8 agosto 2013

THE DOME di Stephen King [recensione]

THE DOME
di
Stephen King


Editore: Sperling & Kupfer
Collana: Pickwick
Traduzione: Tullio Dobner
Pagine: 1052
ISBN: 9788868360276
Prezzo: € 12,90


In una mattina d'autunno, la cittadina di Chester's Mill viene avvolta da una Cupola, le cui origini sono sconosciute. Invisibile, indistruttibile, inviolabile. L'isolamento dal resto del mondo colpisce i suoi abitanti, i quali finiscono per dividersi in due gruppi: i buoni, che cercano di affrontare razionalmente la situazione di emergenza; i cattivi, che approfittano delle circostanze, compiendo atti ignobili. 
Big Jim Rennie, secondo consigliere della città, cattivo per eccellenza, usa la paura e il panico delle persone a suo favore, emergendo come leader indiscusso: vuole essere il punto di riferimento della città, colui a cui tutti si rivolgono per trovare conforto; spera che la Cupola rimanga il più a lungo possibile, in modo da conquistarsi la fiducia dei sudditi.
Con la morte del capo della polizia Howard Duke Perkins, uomo integerrimo, le stesse forze dell'ordine vengono ridimensionate: a infarcire il dipartimento vengono scelti ragazzi giovani e forti della città, compreso Junior Rennie, figlio di Big Jim, facilmente manipolabili dallo stesso consigliere, che oltretutto ha in pugno il nuovo capo della polizia, Peter Randolph.
I militari che circondano la Cupola, incapaci di distruggerla e farla sparire, alimentano la sfiducia negli animi dei cittadini di Chester's Mill, che sentono di dover lottare per sopravvivere: le risorse sempre più scarse e l'aria che si fa, ora dopo ora, irrespirabile, trasformano lo spazio in un'arena. 
A opporsi a una situazione di caos totale: l'ex-militare ora cuoco Dale Barbara, la proprietaria del ristorante Rose Twitchell, la giornalista Julia Shumway, la moglie dello sceriffo Duke, Brenda Perkins, Romeo Burpee, titolare del Burpee's Department Store, la terza consigliera Andrea Grinnell, la reverenda Piper Libby, gli agenti Jackie Wettington e Linda Everett, gli assistenti medici Rusty Everett e Turston Marshall e alcuni ragazzi, Joe McClatchey, Norrie Calvert, Benny Drake. Non riusciranno a impedire sempre che il peggio delle persone si manifesti.

L'attenzione sulla psicologia dei personaggi, soprattutto i cattivi, nonché sulla loro trasformazione repentina che l'avvento della Cupola scatena, sono sicuramente le parti forti e migliori del libro di Stephen King.
La dovizia di particolari si concentra anche nella descrizione della città, coadiuvata dalla cartina all'inizio del libro, e per i singoli eventi, che si dipanano nell'arco di una settimana.
Non c'è redenzione per i personaggi cattivi, a cui King non risparmia una punizione esemplare, ma la ricerca del giusto finale è discutibile.
Da dove viene questo campo di forza, che la tecnologia umana non riesce ad affrontare? L'autore ne dà, a mio avviso, una spiegazione banale e troppo buonista. Il racconto dei bambini che si divertono a torturare le formiche è la metafora che racchiude l'essenza della Cupola, con un'analisi delle azioni cattive di cui un essere umano si può macchiare e con le quali prima o poi dovrà fare i conti:
«Provare rimorso per una cosa sbagliata era meglio che niente, ma nessuno rimorso a posteriori poteva espiare la colpa per aver provato gusto nel far del male, fosse bruciare formiche o ammazzare prigionieri».
In conclusione, direi che The Dome merita la lettura, fosse soltanto per la costruzione di personaggi con i quali si riesce a entrare pienamente in sintonia e per le dinamiche interne a uno spazio limitato, le cui risorse che si assottigliano passo dopo passo, scatenano un'inversione di tendenza nell'uomo, che, dimenticandosi dell'etica, finisce per arrivare a compiere azioni fra le più brutali, per affermare il potere e assicurarsi la sopravvivenza.

Su Rai2 sta andando in onda la serie tv tratta (liberamente/lontanamente ispirata) dal romanzo The Dome.
Io la sto seguendo e posso dire che non è male, se ci dimentichiamo completamente del libro, che ne rappresenta esclusivamente un'ispirazione.
A me dà l'idea di vivere due storie simili e allo stesso tempo diverse, che mi permettono di rimanere ancorata più a lungo alle avventure/disavventure della Cupola di Chester's Mill. Fateci un pensierino!






Veronica

1 commento:

  1. Ho letto anche io The Dome e trovo che rispetto a tutto l'andamento della storia il finale faccia un po' cadere la tensione, oltre che a essere quasi affrettato... Però merita leggerlo per la ricchezza e la schiettezza con cui sono descritti i personaggi!
    :)

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