12 agosto 2013

LOVECRAFT La casa stregata e altri racconti di Howard P. Lovecraft [Recensione & Frasi]

LOVECRAFT
La casa stregata e altri racconti
di Howard P. Lovecraft

Casa editrice: Grandi tascabili economici della Newton Compton
Anno: 2010
Prezzo: 7 euro

Non più vampiri, mostri, gatti neri e specchi ingannatori ai quali Stoker, Mary Shelly e Poe ci avevano abituato. Con Lovecraft la letteratura dell'orrore fa un balzo in avanti, diventando letteratura del fantastico. Il passo successivo sarà la piena fantascienza. È difficile riassumere le trame dei molti racconti e romanzi delle due raccolte ma tra essi si possono tracciare dei fili conduttori che sempre si ritrovano nei suoi scritti. E dunque leggiamo, con precisione cronachistica, di un'enorme creatura gelatinosa e maleodorante che spaventa gli abitanti di una indifesa cittadina americana, di orrende creature rettili che suggeriscono una loro antichissima supremazia sulla Terra, di una chiave d'argento che spalanca le porte dell'universo e sempre, al di sopra del tempo e dello spazio, gli aberranti esseri che professano il Culto di Chtulu, antico sacerdote cosmico che ha profetizzato un prossimo ritorno degli Antichi, razza superiore che tornerà a dominare dove ora domina l'uomo. Le credenze relative a questo Culto sono tutte raccolte all'interno dell'arcano libro chiamato “Necronomicon” redatto dall'arabo pazzo Abdul Alhazred, su cui Lovecraft tesse interi cicli di storie talmente avvincenti e originali che, all'epoca, molti lettori appassionati del genere fantastico si convinsero davvero della sua reale esistenza.

Perché [ri]leggerlo 

Certo, c'è da dire che tutto questo è talvolta narrato con una incipiente prolissità: nonostante l'edizione sia del 2010, non si può dimenticare che Lovecraft visse tra il 1890 e il 1937 nutrito, oltre che dalle passioni personali per l'astronomia, la chimica, i romanzi di Poe, Jules Verne e H. G. Welles, anche dalla poderosa biblioteca settecentesca dei nonni. Ma bisogna dargli più di un'opportunità e cercare di andare oltre lo stile a cui non siamo più abituati: chi si dice appassionato del genere fantascientifico non può non aver letto qualche racconto! È l'anello di congiunzione tra generi che sono a tutt'oggi ancora floridi. Inoltre, entrambi i volumi sono fortunatamente corredati di prefazioni che contribuiscono a comprendere meglio il contesto nel quale le storie sono state composte. A chi ama questo tipo di letteratura consiglio di rimediare l'assenza di queste letture. A chi non ama questo genere mi sento comunque di consigliare almeno una consultazione [magari di edizioni prestate e più datate], più per completezza letteraria che altro, essendo consapevole della sua estrema particolarità. 
Né le geometrie non euclidee, né la fisica quantistica bastano a dilatare certi cervelli, e quando si mischiano questi valori con il folklore e si tenta di scoprire uno strano retroterra di realtà multidimensionali […] difficilmente ci si può aspettare di essere totalmente liberi dalle tensioni mentali. […] La vita era diventata una cacofonia insistente e quasi insopportabile, a cui si aggiungeva un'impressione costante e terrificante di altri suoni, provenienti dalla soglia della percettibilità. 
Sulla terra, il 7 ottobre 1883, un ragazzo chiamato Randolph Carter stava uscendo dalla caverna del Serpente […] c'era poi anche un terzo Randolph Carter, nello sconosciuto e informe abisso cosmico che si stendeva oltre la soglia finale. C'erano dei Carter in paesaggi che appartenevano a ogni età conosciuta e ipotizzata della terra, e ai secoli più remoti che trascendevano la conoscenza, le ipotesi e la credibilità. […] Spore di vita eterna trasportate di mondo in mondo, di universo in universo, ma tutte uguali a lui. […] Di fronte a quella scoperta, Randolph Carter vorticò nelle spiredell'orrore supremo. 
L'inversione di tendenza è netta: mentre nella letteratura orrorifica classica la paura e il male provengono spesso dall'uomo [come nel “Cuore rivelatore” di Poe, dove l'udire spasmodico di un cuore sotto il pavimento conduce alla pazzia] ed è all'uomo che guardano, con Lovecraft la paura diventa terrore e si proietta nell'universo. Grazie alle nuove scoperte scientifiche, s'incontrano nuovi piani di realtà, geometrie sconosciute che si espandono in più di quattro dimensioni nelle quali “Non è morto ciò che può vivere in eterno, e in strani eoni anche la morte può morire”, pianeti e creature distanti anni luce che non hanno nessun interesse a procurare follia bensì a tornare a essere ciò che erano un tempo, a qualunque costo.

Alessandra

11 commenti:

  1. Da appassionato di fantascienza e non di horror (non sono mai andato oltre il capolavoro di Bram Stoker ed i racconti di Poe) Lovecraft mi è piaciuto tantissimo. Far provare così bene quel senso di inquietudine tramite pochi, terribili, segnali durante ogni racconto... forse oggi è banale, al tempo magari non lo era affatto. D'accordo, nella mia piccola esperienza della letteratura "parafantascientifica" di quel periodo c'era Poe a cui, come giustamente hai detto, Lovecraft deve parecchio. Però, anche se ci sono somiglianze, il soprannaturale lovecraftiano spesso è molto diverso, percepibile spesso solo mediante strumenti scientifici (e anche da questo punto di vista, per me è un piacere leggere FS antecedente alla meccanica quantistica, e soprattutto alla manipolazione genetica, di un gusto totalmente diverso) e secondo il mio umile giudizio, molto più particolare, certi passaggi di Lovecraft sono indimenticabili. In sintesi cosa volevo dire? Mi ha fatto piacere leggere una recensione di una mia vecchia passione letteraria, complimenti per l'articolo e complimenti in generale a tutte le recensrici (si dice così? Suona un po' cacofonico) del blog.

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    1. Ti ringrazio per il tuo commento :) e per i complimenti che ci fai

      E ovviamente a rispondere sensatamente alle tue parole ci penserà Alessandra, che ha scritto la recensione

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    2. Sono contenta di trovare un altro appassionato di fantascienza! E' un genere che ho scoperto da pochi anni ma sto cercando di recuperare! Lovecraft è stato per me una sorpresa, perché temevo fosse molto, troppo simile a Poe e invece si discosta al punto giusto e quel tanto che basta per generare qualcosa di nuovo.
      Ti ringrazio per tutti i complimenti, l'intervento dettagliato che hai fatto denota la grande passione che hai e che sono felice di avere "rinverdito" con la recensione!
      A proposito di manipolazione genetica "d'antan", hai mai letto Il mondo nuovo di Aldus Huxley?

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    3. Sì, l'ho letto non troppo tempo fa, e mi è piaciuto veramente tanto. A dir la verità credo che per Huxley la manipolazione genetica (di cui sicuramente si intendeva tanto, basta guardare la descrizione del processo di trattamento dei feti -di cui ora non mi ricordo il nome- nel primo capitolo) sia stata soprattutto un pretesto per presentarci una società distopica all'interno della quale si potesse esprimere al meglio la genuinità del personaggio del selvaggio (in cui forse ha messo un po' di se stesso). Infatti l'autore (dopo il trauma della seconda guerra mondiale) ha scritto "Ritorno al mondo nuovo", in cui riesamina le tematiche del primo libro per criticare la società a lui contemporanea. In realtà il "seguito" (che poi seguito non è) non è che mi abbia entusiasmato, forse perchè prevalentemente rivolto a persone contemporanee all'autore, ma Il Mondo Nuovo resta una capolavoro immortale.

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    4. Già che ci siamo ti consiglio un altro libro (purtroppo reperibile solo nelle biblioteche oppure su qualche libreria on line) di "prima" fantascienza (se non erro è del 1920): "Noi" di Evgenij Zamjatin, ingegnere russo che scappò in Inghilterra per sfuggire alla dittatura. Una società intera che ha soppresso ogni tipo di sentimento ed elevato i numeri a unica realtà. Peccato che ci siano dei dissidenti... Bellissimo il connubio tra matematica e destino, non dico altro! Anche se è difficile da trovare, secondo me il gioco vale la candela.

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    5. Trovato! Ho iniziato a leggerlo, per ora sono solo alla nota nona... beh, per ora ti posso dire le mie primissime impressioni! L'autore aveva proprio una bella fantasia, riesce ad immaginarsi una società così "matematicamente" rigida e inquietante (volendo gli abitanti sono ancora più "immobilizzati" della società del Mondo Nuovo, almeno mi pare. Credo che il protagonista descriva bene la sua realtà nella nota settima: "La libertà e la delinquenza sono così inseparabilmente legate tra loro come... mettiamo, il movimento dell'aereo e la sua velocità"). Però già da ora si notano un paio di elementi che mi aspetto che possano fungere da "mine vaganti" che scardineranno il sistema... sono curioso di vedere dove andrà a parare!

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    6. Grandissimo! Poi facci sapere cosa ne pensi!

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    7. L'ho finito! Bella lettura, anche se ora come ora mi è difficile parlarne senza pensare agli ultimi capitoli (soprattutto l'ultimo!) che magari potrebbero spoilerare qualcosa a chi ha intenzione di leggerlo. Comunque molto bello e, a mio giudizio, originale, a partire dal linguaggio con cui è stato scritto con le sue mille allusioni e metafore matematiche. La società proposta, ed il messaggio del libro (devo ancora capire quanto sia consistente l'aura di pessimismo che a freddo mi pare dilagante) mi ha ricordato principalmente 1984 (e infatti ora sto leggendo che a Orwell è piaciuto molto "Noi", la cosa non mi sorprende affatto!). Veramente un bel libro, mi ha coinvolto molto. Grazie del consiglio!

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    8. Non c'è di che! Sei stato rapidissimo!

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  2. Ho letto tutto Lovecraft nella mastodontica opera in 4 volumi, della Mondadori, lo trovo un grandissimo scrittore

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  3. Io invece ho appena comprato il Mammut della Newton Compton (qualcosa come un chilo)! Ero interessata soprattutto ai saggi e ai lavori meno conosciuti. Mi sembra ben fatto, anche se non ho ancora approfondito. Devo dire che quelli della Newton Compton con questi Mammut hanno fatto centro...!

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