25 settembre 2013

Acqua buia di Joe R. Lansdale [Recensione & Frasi]

Acqua buia
di Joe R. Lansdale

Casa editrice: Einaudi Stile Libero
Anno: 2012
Prezzo: 18,50 Euro
331 pagine
La volta che siamo andati a fare quel bagno, quando May Lynn era nuda come una ninfa, me ne sono accorto. Me ne sono accorto eccome. Guardavo di nascosto, ma guardavo. Il fatto è che a May Lynn piaceva usare il suo corpo per avere potere, e io non volevo concederglielo. Non volevo farle sapere che quel che avevo visto mi era piaciuto. Non voglio che nessuno abbia potere su di me. Nessuno. In nessun modo.
C'è l'adolescente Sue Ellen e il suo rapporto con una madre dedita all'alcol e più ragazzina di lei; Terry che deve sostenere le accuse di omosessualità e il nuovo matrimonio di sua madre per nulla rose e fiori; Jinx, sveglia bambina di colore che ha già capito che, nella vita, se vuole il rispetto dovrà sudare il doppio di un cittadino americano e bianco. E poi May Linn, trovata annegata nel fiume ma viva più che mai nella mente degli amici che hanno deciso di rispettare i suoi sogni e di farle fare il viaggio della vita verso la dorata Hollywood partendo proprio dal fiume nel quale quei sogni si sono interrotti. Per farlo useranno il denaro nascosto da May Linn sottoterra e di cui aveva lasciato traccia soltanto nel diario personale, mettendo in moto la bramosia di diverse persone. Su tutto, a fare da sfondo, quell'America che non ha ancora scordato la sua anima sudista, fatta di boschi e lagune selvaggi, perdigiorno e timorati di Dio, e il desiderio di affrancamento dalla famiglia, dal paese, da una vita ristretta che tutti [soprattutto nell'adolescenza] abbiamo sentito.

È una storia lineare e senza sbalzi. Ha l'apparenza di un giallo per ragazzi, se non fosse per le tematiche violente [dagli abusi su minori alla corruzione, fino all'assassinio seriale] e per qualche scena che fa l'occhiolino allo splatter [ma i ragazzi di oggi, si sa, su questo sono più che smaliziati]. Lo sviluppo della trama non mi ha convinta appieno, così come alcuni dei personaggi. Talune scelte fatte dai giovani fuggiaschi non sono del tutto comprensibili nelle condizioni di premura e angoscia in cui si verificano. Alcuni scambi di battute odorano un po' troppo di film, soprattutto quelli tra lo sceriffo e Sue Ellen, lo zio cattivo Gene e sua madre. Ed è proprio quest'ultima a essere un po' meno credibile degli altri personaggi, poiché la sua instabilità psicofisica dovuta all'alcol non riesce a giustificare i suoi sbalzi di carattere [non di umore]: talvolta propositiva, talvolta arrendevole, spesso fin troppo espansiva nel confessare alla figlia Sue Ellen segreti taciuti a lungo che, se una moderna madre media non si sogna, figuriamoci una vissuta nel profondo Sud Americano intorno agli anni 30 [non è mai specificato, se non nelle bandelle] e che a volte sfiora le confidenze tra amiche da romanzo rosa [in momenti peraltro piuttosto improvvisi]. In questo ci leggo la volontà e il desiderio dell'autore di inserire a forza determinati episodi o dialoghi tenuti particolarmente a cuore, ma che forse ai fini della storia acquistano un sapore di riempitivo. Emerge quindi una sospesa predestinazione che fa andar ogni cosa per il verso giusto, anche troppo [non sempre ma spesso, non svelo nulla!].

Questa storia vorrebbe affiancarsi, forse, a romanzi come "Il buio oltre la siepe" [pur senza scimmiottarlo devo ammettere] purtroppo mancando di un pelo il bersaglio. Anche il linguaggio, quello rozzo delle classi meno che operaie del tempo, risulta al contrario molto limpido e macchiato giusto qua e là di modi di dire dal suono un po' forzato. Il mio giudizio è di un romanzo scorrevole, che regala sensazioni d'infanzia e delle avventure immaginate da ragazzi. Ma purtroppo rimane nel mezzo; un romanzo desideroso d'essere più cose insieme [d'avventura, di paura, sentimentale] ma che confonde le dosi. I personaggi dei tre ragazzi sono invece a tutto tondo e pieni di dignità. Il massimo rispetto va a Terry, che affronta con intelligenza le opinioni sulla sua omosessualità; all'incoscienza e innocenza con cui Sue Ellen si ostina a stupirsi delle brutture del mondo; a Jinx e alla sua lingua tagliente e schietta, unico arpione alle irrealizzabili e controproducenti fantasie degli amici. Per questo lo reputo un buon romanzo. Peccato che duri molto poco, si avrebbe la voglia di conoscere più a fondo questi amici per la pelle.

Alessandra

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