16 agosto 2013

Port Mungo di Patrick McGrath [recensione]

PORT MUNGO
di
Patrick McGrath

Editore: Bompiani
Collana: Tascabili Bestseller
Traduzione: Alberto Cristofori
Pagine: 300
ISBN: 9788845257124
Prezzo: € 8,20


Due artisti, Jack Rathbone e Vera Savage, s'incontrano e s'innamorano. Diciassette anni lui, trenta lei. Scappano insieme, per trasferirsi a Port Mungo, dove sviluppare e migliorare le proprie capacità artistiche. La vita selvaggia e la relazione complicata, che con gli anni non fa altro che peggiorare, intaccano l'anima di entrambi. Niente si acquieta, neanche con la nascita delle figlie Peg e Anna.
Jack sceglie la cittadina dei Caraibi per creare una corrente propria, il tropicalismo, che però non riesce ad avere concreta presa sul pubblico. Per Vera quel luogo, dove si sente letteralmente trascinata, è troppo stretto e incapace di ispirare opere importanti; si nasconde nella dissolutezza, fugge spesso per poi tornare sempre dal compagno, prova insoddisfazione costante, soprattutto per quanto riguarda il suo lavoro di pittrice.
Una relazione malsana, contaminata dalle ambizioni di entrambi, incapaci di raggiungere dei compromessi per la stabilità della coppia e poi della famiglia. La figlia maggiore, Peg, sarà la vittima di questo rapporto, che con difficoltà si riesce a definire amore:
"Chiacchiere falso-romantiche, come se vivere in sana concordia con un altro essere umano fosse inferiore al circolo vizioso di litigi e riconciliazioni, con il corollario di alcolici rovesciati, stoviglie rotte, lenzuola strappate, tele prese a calci, persone buttate fuori di notte, porte chiuse in faccia, interi condomini svegliati e, sì, anche violenza fisica, lacrime e urla. E qualche ora dopo, scuse singhiozzanti e sesso da mal di testa, oppure intemperanze notturne che finiscono in tragedia. Mi dissi che quello non era un sentimento amoroso, bensì la mancanza di un equilibrio emotivo: solo uno sciocco poteva pensare che fosse amore". [pp.159-160]
Il narratore della storia è la sorella di Jack, Gin Rathbone: il suo punto di vista esalta la figura del fratello e individua come unica responsabile delle maggiori tragedie familiari la compagna Vera. L'intera convinzione di uomo fragile che Gin si è costruita sin da bambina sull'amato fratello risponde a verità?:
"«Jack non è fragile,» latrò.
«Ha passato vent'anni a Port Mungo, a crescere le tue figlie, mentre tu te ne andavi in giro.» 
«È questo che ti ha detto?» 
«L'ho visto con i miei occhi.» [...]
«E io sospetto che tu sappia tutto questo, Gin» disse, «ma tu e lui avete il mito del Geniale Jack. Bé, il geniale Jack è una nullità. Mi ha trascinato laggiù perché non sopportava di vedermi trionfare qui. Era divorato dall'invidia, e sono convinta che trovasse assurdo che una donna potesse avere più talento di lui: mi voleva costretta in quella palude perché fossi invisibile. Perché pensi che volesse dei bambini? Per tenermi tranquilla, e ottenere le sue lezioni di pittura.»" [pp.272-273]
Fino alla fine, si mantengono la tensione alta e il mistero che avvolge la reale routine domestica di questa coppia di artisti. Il segreto sarà rivelato solo al termine, per aprire la porta a verità difficili da accettare.

Dopo la lettura di Follia, una storia che di nuovo mette al centro i temi già protagonisti dell'opera precedente di Patrick McGrath: amore complicato, quasi infetto oserei dire, dannoso per chi si avvicina; follia legata alla figura dell'artista, che non riesce mai a sentirsi all'altezza di chi gli sta intorno, o abbastanza talentuoso da essere ricordato; i figli, i quali crescono in solitudine, infelici e problematici, e, proprio loro finiscono per essere le vittime.
Un romanzo psicologico, che colpisce il lettore, fino ad accompagnarlo nei labirinti della mente di tutti i personaggi, tratteggiati a regola d'arte. Tante domande nascono, via via che la storia procede, per trovare risposte razionali: queste non ci sono. Niente sembra essere razionale. Solo l'istinto guida le azioni e le emozioni di ciascuno. L'unica che crede di essere concreta è Gin, la quale si aggrappa alle sue convinzioni fino a quando non si scontra con il reale stato delle cose.
Patrich McGrath dimostra di saperci fare con le parole, usandole per svelare al lettore le complesse logiche insite nell'animo di ogni personaggio. 
Da leggere tutto d'un fiato: alla fine si resta a bocca aperta e immersi in dubbi e riflessioni.

Direi non proprio una lettura di svago o da spiaggia, anche se la foto mi smentisce subito!

Veronica

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