3 luglio 2013

Vimini di Donato Cutolo [recensione]

la copertina è stata realizzata dal pittore Giovanni Tariello
VIMINI
di Donato Cutolo

Colonna sonora originale di Fausto Mesolella 

ZONA 2012 romanzo 
pp. 84 + CD - EURO 15 
ISBN 978 88 6438 313 2

RECENSIONE: Possiamo definire "Vimini" un romanzo breve, o anche un racconto lungo [come più vi aggrada]. Si lascia leggere in poche ore, un po' per la sua brevità, un po' per il potere che ha di catapultarti nella storia coinvolgendo da subito. Inoltre non è solo lettura, ma anche ascolto. Al libro infatti è allegato un cd, composto da sette tracce,  suonate dal chitarrista degli Avion Travel, Fausto Masolella. Quindi potete sicuramente immaginare quanto ciò rappresenti, a livello narrativo, un fattore ancora più suggestivo. Soprattutto per me, che reputo letteratura e musica un'accoppiata vincente, quasi simbiotica.

Vimini Mart, dopo 3 anni e mezzo, ritorna nel suo paese natale, dove ritrova la madre che ha il fiato che sa perennemente di alcol, presa dai suoi giri e alla conquista continua di emozioni nuove; ritrova Sacco, un amico fedele; ritrova Remo, il ragazzo di cui è segretamente innamorata e infine ritrova il casolare di nonna Cecilia, che quando era ancora viva, l'ha accudita prendendosene cura.

Abbiamo di fronte a noi una trama complessa e articolata perché racconta gli stati d'animo e i tormenti che la protagonista, ormai diciottenne, prova dopo essere stata così tanto lontana da San Timo, dove è nata e cresciuta con un padre che, a causa del lavoro, è sempre stato assente e una madre che è sempre stata troppo presa dai suoi malesseri. Da un lato spera che niente sia cambiato, come le persone che ha lasciato e i legami che aveva con loro, come le strade, le case, la piazza a lei tanto familiari... dall'altro vuole viversi l'estate più magica che abbia mai passato lì. Una nota di merito è la descrizione minuziosa che l'autore fa dei personaggi di sfondo, come se avessero la stessa importanza della protagonista e aiutano a costruire i pezzi del puzzle mancante, dando un senso ben definito alla storia.

Una favola contemporanea dal sapore dolceamaro, dove passato e presente si rincorrono e si mescolano in maniera incessante, gli arcobaleni fanno da sfondo, la poesia aleggia leggera e abbraccia le parole in un vortice talmente malinconico da entrarti dentro, per uscirne fuori solo alla fine.

Vi consiglio assolutamente di leggerlo.

Francesca

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