24 luglio 2013

Questa è l'acqua di David Foster Wallace [Frasi]

Questa è l'acqua
di David Foster Wallace

Introduzione di Don DeLillo
Traduzione di Giovanna Granato

Casa Editrice Einaudi
2009
pp. 170 
ISBN 9788806199692
Prima avevo sempre pensato che la depressione fosse come una tristezza davvero profonda, tipo quella che ti prende quando muore il tuo bravo cagnolino, o quando in Bambi uccidono la madre di Bambi. Pensavo che t’imbronciassi un po’ e magari se eri una femmina versavi qualche lacrimuccia dicendo: – Per la miseria, sono davvero depressa, – ma poi vengono gli amici, se ce li hai, a tirarti su il morale e a rimetterti in sesto e poi al mattino è come un colore sbiadito e dopo un paio di giorni chi se lo ricorda piú. La Cosa Brutta – e mi sa che la depressione è questo e nient’altro – è molto diversa, e indescrivibilmente peggio. Mi sa che dovrei dire piú o meno indescrivibilmente, perché nell’ultimo paio d’anni ho sentito le persone piú disparate cercare di descrivere la «vera» depressione. Uno della televisione con lo scilinguagnolo ha detto che secondo certi è come sott’acqua, sotto una massa d’acqua che non ha superficie, almeno per te, che qualunque direzione prendi trovi soltanto altra acqua, niente aria fresca né libertà di movimento, solo restrizioni e soffocamento, e niente luce. [Non so quanto sia azzeccato dire che è come essere sott’acqua, ma provate a immaginare il momento in cui vi rendete conto, in cui improvvisamente capite che per voi non c’è superficie, che potete nuotare finché vi pare tanto lí dentro ci affogate; immaginate come vi sentireste in quel preciso istante, come Cartesio all’inizio della sua seconda cosa, poi immaginate quella sensazione in tutta la sua piacevolissima intensità soffocante protrarsi per ore, giorni, mesi... forse questo è piú azzeccato]. Una poetessa davvero meravigliosa di nome Sylvia Plath, che purtroppo non è piú in vita, diceva che è come stare sotto una campana di vetro a cui hanno risucchiato tutta l’aria, e tu non puoi respirare nemmeno un briciolo di aria fresca [e immaginate il momento in cui i vostri movimenti sono invisibilmente impediti dal vetro e voi capite di essere sotto vetro...] Certi dicono che è come avere sempre davanti e sotto un enorme buco nero senza fondo, un buco nero, nerissimo, con dentro qualche spunzone, magari, e tu fai parte di quel buco, e cadi anche quando rimani dove sei [... magari quando capisci che il buco sei tu, e nient’altro...]
La verità con la V maiuscola riguarda la vita prima della morte. Riguarda il fatto di toccare i trenta, magari i cinquanta senza il desiderio di spararsi un colpo in testa. Riguarda il valore vero della cultura, dove voti e titoli di studio non c'entrano, c'entra solo la consapevolezza pura e semplice: La consapevolezza di ciò che è così reale e essenziale, così nascosto in bella vista sotto gli occhi di tutti da costringerci a ricordare di continuo a noi stessi: "Questa è l'acqua, questa è l'acqua; dietro a questi eschimesi c'è molto di più di quello che sembra.
Nelle trincee quotidiane della vita da adulti l'ateismo non esiste. Non venerare è impossibile. Tutti venerano qualcosa. L'unica scelta che abbiamo è che cosa venerare.
Questo tizio è un perfetto esempio di Marpione, dice l'omuncoloide. Marpione? Termine tecnico per certi soggetti che giocano sporco in amore, dice l'amore; Marpione, sostantivo, indica sostanzialmente uno che fuori fa tanto il carino ma dentro è un bel furbastro. Un furbastro che fa il carino? Quello è un marpione all'opera, dice l'amore, e noi ce ne stiamo qui, con le mani in mano. Gli assesta uno smagliante colletto metatarsico, tra la segatura.

6 commenti:

  1. Ho letto da poco "Ogni storia d'amore è una storia di fantasmi", non sono stata capace di resistere alla tentazione di affacciarmi alla vita di DFW quanto più possibile, con una pulsione quasi voyeuristica verso lo scrittore che più rimpiango. Da qualche parte lì viene chiamata "un buco nero coi denti".

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    1. Io è il primo che leggo, ma ho intenzione di leggerne altri. E' stata una bella sorpresa. Di più non so dirti perchè so troppo poco di lui

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  2. la depressione è una osa che mi tocca troppo da vicino perché io abbia seriamente voglia di leggerla nei romanzi...

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    1. E io non posso che darti ragione. Il suo modo di affrontare la depressione però, non fa male.

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