26 agosto 2013

Revolver di Andrea Malabaila [recensione]

Revolver
di Andrea Malabaila

Casa Editrice: Booksalad
Isbn: 9788898067039
Pagine: 130
Formato: 14x21 cm
Prezzo: 13 Euro

RECENSIONE:  Voglio iniziare dicendo che questo è un romanzo decisamente rock. L'ho portato nell'unico weekend di mare che mi sono concessa. L'ho letto tutto d'un fiato sotto l'ombrellone.

Andrea, giovane scrittore, è ossessionato, da circa dieci anni, da una storia che non riesce a concludere: quella di Damon Kidd e della sua band, i Revolver. Damon il leader, infatti, sta per fare il concerto più importante della sua carriera, a Parigi ... e rappresenta a tutti gli effetti, la star consumata che ha riscosso ogni sorta di consenso possibile. Ma adesso la sua fama è arrivata a un bivio: - Affermarsi con un nuovo album o crollare definitivamente dall'olimpo che fino ad ora lo aveva sorretto.

Insomma, il classico personaggio che ha fatto del "Drugs, sex & Rock and Roll" un vero e proprio stile di vita. Siamo infatti abituati a vedere le rockstar sopra alle copertine patinate da milioni di tirature e noi comuni mortali li invidiamo, perchè siamo convinti che non si annoiano mai e per la loro esistenza così "perfetta", su yacht dove difficilmente saliremo, a bere champagne accanto a modelle schifosamente bionde, schifosamente belle e ai nostri occhi schifosamente fortunate, solo perchè madre natura non c'ha riservato la stessa gentilezza e loro hanno avuto un privilegio che a noi non è stato concesso.
Anche se questo fa parte del pacchetto dei pensieri considerati futili, continueremo in ogni caso a sentirci le migliori perchè non abbiamo ceduto alle avances di un bruto terribilmente affascinante [merito di photoshop?] che sniffa Coca e si fa di crack fino a mandarsi il cervello in pappa e ha una promiscuità che difficilmente accetteremo, perchè il nostro uomo rimane il nostro e non siamo disposte a dividerlo con una ressa di fan-atiche disposte a tutto pur d'infilarsi nel suo letto.

Adesso però, cerchiamo di cancellare dalla mente questa immagine e guardiamo oltre, perchè Damon sì, sarà pure il più amato dalle donne, potrà anche farsene centinaia, ed essere considerato un grande, ma ammettiamolo chiaramente ... Voi vorreste mai avere tutta questa ansia da prestazione pre-concerto? Vorreste mai svegliarvi di soprassalto per gli incubi notturni? Vorreste mai dover tirare fuori il vostro sorriso falso alla gente che più che te, ama il personaggio che rappresenti? Vorresti mai soffrire di stanchezza cronica a causa da tour in giro per il mondo con annessi e connessi? Vorresti mai non poter disporre del tuo tempo perchè il tuo manager decide anche quando devi andare in bagno? Vorresti mai guadagnare un sacco di soldi che non sai nemmeno come spendere perchè non non hai un istante libero e probabilmente hai già ciò che desideri? Io no, grazie!

Ma il punto è un altro, Damon vive esclusivamente nella mente di Andrea. Un romanzo dentro al romanzo. Realtà e finzione che si fondono [fino a confondersi] in una cosa sola. Due storie che scorrono parallele per poi riunirsi nella città più magica d'Europa, di fronte a un enorme palco, dove i protagonisti piano piano decidono le sorti l'uno dell'altro. Di Damon in primis, di Andrea poi ...   Volete sapere come va a finire? Non vi resta che leggerlo. Assolutamente Consigliato!
Si gira nel letto e nel torpore del risveglio mette a fuoco un dettaglio alla volta - chi è, dov'è, cosa ci fa lì, le lenzuola stropicciate, la sera prima. [...] Sono dubbioso: come incipit è il più grosso azzardo della mia carriera. Novanta manoscritti su cento che mi capita di leggere iniziano con il protagonista che si sveglia nel suo letto, si alza, e va a farsi un caffè. Di solito il protagonista ha avuto un incubo e il risveglio non è dei più dolci. Spesso la sua ragazza lo ha lasciato da poco. Molte volte si è appena laureato e non sa cosa fare della sua vita. Oppure si accorge che è arrivato a trent'anni, è una donna e vorrebbe un  figlio ma non ha nemmeno un fidanzato. Però, qualunque sia la sua storia, si alza e il primo pensiero - Dio solo ne sa il motivo - è il caffè.
Francesca 

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