore] e dove la tanto decantata intelligenza della bella di turno non si fa vedere [siamo comprensivi con Langdon, che non è proprio al massimo in quanto afflitto da un'amnesia post traumatica]. 

È una storia senza ostacoli, che va da sé, liscia come l'olio, persino troppo. E il povero Dante viene chiamato in causa molte volte ma senza mai essere coinvolto davvero. Personalmente ritengo che “Il codice da Vinci” sia stato molto meglio, se si tiene di conto quel che è: un romanzo basato su elucubrazioni prive di fondamento ma molto, molto avvincenti: abbastanza per essere plausibili. Ed è stato questo il suo successo: la plausibilità. Che è in fondo il motore di tutte le storie narrate, dalle romantiche alle fantascientifiche. Inferno, purtroppo, non lo è. E si ha l'impressione che il bombardamento mediatico abbia di gran lunga superato il necessario facendo apparire "Inferno", invece che come un passabile libro mediocre, come una evidentissima e deludente sola. Detto questo, l'ho letto fino in fondo. 

Sono combattuta tra il consigliarlo o meno e a questo proposito faccio una distinzione: tutto dipende da cosa ci si aspetta non solo da un libro come questo, ma da questo libro in particolare. Dopotutto è godibile per qualche giorno di svago e senza pensieri, magari in spiaggia, se non si crede di stare leggendo alta letteratura o che i venticinque euro spesi per il cartonato valgano la storia che si ha tra le mani. Tuttavia è un libro di cui si può fare a meno. Quindi il consiglio è questo: se volete leggere Dan Brown rispolverate i suoi vecchi “Angeli e demoni”, “Crypto” e “Il codice da Vinci”. Se proprio volete levarvi la curiosità di “Inferno”, aspettate almeno la versione economica.

Alessandra

9 commenti:

  1. Grazie. La tentazione di comprarlo era fortissima!!! Il libro in vetrina è moooooolto invitante ma, non so perchè, ero scettica. Sesto senso???? Quindi aspetto la versione economica o lo prendo in biblioteca perchè una delusione (ANCHE) da Dan Brown non la reggerei!!! :)
    (Agne)

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    1. Brava! Non potevi prendere decisione migliore :)

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  2. Vedo che il libro ci ha lasciato le stesse identiche impressioni: anch'io l'ho trovato ripetitivo rispetto ai precedenti nella scelta di affiancare a Langdon una ragazza bellissima e super esperta nel proprio settore e ho notato che le digressioni storiche e artistiche sono inutili alla comprensione della storia, diversamente da quanto accadeva per Angeli e demoni e Il codice Da Vinci. Dante, poi, è solo un pretesto, e molte notizie che ci vengono fornite sulle sue opere o sulla sua vita, essendo note alla maggior parte dei lettori italiani, non creano affatto la suspance. Il romanzo si lascia leggere, ma l'aspettativa che accada qualcosa di mozzafiato o di portarsi a casa il fascino di un mistero plausibile (trovo azzeccata la tua definizione) rimane completamente delusa. Un vero peccato, soprattutto per i soldi spesi.

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    1. Già ... Il prezzo, 25 euro, quando un libro non piace, sono soldi buttati via. Questa recensione l'ha fatta una collaboratrice che collabora in questo spazio. Io ne ho letti 3 di libri di Dan Brown, due avevano come protagonista il professor Langdon ed erano abbastanza avvincenti. Forse, in questo caso, ha voluto strafare? Mi chiedo-Ti chiedo ...

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    2. Forse il motivo è questo, o forse, semplicemente, quel filone della sua narrativa si è esaurito, dovrebbe cambiare personaggi e ambienti... a lungo andare, anche un prodotto di grande successo può sbiadire se continuamente rimaneggiato.

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    3. Infatti ... Probabilmente le case editrici ragionano diversamente. Se un personaggio funziona, va pubblicato fino allo sfinimento. In questo senso ci sono casi vincenti. Come per es. l'avvocato Guerrieri di Gianrico Carofiglio, o Montalbano - mi azzardo a dire - perchè non l'ho mai letto. La gente si può affezionare, ma l'autore deve saperlo reinventare, proponendo ogni volta cose nuove e non tutti ne hanno le capacità

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    4. Mi trovi completamente d'accordo.

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  3. Io ce l'ho sul comodino ed è in lista per i romanzi da leggersi...
    gli altri di dan Brown mi sono piaciuti... vediamo un po' questo come sarà

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    1. Allora poi diccelo cosa ne pensi e se ti è piaciuto ;)

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